Il Sesso di noi Italiani: boom di rapporti a tre e fantasie sempre più audaci
Attualità 27.03.2026
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Se qualcuno pensa che il sesso di noi italiani sia rimasto quello degli anni ’90, probabilmente non ha letto l’ultimo rapporto del Censis, Il piacere degli italiani.
A distanza di 25 anni dalla precedente grande indagine nazionale sulla sessualità, il nuovo studio racconta un Paese molto diverso: più aperto alle sperimentazioni, più digitale nel modo di incontrarsi e flirtare, ma anche ancora pieno di contraddizioni culturali.
I numeri parlano chiaro: nuove fantasie, nuovi comportamenti e nuove identità stanno ridefinendo il modo in cui gli italiani vivono il desiderio. E tra tutti i dati, uno ha fatto alzare parecchie sopracciglia: il boom dei rapporti a tre.
Rapporti a tre: da fantasia nascosta a esperienza reale

Sempre più italiani ammettono di aver partecipato almeno una volta a un rapporto con tre persone, segno che quella che per decenni è stata una fantasia quasi proibita sta lentamente entrando nel territorio delle esperienze concrete.
Secondo il Censis, nel 2000 dichiarava di aver provato un rapporto a tre o con più persone:
- 0,7% delle donne
- 3,2% degli uomini
Ma nel 2025 i numeri sono cresciuti in modo impressionante:
- 6,8% delle donne
- 20,1% degli uomini
In pratica, tra gli uomini la pratica si è moltiplicata di oltre sei volte.
Non significa che l’Italia sia diventata improvvisamente un gigantesco Club libertino, ma significa che la curiosità verso nuove geometrie del desiderio è ormai molto più diffusa e meno nascosta.
E chi frequenta ambienti scambisti o community erotiche come la nostra lo sa bene: spesso le fantasie arrivano molto prima del coraggio di realizzarle.
Le donne più precoci degli uomini (e con più partner)

Un altro dato interessante riguarda l’età del primo rapporto sessuale.
Secondo il rapporto Censis, le ragazze iniziano mediamente prima dei ragazzi. Un’inversione simbolica rispetto a un immaginario culturale che per decenni ha dipinto i maschi come più precoci e intraprendenti.
Nel 2000:
- 46,7% dei ragazzi aveva avuto il primo rapporto prima dei 18 anni
- 29,3% delle ragazze
Oggi la situazione si è ribaltata.
Nel 2025:
- solo 29,4% dei maschi ha avuto rapporti prima dei 18 anni
- mentre 35,8% delle ragazze sì.
Ma il cambiamento più radicale riguarda il numero di partner.
Tra le donne:
| Numero di partner | 2000 | 2025 |
|---|---|---|
| 1 partner | 59,6% | 27,6% |
| 2-5 partner | 32% | 46,8% |
| 6 o più partner | 8,4% | 21,8% |
In una sola generazione, la quota di donne con molti partner è quasi triplicata.
Non è che il desiderio femminile sia nato improvvisamente nel 2025. Più semplicemente, oggi si racconta con meno imbarazzo.
La coppia regge (più di quanto si pensi)

Con tutte queste nuove libertà si potrebbe pensare a una crisi della coppia tradizionale.
Eppure i dati del Censis suggeriscono qualcosa di diverso. Nonostante le nuove forme di relazione, la coppia stabile rimane il modello più diffuso e desiderato. La maggioranza degli italiani continua a vivere il sesso all’interno di relazioni affettive durature.
- 80,4% degli italiani ha rapporti esclusivamente con il partner stabile
- 12% vive relazioni solo occasionali
- 6,2% affianca partner fisso e incontri extra
E non solo: la coppia è anche il contesto più soddisfacente.
- 68,9% delle persone in relazione stabile si dice soddisfatto della propria vita sessuale
- tra i single la percentuale scende al 29,8%.
Inoltre il 67% degli italiani pensa che la noia nella coppia si possa evitare.
Il consenso: capire il “no” non è ancora così scontato

Tra i dati più delicati del rapporto c’è quello sul consenso.
Alla domanda sulla capacità degli uomini di riconoscere un rifiuto esplicito, solo circa 6 su 10 dichiarano di saper interpretare correttamente un “no”. Una percentuale che lascia spazio a una zona grigia tutt’altro che irrilevante.
Secondo l’indagine:
- 66,1% degli italiani pensa che sia sempre possibile capire quando una donna non vuole un rapporto
- ma tra gli uomini la percentuale scende al 60,6%.
Un dato che spiega perché il tema del consenso sia diventato centrale nel dibattito contemporaneo sulla sessualità.
Pregiudizi duri a morire

Nonostante maggiore apertura sessuale, il rapporto rivela anche quanto alcune idee tradizionali siano ancora radicate.
Il rapporto rivela che il 47% degli italiani (circa 4 su 10) pensa che un abbigliamento provocante possa esporre una donna al rischio di stupro. Un dato che mostra quanto la cultura del victim blaming sia ancora presente, anche nelle generazioni cresciute nell’era dei social.
Tra i giovani la percentuale scende ma resta comunque significativa.
Segno che la rivoluzione sessuale convive ancora con vecchi stereotipi culturali.
Identità di genere: i giovani rompono gli schemi

Se c’è un ambito in cui il cambiamento appare più evidente è quello delle identità di genere.
Le nuove generazioni mostrano un atteggiamento molto più fluido rispetto alle definizioni tradizionali. La distinzione rigida tra maschile e femminile lascia spazio a identità più articolate, dove orientamento sessuale, genere e desiderio non sono più necessariamente incasellati in categorie fisse.
Secondo il Censis:
- 16,3% degli intervistati non si riconosce in una identità esclusivamente maschile o femminile.
Tra i più giovani la percentuale sale ancora.
Parallelamente, il 75,7% degli italiani ritiene che nel paese ci siano ancora troppe discriminazioni verso le persone non eterosessuali o non cisgender.
Il desiderio, insomma, sta diventando sempre meno classificabile in categorie rigide.
Sesso, porno e social: la rivoluzione dell’online

La vera rivoluzione degli ultimi 25 anni è però quella tecnologica.
Oggi:
- 32,5% degli italiani ha conosciuto almeno un partner sessuale sui social
- 59,3% guarda pornografia da solo
- tra gli uomini la percentuale sale al 76,6%, tra le donne al 41,5%
- 26% delle coppie guarda porno insieme
- 38,9% pensa che il porno aiuti a migliorare la propria sessualità
Tra i giovani il digitale è ancora più presente:
- 43,4% degli under 35 pratica sexting
- quasi un terzo invia immagini erotiche
- circa 28% sperimenta masturbazione a distanza
In altre parole, la sessualità non si è solo evoluta: si è anche spostata nello spazio digitale, dove fantasie, relazioni e identità trovano nuovi modi per esprimersi.
25 anni dopo: gli italiani sono più curiosi (ma non meno romantici)

Il rapporto Censis racconta una verità affascinante: gli italiani non sono diventati improvvisamente libertini, ma rispetto a venticinque anni fa parlano di sesso con meno vergogna, sperimentano di più e vivono il desiderio con maggiore consapevolezza.
E forse la vera novità è proprio questa: oggi il sesso non è più solo qualcosa che si fa… ma qualcosa di cui si parla, si esplora e, finalmente, si osa anche raccontare.
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