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Il ritorno di Laura...


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
17.07.2026    |    320    |    0 9.0
"Sergio osservava divertito la scena e si sedette sulla sdraio di fronte allo spettacolo del godimento dei tre..."
Questo è il sunto e poi il seguito del racconto "Laura , si che c'è"....
​Tutto era iniziato due anni prima. Sergio non era solo un amico; era il mio specchio, l’uomo che sapeva leggere i miei silenzi e le mie irrequietezze. Tra noi c’era un legame fraterno, una complicità rara nata tra confidenze e sogni condivisi. Per il suo cinquantesimo compleanno, Sergio aveva deciso di farmi un regalo che andava oltre ogni immaginazione: mi aveva parlato di Laura.
​Per mesi, Sergio aveva dipinto per me il ritratto di questa donna che viveva in Svizzera da quindici anni. Me la descriveva come un’anima elegante, ma percorsa da una corrente elettrica di passione mai del tutto domata. Allo stesso modo, sapevo che a lei aveva parlato di me, della mia forza calma e del modo in cui so guardare una donna. Eravamo due sconosciuti che già si appartenevano.
​La sera della festa, in quel locale affollato di Palermo, la vidi. Quando Sergio ce le presentò, l'aria tra noi divenne improvvisamente rarefatta. Mi sedetti accanto a lei, mentre intorno a noi il mondo brindava e scherzava. Sentivo il suo profumo, una nota di ambra e mistero che mi stordiva.
​"Sergio mi ha detto che queste mani sanno fare miracoli," sussurrò lei, guardandomi dritto negli occhi con una sfida che mi fece vibrare il sangue.
​Sotto il tavolo, la mia mano cercò la sua coscia. La pelle era di seta. Risalii lentamente, con una carezza che voleva essere una scoperta e una promessa. Quando sentii che non portava intimo, il mio respiro si fermò per un istante. Le mie dita esplorarono la sua intimità già calda e accogliente, un contrasto perfetto tra la sua eleganza esteriore e quel desiderio palpabile. Laura inarcò la schiena con un gemito quasi impercettibile, che si perse nel rumore dei calici. Ci guardammo: il patto era siglato.
​"Domattina non avrò pietà della tua voglia," le promisi all'orecchio. Lei rispose con un sorriso che era un invito al paradiso.
​Alle 9:00 in punto ero davanti alla sua porta. Sergio era con me, felice di testimoniare l'inizio di quella magia. Quando Laura aprì, rimasi senza fiato. Indossava un completino di pizzo nero, un velo trasparente che non nascondeva nulla della sua bellezza dirompente.
​"Finalmente oggi ti faccio assaggiare l’essenza di una donna," disse ridendo verso Sergio, ma i suoi occhi erano piantati nei miei. Sergio si allontanò con discrezione verso il bagno per lasciarci il nostro spazio, e io non aspettai un secondo di più.
​La afferrai per i capelli, non per cattiveria, ma per sentire la sua resistenza, tirandole la testa all'indietro per divorare le sue labbra. Fu un bacio che sapeva di fame e di attesa infinita. Mi spogliai in un istante e, quando lei vide la mia nudità, i suoi occhi brillarono di una bramosia pura. Si inginocchiò con una fretta che mi lusingò, accogliendo la mia virilità con una maestria che mi fece vacillare. Era una predatrice, proprio come Sergio l'aveva descritta: mi possedeva con lo sguardo mentre le sue labbra mi portavano in paradiso.
​Quando Sergio uscì, la sua presenza non fu un disturbo, ma un completamento. Vedere la nostra passione lo accese; si avvicinò a noi, baciandomi con quell'affetto profondo che ci legava, mentre le sue mani correvano sul corpo nudo di Laura per rassicurarla.
​Sollevai Laura di peso, sentendo la sua leggerezza e la sua forza. La adagiai sul letto e mi immersi in lei con la lingua, esplorandola finché non la sentii urlare il mio nome. Le sue gambe si avvolsero attorno alle mie spalle in una morsa deliziosa.
​Poi, il ritmo cambiò. Chiesi a Sergio di prendersi cura di lei, di assaporare quella femminilità che lo ipnotizzava nonostante la sua natura diversa, mentre io mi posizionavo dietro di lui, guardando il viso felice di Laura e unendoci in un incastro di calore e carne. Sentivo il battito di tre cuori in un solo respiro.
​Infine, volli lei, solo lei. La misi a novanta gradi, ammirando la perfezione delle sue forme sotto la luce del mattino. La possedei con un'irruenza che lei stessa reclamava, passando alla via anale quando me lo chiese con un gemito strozzato. Ogni colpo faceva vibrare il letto e le nostre anime. Fu un'esplosione coordinata, un grido liberatorio che ci lasciò svuotati e completi.
​Restammo distesi tra le lenzuola sfatte, i corpi sudati che emanavano vapore. Guardai Laura: aveva il trucco sbavato e i capelli in disordine, ma non l'avevo mai vista così bella.
​"Sei stata incredibile," le mormorai, accarezzandole il fianco ancora arrossato. "Sei esattamente la predatrice che sognavo."
​Lei mi guardò con gli occhi lucidi di una gratitudine che non dimenticherò mai: "E tu sei l'uragano che mi serviva per sentirmi viva, Marcello. Mai niente di così violento e così dolce insieme."
​Sergio, rannicchiato contro la mia schiena, ci guardava con l'orgoglio di chi ha unito due metà di un unico segreto. Sapevamo che, nonostante la distanza, quel mattino a Palermo ci aveva legati per sempre in un brivido eterno.
