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Il Santo e la Troia!


di DebbySilkHole
17.07.2026    |    1.574    |    2 9.5
"Faccio l’errore di chiedere com’era la mutanda che hanno visto, la risposta mi colpisce duro..."
Finalmente la casa è vuota!
Il silenzio nelle stanze è interrotto solo dal ronzio del condizionatore che prova a rinfrescare l’aria ed il calore che sento pervadermi dalle cosce.
Giro nuda per casa con le finestre appannate dalle tendine chiare e semi trasparenti.
Tante volte mi sono soffermata, poggiata al tavolo della sala da pranzo, mentre mi accarezzavo la fica ed il seno, a pensare se dai palazzi difronte qualcuno mi ha mai notata. Ho fantasticato su qualche marito insoddisfatto a segarsi nascosto dietro gli oscuranti, a mogli che hanno perso la grazia del loro corpo masturbarsi piene di invidia per le mie curve sode e sinuose, e perché no a qualche coppia presa in una scopata furiosa scatenata dalla mia visione.
Tutti questi pensieri mi riempiono di calore ed eccitazione che spengo prontamente con una doccia fredda.
La serata è calda. Le vie sono stracolme di gente eccitata per l’aria di festa. Giostre, luminarie, bancarelle. Urla di giubilo in questa estate rovente. Ragazze avvolte in miniabiti succinti, short aderenti al culo che lasciano intravedere giovani fiche arrapate. Maschi rivolti alla ricerca della preda da punire in una cavalcata selvaggia in una macchina rovente con i finestrini abbassati nella periferia della città.
Si cammina stretti, uno all’altra. Mani che sfiorano. Borse che si scontrano. Bambini che appaiono all’improvviso tra le gambe sgattaiolando a destra ed a manca.
Pochi passi e si rallenta. Ci si ferma per un saluto, per uno sguardo alla merce sulle bancarelle.
Ho indossato la mia mini di jeans che è talmente corta che a volte sento in modo distinto le cosce pelose di qualche uomo in pantaloncini appoggiarsi dietro di me.
Mi soffermo su questa sensazione e senza voltarmi provo ad immaginare chi ho alle spalle.
D’improvviso il vociare intorno a me sembra sparire.
Vedo le mie amiche parlare tra di loro ma non sento più cosa dicono.
Mi sento profondamente porca, sto immaginando il cazzo di ogni uomo che mi si appoggia alle spalle. Mi sento una gran Troia quando scopro che mi sembra di ritrovarmi in un raduno di superdotati con il cazzo duro ed in tiro. Ogni volta che qualcuno si poggia mi sembra di rivolgergli il culo contro per meglio sentire la forma ed il calore.
Sono così presa da questa sensazione che nemmeno mi accorgo di star esagerando. Lo sguardo attonito di una delle mie amiche mi riporta nel modo reale. La guardo in modo interrogativo e senza filtri mi risponde che le è sembrato che un ragazzo moro, muscoloso, bello, mi avesse messo le mani sui fianchi e simulato una inculata in piena regola. Rispondo imbarazzata che non mi è sembrato ma, le facce delle altre mi fanno comprendere che ho perso di mano la situazione e qualcosa deve essere successo.
Ci fermiamo per il solito panino dal camioncino e decido di accompagnarlo con una birra ghiacciata, sperando che non scenda subito nelle ginocchia e possa continuare la serata. Nel momento clou della festa sembra esserci in piazza tutta la città. Solo il corridoio centrale garantito dal servizio d’ordine permetterà il passaggio della processione. Tutto intorno una folla festante e chiassosa.
Il gioco di prima non è andato per nulla via dalla mia mente. Ho continuato a sentire tutto quanto mi sfiorava.
Il caldo è assillante. L’aria è densa di sudore, profumi e testosterone a palla. Man mano che si avvicina il momento si è sempre più stretti.
I sorrisetti furbeschi delle mie amiche, mi dicono che intorno succede qualcosa che mi riguarda. Provo ad essere indifferente ma poi mi fanno capire che alle mei spalle è tornato il bel ragazzo di prima.
Con indifferenza questa volta mi giro per vedere di chi e cosa si tratta. Effettivamente
rappresenta a pieno la fisionomia del mio toyboy preferito. Tra me e me penso che in un altro contesto me lo sarei scopato volentieri concedendogli ogni buco e magari un bel pompino con ingoio finale. Torno a pensare che sono proprio una gran Troia anche perché tutte queste immagini mi stanno eccitando, ed immancabilmente il fiume inizia a colare tra le mie cosce.
Di tanto in tanto da qualche angolo si alza il volume della piazza ed immancabilmente tutti ci si protende in avanti, sollevandosi sulle punte, per capire cosa succede ed inevitabilmente si finisce per schiacciarsi gli uni sugli altri.
E qui che mi accorgo che effettivamente due mani, possenti e decise, mi afferrano i fianchi.
Sento distintamente che tirano indietro il mio bacino e cazzo e culo sono a contatto. Non me lo ero solo immaginato! Con disinvoltura faccio scivolare le mani sui fianchi ed arrivo a sfiorare il suo pantaloncino. È una stoffa morbida che mi fa comprendere perché riesca a sentire la consistenza di quell’uccello duro nonostante la minigonna di jeans.
La piazza è tornata relativamente tranquilla. Qualche centimetro di spazio in più c’è e colgo l’opportunità di voltarmi per incrociare il suo sguardo. Quello che faccio però è perdermi nel sorriso che incontro. Occhi verdi e grandi. Barba incolta. Chioma folta.
