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Sesso, leggende e falsi miti: cosa rivelano i dati Censis


Attualità 18.02.2026 8   |   Canali: sondaggi miti censis

Sesso, leggende e falsi miti: cosa rivelano i dati Censis

Sul sesso si parla molto, si scrive ancora di più, e tutti pensano di sapere tutto. Ma sotto le lenzuola (non solo tra i più giovani, ma anche tra adulti con anni di esperienza alle spalle), sopravvivono ancora parecchie leggende. Alcune innocenti, altre pericolose, altre semplicemente… erotiche ma false.

A fotografare la situazione è il Censis, che nel suo ultimo rapporto sulla situazione sociale del Paese nel 2025 mostra come, nonostante una sessualità sempre più libera e vissuta, alcuni miti duri a morire continuino a influenzare comportamenti e scelte intime.

E no, non stiamo parlando di ignoranza, ma di abitudini, passaparola, convinzioni sedimentate che si tramandano più facilmente di quanto si pensi. Vediamone alcune.

Con le mestruazioni non si rimane incinta


Una delle più grandi bufale erotiche di sempre.
Il sesso durante il ciclo può essere intenso, liberatorio, persino più sensibile… ma non è un metodo contraccettivo. Lo sperma sa aspettare. E l’ovulazione ama sorprendere.

Ma secondo i dati Censis, il 16,6% delle donne e addirittura il 23,7% degli uomini crede ancora che durante le mestruazioni sia impossibile che la donna rimanga incinta.

Al primo rapporto non succede nulla

Questa leggenda ha rovinato più risvegli di quanti ne immaginiamo.
Il corpo non ha una memoria vergine che dice “ok, questa è la prima volta, passo”. Se c’è ovulazione, c’è rischio. Punto.

Eppure una parte non marginale della popolazione continua a credere che al primo rapporto sessuale non possa verificarsi una gravidanza: ne sono convinti il 3,8% delle donne e il 5,3% degli uomini.

Con la luna piena siamo più fertili


Romantico. Poetico. Ma falso.
La luna ispira canzoni, notti bollenti e fantasie… non l’ovulazione.

Eppure, questa credenza resiste. E per l’8,9% delle donne e il 9,1% degli uomini, le notti di luna piena rendano le donne più fertili.

Numeri che raccontano quanto il confine tra biologia e suggestione sia ancora fragile. Il sesso viene vissuto con naturalezza, ma la conoscenza dei meccanismi del corpo resta spesso approssimativa.

Contraccezione: tra scelte consapevoli e vecchie abitudini

Quando si passa dalle convinzioni ai comportamenti concreti, il quadro diventa ancora più interessante.

Secondo il Censis, tra le donne:

  • il 42,7% chiede al partner di usare il preservativo

  • il 26,2% utilizza la pillola anticoncezionale

  • il 21,7% pratica ancora il coito interrotto

  • il 5,6% si affida al calcolo dei giorni fertili

Accanto a una diffusione ampia dei metodi più efficaci, restano pratiche che lasciano ampio spazio all’errore, spesso sostenute da una fiducia eccessiva o da una sottovalutazione del rischio (coito interrotto e calcolo dei giorni fertili).

La pillola mi protegge da tutto


Qui siamo nel campo della fantasia erotica… ma senza lieto fine.
La pillola evita gravidanze, non le infezioni.
Herpes, HPV, clamidia & co. non si fanno intimorire da un blister rosa.

Ma una parte della popolazione, anche se fortunatamente in percentiale ridotta, crede ancora che la pillola protegga anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili: lo pensa il 5,1% delle donne e il 6,4% degli uomini.

Il preservativo è l’unico vero alleato quando si parla di libertà sessuale senza effetti collaterali.

Sessualità vissuta, ma non sempre chiarita

I dati raccontano anche una sessualità ampiamente praticata:
il 92,5% delle donne tra i 18 e i 60 anni ha avuto rapporti sessuali completi o incompleti nel corso della vita, e oltre il 60% dichiara almeno un rapporto a settimana.

Il sesso è percepito soprattutto come fonte di piacere (61,6%), mentre la funzione procreativa è ormai marginale (1,9%). Inoltre, per oltre la metà delle donne, sessualità e amore possono essere separati, segno di una maturità emotiva e relazionale diffusa.

Ruoli, iniziativa e desiderio: il cambiamento c’è

Un altro dato interessante riguarda la dinamica del desiderio.
Il 78,8% delle donne ritiene che oggi siano loro, più che in passato, a fare il primo passo per creare un contatto con una persona desiderata. Un’opinione condivisa anche dal 65,1% degli uomini.

Allo stesso modo, la maggioranza di entrambi i sessi considera ormai superata la rappresentazione dell’uomo cacciatore e della donna preda, segno che l’immaginario erotico sta lentamente allineandosi alla realtà dei rapporti.

Il quadro che emerge è dunque quello di una società sessualmente attiva, curiosa, meno giudicante, ma non ancora del tutto libera da falsi miti.

Il sesso si vive, si esplora, si desidera, ma non sempre si conosce fino in fondo.

E forse è proprio qui il punto: una sessualità davvero appagante non nasce solo dall’esperienza, ma anche dalla capacità di distinguere tra ciò che eccita l’immaginazione e ciò che, nella pratica, è semplicemente falso.

E ora diteci la verità…
...a quale leggenda avete creduto almeno una volta?


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