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Lui & Lei

25 Anni dopo


di Numero8
21.09.2018    |    729    |    0 3.9
"Nella casella della destinazione digitò: “Camogli” e premette “avvio navigazione”!..."
Giacomo V., dirigente di una grande azienda del settore chimico di Lecco, leggeva rapido sul suo smartphone le email che la sua solerte segretaria gli aveva girato dalla sede. Si stava annoiando a morte a quel convegno sul rinnovo dei contratti di lavoro del personale del settore chimico/petrolchimico; non era, del resto, nemmeno materia di sua competenza essendo lui il Direttore Finanziario della società. Purtroppo due settimane prima il Rag. Cerutti, storico direttore del personale dell’azienda e membro del consiglio di amministrazione, era improvvisamente mancato a causa di un infarto mentre, con la moglie, faceva la spesa al supermercato; il Presidente e l’Amministratore Delegato gli avevano chiesto “ad interim” di occuparsi anche della gestione del personale nell’attesa di un nuovo direttore delle risorse umane.
Grazie ad una “soffiata” della segretaria dell’Amministratore Delegato era venuto a sapere che il posto nel consiglio di Amministrazione del povero rag. Cerutti sarebbe stato suo entro qualche mese. Aveva fatto buon viso a cattivo gioco e dunque si era quindi ritrovato catapultato in quel grande centro congressi alla periferia di Milano; il convegno sarebbe terminato il giorno seguente: Per fortuna l’azienda gli aveva prenotato una suite in un albergo nelle vicinanze.
Verso le 16,30 il moderatore del convegno annunciò una pausa di 20 minuti per un coffeé break, prima dell’ultimo intervento che avrebbe chiuso la prima giornata dei lavori.
Avvicinatosi al buffet chiese una tazza di caffè e prese da un vassoio un biscotto che sgranocchiò svogliatamente. Riconobbe e scambiò saluti con un paio di dirigenti di altre aziende del settore che aveva conosciuto in passato per motivi di lavoro; il suo sguardo, come uno scanner, iniziò a cercare qualche presenza femminile decente. Eh sì, Giacomo V. era un gran scopatore nonostante non fosse un adone; era comunque un uomo brillante, simpatico e madre natura gli aveva donato un gran cazzo di 21 cm, del diametro di una lattina di birra.
Il panorama era desolante; vide un paio di 35enni secche e sdegnose, con il tipico cipiglio da donna in carriera, poi la 60enne direttrice di una raffineria, che ancora conservava qualche segno dell’avvenenza passata. Insomma si stava rassegnando all’idea di farsi mandare una escort in camera, quando, in un capannello di persone, un po' defilato rispetto al buffet vide lei: 45 anni circa, capelli a caschetto neri, due scintillanti occhi verde azzurri il tutto su un viso morbido e dolce, truccato con garbo...e poi vide il resto:..un fisico generoso, fin troppo...un seno monumentale, così come il culo, strizzato dalla gonna del griffatissimo tailleur...si immagino delle cosce morbide ed abbondanti e vide le polpose caviglie, benché velate dal nero dei collant, che terminavano in decolletté nere tacco 12 d’ordinanza! Insomma era una bella bbw o curvy...tanto per usare termini alla moda.
All’improvviso Giacomo sentì il suo cazzo indurirsi….che gli era preso???
La misteriosa donna, come se avesse percepito l’erezione di Giacomo, si congedò dal gruppetto e con decisione si diresse verso di lui, il quale non poté fare a meno di notare come il seno sobbalzasse ad ogni passo. Era giunta a meno di un metro da lui, quando esclamo, sorridendo: “Giacomo, sono passati più di vent’anni...ma sei rimasto identico ad allora ma spero non proprio del tutto uguale rispetto ai tempi dell’università!”
Dopo un primo momento di sbandamento un ricordo, fulmineo come un lampo, attraversò la mente di Giacomo che, dopo qualche istante esclamò: “Donatella….Donatella….sei tu!! Quanto tempo è passato….scusami, non ti avevo riconosciuta!!”
Si scambiarono dei convenevoli di prassi, poi Giacomo le chiese che fine avesse fatto, dato che dopo la laurea nessuno, della cerchia di amici comuni aveva avuto più sue notizie.
