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La moglie di un altro


di UnFilm
15.08.2026    |    2.563    |    5 8.9
"» L’ho guardata camminare via nel vestito rosso, in mezzo a tutti quelli che non sapevano niente..."
La moglie di un altro

La incontro per strada. Calze nere e stivale, viso da furbetta, occhi scuri, caschetto.

La prima cosa che faccio è cercarle la mano sinistra.

C’è la fede. Le donne sposate hanno quel qualcosa in più che non so spiegarmi. Sarà l’idea del segreto da mantenere, o la certezza del tempo rubato alla famiglia per potersi divertire. Non lo so, appunto.
So solo che comincio a camminarle a fianco e con una scusa qualsiasi attacco bottone.

Al bar mi dice che è dell’est, che ha un marito e un figlio. Lo dice come si dà un’informazione di servizio, girando il cucchiaino. Io le dico che sono fidanzato, e poi le chiedo se le calze che porta sono autoreggenti.

Non aspetto la risposta. Metto la mano sotto il tavolo, sulla coscia, e la faccio salire finché non trovo la pelle oltre il nylon.

Lei non si sposta. Alza gli occhi dalla tazzina.

Mi avvicino e le dico piano che cerco una moglie da educare.

«Io mi voglio divertire» dice.
«Legami no.»

***
La prima volta è venuta in un vestito facile da togliere, e sotto niente. Era una giornata calda.

Si è appoggiata sui gomiti sul tavolo della cucina, lo sguardo dritto davanti a sé, e si è spostata le mutandine di lato.
Mi sono avvicinato per sentire il profumo della sua fica e controllare se fosse già bagnata. È arrivata pronta, la troia.

Dopo, mentre si rimetteva a posto davanti al vetro della finestra, mi ha detto che fino a mezz’ora prima era a pranzo con suo marito, e che adesso lo raggiungeva di nuovo.

Ho pensato: ecco, l’ho trovata.

Le settimane dopo le ho fatto parlare. Non delle “voglie” — quelle le dicono tutte. Delle cose precise.

Una sera me l’ha detto senza che glielo chiedessi. Che voleva provare con più di uno. Una piccola gang, ha detto proprio così, con quell’italiano suo.

Le ho risposto di cominciare con calma.

E allora le ho proposto il gioco. Portarla da un uomo che non aveva mai visto. Restare in disparte a guardare. Dirigere.

Non ha esitato. Non ha mai esitato, in niente.
Ha solo chiesto a che ora.
***
È arrivata puntuale, in un vestito rosso.
Il sole entrava basso dalle persiane e le tagliava la faccia a strisce. Lui era già lì, seduto, e non si è alzato quando è entrata. Non si sono presentati — l’avevo chiesto io.
Nessun nome.

Lei si è fermata in mezzo alla stanza e ha guardato me. Non lui: me. Aspettava.

Mi sono seduto in poltrona, di lato, dove potevo vedere tutto.

«Carponi» le ho detto. «E tirati su il vestito. Fagli vedere.»

L’ha fatto senza dire niente, guardando ancora me.

Poi mi sono alzato. Le ho preso il viso tra le mani e gliel’ho girato verso di me.

«Vuoi farti inculare da uno sconosciuto?»

Non ha esitato.

«Ti rimando da tuo marito piena di sborra.»

Ha sussultato. Un movimento piccolo, involontario, sotto le mie mani. Non aveva risposto, ma l’aveva già detto tutto.

Ho fatto un cenno all’altro.

Dopo il cenno mi sono assicurato che il vestito fosse ben sollevato. E mentre lo sconosciuto la inculava io la sculacciavo. Le dicevo che era una stupenda moglie infedele. E chiedevo a lui se voleva sborrarla e a lei se la voleva tutta addosso.

***

Dopo si è chiusa in bagno un quarto d’ora.

Ne è uscita col vestito a posto, i capelli sistemati, la faccia lavata e rifatta. Uguale a quando era entrata. Ha raccolto la borsa dalla sedia, ha guardato l’ora sul telefono e ha fatto una smorfia.

«Devo andare. Lui lavora qui a due strade.»

L’ho accompagnata al portone. In strada c’era gente, macchine, il rumore di sempre. Si è girata un attimo prima di attraversare, con quella faccia da furbetta, e mi ha detto solo:

«Ciao.»

L’ho guardata camminare via nel vestito rosso, in mezzo a tutti quelli che non sapevano niente.

Poi ho pensato a lui che la vede arrivare, che si alza dalla sedia, che le va incontro.

Lei che lo bacia.

Ed è stato lì che ho sentito il piacere vero — non prima, non nella stanza. Lì, sul marciapiede, mentre lei spariva dietro l’angolo per andare a dare un bacio a suo marito.
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