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Depilazione Totale 2


di Membro VIP di Annunci69.it freddy15
05.10.2026    |    1.761    |    2 9.6
"Si è fermata e ha estratto il dildo dal culo lentamente, appena è uscito del tutto mi sono sentito come vuoto..."
Il giorno seguente mentre ero al lavoro mi arriva un messaggio su whatsapp da un numero sconosciuto, apro il messaggio sperando sia Lei ed infatti è come speravo. “Ore 18.00. Questo è l’indirizzo”. Mi rendo subito conto che per essere all’orario prefissato dovrò correre visto che termino alle 17.00 al lavoro.

Nonostante le corse per andare a casa, lavarmi e andare all’indirizzo che mi aveva dato sono le 18,05 quando suono il campanello di una villa appena fuori città. Il cancello elettrico si apre e mi avvio verso l’ingresso della casa, dove trovo il portone aperto chiedo permesso ed entro nell’atrio quando sento la Sua voce dirmi: “sei in ritardo e dovrò punirti per questo. Vieni nel salone.” Con il cuore in gola per l’agitazione e l’eccitazione entro nel salone e la vedo seduta sul divano e la saluto con una buonasera Padrona. Lei mi guarda e mi ordina di spogliarmi nudo e di mettere i vestiti su una sedia.
Mi sono spogliato e Lei mi ha ordinato di avvicinarmi, giunto davanti a Lei mi ha squadrato e lo sguardo si è soffermato sul mio piccolo pene già durissimo e ha detto: “Guarda come sei ridotto, già con il cosino duro, sarà dura insegnarti a controllarti ma so già come fare”.

Si è alzata e mi ha ordinato di allargare le gambe e mettere le mani dietro la nuca dicendomi: “ma ti sembra sia questa la maniera di presentarsi? Non crederai che sei qui per divertirti e godere vero?”. Io le ho risposto: “Mi perdoni Signora ma non sono capace di controllare l’erezione” e Lei mi ha sferrato un calcio alle palle improvviso. Il colpo mi ha tolto il fiato e sono crollato in ginocchio quasi urlando per il dolore. Mi ha preso per i capelli e fatto alzare il viso verso di Lei e mi ha sputato in faccia mentre io aprivo la bocca istintivamente per ricevere la saliva. “Bravo, almeno sai che quando sputo la devi mangiare, adesso alzati che controlliamo come va lì sotto”. Mi sono alzato ma nonostante il dolore del calcio ero ancora eccitato e con il cazzo durissimo. “Male, guardati sei sempre in tiro. Ora iniziamo il percorso di addestramento seguimi”.

Detto questo si è girata e lentamente ha iniziato a camminare, ho fatto per seguirLa e senza nemmeno girarsi mi ha ordinato, “A quattro zampe, non crederai di essere un uomo”. Mi sono messo a carponi e ho iniziato a seguirLa lungo un corridoio fino ad un’altra stanza attrezzata con vari strumenti da BSDM.

Ora vediamo se ti resterà ancora duro quel vermetto, Alzati! Mi sono alzato e Lei mi ha preso le palle con una mano stringendole forte da farmi mugolare dal dolore, mi ha detto: “Di cosa ti lamenti? Abbiamo appena iniziato!”. Sempre tenendomi per le palle mi ha trascinato fino al centro della sala dove scendeva dal soffitto una sbarra e arrivati sotto mi ha ordinato di alzare le braccia e me le ha legate alle estremità della sbarra. Poi ha presto da una rastrelliera un’atra sbarra e la ha messa ai miei piedi. Si è chinata e mi ha legato anche le caviglie in modo che ero costretto a restare con le gambe allargate.

Poi alzandosi mi ha dato un pugno alle palle, mi è sfuggito un urlo soffocato al quale Lei ha reagito colpendomi altre tre volte mentre mi contorcevo per quello che la posizione mi permetteva. Poi si è avvicinata al mio viso e mi ha detto: “vedi che sei sempre eccitato, cosa dovrei fare secondo te per farti imparare a trattenerti” mentre mi sputava in bocca e mi colpiva in pieno viso anche con uno schiaffo. Ero in completa balia dei Suoi istinti ma nonostante il dolore il mio cazzo non accennava ad afflosciarsi, anzi sentivo, con terrore, che avrei potuto sborrare da un momento all’altro!

