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Lui & Lei

Confessioni di un amante dei piedi


di Membro VIP di Annunci69.it ShyCoupleFeet
09.09.2025    |    1.393    |    8 9.6
"Nonostante il tentativo un po’ goffo, quella notte fu comunque speciale, perché fu anche la prima volta che facemmo l’amore..."
Non ricordo il momento preciso in cui nacque questa attrazione verso i piedi femminili. Ero un bambino, e già allora restavo ipnotizzato nel guardare quelle estremità nude. Non facevo distinzioni, maschi o femmine, ciò che mi colpiva erano le piante: il loro colore, quelle sfumature calde tendenti all’arancio. Forse fu anche il karate a condizionarmi: eravamo sempre scalzi, seduti o in ginocchio, e io non riuscivo a staccare gli occhi da lì.
Poi, col tempo, la mia attenzione si rivolse solo alle ragazze. I loro piedi mi sembravano più belli, più curati, quasi sensuali anche senza che lo sapessero. In estate era un continuo tormento: amiche, compagne di scuola, persino parenti… quando si sfioravano i miei occhi con i loro piedi nudi provavo un brivido che allora non capivo del tutto.
Un’estate ricordo che giocavo spesso con i piedi di una mia parente. Li toccavo con scuse banali, come fosse un gioco, e dentro di me sentivo un piacere inspiegabile. Ancora non lo vivevo come qualcosa di erotico, ma il mio corpo già sapeva che lì si nascondeva un desiderio.
Con l’adolescenza quel desiderio esplose. Non mi bastava più guardare: volevo sfiorare, accarezzare, sentire il calore della pelle sotto le dita, l’odore leggero di salsedine o di sudore dopo una camminata scalza. Le piante erano il mio punto debole: lisce, morbide, talvolta leggermente ruvide… ognuna raccontava una storia, e io mi perdevo lì.
Uno dei ricordi che ancora oggi mi tormenta è di una gita scolastica. Giocammo a pallone in spiaggia, e alla fine una mia compagna carina, e con un sorriso che stordiva, venne verso di me:
“Mi puliresti i piedi dalla sabbia?” mi disse, porgendoli davanti con leggerezza.
Il cuore mi esplose nel petto. Le avrei presi tra le mani, avrei soffiato via la sabbia e poi avrei sfiorato quelle piante calde con le dita, magari con le labbra. Ma rimasi paralizzato. Lei, vedendomi rosso in volto, rise:
“Dai, scherzavo… ci penso io.”
E in quell’istante mi sentii crollare. Bastavano tre secondi in più di coraggio, e avrei vissuto la mia prima vera esperienza. Invece mi rimase solo il rimpianto, e la certezza che i piedi femminili sarebbero sempre stati il mio desiderio più segreto e irresistibile.
Dopo il diploma conobbi la mia attuale compagna. Sin dai primi appuntamenti lei si mostrò disinibita e aperta verso di me. Piedino piccolo, taglia 36, pianta non troppo larga e dita proporzionate e già dal primo incontro capii che sarebbero stati un punto debole.
Quasi subito iniziammo a sperimentare. Ricordo la prima volta che slacciai i suoi sandali e le accarezzai i piedi, scoprendo che adorava i massaggi. Quella sera tentammo anche un footjob, ma senza successo. Per lei era qualcosa di del tutto nuovo, mentre io avevo solo visto qualche video. Nonostante il tentativo un po’ goffo, quella notte fu comunque speciale, perché fu anche la prima volta che facemmo l’amore.
Negli incontri successivi, però, i piedi diventarono una costante. La prima cosa che facevo era sfilarle le scarpe e iniziavo con carezze, baci, annusate discrete. Lei si lasciava andare sempre di più, e mi accorgevo che anche il suo corpo rispondeva e diventava più calda, più bagnata, eccitata da quelle attenzioni.
La svolta arrivò pochi mesi dopo, ancora in spiaggia. Chiusi con lei in una cabina, provammo senza successo un gioco anale, e alla fine mi sedetti accanto a lei. Le chiesi di togliersi le infradito e di appoggiarmi i piedi sul pene. Iniziò così, quasi per gioco, il nostro primo vero footjob. Goffo ma eccitante, tanto che dopo pochi minuti venni copiosamente sui suoi piedini. La sabbia che vi si attaccò sopra ci fece ridere come matti, anche perché poco dopo eravamo di nuovo con gli amici, come se nulla fosse.
Da allora i piedi sono diventati una presenza fissa nella nostra intimità. Non c’è rapporto senza che lei sia scalza. Per noi è un rituale, un preludio. Ma non solo in camera ma anche sul divano, in balcone o al mare, non perdo occasione per massaggiarle i piedi, annusarli o baciarli. Non amo l’odore troppo forte, ma quel sentore naturale, caldo e leggermente salato, per me è irresistibile.
Con il tempo abbiamo imparato anche a scherzarci su. A volte commentiamo insieme i piedi di altre ragazze, specie d’estate, se sono piccoli, curati, ben in vista, lei si diverte a punzecchiarmi e io non nascondo di apprezzarli.
Concludo qui il mio racconto. Spero di non avervi annoiato e, anzi, magari di avervi stuzzicato o fatto rivivere esperienze simili
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