Triplete a Napoli, allo stadio e non solo
Bassolazio35
Il numero ‘tre’ si è sempre detto essere quello perfetto. E il weekend scorso a Napoli lo conferma. Il primo triplete è avvenuto allo stadio, dove i campani hanno fatto tre goal al Frosinone. Il secondo triplete, invece, l’ho fatto io incontrando tre ragazzi, due etero e un bisessuale, uno meglio dell’altro. Il primo l’ho incontrato la domenica pomeriggio, verso le 16, dopo essermi ripreso dalle fatiche e dall’acqua presa allo stadio la sera prima. Si tratta di un ragazzo di 30 anni, che ne dimostra anche cinque in meno, si dice bisessuale ma ha avuto poche esperienze con maschi. Pare io lo abbia preso molto mentalmente e abbia deciso che deve sottostare e che devo ‘usarlo’ a mio piacimento: la sua prima esperienza da sub o schiavo, quindi una grossa responsabilità. Scendo sotto casa ad aspettarlo e lo vedo arrivare poco dopo. Già da lontano ho capito che è ancora più carino dal vivo che non nelle foto che ci siamo scambiati. Con lui parliamo da poche settimane, ci ha messi in contatto un ragazzetto etero che lo scorso aprile ho avuto sotto mano a Napoli, per una lunga sessione di edging e mungitura. Saliamo diretti a casa, senza perdere tempo in convenevoli e lo faccio immediatamente spogliare nudo come un verme, spingendolo sul lettone per legarlo. Così faccio: polsi e caviglie bloccati ai quattro angoli del letto con delle corde e un bel guinzaglio di pelle nera al collo. Vederlo così, nudo, liscio, bel corpo, cazzo già duro da subito, con quegli occhi quasi imploranti è davvero un bell’inizio. Comincio accarezzandolo qua e là, annusando ogni parte del corpo e stuzzicandogli le palle. Mentre sono seduto di fianco a lui, con una mano sul cazzo duro, mi viene voglia di baciarlo ma capisco che può sembrare troppo dolce. Così mi avvicino con le labbra alle sue e, mentre lo sego, gli passo un po’ di saliva e, piano piano, lo bacio. Lui mi succhia avidamente la lingua, mentre io dirigo il suo piacere con la mano. Poi smetto all’improvviso e, per ribadire chi comanda, tendo la corda del guinzaglio iniziando a fare foto e video, attento a non riprenderlo in volto. A quel punto è proprio lui a dirmi, con voce eccitata, “ti prego fammi video integrale, mi eccita il rischio, sono il tuo cane”. Lo accontento.
Mentre sto riprendendo, lui chiede di slegare le gambe e, appena fatto, le alza all’insù, esponendo completamente il suo bellissimo culo vergine. Quell’immagine mi manda in estasi e capisco che è arrivato il momento di dedicarmi al suo buchino. Smetto di stimolare il cazzo, che nel frattempo ho ricoperto di borotalco per far scivolare le mani senza impiastricciarmi di gel, mi pulisco due dita, le bagno con il lubrificante e gliele infino piano piano dentro il culetto. Inutile dire come sta godendo, si vede dalla faccia, dalla lingua cacciata fuori completamente e dai gemiti. Gli dico che devo arrivare assolutamente alla prostata, è una questione di principio per me e lui annuisce, aggiungendo che è la prima volta che entra qualcosa nel suo di dietro.
Ho difficoltà a trovarla un po’ perché lui serra lo sfintere con molta forza, un po’ perché è piccolissima. Ma ci riesco e comincio a massaggiarla leggermente. A quel punto la punta del cazzo comincia a bagnarsi, quindi passo al gel, anziché insistere con il borotalco, diventerebbe una sorta di pasta bianca e mi impedirebbe anche di succhiarlo. Cosa che faccio subito, vista anche la discreta dotazione del suo pacco.
