Lui & Lei
trilogia
Iltromboamico
19.05.2026 |
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"Tu spingi subito contro: sapevi che l'avrei fatto, per questo non hai messo gli slip..."
Sex in the skiL'inverno ci costringe nei vestiti, ma la voglia morde sotto la Gore-Tex. In pista ti incito: 'Lascia scorrere gli sci, sii flessuosa come quando ti scopo'. Arriviamo in fondo, risaliamo in seggiovia. Sei una predatrice: 'Portami al rifugio e scopami', sussurri mentre mi infili una mano nei pantaloni. Lui risponde subito, spacca la cerniera. Ti chini, vuoi sentirlo in bocca, ma la stazione d'arrivo è troppo vicina. 'Al rifugio', prometti.
Due bombardini buttati giù con trepidazione, il sangue che scotta. Non arriviamo a letto: ci chiudiamo nei bagni della stazione. Poco spazio, scarponi ai piedi, pantaloni e calzamaglia alle caviglie. Ti giri, le gambe strette dai lacci ma il bacino offerto. Esco fuori duro e ti entro da dietro, brutale, nella tua fika già bollente e schiumosa. Ti sbatto con furia.
All'improvviso, passi. Qualcuno prova a forzare la porta del nostro bagno. Il cuore batte in gola, il silenzio è elettrico, tratteniamo il respiro e le risate. Quando i passi sfumano, ripartiamo. Colpi vigorosi, secchi, come sculacciate che rimbombano tra le piastrelle. I tuoi gemiti esplodono, io grido e ti inondo. 'Magnifica', sussurro. Ti ricomponi senza pulirti, un sorriso malizioso: 'Voglio sentire il fresco della tua sborra mentre scio'.
Non è finita. In cabinovia siamo soli. Mi slacci tutto, lo lavori di bocca finché non è di nuovo marmo. Ti abbasso i pantaloni e ti prendo con forza mentre la cabina dondola nel vuoto. Urli che sei la mia troia, che lo vuoi tutto. Accelero, sudo, godo nel sentirti urlare finché non ti spruzzo dentro per la seconda volta. Ora le gambe tremano davvero. Ci rivestiamo ridendo come bambini che hanno rubato tutte le caramelle dal barattolo.
Winter season
Finito di sciare, resta solo lo chalet nel bosco. Nudi, vino rosso, il camino che scoppietta mentre fuori la neve sigilla il mondo. Sei in poltrona, gambe aperte sui braccioli: la tua vulva è già un invito aperto. Mi chiami, mi offri il tuo centro. Mi inginocchio, ti lecco con calma metodica: oggi ti voglio dilatata, senza limiti. Un dito scivola dentro e sei già schiuma e orgasmo. Poi due, e tu spingi, cerchi l’attrito.
Ti giro. Carponi sulla poltrona, il sedere offerto. Mentre due dita ti aprono davanti, la mia lingua esplora dietro; i tuoi gemiti rompono il silenzio della neve. Tre dita davanti, uno dietro: sei tu a dettare il ritmo sulla mia mano. Diventi viscida, umore ovunque, perdi il controllo. Ti apri le natiche per accogliermi ancora più a fondo, finché la carne è tesa, pronta a tutto. La mia mano prova a forzare, ma è troppo: lascio che sia la tua a scomparire dentro di te in un sussulto infinito. Poi entro io; ballo in quel vuoto che abbiamo creato, ma è un piacere denso. Estraggo, punto al retro. Ti prendi tutto il mio sesso con calma, mentre le dita tornano a massacrarti davanti. Veniamo insieme, un’esplosione che resta sigillata dentro di te. Ti porto a letto, lecco la tua vulva gonfia e pulsante finché il sonno non ci vince.
A lume di candela
Estate, asfalto rovente. Arrivo in moto e sei già lì: camicetta attillata, gonna tattica e stivali. Sali dietro, casco Jet, e partiamo verso i colli. Il tramonto ci scorta fino in cima, dove ci aspetta quella trattoria isolata. Tavolo d’angolo, tovaglia lunga fino a terra, lume di candela.
Sfilo il piede dalla scarpa con fare distratto. Lo allungo. Tu spingi subito contro: sapevi che l'avrei fatto, per questo non hai messo gli slip. Sento la pelle, l’umido, il fiore che si schiude al tocco dell'alluce. Scivolo su e giù, penetro quel tanto che basta per farti sussultare. Arriva il cameriere; hai il volto acceso mentre ordini il pinzimonio. Io sto sugli affettati, ma il mio piatto principale è un altro.
Quando siamo soli, prendi una carota e la infili maliziosa dentro di te. La muovi, la impregni del tuo umore e me la offri con uno sguardo che brucia: 'Tesoro, ecco la tua vinaigrette'. La prendo, la sbocconcello, assaporando il tuo sapore mescolato al crudo della terra.
Poi tocca a me. 'Voglio il mio condimento', sussurri. Sotto il tavolo mi muovo rapido, accumulo piacere e vengo direttamente nella tazzina del pinzimonio. Te la porgo. Ci intingi un ravanello, lo gusti, poi un pomodorino che imbocchi a me. 'Quale preferisci?', mi sfidi. Mescoliamo tutto. Bevi il contenuto della tazzina in un colpo solo, mi baci passandomi il gusto della nostra unione e te ne vai: 'Ti aspetto in bagno'
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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