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Rayja Diventa Cuckold - Parte 3


di Membro VIP di Annunci69.it Rayja
11.03.2026    |    3.376    |    25 9.5
"Con la differenza che a lei non avrò bisogno di ordinarlo …lo farà di sua spontanea volontà ed con ardore..."
Manuel, entro breve l'amante di mia moglie, mi faceva camminare per la stanza tenendomi per mano. Essere guidata da questo uomo nudo mentre indossavo lingerie e scarpe da donna mi fece eccitare da morire, ma mi sentivo stranamente a mio agio.


"Dai, tira su il culetto, ancheggia bene. Sì, così cara. Sei molto bella Sarah”!

Così facendo, lo guardai mentre si stava vistosamente eccitando. Il suo pene era diventato lungo, enorme ed io lo immaginavo profumato. Avevo una voglia immensa di averlo in bocca e di succhiarlo fino a portarlo all'orgasmo, per poi ingoiare tutta la saporita sborra di Manuel. 
Mi fece sedere sulle sue cosce!

"Vieni cara, sediamoci adesso sul letto e parliamo un pò amore mio. 
Vedo che pure tu hai una bella erezione e scommetto che quel tuo cosino non è mai stato così grosso.
Non voglio però che tua moglie lo veda così eretto ed invitante ed affinché ciò non avvenga le regalerò poi una bella gabbietta, con tanto di lucchetto. Lo metteremo dentro quando è piccolino e li lo manterremo per sempre prigioniero. Dovrai indossarlo sempre.
Sarà come se tu fossi castrato, ma non temere, se sarai sempre ubbidiente, ogni tanto lo libereremo per quel tanto di tempo necessario perché tu possa accarezzarlo e masturbarti ...e poi di nuovo dentro.

Ora parliamo invece di tua moglie. Io dovrei passare per un tuo vecchio amico, magari un amico di scuola. Comunque di un periodo anteriore alla vostra relazione. Tu dovresti invitarmi a cena una sera. Poi penserò io a tutto quanto. Flirt con tua moglie, rivelazioni su di te ed i tuoi strani gusti ed ecco che il gioco sarà fatto.
Tranquilla Sarah, sono sicuro di riuscire a inserirmi dolcemente nella vostra relazione".

Mentre parlavamo Manuel mi accarezzava le cosce ed il culetto. Mi baciava le spalle e dietro le orecchie. Fremevo tutta!

"Vedrai che formeremo un bellissimo trio. Appena tua moglie avrà capito chi sei veramente e chi sono io non metterà ostacoli".

Non fiatai ed accettai il bacio passionale di Manuel che goffamente cercai di ricambiare. Quest’uomo era semplicemente un seduttore nato. Mi stava facendo scogliere tutta. A quel punto non avevo più dubbi sul fatto che avrebbe potuto convincere Annette ad acconsentire ad un trio amoroso.

"Dai, cara. Prova ad accarezzarmi anche tu. Prendi confidenza con il corpo di un uomo vero.
Aspetta però un attimo. Manca un ultimo importante tocco alla tua trasformazione in donna, una cosa che stava per sfuggirmi".

Così dicendo, allungò la mano. aprì il cassetto del comodino e vi estrasse uno smalto per le unghia di un rosso fiammante. Era lo stesso "rosso troia" del rossetto che con cui mi aveva truccato le labbra. Fu lui a volerlo applicare, con estrema cura, su ciascuna unghia delle mie lunghe dita, le dita affusolate di una mano da donna.
Attendemmo qualche minuto che lo smalto si asciugasse. Furono momenti interminabili ed in cui io, sempre più eccitata ad ammirare quanto le mie mani fossero diventate belle, non vedevo l'ora di potere accarezzare con esse il petto di lui.

Manuel mi fece sdraiare accanto a lui, io lo guardai intensamente e con un sorriso iniziai a seguire il suo comando dolcemente. Lui mi lasciò fare divertito. Le mie mani sui suoi muscoli erano veramente quelle di una donna! 
Aveva ragione, potevo benissimo passare per una donna, almeno per molti aspetti.

"Manca un piccolo tocco finale al tuo abbigliamento. Voglio che tu sembra e che tu ti senta ancor più un puttanella. 
Apri quel cassetto ed indossa l'oggetto prezioso che vi troverai dentro".