Dopo le dita gli dico che è pronto per il massaggiatore prostatico vibrante e lui risponde “Si Padrone!”, così mi dà il via libera. Lo infilo su per il retto e accendo la modalità massima, mandandolo in estasi. Il piacere, però, mi pare troppo, quindi decido di passare a qualcosa di più strong, che lo faccia sentire davvero nelle mie mani. Prendo un elettrostimolatore per il cazzo, gli avvolgo tre elettrodi all’asta e, senza quasi avvisarlo, avvio le scariche. Vederlo così sofferente e, al tempo stesso, soddisfatto del trattamento mi fa sentire potente, quindi mi diverto a passare da una modalità di scossa all’altra per vedere le sue facce buffe. Ad un certo punto, non mi rendo conto di aver alzato la potenza al massimo e lo vedo contorcersi su se stesso: “Ti prego padrone basta, sul serio, ti prego”. Non insisto. La sofferenza deve sempre essere moderata e seguita da piacere, questo, almeno, è il mio stile come master. A quel punto lo slego e gli dico di girarsi a pecora, sul lettone, così posso finirlo mungendolo. Trovandomi quel culo stupendo davanti la faccia non posso non infilarci il muso e leccare tutto. Mentre da sotto, con una mano, afferro il cazzo e lo sego. Avvio la videocamera per immortalare quello che uscirà, anche perché nel frattempo gli ho infilato di nuovo il massaggiatore nel culo sulla prostata. Purtroppo, però, mi rendo conto solo quando ha sborrato nel vasetto che il cellulare non stava riprendendo. Un po’ delusi entrambi, andiamo a pulirci e commentiamo la sessione. Lui è rimasto davvero colpito e ha goduto come un matto; io non mi risparmio nei complimenti perché è stata davvero una bella sessione. Un saluto e mezzo abbraccio accennato e via, e ne torna a casa lasciandomi sudato e eccitato.
Tempo mezzora e sono già, di nuovo, all’opera. Alle 18, infatti, mi sono dato un secondo appuntamento, questa volta con un amico etero con cui mi sento da un annetto. La volta scorsa non abbiamo potuto incontrarci e, finalmente, oggi ci riusciremo. Lui anche ha 30 anni, etero convinto, fidanzato ma pratica il tickling, ovvero impazzisce per il solletico subìto. Io sono abbastanza esperto anche di questa pratica, quindi l’ho preso molto con i miei racconti e qualche video di sessioni, anche se ha sospeso il giudizio fino all’incontro dal vivo. È molto pretenzioso e la cosa mi agita un po’ in vista dell’incontro, mi parla sempre delle sessioni di solletico reciproco con i suoi amici etero giovani e fighi della palestra e la cosa mi lascia interdetto. Scendo ad aspettare anche lui e lo vedo arrivare poco dopo. Nel suo caso, anche avendo visto qualche sua foto, l’impatto è diverso. È molto più alto di me, credo 190, magro, bel tipo spiccatamente etero. Saliamo a casa parlando del più e del meno, come due normali amici, anche perché sarà la prima volta che farò una sessione di puro solletico, senza implicazioni sessuali e la cosa non mi dispiace. La complicità tra ‘bro’ mi è sempre mancata. Comunque, dopo un caffè e una sigaretta, si spoglia, rimane nudo e si stende sul lettone. Lo immobilizzo mani e piedi ma preferisce non essere bendato. Un bel bavaglio sulla bocca, però, glielo metto comunque. Comincio dai piedi, bellissimi, suole lisce e simmetriche, zero odore, taglia 44. Lo torturo con le dita, le unghie, con un pennello, usando la punta di legno del retro e poi la mia arma segreta, una spazzola con denti abbastanza acuminati e duri. Lo finisco con i denti, mordicchiandolo. Vederlo contorcersi, ridere, chiedere pietà è molto piacevole, soprattutto perché prima di iniziare mi ha raccontato di essere maschio alpha e pure mezzo fascist, tanto che durante le torture glielo faccio anche notare: “Guardati ora maschio alpha fascista”, stai subendo da un gay più grande di te e pure di sinistra!