Vengo richiamata ancora una volta dalla voce delle mie amiche che mi invitato ad essere meno Troia in mezzo a tanta gente. Quasi non le ascolto. Anzi!
Ancora urla alle mie spalle. Ancora spintoni. Non faccio in tempo a voltarmi. Questa volta finisco direttamente tra le sue braccia con le labbra che si sfiorano a pochi millimetri. Le mani ancora sui miei fianchi ma l’impeto della piazza è più forte, la folla si muove confusamente.
Tutti provano a dimenarsi per cercare spazio ed aria. Sono aggrappata alle sue braccia. Le mani salde sulla mini la rendono ancora più corta di quando già non lo sia. Sento di essere praticamente con il culo scoperto e l’uccello che si appoggia sulla mia fica. Arrossisco. Mi eccito. Allargo leggermente le gambe e lo sento in tutta la sua prestanza. Non ho bisogno di muovermi. Il cazzo si struscia semplicemente con l’ondeggiare della folla. Mi manda in estasi.
Sono solo attimi ma interminabili. La piazza è sempre più agitata. Qualcosa sta per entrare. Tutti guardano nella stessa direzione.
Finalmente riesco a voltarmi. Le sue mani ormai toccano le mie cosce nude. Muovo il culo all’indietro per sentire ancora quel cazzo audace.
I figuranti entrano festanti. Il corteo scorre lento. I cellulari illuminano ancora di più la scena.
Raggiungo le sue mani e ne guido una sotto il perizoma. Sente la fica umida. Mi sgrilletta.
Potrei urlare di felicità ma lascerei uscire i segnali di un orgasmo che mi sta per raggiungere.
Il perizoma è scivolato alle caviglie. Me ne libero per evitare di inciampare e cadere
rovinosamente. Difficilmente riuscirò a recuperarlo. Troia senza mutande in una piazza stracolma di gente e con la mano di un sconosciuto che mi penetra la fica.
Il corteo raggiunge il centro della piazza e si ferma per il consueto saluto. Non c’è più spazio tra la gente. Volti che si sovrappongono. Mani che si toccano.
Sento un dito entrarmi nel culo. È lubrificato. Scivola veloce dentro di me. Vorrei liberarmi ma non ho modo.
Ancora spinte dalla folla.
Sento la cappella calda appoggiarsi alle mie natiche. Stringo i glutei quasi a respingerlo. È grosso. È duro.
Una mano si poggia sul ventre e mi tira indietro. Sono Troia. Lo voglio. Lo accolgo.
Penetra profondo. Urlo tra la gente. Non può sbattermi. Ma si lascia guidare dal movimento della piazza. È lento. Una tortura. Vorrei mettermi carponi per sentirlo meglio. Lo sento ansimare. Roteo il bacino.
Sta godendo. Sto godendo.
Le mani mi afferrano con decisione. La sua bocca accanto al mio orecchio. Il respiro affannato.
La sensazione di liquido caldo mi pervade lo stomaco. Lo sento pulsare fin nelle tempie. Ha la mano sulla fica zuppa dei miei umori. Mi avrà scaricato nel culo una lunga sborrata.
Sicuramente mi colerà lungo le gambe. Per quanto io provi a stringere il buco del culo lo sento fuoriuscire.
Il corteo ha ripreso il suo cammino. La piazza si è rasserenata. La musica della grancassa
intona note di giubilo.
La mini ha ripreso il suo posto. Con lo sguardo rivolto verso il basso cerco il perizoma ma come immaginavo, chissà dove sarà finito.
Finalmente si riesce a respirare. La pressione si è allentata. Devo raggiungere il bar e cercare un bagno prima che la folla si disperda. Mi volto per cercarlo ma non c’è più. Lo cerco. Non lo trovo. Sola nel bagno guardo il suo sperma rigarmi le cosce. Vedo la fica luccicare di umori. Ripulisco al meglio. Mi ricompongo al meglio.
Dovrò attraversare la piazza senza mutande.
Le mie amiche fanno quadrato all’uscita del bar. Mi guardano. Mi osservano. Chiedono se tutto va bene.
Ridono di gusto commentando il perizoma gioiello che hanno visto a terra quando la folla si è diradata. Qualcuna avrà fatto la porca approfittando del corteo. Qualcuna avrà festeggiato facendo la puttana in mezzo alla piazza.
Faccio l’errore di chiedere com’era la mutanda che hanno visto, la risposta mi colpisce duro.
Guardandomi fisso negli occhi mi dicono che assomigliava molto a quello che indossavo la
sera in cui ubriache abbiamo fatto il bagno a mare nude. E scherzosamente mimano di voler controllare se indosso le mutande. Mi ritraggo indispettita. Restano sorprese dalla mia reazione.
L’aria della camera da letto è fresca. Il condizionatore lasciato acceso ha mitigato a dovere il calore.
Sono distesa nuda sul letto. Lo sguardo rivolto al soffitto. Nella mente ripercorro la serata passata in piazza. Mi accarezzo. Accanto il mio fedele dildo delle sere noiose.
Lo faccio scivolare lentamente. Socchiudo gli occhi. Immagino ancora quel cazzo turgido continuare a scoparmi.
Accelero. Il fiato si spezza. L’orgasmo mi raggiunge.
Il dildo abbandonato tra le lenzuola. Una chiazza umida racconta dello squirt che mi sono provocata.
Il cellulare vibra. Un messaggio whatsapp sul gruppo delle sweet “sei proprio certa che la mutanda non fosse la tua? Sei proprio una Troia!”
Non rispondo.
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