​Purtroppo, l'indomani Laura ripartì per la Svizzera. Malgrado la travolgente intesa sessuale e la profonda simpatia reciproca, finimmo per perderci di vista. Per motivi di sicurezza e discrezione, avevamo deciso di non scambiarci i numeri di cellulare, lasciando che quel momento rimanesse sospeso nel tempo. Tuttavia, non ero del tutto tagliato fuori dal suo mondo: continuavo a ricevere sue notizie tramite Sergio, che era rimasto il suo confidente e amico fraterno.
​I mesi passarono, finché non arrivò il mese di luglio. Sergio mi cercò per darmi una notizia che mi fece sobbalzare il cuore: Laura era tornata in Sicilia. Aveva affittato una villa per una settimana a Sciacca; stava attraversando un periodo di forte crisi, ormai in rotta con il suo fidanzato, ed era scesa per staccare la spina insieme a un'amica svizzera.
​Colto da un misto di nostalgia e desiderio, chiesi subito a Sergio: "Ma lei... avrebbe voglia di rivedermi?"
​Sergio sorrise e non lasciò spazio a dubbi: "Laura ti rivedrebbe molto volentieri."
​L'adrenalina ricominciò a scorrere. Dovevo assolutamente organizzarmi per avere una serata completamente libera. Studiai la situazione, trovai la scusa perfetta da rifilare a mia moglie per giustificare la mia assenza e, finalmente, arrivò la sera stabilita.
​Alle 19:30 di quel venerdì mi presentai alla villa. Rimasi subito colpito dalla bellezza della struttura, arricchita da una splendida piscina privata. Sergio era già lì; fu lui ad aprirmi il cancello e a farmi entrare.
​Ed eccola lì. Laura era splendida, fasciata in un bikini bianco che esaltava le sue forme. Le porsi le due bottiglie di Moët & Chandon che avevo portato e le diedi un bacio sulla guancia. Lei mi strinse in un abbraccio caloroso e mi guidò verso la piscina.
​Fu in quel momento che rimasi letteralmente senza fiato: davanti a me c'era la sua amica Heather. Era di una bellezza sconvolgente, con un corpo meraviglioso e un sorriso da sogno; sembrava una vera e propria Venere. Sergio notò subito il mio stupore, si mise a ridere e mi sussurrò all'orecchio: "E ora che fai?"
​Gli chiesi, a bassa voce, se fosse a conoscenza della bellezza dell'amica di Laura. Mi rispose di no, ma si vedeva che era felice per me, nonostante lui fosse poco interessato alle donne.
​Laura mi invitò subito a tuffarmi in piscina, ma le spiegai che ero sprovvisto di costume. Con la sua solita, irresistibile sfacciataggine, lei non ci pensò due volte: si sfilò il bikini, si gettò in acqua completamente nuda e mi guardò, sfidandomi: "Ora puoi farti il bagno."
​A quel punto, anche Sergio e Heather si tolsero i costumi. In pochi istanti, ci ritrovammo tutti nudi nell'acqua calda della piscina, pronti a lasciarci andare.
​L'atmosfera era già calda, ma Laura pensò bene di farla surriscaldare ulteriormente. Si avvicinò a Heather e poi a me, e le due iniziarono a baciarsi profondamente con la lingua, tenendo i loro occhi piantati nei miei. L'eccitazione volò alle stelle. A mia volta, mi avvicinai a Sergio e lo baciai, ma subito dopo unii la mia lingua alla loro, creando un vero e proprio tourbillon di passione.
​A quel punto, le mie mani scivolarono sott'acqua per esplorare le loro intimità più calde e profonde. Entrambe depilate, i loro clitoridi turgidi reclamavano attenzione. Mi inabissai in apnea per leccarle, volendo rendere onore a tanta grazia e bellezza, ma la mia resistenza sotto lo sforzo e l'emozione era poca, così decidemmo di uscire dalla piscina.
​Sulla scaletta, a turno, iniziò a salire prima Sergio, seguito da Heather. Poi fu il turno di Laura ma, quando si trovò a metà dei gradini, la bloccai da dietro. La afferrai saldamente per i fianchi e immersi la lingua nelle sue intimità deliziose, assaporandola mentre l'acqua le scivolava ancora sulla pelle.
​Heather non si fece sfuggire l'occasione: divaricò le gambe davanti al viso di Laura per farle assaporare il suo intimo. Sergio osservava divertito la scena e si sedette sulla sdraio di fronte allo spettacolo del godimento dei tre. L'eccitazione era alle stelle; uscii pure io dalla piscina e mi sedetti pure io su una sdraio e le due ragazze decisero di prendere l'iniziativa. Il mio membro era durissimo; Laura lo prese dolcemente in bocca mentre Heather si sedette sul mio viso per un lungo cunnilingus. Sergio, a sua volta, decise di partecipare al gioco e, insieme a Laura, si alternò nel darmi piacere. Io ero in paradiso.
​Laura poi decise di cavalcarmi e con Heather disegnò un triangolo perfetto. Mi sentii toccare e leccare i testicoli: era Sergio. Poco dopo, le voci delle ragazze, che raggiunsero l'orgasmo quasi simultaneamente, mi fecero esplodere dentro Laura. I suoi umori e il mio seme mi colarono sul corpo, e Sergio volle assaporarli come se fossero un premio per la sua capacità di organizzatore di piacere.
​Il resto della serata fu semplicemente una splendida combinazione di risate, cibo e altri peccati.
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