Finito con i piedi, mi avvicino a lui di lato, cominciato a stuzzicare le ascelle liscissime. Capisco subito che quello, assieme ai fianchi e all’addome, è il suo punto debole. Perde totalmente il controllo mentre gli passo le dita col borotalco dappertutto, chiedendomi ogni tot di fermarmi per riposare. Poi mi sfida, dicendomi che l’altra ascella, quella senza borotalco, sta sudando, aggiungendo: “Chissà che odore”. Un chiaro invito ad annusarla e, magari, anche leccarla. Visto che è una cosa che mi fa impazzire, procedo immediatamente, anche se il sapore acido del sudore è appena accennato. Mi accorgo in quel momento che il cazzo, da moscio è diventato bello pieno, ha una gran bella dotazione, soprattutto in larghezza. Ovviamente, il patto è che non lo succhio e che il cazzo verrà tirato in causa solo alla fine; io mi attengo alle istruzioni. Non contento di come lo sto torturando mi metto seduto su di lui, sento il cazzo duro sotto il mio sedere, anche se ho pantaloni e mutande addosso. In quella posizione lo domino totalmente e mi dedico con sadismo alle sue ascelle in contemporanea, scendendo di tanto in tanto verso i fianchi. Andiamo avanti per oltre un’ora, finché non decido che è tardi e che deve sborrare. Al che comincio a segarlo mentre con l’altra mano stringo un capezzolo con tutta la forza che ho. Questa è l’unica cosa che lo eccita sessualmente. Ed infatti sborra poco dopo. Si va a lavare, io sistemo la stanza, un altro caffè, tante chiacchiere come fossimo grandi amici e ciao, via anche il secondo.
Il lunedì mattina sono già pronto alle 9 per lasciare l’appartamento, anche se la proprietaria mi ha detto che posso trattenermi fino a pranzo. Non so che fare, fisicamente mi sto anche riprendendo bene e, proprio in quel momento, mi arriva un messaggio da un terzo ragazzo, sempre etero, che credevo di non poter vedere questo weekend. Qualche giorno prima del mio arrivo, infatti, mi ha scritto che fino a lunedì compreso sarebbe stato impossibile. Evidentemente la voglia di sperimentare cose nuove e godere è così tanta che ha deciso di provarci e io gli dico che va bene. Alle 11 è sotto casa, stesso copione delle due volte precedenti ma, stavolta, l’impatto è meno potente, nel senso che è un normale bel ragazzo napoletano, come tanti che se ne vedono in giro. La cosa non mi dispiace affatto. Saliamo ma con lui è tutto diverso, un po’ per la fretta che abbiamo, un po’ perché non riesce a nascondere l’imbarazzo di stare con un altro uomo e, infine, perché terrorizzato dalle malattie. Cerco di fargli capire che se dovrò fargli solo edging con le mani, è abbastanza assurdo temere di contagiarsi. Non si fa legare né bendare, si siede con la schiena addosso ai cuscini, gambe aperte con tanto di calzini neri indosso e cazzo giù duro. Comincio a solleticarlo con borotalco e la cappella diventa enorme. Continuiamo per una ventina di minuti con seghe e stop ripetuti, finché mi avvisa che sta per sborrare ma che ne vuole fare due. Così accelero il movimento e, in pochi secondi, comincia a schizzare ovunque. “La prossima se vuoi ti puoi avvicinare e te la sparo in bocca”, mi dice sorprendendomi. Purtroppo, però, nonostante una pausa di dieci minuti e il suo vigore quasi immediato, stavolta la stimolazione dura quasi un’ora, tanto che alla fine lascio fare a lui perché ho le mani stremate. Quando ormai sono quasi certo non riesca, lo vedo balzare il piedi sul letto, girarsi verso la mia faccia e schizzare di nuovo, facendomi un bel regalo. Si veste in fretta dopo essersi lavato almeno dieci minuti e scappa via.
Tutti e tre, nei messaggi successivi agli incontri, hanno detto che devo assolutamente tornare a Napoli quanto prima
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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