Ubbidii al suo comando e vi trovai uno di quei sofisticati copricapo fatti di piume sfarzose, che indossano le ragazze che fanno cabaret e le ballerine di burlesque. Era bellissimo ed io ero eccitatissima. Stavo per indossarlo davanti allo specchio quando Manuel mi disse di portarlo invece a lui e così feci.

"Voglio essere io a mettertelo in testa amore mio, ma prima desidero farti provare un forte sensazione.
Torna qui sul letto, mettiti alla pecorina davanti a me e con entrambi le mani allargati il la figa anale più che puoi".

Naturalmente, ubbidii immediatamente.
Manuel mi colse di sorpresa quando con le delicate piume iniziò a sfiorarmi le natiche e poi via via andò avvicinandosi sempre più al mio buchetto vergine. Dovrei precisare, dicendo "vergine di uomo", dato che di oggetti e bottiglie di crescente misura ne aveva inghiottiti molti, fin da quando ero ancora solo un ragazzo.

Tremavo dalla voglia di essere posseduta da Manuel e quando lui si rese conto quanto il mio ano vibrasse di desiderio, smise di torturarmi che le piume del copricapo e con la lingua bagnata di saliva mi leccò il buco del culo, infilandovi subito leggermente la punta.
Mi sistemò le piume in testa e nel grande specchio di fianco al letto io potei vedere quanto ero bella, anzi bellissima e pronta ad essere scopata. Ciò che più però ammiravo allo specchio era il grosso cazzo di Manuel in piena erezione e che desideravo ardentemente e subito dentro di me ...ma non era ancora il momento!

Il suo corpo era sodo, caldo, possente. Il profumo del suo sesso in erezione mi faceva impazzire. Dicendomi di rilassarmi, mi girò su un fianco e da dietro lo infilò tra le mie cosce, mettendomi in subbuglio.

Immaginavo mia moglie davanti allo spettacolo della sua mascolinità. Il suo stupore e la sua speranza di potere finalmente godere dei piacere che sa regalare un uomo vero e non una checca impotente.

Poi mi fece girare nuovamente verso di lui e mi spinse la testa giù giù, fino al suo ventre, ordinandomi di afferrare con entrambi le mani il suo pene sotto la grossa cappella. Tirai indietro la pelle per liberarla del tutto. Un cazzo enorme. Un frutto proibito rosso che versava già liquido preseminale in abbondanza. Con un dito lo raccolsi e, con la naturalezza di una puttanella navigata, me lo portai alla bocca, succhiando con avidità mentre, alzando in su lo sguardo, fissavo Manuel maliziosamente negli occhi.

"Ora ubbidisci: devi annusarlo, baciarlo, leccarlo tutto, compreso i miei testicoli, e poi metterne in bocca quanto più riesci, fino a soffocare. Se sarai brava e saprai farlo bene, come premio ti sborrerò in bocca e sul viso e ti permetterò poi di bere tutto.
Ciò che ti ho appena ordinato di fare è ciò che farà presto tua moglie. Con la differenza che a lei non avrò bisogno di ordinarlo …lo farà di sua spontanea volontà ed con ardore.

Vedrai amore che ti piacerà. Ti verrà tutto naturale e starai benissimo. Devi solo lasciare che la femmina che vive in te prenda il sopravvento e sarà bellissimo".

Fidandomi di lui, mi abbandonai tra le sue cosce. Lo guardai. Era stupendo. Uomo maschio puro. Un concentrato di testosterone. Immaginavo mia moglie nella stessa mia posizione ed io vestito e truccato da donna, legato mani e piedi su una poltroncina di fianco al letto che stavo a guardare. Mi vedevo pure imbavagliato con le sue mutandine sporche in bocca, per evitare che i vicini mi sentissero piagnucolare per la tremenda umiliazione.

In fondo, prima di proporre quest'uomo a mia moglie era giusto che lo provassi io.

