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Las Palmas 2022 -giorno #2


di Membro VIP di Annunci69.it sotto_bi
11.08.2026    |    637    |    0 8.0
"» Sapevo bene che quella era una sua fantasia segreta, e un brivido mi percorse il corpo al pensiero di cosa ci aspettava..."
La mattina della seconda giornata mi svegliai solo con mia moglie accanto. Ancora nuda, si stiracchiava lentamente, ricordandosi nel profondo il suo ruolo di hotwife e di Padrona. Io, completamente ingabbiato e nudo, la osservavo mentre il sole entrava attraverso le tende leggere della villa, illuminando i nostri corpi segnati dagli eventi della giornata precedente.



Decidemmo di fare una colazione leggera, io inginocchiato accanto a lei, pronto a servirla, mentre lei sorseggiava lentamente il caffè, il sorriso malizioso sul volto. Ogni tanto ci scambiavamo uno sguardo complice, ricordando quanto fosse stata intensa la giornata precedente e quanto il nostro ruolo di schiavi fosse chiaro e assoluto.



Dopo la colazione, ci spostammo sui lettini vicino alla piscina. Io rimasi a terra, ingabbiato, il corpo teso e vulnerabile, mentre mia moglie si stendeva nuda, la pelle lucida di sole e ancora segnata dagli usi precedenti. Il nostro dialogo era leggero, ma sotto la superficie c’era la consapevolezza di ciò che ci aspettava ancora, la tensione della sottomissione e del piacere mescolati in un unico flusso.



Il calore del sole sulla pelle, il suono dell’acqua della piscina, e il pensiero dei Padroni di ieri ci ricordavano costantemente quanto fossimo sotto il loro controllo, e quanto fossimo già pronti a obbedire e servire in ogni momento della giornata.



Dopo pranzo, mia moglie si avvicinò con uno sguardo deciso. «Oggi voglio godermi un po’ di te,» disse, il tono dolce ma autoritario. Senza esitazione, estrasse la gabbietta, lasciandomi finalmente libero, ma solo per un doloroso denial.



Per diverse ore, il mio corpo tremò tra il desiderio e la frustrazione, ogni erezione contrastata, ogni movimento limitato, fino a quando finalmente il mio orgasmo esplose sulle sue gambe. Il piacere fu intenso ma rovinato, un misto di piacere e umiliazione che mi ricordava quanto fossi completamente sotto il suo controllo.



Subito dopo, come da regola non scritta dei nostri giochi, mi ordinò di pulire con la lingua ogni traccia del mio seme. Obbedii immediatamente, leccando con attenzione e sottomissione, il sapore e la sensazione un promemoria costante della mia impotenza e della sua dominazione totale.



Mia moglie, distesa e soddisfatta, osservava ogni mio gesto, il sorriso malizioso sul volto, godendo della mia totale devozione. Io tremavo, ma felice di poterle servire, completamente ridotto al ruolo di schiavo devoto e impotente.



Dopo l’orgasmo rovinato, mia moglie non esitò a rimettermi la gabbietta. Il metallo freddo mi strinse nuovamente il membro, ricordandomi della mia totale impotenza e sottomissione.



La sera ci preparammo per uscire a cena. Lei, incredibilmente sexy, con ogni movimento elegante e provocante, e io completamente ingabbiato, nudo sotto i vestiti leggeri, ma felice. La gabbietta era un promemoria costante della mia condizione, ma dentro di me sapevo di aver liberato energia, anche se l’orgasmo precedente era stato rovinato.



Camminavamo insieme verso il ristorante, mia moglie fiera e dominante, io umile e devoto, ogni passo un atto di obbedienza e piacere sottomesso. I suoi occhi, pieni di soddisfazione, mi ricordavano quanto fosse intensa e reale la nostra dinamica, e quanto io fossi completamente al suo servizio, pronto a ogni comando, pronto a ogni gioco di dominio e servire.



La cena si svolse tra sguardi complice e gesti leggeri, ma sotto la superficie c’era la consapevolezza della nostra totale dedizione e della gioia nascosta nella mia sottomissione, un piacere dolceamara che ci accompagnava in ogni momento.



Mentre aspettavamo la cena, mia moglie si avvicinò con un sorriso malizioso. «Domani,» disse, «penso che sarebbe divertente trovare un bull nero e dominante.»



Sapevo bene che quella era una sua fantasia segreta, e un brivido mi percorse il corpo al pensiero di cosa ci aspettava. Cercai di scherzare un po’, cercando di stemperare la tensione: «Beh, sai,» dissi, «il mio culo è ancora dolorante dallo strap-on di ieri, quindi ormai sono abituato…»



Lei rise, un suono leggero e provocante, ma i suoi occhi scintillavano di desiderio e controllo. «Perfetto,» rispose, «allora domani vedremo come ti comporterai con il nuovo bull.»



E si...l'ha trovato...ma questo in diario di domani !
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