LA VERGOGNA NON È MIA
Una poesia di Nickla
Ho deciso di pubblicare questa poesia perché, dietro un nome femminile, un vestito, un paio di tacchi e un po' di trucco, esiste una persona con sentimenti, desideri e fragilità.
Frequentando questo mondo, ho capito che per alcuni uomini una crossdresser è soltanto una fantasia da realizzare, magari di nascosto, lontano dagli occhi degli altri.
Ma io non sono soltanto un corpo da desiderare. Ho un cuore, una sensibilità e il bisogno di essere rispettata.
Non giudico chi cerca soltanto un incontro fisico. Ognuno è libero di vivere i propri desideri. Quello che non accetto è essere cercata nell'intimità e disprezzata nella vita quotidiana.
Questa poesia nasce proprio da qui. Non è contro tutti gli uomini, ma contro l'ipocrisia di chi desidera una persona e poi si vergogna persino di riconoscerla
Mi avete guardata con disprezzo,
come fossi un corpo senza prezzo,
avete giudicato il mio vestito,
senza conoscere ciò che ho patito.
Mi avete chiamata diversità,
nascondendo la vostra falsità,
avete pronunciato la parola peccato,
ma quante volte mi avete desiderato?
Di giorno mi puntate contro il dito,
di notte cercate ciò che avete proibito,
davanti alla gente fate i moralisti,
dietro le porte diventate egoisti.
Mi volete nascosta, mi volete umiliata,
una bambola muta, da voi comandata,
mi cercate nel buio, lontano dal sole,
poi mi condannate con le vostre parole.
Ma io non sono il vostro errore,
non sono vergogna, non sono dolore,
non sono un giocattolo da consumare,
né un corpo da prendere e poi abbandonare.
Ho pianto davanti a uno specchio,
ascoltando il giudizio del mondo più vecchio,
ho cercato nel trucco un po' di bellezza,
non per ingannare, ma per una carezza.
Ho indossato una gonna, ho scelto un colore,
non per provocare, ma per dare voce al cuore,
ho camminato nel buio per paura di voi,
mentre voi vi nascondevate dietro i vostri eroi.
Mi avete insegnato a vergognarmi,
a chiudere gli occhi, a non raccontarmi,
ma oggi la vostra sentenza è finita,
non siete i padroni della mia vita.
Non chiamatemi strana, non chiamatemi sbagliata,
la mia dignità non va contrattata,
non cercate nel mio corpo la vostra assoluzione,
non userete la mia pelle per pulirvi la coscienza e la reputazione.
E adesso guardatevi, senza mentire,
quante persone avete fatto soffrire?
Quanti sorrisi avete cancellato?
Quante esistenze avete giudicato?
Io non vi domando di essere amata,
non voglio la vostra pietà mascherata,
pretendo rispetto, non compassione,
non devo chiedere a voi l'autorizzazione.
E se ancora mi chiamate diversa,
guardate la vostra umanità dispersa,
perché il mostro che cercate fuori di voi
potrebbe abitare proprio dentro di voi.
Io non sono nata per farmi perdonare.
Non ho nessuna colpa da confessare.
Non sono una vergogna da nascondere al mondo.
Sono una persona. E questo è il punto più profondo.
By Ts Nickla
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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