L’Arte della Sottomissione Assoluta
Luigi50rup
Quando muovevo i miei primi passi in questo tempio di tenebra e piacere, circa trent’anni fa, la mia Mentore scolpì nella mia mente un insegnamento indimenticabile:
«Se credi che dominare significhi solo fottere la tua slave, non sarai mai un vero Dom. Chi usa la frusta dispensando soltanto sofferenza non ha capito nulla di questo culto. Se vuoi un’anima sottomessa e devota fino all’estasi, tu devi diventare il suo premio supremo. La sottomissione perfetta non si ottiene solo scambiando il dolore con il piacere... il vertice assoluto si conquista guidandola dal piacere alla pura, inebriante frustrazione.»
Quelle parole sono impresse a fuoco nella mia pelle e guidano ogni mio gesto.
La mia ex sub, una creatura celestiale giunta a me provata dalle mani di Master ordinari, ha riscoperto con me l'estasi. Insieme abbiamo distrutto il classico dogma del dolore che precede la ricompensa, azzerando ogni suo limite sensoriale e trasformando il piacere in un oceano senza confini.
Molte donne, toccato il vertice dell’orgasmo, si ritraggono; la pelle si fa iper-sensibile, Quasi intollerante al contatto. È proprio lì che inizia il mio gioco spietato. Quando il suo primo orgasmo la travolge, il Dom non deve concedere tregua. La slave opporrà resistenza, si irrigidirà in un brivido di estenuante godimento, ed è esattamente in quel momento che la stimolazione deve farsi implacabile. La mia ultima sottomessa è passata dal cedere a uno o due orgasmi a fluttuare in una tempesta ininterrotta di ben ventotto apici consecutivi.
È una metamorfosi sublime: le gambe tremano in preda a convulsioni incontrollabili, ma le corde e le legature la tengono saldamente offerta al mio volere, impossibilitata a fuggire dalla sua stessa estasi. Superati i primi cinque picchi, le barriere crollano e gli orgasmi si susseguono a ritmi frenetici. Il suo corpo diventa un tempio di contrazioni involontarie; la pressione addominale e la stimolazione continua le faranno smarrire ogni controllo corporeo. Il respiro si fa corto, affannato, e i gemiti di piacere si trasformano in rantoli sommessi e disperati. Amo inserire un gag tra le sue labbra: non solo per proteggerla e impedirle di mordersi, ma per soffocare i suoi gridi di estasi e goderne il totale controllo.
Ogni muscolo delle sue cosce e del suo addome vibra in un'onda inconsapevole. Condurre una donna a questo livello richiede pazienza, perizia e una ferocia garbata. Al termine di ogni ciclo, la sottomessa è svuotata, incapace di reggersi in piedi: se deve muoversi, va sostenuta e guidata, poiché la fatica fisica e sensoriale la lascia del tutto inerme.
I profani penseranno che si tratti solo di un lungo viaggio nel piacere. È qui che risiede l'errore. Spinto oltre la sua soglia naturale, il cervello umano fonde la percezione del godimento con quella del fastidio e della frustrazione, per poi sublimarla in un appagamento estatico e totalizzante.
Mentre le mani la stimolano senza sosta, la mente del Dom deve avvolgerla: lei deve sentire in ogni sua fibra di essere una sua proprietà, il suo prezioso giocattolo sensuale, il cui unico scopo esistenziale è venire per lui.
Questa pratica non è per tutti. Richiede che la slave sia disposta ad aprirsi a un crollo emotivo e fisico imponente, abbandonandosi completamente al proprio dominatore. E quando la tempesta finalmente si placa e il processo è compiuto, al Dominatore non resta che avvolgere la sua creatura in un abbraccio caldo, profondo e protettivo.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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