Nicola: Nel letto della mia miglior nemica
"Piacere Tiziana!" " Ciao Nicola! marito di Silvia! so che non vi state tanto simpatiche!"
"E' lei che ha problemi, io faccio il mio e non vado a sindacare sulla sua vita!" visto l' approccio, pensai che non l'avrei più rivisto ed in effetti, dopo la riunione e esserci messi a tavola abbastanza distanti, non ci siamo più incrociati, volutamente visti i reciproci ruoli nei rapporti con la vipera di sua moglie. Ogni tanto uno sguardo distratto glielo davo e devo dire che era veramente un bell'uomo ma anch'io avevo la mia vita. Dopo cena ci trasferimmo in una sala a ballare e mi accorsi che avevo dimenticato le chiavi dell'auto in sala al primo piano ormai deserta e chiusa. Chiesi ad un cameriere se mi accompagnava e mi disse che c'era una porticina di servizio accanto all'entrata sempre aperta. Mi avviai e mentre salivo vidi lui che mi seguiva con la coda dell'occhio, uno strano sorriso che non prometteva niente di buono e si passava il dito pollice sui labbri. Cercai di fare in frettta, entrai dentro e andai a cercare la chiave. All'improvviso sento dei passi dietro, mi blocco terrorizzata e con la salivazione azzerata. Mi gira intorno, mi accarezza i fianchi e il sedere e prima che possa replicare e dire qualcosa, mi cinge da dietro con le braccia e mi bacia sul collo. Le sue mani alzano la gonna, e mi accarezzano le cosce, provocandomi dei brividi che prima non avevo mai sentito. Era dunque questo il mio desiderio? la fantasia di tutta la cena? scoparmi il marito della mia peggior nemica? non reagisco, sento le sue mani che arrivano alle mutandine bianche, penetra dentro con la mano da sopra accarezzandomi il ventre e giocando con l' ombelico e mi provoca ancora più piacere. Non parliamo, ansimiamo entrambi, lui è ancora dietro e con la mano accarezzo il suo cazzo da sopra i pantaloni. E' duro, grosso, forse troppo grosso, mi tolgo la giacca, mi sgancia la camicetta, la cerniera della gonna e rimango in intimo e tacchi. Vedo che mi guarda e che apprezza quello che ha davanti
"Tiziana! questa è una grossa cazzata!" " Lo so! io sono fidanzata!"
Non diciamo altro, mi prende mi porta al tavolone dei relatori, mi mette a 90 gradi, mi toglie le mutandine e comincia a infilare un dito, sento male, lo toglie e sputa sul mio buchetto, lo rimette e mi piace, ne mette un altro e mi piace ancora di più, ne mette tre, li gira per allargarmi, mi fa un po' male ma sopporto, mi risputa sopra mi mette una mano sulla bocca e con l'altra si sgancia, tira fuori un cazzo enorme e me lo appoggia. Il dolore mi fa sussultare, si ferma, riprova ma non entra, troppo grosso, spinge piano piano per abituarlo, dopo un po' passa il primo anello dello sfintere e preso dalla voglia da un colpo di reni potente che mi apre le carni e mi arriva al collo dell'utero. sento malissimo, svengo quasi, vorrei urlare ma lui è forte e mi tiene la bocca chiusa, si ferma in quella posizione e mi fa abituare alla sua presenza dentro di me, passa un minuto e comincia piano piano a aprirmi bene, poi sempre più forte finche non sente che ormai sono rotta in culo e che scorre bene dentro di me. lo sento ansimare e grugnire di piacere. Si ferma, mi gira, mi appoggia sul tavolo a pancia in su, mi apre le gambe e mi rientra tutto dentro. Sarà la posizione, sarà che con quella mazza ha toccato qualcosa che nesssuno prima aveva toccato, ma mi parte una scossa elettrica che dal culo mi arriva al cervello, non capisco più niente, un orgasmo così mai avuto, tremo come una foglia, il respiro pesante, sto venendo anche dal clitoride e nello stesso tempo lo sguardo di lui si fa dolce, respira forte, chiude gli occhi, da due colpi forti che mi sgranano le carni e comincia a eruttare dentro di me il seme del suo piacere. lo sento arrivare , è tanto. Senza dire niente, si pulisce, si rassetta e esce dalla porta antincendio in fondo alla sala. Resto lì tremante come in preda alle convulsioni, mi fa male tutto, ho il culetto pieno di lui, slabbrato e aperto come non mai, mi manca il respiro. passa in quella posizione un tempo che mi sembra infinito. cerco di rialzarmi ma le gambe mi tengono appena, sto colando sborra sulle calze. per fortuna c'è un bagno dove mi pulisco a dovere , mi tappo con la carta igienica la voragine che ha provocato, mi trucco e mi rivesto. Ho delle macchie di sperma sulle calze e sulle scarpe, le pulisco alla meglio e cerco di non farmi notare. Esco nella sala della cena, ormai deserta, sono tutti a ballare, e attraverso un' altra uscita raggiungo la mia auto. Non riesco a sedermi, mi fa troppo male ma alla fine parto. Appena a casa, con un turbinio dii pensieri, ripenso a tutto e decisamente mi sento una troia e una vacca. Avevo tradito il mio uomo, avevo goduto come mai ma questa storia nasceva e moriva in villa. Feci una doccia, cercai di pensare a come evitare Arturo il giorno dopo e andai a letto. Ultimo pensiero ........... Silvia che faceva salotto mentre suo marito mi faceva godere.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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