Si è allontanata un po’ e dopo aver preso una frusta ha iniziato a colpirmi sul petto e all’interno cosce, la schiena e le natiche senza pietà. Sentivo la pelle bruciare ma capivo che lo meritavo ma ancora il mio cazzo era durissimo. Allora ha cambiato frusta, ora ha impugnato una specie di canna di bambù sottile ma durissima. Ai primi colpi al cazzo con questa canna, sebbene non fortissimi, ho iniziato a gridare dal dolore e già dopo 3 colpi vedevo dei segni violacei sulla cappella e mentre il mio cazzo che gocciolava sborra finalmente ha iniziato ad afflosciarsi e allora Lei ha detto: “Ti devo massacrare perché non ti resti duro?”, “Però non avevi il permesso di sborrare, e adesso dovrò punirti per bene!”. Mentre finiva la frase mi ha colpito i testicoli con una pedata violenta seguita da altre in successione. Ormai ero abbandonato e restavo in piedi solo perché legato. Ad ogni colpo mi mancava il respiro ma incredibilmente mi sono sentito dire: “Grazie Signora, lo merito”. Lei si è fatta una risata e con una mano ha raccolto lo sperma che mi colava dal cazzo e me lo ha portato alla bocca. Ho leccato con passione le sue dita ingoiando tutto.

Dopo mi ha liberato dalle sbarre e mi ha fatto appoggiare il petto ad una panca, mi ha bloccato i polsi a dei ganci in modo di dover stare disteso a novanta gradi senza possibilità di muovermi e poi ha fatto lo stesso con le caviglie. Poi è andata verso uno scaffale e ha preso tra tutti gli attrezzi uno strap-on con le cinghie. Si è piazzata davanti a me e lentamente si è agganciata lo strap-on ai fianchi dicendomi “ti sembra abbastanza grosso per il tuo culo di cagna?”, io osservavo quel dildo di un venticinque di centimetri mentre se lo stava lubrificando mimando una sega e le ho risposto: “E’ molto grosso Signora, ma” e Lei con una voce molto dura ha detto: “ma cosa?”, “ma se la Signora vuole andrà bene per la Sua cagna” ho subito detto. Lei ha fatto una risatina e ha iniziato a sbattermi il dildo sulle guance muovendo i fianchi.

Si è messa dietro di me e con una mano ha preso le mie palle ed il cazzo ancora duro e ha iniziato a torcerle facendomi lamentare per il dolore, ma sembrava non mi sentisse perché ai primi lamenti ha tirato e torto ancora più forte. Dopo ha iniziato ad accarezzare lo sfintere con la punta del dildo con il risultato che alla paura di sentir male per la penetrazione si è aggiunta l’eccitazione provocata da quello sfregamento. Sentivo il cazzo diventare ancora durissimo e quando ha iniziato a premere per farsi strada dentro a me ho tentato di rilassare lo sfintere al massimo. Dopo alcune piccole spinte leggere e non profonde ha iniziato a spingere con più forza finché non senza dolore la punta del dildo è entrata tutta strappandomi un piccolo urlo. A quel punto con forza ma lentamente ha spinto il dildo tutto dentro finché non ho sentito il suo pube appoggiarsi alle mie natiche. Ho provato dolore ma non forte e anzi sentivo l’eccitazione ed il piacere aumentare. Ha cominciato a scoparmi andando su è giù dentro di me lentamente ma a fondo. Ho iniziato a mugolare dal piacere allora Lei ha iniziato a schiaffeggiarmi forte le chiappe mentre accelerava il movimento dicendomi di resistere e non venire. L’inculata continuava sempre accompagnata ogni tanto da schiaffi ed io sentivo il cazzo gocciolare presperma e tentavo di resistere dallo sborrare.

Dopo un po’ di minuti mi ha preso per i fianchi con le mani ed ha accelerato i colpi dicendomi. “ora puoi godere lurida cagna”, mi sono lasciato andare all’orgasmo che mi faceva tremare tutto e ringraziandola ho sborrato copiosamente mentre Lei continuava a martellarmi l’ano con colpi sempre più forti e veloci. Si è fermata e ha estratto il dildo dal culo lentamente, appena è uscito del tutto mi sono sentito come vuoto. Con le mani mi ha aperto le chiappe e ho capito che stava osservando gli effetti dell’inculata sul mio buco del culo pensando che doveva essere bello largo ora.

