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trio

Threesome: la presentazione


di Membro VIP di Annunci69.it Welby66
24.08.2026    |    579    |    2 9.5
"Invece, eccitato dal contesto, non seguì i minimi principi di educazione e portai la sua a prendermi in mano l’uccello in tiro..."
Voglia di qualcosa di diverso.
C’è il mio schiavo che non aspetta altro che lo chiami per servirmi.
È devoto e fa tutto ciò che gli chiedo, anche meglio di come è nelle mie fantasie.
Fantasie, appunto…
Ormai siamo in confidenza e l’ultima volta mi ha detto di avere un’amica, particolare diciamo, che ama vedere la sottomissione. Non importa di che sesso. Basta che ci sia un Master e uno/a slave. Se presa dalla situazione, partecipa anche.
Quindi lo invito ad organizzare un incontro a tre, se interessata naturalmente.
Non è scontato. Lei è giovane, molto rispetto a me. Non arriva nemmeno alla metà dei miei anni…
Col mio schiavo ha già giocato in passato e potrebbe non essere attratta ad avere un incontro anche con una persona matura.
Gli parla di me. Di come sono come persona e di come sono da Padrone.
La convince. A quanto mi ha riportato senza nemmeno insistere. La situazione era, anche per lei, intrigante.
Decidiamo di trovarci di tardo pomeriggio, terminato il lavoro di tutti.
D’accordo col mio schiavo, arrivo in anticipo rispetto all’orario concordato con lei.
Io, pulito dalla doccia del mattino post palestra, gli chiedo di lavarmi come lui brama fare: con la lingua. Ovunque gli chiedessi di leccare. Sa che arrivo sempre pulito. Ho solo il vissuto della giornata e, di conseguenza, si gusta i miei aromi naturali, come li chiama lui.
Prima che arrivi lei, però, faccio una doccia come si deve e il mio servo, poi, mi asciuga amabilmente.
È in ritardo la ragazza, ma ad una donna va concesso farsi aspettare.
Non mi sto annoiando di certo nel frattempo. In salotto, seduto sul divano a gambe aperte, il mio schiavo, con indosso il passamontagna da slave appena arrivato, si sta dedicando senza mani al mio uccello rilasciando, come adoro, una notevole quantità di saliva che mi cola delle palle all’interno dei glutei.
Lui sa come raccogliere tutta quella saliva. Non devo nemmeno ordinarglielo…
Suonano al citofono. È certamente lei.
“Vai ad aprirle ma poi torna qui immediatamente!”, gli ordinai.
Lui, ovviamente, eseguì.
Tornò e si inginocchiò nuovamente per riprendere ciò che avevo interrotto.
Finchè non arrivo lei. E tutto si fermò…
Non potemmo fare a meno di annullare le nostre sensazioni del momento per guardarla.
Meglio, contemplarla.
Bella. Davvero molto bella. E dannatamente sexy…
Sulla trentina, capelli lunghi fino a metà schiena, mossi a grandi boccoli, di colore castano scuro.
Alta circa 1,70, fisico asciutto e sfiancato messo in evidenza da un vestito fatto di un tessuto leggero lungo fino a dieci centimetri sopra al ginocchio. La mia passione.
L’abito metteva in evidenza anche un generoso seno dal quale era difficile staccare gli occhi.
L’educazione avrebbe voluto che mi alzassi, mi presentassi e le dessi la mano.
In condizioni normali lo avrei fatto di sicuro. Ma queste non lo erano...
Rimasi lì, seduto sul divano a farmi succhiare l’uccello e l’unica cosa che riuscì a fare è stato un invito a sedersi di fianco a me sul divano.
La vidi più da vicino e…cazzo! Era davvero bellissima!
Vidi meglio anche la bocca. Bella anch’essa, evidenziata da un rossetto rosso scuro.
L’avrei tirata a me. Subito.
Era semplicemente irresistibile.
Non li avevo notati prima, ma aveva gli occhi di un colore tra il verde ed il nocciola di una intensità particolarmente profonda.
Il suo sguardo però non era su di me. Non subito almeno. Forse per un attimo di troppo indugiò sul mio cazzo in tiro che scompariva e ricompariva nella gola del suo amico che, nel frattempo, eseguì ciò che gli avevo ordinato di fare.
Quando mi guardò percepì qualcosa di nuovo rispetto a quando era entrata.
Voglia. Desiderio.
Le diedi la mano per presentarmi. L’idea era quella. Giuro. Invece, eccitato dal contesto, non seguì i minimi principi di educazione e portai la sua a prendermi in mano l’uccello in tiro.
“No, non si fa così idiota!”, fu il mio primo pensiero.
In teoria non avrei dovuto fare quel gesto ma, la verità, è che non capii più niente dalla situazione creatasi. Soprattutto non ero preparato alla sensualità di lei.
Quando tolse la mano mi aspettavo un ceffone che, probabilmente, avrei meritato. Invece, con mia sorpresa, si sollevò appena il vestito per toccarsi.
Era senza mutandine e mise in mostra la sua intimità fatta di due belle labbra pronunciate ed un clitoride che non attendeva altro che essere succhiato.
Non ebbe nemmeno bisogno di inumidirsi le dita. Anche a occhio si vedeva che era parecchio bagnata…
Passarono un paio di minuti, credo, in cui si sgrillettò mordendosi un labbro e poi, d’un tratto, mi si avvicinò. Sembrava volesse baciarmi. Invece mi guardò fisso negli occhi e mi disse:” Sei un maiale...”.
Spinse la testa del suo amico all’indietro, ordinandogli di succhiarmi le palle.
Lei si abbassò per prenderlo in bocca. Prima di farlo si voltò, mi guardò, fece l’occhiolino e mi disse:” Ora voglio divertirmi anche io…”.
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