Lei, con molta serenità, gli raccontò che un paio di mesi dopo la laurea, grazie a delle conoscenze di un suo zio, era andata subito a lavorare a Londra per una società di noleggio container dove si era occupata della gestione delle risorse umane; un bellissimo lavoro ma dopo 4 anni cominciò a mancarle l’Italia. Per caso venne a sapere che una società di Genova del settore trasporti prodotti petroliferi cercava un responsabile del personale e, tanto per provare, inviò all’azienda un curriculum ma senza troppe speranze….e invece alla fine il posto fu suo. Aggiunse di lavorare nella zona del porto e di vivere in una graziosa casetta a Camogli con vista sul mare.
Chiuse il racconto con una nota triste; nel giro di pochi anni mancarono entrambi i suoi genitori e non avendo altri parenti in città inevitabilmente perse il contatto con gli ex compagni di università”
Lentamente nella mente di Giacomo, si riaccese la moviola dei ricordi. Donatella era stata una sua compagna di università ma aveva avuto un rapporto tutto sommato superficiale ed occasionale; frequentavano la stessa compagnia in quanto Donatella era, a quei tempi, amica di Nadia, la fidanzata di Stefano a sua volta l’amico fraterno di Giacomo. Anche allora fisicamente era piuttosto abbondante e più volte Giacomo se la era immaginata nuda….bianca e tonda come una luna piena, eccitandosi parecchio!
Tutto era rimasto a livello di fantasia dato che all’epoca Giacomo era fidanzato con Cinzia, anch’essa sua compagna di corso, magra come un’acciuga ma una vera assatanata di cazzo, al punto che anche volendo, Giacomo non avrebbe avuto le “forze” per tradirla; un giorno avevano scopato persino in una cabina telefonica di fronte all’università!
Ma un caldo pomeriggio d’estate di 25 anni prima le cose avrebbero potuto prendere un corso diverso.
Una sera di fine giugno ricevette una telefonata da Nadia; le chiese se poteva dare una mano a Donatella per l’esame di matematica finanziaria che si sarebbe tenuto verso la metà del mese di luglio; Giacomo con i numeri era un mago e non per niente a quell’esame aveva preso 30 e lode. Sulle prime cercò di “svicolare” adducendo non meglio precisati impegni, ma alla fine accettò per non fare un dispetto alla ragazza del suo migliore amico; Nadia, in chiusura di telefonata, gli diede il numero di casa di Donatella, affinché prendessero gli accordi del caso.
Nel primo pomeriggio di due giorni dopo Giacomo, a bordo del suo vecchio Vespone, raggiunse Viale delle Acacie, dove si trovava la villetta dei genitori di Donatella. Lei lo accolse con un bel sorriso, avvolta in un abito a grandi fiori bianchi e neri allacciato in vita che evidenziavano le sue forme botticelliane, con una generosa scollatura che offriva lo spettacolo del suo seno dalla pelle bianca come il latte.
Giacomo ricambiò il sorriso e con un grandissimo sforzo riuscì a bloccare la montante erezione; quel giorno indossava dei pantaloncini e il suo cazzone in tiro si sarebbe visto benissimo; non sapendo se ci fossero in casa i genitori di Donatella voleva evitare figure imbarazzanti, ma per fortuna, a quell’ora, erano entrambi al lavoro.
Subito si misero a testa bassa ad affrontare le astruse formule della matematica finanziaria: la giornata era caldissima e dopo circa un’ora e mezza, Donatella chiese a Giacomo se voleva del the freddo.
Giacomo rispose subito di si….in fondo, una piccola pausa se l’erano meritata; misero per un attimo da parte la matematica e tra un bicchiere di the e l’altro chiacchierarono del più e del meno e delle imminenti vacanze.
Era ora di rimettersi a fare gli esercizi; Donatella di fronte a se aveva la brocca ancora piena a metà; inavvertitamente, per prendere un evidenziatore dal portapenne sul tavolo, urtò la brocca che si ribaltò, rovesciando il suo contenuto su Giacomo, in parte sulla maglietta ed il grosso sui pantaloncini.
