oltre Sophie .. (1° parte)
passionenatura
Jean vive da moltissimi anni questo spazio parallelo, uno spazio che restituisce equilibrio e serenità al divenire degli anni, togliendo spazio alla sensazione del sentire la vita che sfugge. Un divenire che attraverso il tempo, e grazie all’osservazione, all’ascolto, si riempie di nuove esperienze, nuovi stimoli che con sempre ben chiaro il fatto che davanti a se si pongono persone, prima che giocatori, alimentano il proprio savoir faire.
Sophie, compagna stanca di una routine che la pone sempre più al margine, si affaccia su consiglio di un’amica ad A69. Scopre un mondo che nemmeno immaginava, come tante singole alcune foto e poche parole che descrivono il suo affacciarsi a quel mondo aprono la curiosità di infiniti singoli e coppie. Jean è dotato di una buona dialettica, ama scrivere facendo passare da subito in modo chiaro che antepone la persona al giocatore. E questo le apre la porta ad un primo scambio con Sophie, incuriosita tra tanti da chi le trasmette da subito l’idea di una persona che possa prenderla per mano e condurla per lidi fino a quel momento sconosciuti. Come tutti Sophie da nella sua mente una forma a quei lidi, anzi innumerevoli forme nonostante la poca esperienza. Una stanza, un uomo, le sue attenzioni, le prime dopo tantissimi anni fuori dalla coppia, e per questo sufficienti a rappresentare un vero inebrio nel suo animo.
Il dialogo in chat fluisce subito leggero e divertente, Jean non parte mai da un copione scritto, ama il confronto, ama cercare di capire chi si ponga davanti a lui, ama i percorsi, e ama quei percorsi che non partono dalla cima della funivia, ma dai pascoli di fondo valle. Ama conoscere donne non troppo cariche di esperienze, ma donne che sono in qualche modo una tela vergine da coprire a piccoli gesti di infinite tinte. E Sophie rappresenta perfettamente questo tipo di persona, ed è infinitamente curiosa. Alcune piccole provocazioni di Jean accendono in lei un fuoco che si alimenta di scambio in scambio, lei di indole timida non osa approfondire i singoli temi ed esporre così in modo diretto la sua curiosità, ma Jean lo ha ben chiaro, e gioca piacevolmente con questa situazione.
Pochi giorni ancora e i due trovano il modo di fissare il primo incontro. Sophie avverte la sensazione di potersi fidare di Jean, ma mai avrebbe immaginato anche solo pochi giorni prima di accettare quanto proposto da Jean. Così .. Sophie prende quanto in suo possesso rispetto a quanto richiesto a casa, per il resto si ferma in un centro commerciale sulla strada.
Jean arriva, si chiede se le parole dette abbiano davvero potuto prendere forma. Mai costringerebbe nessuna e nessuno a compiere nemmeno mezzo gesto se non condiviso e voluto da entrambi. E Sophie in questi giorni che hanno separato le parole dall’atto ha abbassato ogni difesa, si è esposta e ha esposto tutto il fuoco che le ha riempito l’animo, tutto il desiderio di vivere questo passaggio attraverso tutta l’intensità possibile. La risposta alle domande di Jean è lì, dietro a quell’uscio socchiuso.
Eccola, la risposta, Sophie in ginocchio a terra, schiena rivolta alla porta, le mani appoggiate sulle cosce con i palmi rivolti verso l’alto. Solo un paio di mutandine grigie in cotone a proteggerla. Accanto a lei, poggiato su un telo quanto le avevo richiesto. Vaso di yogurt, plug, grosso fallo trasparente, un velo di seta nera. Il resto è con Jean. Sophie ne avverte la presenza, ma conosce e rispetta bene le regole. Non si volta, attende. Avverte la presenza ormai vicina, e il velo di seta nera cala sui suoi occhi, togliendole la possibilità anche fortuita di apprezzare ciò che da quel momento in avanti la circonderà.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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