Il vostro leccapiedi 2
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superavano i cinquanta, alcune addirittura di settanta e oltre. Mi presentò come suo schiavo. Ie signore tutto quello che mi ordinava e chiedevano lo ottenevano. Entusiasticamente le signore, che stavano sorbendo il te, risposero di sì. Gilda m’ordinò di spogliarmi. Ero imbarazzato in mezzo a quelle virago che potevano essermi nonne. Visto che indugiavo Gilda mi mollò due sonori ceffoni, dicendo alle sue “clienti” che così doveva essere trattato uno schiavo. Quelle ridevano. Mi spogliai senza indugio e Gilda prese a colpirmi con una cintura sulla schiena e sul culo perché mi ero spogliato troppo in fretta, avrei dovuto imitare gli spogliarellisti maschi. Nudo come un verme avevo anche freddo. Una vecchiaccia disse che avrebbe un modo di riscaldarmi. Ridevano le altre e una le chiese quale, pisciandogli addosso e si offerse di farlo. Al tre sghignazzavano, alcune dissero che erano disposte a farlo anche loro. Gilda serafica impose la calma. Adesso cominciava il bello, un’asta, una riffa per chi avrebbe goduto seduta stante dei miei favori. Si raggiunse una cifra considerevole e vinse una signora di più di sessant’anni, ma che aveva un certo sex appeal. Obbligato da Gilda a camminare come un cane seguii quella donna in un’elegante stanza per gli sopiti. Chissà quante camere aveva quella casa. Intanto la signora Nora aveva dato un assegno alla mia padrona-magnaccio. Con fare autoritario la signora mi disse che vigeva una sola regola. Dovevo fare tutto quello che mi ordinava. Si vedeva che era avvezza a farsi ubbidire e ci provava gusto, alla minima mancanza erano ceffoni. E che ceffoni! Aveva un anello che sentivo quando mi colpiva. La pregai di toglierselo. Se lo levò e prese a schiaffeggiarmi a oltranza solo per il gusto di farlo. Poi mi mise i piedi in faccia e mi ordinò di leccarli e non si lamentò di come lo facevo. Sono un feticista incallito e ci so fare a leccare i piedi e mi piace farlo. Infatti, il cazzo mi era cresciuto e lei se ne accorse e lo menò coi piedi. Poi lo volle nella figa. La presi alla pecorina. E’ una posizione che piace molto alle donne. Mi raccomandò di non venire subito. La rassicurai dicendole che ci mettevo molto a venire. Lei mi disse che mi ero guadagnato una bella salvata. Se fossi venuto presto mi avrebbe frustato per almeno mezz’ora. Era vero che ci metto molto a venire. Cambiammo posizione, lei sopra io sotto e poi viceversa. Poi mi volle nel culo e come entrava bene anche in quell’orifizio. Olga era molto violenta spesso mi schiaffeggiava, mi graffiava la schiena, mi metteva i piedi in faccia e li spingeva in bocca. La nostra tenzon d’amore, si fa per dire, si trattava solo di sesso anche piuttosto perverso durò a lungo. Infatti la virago non mi risparmio un umiliante sodomizzazione con un fallo finto. Che male! Prima di farlo mi accennò a cosa ne pensassi se mi avesse affittato per una o due settimane. Rimasi zitto. Farlo una volta con una vecchia poteva essere un diversivo, ma sette giorni nelle sue grinfie non credo sarebbe stato piacevole. Anche fossi stato contrario non ero io a decidere. – Credo che ti affitterò per una settimana o due ne vale la pena credo. Che ne pensi? –
- Come vuole. - Segue ceffone ancora con l’anello. Mi sanguina un po’ il labbro e lei, golosa vampira mi succhia il sangue.
- C’è d’aggiungere che dovrai soddisfare anche il mio vecchio marito. -
- Non mi faccio sodomizzare. –
- Cos’hai capito cretinetti. Lo dovrai solo spompinare e leccargli il culo e i piedi. Gli piace molto al vecchiaccio.
Olga prese accordi con Gilda. Le pagò una settimana anticipata, riservandosi di darle altro denaro se avesse prolungato di un’altra settimana la mia permanenza al suo servizio.
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