Giacomo reagì imprecando mentre Donatella, imbarazzata e dispiaciuta per l’accaduto corse in cucina a prendere un panno spugna; una volta rientrata in soggiorno andò verso Giacomo; questo allungò la mano per prendere il panno spugna ma Donatella, con un lampo di malizia negli occhi disse”Ci penso io”...e iniziò a passargli il panno spugna sulla maglietta...scendendo verso la patta dei pantaloni….a quel punto il cazzo di Giacomo esplose in una marmorea erezione….come impazzito sbatte Donatella contro una parete del soggiorno come se volesse incollarla al muro….gli infilo la lingua in bocca...e le sue mani iniziarono frenetica a spogliarla….fece sgusciare quei seni enormi fuori dalle coppe del reggiseno...e inizio a baciarli...leccarli….succhiando quegli enormi capezzoli...dolci e rosei….la mano destra di Giacomo si insinuò tra le morbide cosce di Donatella, fino a risalire agli slip...già caldamente umidi...Giacomò con uno strattone deciso li strappò….percepì subito il pungente afrore della fica in calore...se la doveva scopare subito...o sarebbe scoppiato….afferrò Donatella...e si diresse verso il tavolo da studio….buttò tutto per terra con una manata….
La mise a 90 sul tavolo….le strusciò la cappella sul solco delle chiappe...per poi stuzzicarle le carnose labbra della fica...mentre lei mugolava di voglia...e del resto, nella sua poco esaltante vita sessuale, non le era mai capitato un cazzo come quello di Giacomo, ma….sul più bello Giacomo ed il suo “compare” di 21 cm si ritrassero!
“Giacomo...ma che….succede??” disse Donatella….eccitata ed incazzata allo stesso tempo.
Era successo che Giacomo pensò a cosa sarebbe accaduto se qualcuno fosse venuto a sapere di questa sua “prodezza” scopatoria…..ai casini con Cinzia, che di certo l’avrebbe mandato a quel paese, agli sfottò del suo amico Stefano che lo avrebbe apostrofato con la frase “Adesso ti scopi pure le ciccione….come mai? a casa non mangi a sufficienza?” ai sorrisini beffardi degli amici della compagnia;la paura di Giacomo non era infondata...sapeva infatti che Nadia e Donatella, come tutte le amiche di questo mondo, si sentivano spesso al telefono e magari tra una confidenza e l’altra qualcosa poteva sfuggirle; a sua volta Nadia poteva farsi scappare qualche parola di troppo con Stefano, il quale, a sua volta poteva uscirsene con qualche battuta compromettente o allusiva…...non, non poteva correre questo rischio!
Mentre balbettava “Scusami..non so..non capisco cosa mi sia preso….” raccolse gli slip, i pantaloncini e la maglietta e si rivestì alla bell’e meglio; salì sul Vespone e si precipitò a casa, rischiando pure un incidente. Dopo quel pomeriggio non vide più Donatella.
La voce del moderatore annunciò la fine del coffe break ed invitò i congressisti a riprendere posto; Giacomo nel salutare Donatella le chiese che programmi aveva per la serata. Lei disse che dopo il convegno sarebbe rientrata in albergo, per leggere e rispondere alle email, fare qualche telefonata e poi dormire; era stata una giornata lunga ed era esausta.
Giacomo le propose “Senti, anche io sono a Milano questa sera….perchè non ceniamo insieme? Io alloggio all’Hotel Capitol che ha un ristorante favoloso!” Lei ci pensò su un momento ed accettò. Si accordarono per le 20.30.
Alle 20.30, puntualissima, Donatella fece il suo ingresso al ristorante dell’Hotel Capitol. Per l’occasione indossava un elegante abito nero, leggermente stretto in vita, con le spalline all’americana, allacciate dietro il collo, che esaltava il suo prosperosissimo seno. Giacomo, che la aspettava al bancone del bar, la vide ed ebbe un sussulto e senti il suo cazzo fremere nei boxer!
Si accomodarono a tavola ed entrambi ordinarono un menu a base di pesce crudo, innaffiando il tutto con due bottiglie di “Corvo Bianco – Tenuta Duca di Salaparuta”, un generoso vino bianco siciliano, che andava giù come acqua.
Si alzarono da tavola che erano quasi le 23; Giacomo, quasi ubriaco, da vero gentleman accompagnò Donatella al guardaroba, dove ritirò lo spolverino e la borsa, forse un po' troppo capiente, ma la cosa non fu notata da Giacomo.