Si è spostata davanti a me e mi ha presentato il dildo davanti alla bocca che ho aperto accogliendolo mentre mi diceva: “Adesso che hai il culo che sembra una caverna devi ripulirlo dalle schifezze del tuo culo”. Mi ha scopato la bocca facendomi gustare a forza gli umori del mio culo mentre mi diceva: “brava cagna mangiati il lordume del tuo culo rotto, schifosa”.

Dopo essersi tolta lo strap-on mi ha liberato polsi e caviglie e fatto scendere, avevo le gambe che mi tremavano ancora quando mi ha detto abbassando lo sguardo verso la sborra sul pavimento: “sai cosa devi fare” e si è spostata di fianco alla panca. Senza pensarci ho iniziato quello che sapevo di dover fare ogni qualvolta avessi sborrato, mi sono inginocchiato e ho iniziato a pulire con la lingua il pavimento raccogliendo tutta l’abbondante sborrata ed ingoiandola. In estasi dall’umiliazione continuavo a leccare il pavimento anche se ormai avevo già mangiato tutta la sborra finché Lei mi ha detto: “fermati non vedi che è tutto pulito?”.

Quasi fosse stanca si è seduta sul divanetto di fronte a me ed è restata lì a guardarmi Poi mi ha preso per il guinzaglio e mi ha riportato in salone. Li si è seduta sul divano e mi ha ordinato di leccargli i piedi. Mentre leccavo i Suoi magnifici piedi che poco prima mi avevano massacrato i testicoli nonostante il dolore ho sentito il mio cazzo indurirsi ancora. Ero quasi terrorizzato al pensiero che Lei se ne accorgesse ma purtroppo accade quasi subito. Allora ha iniziato a parlarmi, dolcemente ma quasi con rassegnazione.

“Cosa devo fare con te? Non riesci a trattenerti, hai sempre il cazzetto duro e sborri quando non puoi. Sto pensando a come fare perché sei un buon schiavo, vedo che mi adori ma non riesci a fare quello che voglio.”. A quel punto mi sono sentito come perso, temevo che mi stesse dicendo che non mi avrebbe più voluto vedere invece: “Sto pensando a delle soluzioni. Per cominciare nei prossimi incontri ti darò del bromuro ma intanto domani ti metterò una gabbietta con gli spuntoni sulla cappella. Ogni volta che ti ecciterai ti si pianteranno sulla carne, vediamo se ti passa tutta questa voglia di fartelo venire duro.”, cosa ne dici?”. Disperato dal pensiero di essere lasciato le ho subito risposto che ero disposto a tutto pur di servirLa come Lei desiderava. Allora Lei ha sorriso e “lo so che sei un bravo schiavo ma ti voglio come dico io:”. Ora prendimi il cellulare dal tavolo che scegliamo la gabbietta, dai veloce.”, Sempre a carponi come una cagnetta sono andato al tavolo e ho preso il cellulare e lo ho portato da Lei. Ha iniziato a navigare mentre io continuavo a leccagli i piedi poi ad un certo punto ha detto: “Eccola! È proprio quello che ci vuole. Guarda, che ne dici” e mi ha mostrato sullo schermo la gabbietta che aveva scelto. Solo a guardala mi sono venuti i brividi. Era una classica gabbietta in acciaio ma intorno all’alloggiamento della cappella c’erano inserite 4 viti con la punta acuminata che in caso di erezione si sarebbero sicuramente piantate sul glande. Con la voce un po’ rotta dalla paura ho detto alla Signora: “Si Padrona credo sia adatta a me”. Lei ha sorriso e ha ordinato la gabbietta.

Mi ha ordinato di vestirmi e di andarmene, dicendomi: “tieniti pronto ti chiamo io”, e se ne è andata verso il bagno. Sono tornato a casa e strada facendo seduto alla guida dell'auto sentivo un leggero dolore al buco del culo che oltre ad eccitarmi mi fece pensare a quanto potesse essere largo e non vedevo l'ora di arrivare a casa per poter controllare. Nel contempo pensavo anche a quella gabbietta che mi aspettava e non nego che mi faceva un po' paura ma ero deciso di affrontare la prova per diventare finalmente come Lei mi voleva.
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