Così iniziai ad accarezzare i suoi bei testicoli pelosi e capienti. Erano la promessa di felicità per mia moglie, ma pertanto me li godevo io!. Non conoscevo ancora quell'odore forte e virile, che annusai inebriata.
Praticamente, visto la velocità con cui la situazione era precipitata dalla conversazione ai fatti, io gli stavo praticando quel bidet che Manuel non era riuscito ancora a farsi prima di iniziare a fare sesso con me, con Sarah, la sua nuova sgualdrinella. 
Quegli intensi sapori sconosciuti, che avrei pensato mi avrebbero fatto repulsione, come una droga, mi stavano invece facendo perdere completamente la testa ed ogni freno inibitore. Leccai e baciai amorevolmente entrambi i testicoli. Poi dolcemente posai un bacio intenso sulla sua cappella. Mugolò di piacere e con più intensità lo leccavo e a succhiavo più il suo mugolio si faceva intenso. Inondai la cappella con la mia saliva e man mano che la leccavo inghiottivo i suoi sapori, Manuel mi incitava dicendomi che ero molto brava. Prendevo confidenza con l’uomo che desideravo ardentemente avrebbe soddisfatto mia mogli al posto mio. Una cosa che non avrei mai immaginato di potere fare solo poche ore prima.

Così ero lì che succhiavo il cazzo di un uomo appena conosciuto che mi scopava la boccuccia per convincermi che era in grado di scoparsi mia moglie! Situazione alquanto rocambolesca e depravata, ma gioivo con tutto il mio essere.

Mi accorsi che il mio pene era quasi moscio. Eppure avvertivo una grande eccitazione sessuale proprio li. Chissà perché e come fosse possibile? Senza pene, in quel momento ero soltanto una femmina, una femmina spregiudicata che desiderava aver la vagina e che godeva le stesse sensazioni erotiche di una vera donna. 

Immaginavo Annette che se ne stava li vicino a noi e che godeva nel vedere suo marito che veniva scopato per benino ...quanto lo desideravo. Annette che si masturbava ed era felice nel vedere realizzati i sogni di suo marito, l'uomo che così tanto amava.

Andai avanti a succhiarlo molto a lungo. Infine sentii Manuel irrigidirsi ancora di più, contorcersi e con un urlo liberatorio mi inondò la gola, la bocca ed il viso di svariati getti copiosi del suo sperma, dolce ed un pò acidulo. Subito mi ordinò di non sprecarne nemmeno una sola goccia. Io ubbidii, raccogliendolo tutto con la lingua e il dito, assaporandolo in bocca ed inghiottendolo.
Era bianco e cremoso. Dal colore e dalla densità sembrava yogurt. Niente a che vedere con il mio seme trasparente e molto liquido. Il profumo poi era fortissimo. Gustai ancora quella delizia e volsi in alto il mio sguardo verso Manuel che mi sorrideva soddisfatto.

"Sei bellissima Sarah. Vieni amore. Sdraiati accanto a me".

“Perché Manuel non ti sei preso la mia verginità? Desideravo così tanto che tu mi sfondassi il culo. Mi hai fatto eccitare da impazzire, mi hai sfondato la bocca, mi hai usata come si usa una troia del più basso rango e poi non hai voluto penetrarmi. Perché"?

Perché voglio che uscendo da questa camera ti accompagni il desiderio intenso del nostro prossimo incontro. Voglio che da ora fino a quel momento cresca in te il desiderio di me. Voglio che ogni volta che tu mi penserai nei prossimi giorni, fino al nostro incontro, tu mi desidererai ardentemente tra le tue natiche, dentro di te, Voglio che tu impazzisca dalla voglia di essere posseduta da Manuel, dal tuo amante, che presto sarà l’amante di tua moglie”

Quell'uomo era un demonio ed io ero ormai diventata la sua vittima!


Ci coccolammo a vicenda, a lungo, parlando dei nostri piani per il futuro.
Quando lui sarebbe venuto regolarmente in casa nostra, come se fosse la sua ed io in casa sarei stata costantemente vestita e truccata da donna, svolgendo il ruolo di cameriera e schiava per lui ed Annette. Sempre a loro totale disposizione giorno e notte per qualsiasi necessità. Fosse da portare a letto agli amanti un semplice caffè, oppure da ubbidiente sottomessa avere la lingua sempre pronta a ripulire le loro parti intime dopo che avessero fatto all’amore.


Venne poi il momento di lasciarci. Manuel aveva degli impegni ed io dovevo tornare a casa. Mi chiese di mettere la lingerie in una borsa e di portarla con me. Avrei dovuto indossarla nei momenti di libertà.
...continua
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