Dall’altra parte della strada, rispetto all’hotel, c’era un parcheggio di taxi; Donatella si avviò in quella direzione, scortata da Giacomo. Quest’ultimo, vuoi per i ricordi riemersi nel pomeriggio, vuoi per il vino scolato a cena….vuoi per la continua erezione che lo tormentava, si fece coraggio e disse “Donatella, noi abbiamo qualcosa in sospeso….da 25 anni….da quel torrido pomeriggio…si insomma, non credo tu abbia dimenticato come mi sono comportato...è da quel giorno che mi do dell’idiota...ecco...io….vorrei…..”. Ma lei lo interruppe bruscamente dicendogli “Non dire altro...quel giorno mi hai ferita, non sai quanto mi ha fatto male il tuo rifiuto….è una ferita che mi porto dentro da allora….ma sono disposta a perdonarti se...”. Giacomo non le fece finire la frase, la attirò verso di se e gli infilo la lingua in bocca, ricambiato!
In pochi secondi si ritrovarono nell’ascensore diretti al 13^ piano, dove Giacomo aveva la sua suite.
Quasi buttarono giù la porta della stanza per la voglia….Giacomo la strinse al muro...e mentre la sua lingua non smetteva di agitarsi le slaccio il nodo delle spalline dietro al collo.
Donatella rimase nuda fino alla vita...Giacomo si mise con devozione quasi religiosa a succhiarle le tette...a stringere delicatamente i capezzoli tra i denti...quasi affogando in quella delicata e morbida pelle lattea…..mentre Donatella allentava l’abito...fino a rimanere solo in perizoma ed autoreggenti….
Giacomo, che come un cane da tartufo, aveva percepito il profumo di femmina in calore, si avvento sulla fica di Donatella...le grandi labbra carnose, quelle piccole di un rosso intensissimo; ne aspirò il profumo con voluttà….per poi infilarci la sua esperta lingua...mentre le sue mani stringevano i capezzoli di Donatella.
Ad ogni leccata la fica si allagava sempre di più….mentre il cazzo di Giacomo sembrava esplodere...si, era giunto il momento di rimediare alla figuraccia di 25 anni prima!
Giacomo si stacco da Donatella e si tolse i boxer...si vide riflesso allo specchio, con la sua “spada” sguainata...ma all’improvviso iniziò a vedere lo specchio distorto..così come le pareti della stanza...anche l’immagine di Donatella cominciò a deformarsi….Giacomo, terrorizzato, pensò “Che cazzo mi sta succedendo….un infarto...oppure...”; con voce flebile disse “Donatella, aiutami!” ma non riuscì a finire la frase; la vista si annebbiò e cadde sulla morbida moquette pastello della suite!
Giacomo si riprese...vide la radiosveglia sul comodino che segnava le ore 1:37; dunque era rimasto privo di sensi per quasi 2 ore...la testa gli faceva male, come per i postumi di una grossa sbronza, Cercò di riordinare le idee, capire che cosa fosse successo, che fine avesse fatto Donatella.
Provo ad alzarsi ma non ci riuscì e capì anche il perché; qualcuno lo aveva legato mani e piedi ai 4 angoli del letto, usando il filo della Tv e di un abatjour. Era completamente nudo, con un cuscino sotto la pancia. Chi poteva essere stato?
Ad un certo punto sentì la voce di Donatella che esclamò:”Ben risvegliato...hai il sonno pesante….e russi come un cinghiale!!”; la senti avvicinarsi al letto e poi la vide, era ancora seminuda e sulla sua bocca si era composto un sorriso inquietante, così come il suo sguardo!
Giacomo esclamò, rabbiosamente:”Ma che cazzo è successo….e perché sono legato come un salame?” Lei replicò, quasi con scherno:“Davvero non l’hai capito, Giacomino? E’ stato facile metterti k.o…..a cena eri talmente rapito dalle mie tette che approfittando di un tuo momento di distrazione, ho versato mezza boccetta di sonnifero nel tuo vino...”
