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Lui & Lei

trilogia di pensieri erotici


di Membro VIP di Annunci69.it Iltromboamico
07.05.2026    |    538    |    1 8.0
"Mi chiedi il fango, mi chiedi il buio: e io ti accontento, trattandoti da vera troia, rovesciandoti addosso ogni turpiloquio mentre la pioggia inizia a mescolarsi al tuo umore..."
Maschere e Segreti sul Canal Grande

Hotel Carlton, Canal Grande. Ci vestiamo a vicenda, un rito lento prima del Carnevale. Usciamo tra la folla, fantasmi eleganti tra le calli fino alla festa. Nel salone ci perdiamo apposta: ci cerchiamo con lo sguardo, ci schiviamo tra gli ospiti, finché non mi scivoli alle spalle e mi sussurri la tua voglia. Da birbante, prendo un cubetto di ghiaccio e lo infilo nello spacco del tuo vestito, proprio lì, tra le gambe. Ti provoco: ora devi stringere le cosce per non gocciolare mentre attraversi la sala verso il terrazzo.
Ti raggiungo all’aperto, davanti alle luci riflesse sull'acqua. Ti offro un flute come fossimo due estranei. Ti sfioro il seno, ti bacio con la fame della prima volta. Il desiderio divampa. Ci appartiamo in un angolo d’ombra: le tue mani cercano il mio sesso gonfio, le mie dita affondano nel tuo fiore bagnatissimo. È il momento. Mi sposto dietro e ti riempio con un colpo secco, l’asta turgida che vibra dentro di te. Esplodo subito, con abbondanza. Ti chini fingendo di raccogliere qualcosa e lo pulisci in un lampo, poi ci ricomponiamo e torniamo tra la folla come se nulla fosse accaduto.
Rientriamo in camera che è quasi alba. Ti affacci alla finestra e inizi a chiacchierare con la straniera della stanza accanto. Io arrivo sornione, invisibile ai suoi occhi. Sposto gonna e slip e inizio a leccarti con una lentezza metodica. Sei alla mia mercé: avvampi, ti mordi le labbra, devi fingere normalità mentre la lingua ti porta al limite. Per fermarmi, spudorata, mi apri il rubinetto in faccia: un getto caldo che mi costringe a staccarmi. Ridiamo nel buio, ma è un attimo: mi rimetto lì, a stuzzicarti finché non restano che i sospiri. Ora sei solo mia.

Fango e Passione tra gli Olivi

Stamattina il giro è in bici: andiamo a controllare gli olivi. Siamo vestiti da fatica, infagottati in capi logori, pronti a sporcarci tra i filari. Arriviamo in collina, le bici appoggiate a un tronco secolare. Il freddo morde, ma il bacio che ci scambiamo scotta. Senza preamboli ti slacci i pantaloni, li cali appena e ti offri contro la corteccia rugosa dell'albero. Sposti lo slip e mi sfidi: 'Cosa aspetti?'.
Abbasso la zip, lo libero e lo spingo dentro di te: crudo, duro, senza sconti. Inizio a spingere con la cadenza di una macchina da guerra. Nel silenzio della campagna, i tuoi gemiti diventano grida. Mi chiedi il fango, mi chiedi il buio: e io ti accontento, trattandoti da vera troia, rovesciandoti addosso ogni turpiloquio mentre la pioggia inizia a mescolarsi al tuo umore. Vieni copiosamente, tremando contro il legno, e io esplodo subito dopo.
Restiamo uniti un istante, poi lo estraggo. Ti chini per pulirmi col calore della bocca, mentre la tua fika, ormai una maschera di crema, cola lenta sporcandoti le cosce. Ti passo un dito tra le gambe, te lo faccio leccare e mi guardi: 'Non mi pulisci?'. 'No', rispondo da bastardo. 'Oggi resti così: sporca e appiccicosa. Ti pulirò stasera, quando il tuo sapore sarà ancora più denso'. Ti rivesti in quell'umido e, con la pelle che brucia, andiamo a cercare il fattore per gli ordini di giornata

Il Convito di Mezzanotte

Terrazzo, luce di taglio, l'ultimo sole. Vestito lungo e pelle nuda sotto; io in gabardine e camicia Oxford, maniche arrotolate. La brezza ti morde i capezzoli, li rende punte dure contro la stoffa leggera. Ti stringi a me, mi provochi con un bacio. Ti appoggi al tavolo, inarchi la schiena: è un invito. 'Una sveltina prima degli ospiti?'. Ti sollevi la gonna, sali sul tavolo. Bacino alla giusta altezza, entro liscio.

Siamo nel pieno, un ritmo languido e costante, quando arrivano loro. Zero imbarazzo: ci siamo già mischiati in passato. I saluti sono baci voraci. Lui mi scosta con un sorriso: 'Tocca a me, tu scalda mia moglie'. Mi ritrovo con il cazzo gonfio nella bocca di lei, mentre tu urli di piacere sotto i colpi di lui che ti sbatte senza pietà.

Ma la tua fame non ha fondo: 'Vi voglio entrambi dentro'. Mi sposto dietro, ti prendo nel culo mentre lui continua davanti. Un treno di carne che ti attraversa tutta. La tua amica ti divora i seni, si strofina, si fa leccare la fika che scotta mentre le vostre lingue si annodano. La cena rimane un pensiero lontano in cucina; la notte è nostra, e il gioco finisce solo quando sorge il sole.
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