Lui & Lei
Rivedo la mia prof dopo la fine della scuola
24.06.2026 |
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"Dopo tutta quella fatica immane fatta per averla e convincerla, la scopata è stata una liberazione cattiva, quasi violenta, un canale di sfogo per entrambi..."
Quello che mi è successo con la mia ex prof di 42 anni è stata una conquista totale, una roba sudata dal primo all'ultimo secondo che non dimenticherò mai per il resto della mia vita.La incontro per caso per strada in centro, iniziamo a parlare del mio post-scuola, degli esami ormai passati e di come mi sto muovendo. Tra una battuta e l'altra, con la scusa di volermi mostrare dei vecchi volumi di approfondimento che potrebbero servirmi, mi invita a casa sua per un caffè. Appena varchiamo la soglia e la porta d'ingresso si chiude alle nostre spalle, la tensione nell'aria diventa così densa che si potrebbe tagliare con un coltello. Non ha il classico fisico esagerato e finto da film porno, è una donna normale, estremamente elegante, formale e composta nei modi, ma ha quel viso da troia pazzesco che ti distrugge la mente e che mi faceva sognare a occhi aperti durante le sue ore di lezione in aula.
Ci accomodiamo sul divano in soggiorno in attesa che il caffè sia pronto, ma l'atmosfera si fa subito pesantissima e carica di elettricità. Noto che mentre parlo e le racconto i miei progetti lei continua a fissarmi intensamente le labbra, scendendo ogni tanto con lo sguardo verso il mio petto e le mie braccia strette sotto la maglietta. Eppure, non è stato per nulla facile arrivare al dunque: lei non mollava l'osso in nessun modo. Era completamente bloccata dall'imbarazzo, dal senso di colpa e dal fatto che fino a pochissimo tempo prima ero solo un suo alunno seduto tra i banchi a subire i suoi rimproveri. Continuava a mettere paletti continui, a ripetere a bassa voce che era una follia totale, che stavamo esagerando, che se qualcuno nell'ambiente scolastico lo avesse scoperto sarebbe stata la fine definitiva della sua carriera e che la cosa migliore da fare era che io prendessi le mie cose e andassi via subito.
Ci ho messo davvero molto, ma molto tempo a convincerla, a rassicurarla e a sbloccare quella situazione di stallo. Ho dovuto giocarmi bene ogni singola carta e ogni parola, parlandole con un tono di voce calmo, profondo e sussurrato, avvicinandomi millimetro dopo millimetro sul tessuto del divano. A un certo punto le ho preso la mano, stringendola forte per farle sentire quanto scottavo e spiegandole chiaramente che ormai la scuola era finita, che i ruoli erano azzerati, che ero un uomo di 18 anni e che quel desiderio proibito mi stava bruciando dentro da mesi interi. Ho dovuto smontare, pezzo dopo pezzo, tutta la sua rigida resistenza da professoressa seria, accarezzandole il collo e rassicurandola sul fatto che tutto quello sarebbe rimasto il nostro segreto più assoluto e inviolabile.
Quando finalmente ha ceduto e ha smesso di opporsi, tutto quel muro di imbarazzo e decoro è scoppiato all'improvviso in una foga pazzesca, rabbiosa e totalmente incontrollabile. Si è buttata letteralmente su di me a baciarmi con una forza repressa assurda, come se avesse trattenuto quella voglia per anni interi dietro la cattedra. Le ho sfilato i vestiti uno a uno direttamente sul tappeto del soggiorno e lei si è inginocchiata davanti a me: quando ha visto il mio cazzo, dritto, venato e duro come il marmo, le si sono letteralmente illuminati gli occhi per la sorpresa. Ha iniziato a darmici dentro con la bocca in modo profondo, viscido e famelico, prendendolo tutto fino in fondo alla gola e guardandomi continuamente dal basso verso l'alto con quell'espressione da ninfomane consumata che cancellava in un solo colpo mesi di lezioni, compiti in classe, voti e lavagne in aula.
Dopo tutta quella fatica immane fatta per averla e convincerla, la scopata è stata una liberazione cattiva, quasi violenta, un canale di sfogo per entrambi. L'ho presa di peso, sollevandola dal pavimento, l'ho buttata di sbieco sul letto della camera e l'ho letteralmente sfondata senza pietà. Ci ho dato dentro di pura potenza fisica, mantenendo un ritmo serrato, duro, profondo e pesante, sfruttando ogni singola goccia di energia, resistenza e testosterone dei miei 18 anni. La sua carne interna era strettissima, bollente, bagnata da morire a ogni attrito. A ogni mia spinta profonda lei faceva delle facce pazzesche, sporche, piene di lussuria, stringendo le lenzuola con le unghie fino a strapparle e ansimando forte, quasi urlando vicino al mio orecchio. È stata una cavalcata impegnativa, intensa, priva di un solo attimo di sosta, dove mi sono preso con la forza ogni singolo centimetro del suo corpo da 42enne finché non l'ho sentita sussultare e tremare tutta, completamente sfinita e svuotata dal piacere.
Sentendo che ero arrivato ormai al limite estremo, mi sono sfilato all'ultimo secondo utile e sono venuto direttamente sulla sua pancia con una scarica di sborra enorme, densa, caldissima e infinita. Ci siamo rimasti a guardare per diversi minuti in silenzio, stremati, con il fiato corto e i corpi sudati. Lei, con quel viso spettinato, il trucco degli occhi tutto sbavato e quell'aria viziosa, mi ha guardato e mi ha sorriso dolcemente, ammettendo a voce alta che valeva assolutamente la pena cedere alla tentazione e che non avrebbe mai immaginato una forza e una maturità del genere da un ragazzo della mia età.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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