“Che scherzo del cazzo….ti sei voluta divertire così?? Va bene...d’accordo, ora liberami da questi nodi e smettiamola di prenderci per il culo...siamo adulti oramai”
“Oh guarda...un culo verrà preso...ma non sarà certamente il mio!!!” disse lei, con un ghigno quasi satanico, che la rese irriconoscibile!
Giacomo cominciò ad avere paura, avendo intuito che Donatella tramava qualcosa di poco piacevole per lui. Il suo sospetto divenne certezza quando la vide, riflessa in uno specchio, armeggiare nell’ampia borsa….ne tirò fuori un sacchetto dal quale uscì un lucido strap on!
Giacomo, nel vedere quella femmina con un cazzo, ebbe una inaspettata reazione ed erezione! Se ne accorse anche Donatella, la quale si sdraio su di lui, leccandogli e mordicchiandogli l’orecchio, mentre sentiva i seni di lei premere sulla schiena!
“vedrai Giacomino, ti piacerà, alla fine…..” lui abbozzò una replica “Ma perché...lo fai...dopo tutto questo tempo”!
Lei, quasi con tono sgarbato ed incazzato rispose “Perchè sei uno stronzo e….vigliacco! Credi che non avessi notato gli sguardi che mi rivolgevi ai tempi dell’università?….non sono stupida, avevo capito che ti facevo sesso e la cosa non mi dispiaceva, anzi,….poi avevo sentito parlare del tuo cazzone! Il vanto della facoltà di economia e commercio!...ma tu, no, tu ti facevi solo le fighette magre e snob e stronze, come quella…..si chiamava...ah si, Cinzia!”
“Ma allora quel pomeriggio...gli esercizi di matematica finanziaria….” “Era un pretesto...quel pomeriggio avevo la casa libera...dovevo sfruttare l’occasione, e c’ero quasi riuscita...poi tu sei fuggito come un ladro...”
“Posso spiegare….!” piagnucolò Giacomo….ma lei, dura, “E’ tardi oramai”
Gli allargo le chiappe, e con rudezza maschile, gli sputò sul buco del culo!!
Donatella lo prese per i fianchi...e affondò lo strap on nel culo di Giacomo! Lui reagì con un suono a metà strada tra un gemito ed un grugnito….mentre il cazzo si indurì come duralluminio!
“Ahh vedi che ti piace….ma guarda un po'!…..alla fine tu non mi hai voluta fottere e questa è la punizione...una sorta di contrappasso!”disse lei….oramai il culo non faceva più resistenza, lo strap on affondò fino alla base, mentre Donatella non risparmiava schiaffoni alla secche chiappe di Giacomo alternando strizzate alle palle gonfie!
Alla fine, per la continua stimolazione prostatica, Giacomo sborrò copiosamente sulle lenzuola, con un urlo liberatorio….Donatella sfilò lo strap on dal culo...si chinò su Giacomo e con un tono di voce dolce e sensuale gli sussurrò all’orecchio “Ora siamo davvero pari….!”
Giacomo, stanco, confuso, ancora semi intossicato dal sonnifero….crollò in un sonno interminabile.
Si riprese che erano quasi le 11 del mattino…..cazzo, il convegno!!….no oramai era troppo tardi….pazienza, si sarebbe inventato qualcosa per i suoi capi!
La testa ancora gli duoleva...ma non era più legato, i suoi vestiti erano ordinatamente ripiegati sulle grucce, la stanza era perfettamente in ordine…..si era sognato tutto, allora??? Senti un bruciore al culo….e capì.!!
Si fece una bella doccia, si rivestì….notò su un tavolino un foglietto ripiegato con cura.
Lo afferrò e lo lesse, con un sorriso misto ad eccitazione.
Scese in reception, dopo aver fatto rapidamente i bagagli. Pagò il conto con la carta di credito aziendale ed un addetto gli portò dinanzi all’ingresso dell’hotel la sua potentissima Audi RS4.
Giacomo si mise al volante, e mestamente si diresse verso la tangenziale Est,per rientrare a Lecco.
All’improvviso accostò al margine della strada. Frugò nella tasca della giacca e rilesse il bigliettino che aveva trovato quel mattino sul tavolo della suite.
Indugiò un attimo, poi indossati i suoi Rayban a specchio, accese il navigatore dell’Audi….nella casella della destinazione digitò: “Camogli” e premette “avvio navigazione”!
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