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Pompino al mio amico etero Federico- parte 2
12.07.2026 |
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"» disse tutto eccitato prendendosi il cazzo duro e mettendolo in bocca a Marco che glielo succhiava tutto per bene..."
La piscina era immersa nel silenzio, solo il riflesso della luna increspava l’acqua, trasformandola in una distesa d’argento.Marco scavalcò per primo la recinzione e tese la mano a Federico.
«Se ci beccano, è colpa tua.»
«Impossibile, sei stato tu a convincermi.»
Soffocarono una risata mentre si misero in disparte per spogliarsi, nessuno dei due aveva con sé il costume, era stata una sera improvvisata.
Il continuo caldo continuava a farsi sentire e vicino casa di Marco c’era una piscina, di giorno straripava di persone mentre di notte non c’era nessuno. Marco aveva proposto a Federico di andarci e fare il bagno.
Entrarono insieme negli spogliatoi e iniziarono a spogliarsi.
«Che dici, facciamo il bagno nudi?» propose Marco.
«Se dobbiamo infrangere la legge meglio farlo per bene.» rise Federico mentre si sfilava le mutande, Marco fece lo stesso ed entrambi rimasero nudi che si fissavano. Dopo poco Federico fece strada e si tuffarono nella piscina.
L’acqua era fresca, un sollievo per quel caldo afoso, bastarono poche bracciate perché il freddo lasciasse spazio all’euforia.
Nuotarono da una corsia all’altra, si schizzarono, fecero a gara in apnea e finirono a galleggiare sulla schiena, osservando il cielo stellato.
«Non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così libero,» disse Federico.
Marco voltò appena il capo verso di lui. «Nemmeno io.»
Rimasero in silenzio. Il rumore dell’acqua sembrava amplificare ogni respiro.
Marco si avvicinò lentamente, lasciandosi trasportare dall’acqua fino a trovarsi a pochi centimetri da Federico. Per un istante nessuno dei due parlò.
«Posso?» chiese Marco, quasi sottovoce.
Federico annuì appena.
Marco gli sfiorò la mano. Le dita si intrecciarono nell’acqua, mentre i loro sguardi rimanevano fissi l’uno nell’altro. La distanza tra loro sembrava ormai inesistente.
Un sorriso, lieve e sincero, comparve sul volto di Federico.
«Forse questa è stata la tua idea migliore.»
Marco sorrise a sua volta, e per un momento il mondo sembrò ridursi al rumore dell’acqua, alla luna sopra di loro e a quel silenzio pieno di promesse.
«Posso fare di più?.» chiede Marco.
Federico ci pensò per un momento, nuotò fino al bordo della piscina e si sdraiò, in quel punto l’acqua era molto bassa e il suo corpo era per metà fuori, iniziò a toccarsi mentre Marco si avvicina piano piano verso di lui.
Dopo poco Federico emise il primo gemito, ora il suo cazzo era duro e ritto. Federico smise di toccarsi e guardò Marco come per dirgli “ora tocca a te”.
Marco non se lo deve ripetere due volte, nuoto fino ad arrivare a lui, gli apri ancora di più le gambe e inizio a leccargli le palle. Delle palle stupende, grosse e depilate, si leccavano che una meraviglia. Federico iniziava a gemere quando Marco gli iniziò a massaggiare il prepuzio bagnato mentre con la lingua gli leccava ancora le grosse palle per poi risalire lungo l’asta e iniziare a leccare bene il prepuzio.
Federico gemeva molto, e fece una cosa inaspettata.
«Prendimelo tutto in bocca e fammi godere con l’altra volta.» disse tutto eccitato prendendosi il cazzo duro e mettendolo in bocca a Marco che glielo succhiava tutto per bene. Andava su e giù, lo prendeva tutto in bocca fino le palle, poi risaliva e leccava bene la cappella che diventava sempre più rossa e più bagnata.
Federico si alzò, fece girare Marco, lo mise sotto, gli rimise il pisello in bocca e iniziò a scopargli bene la bocca. Andava veloce…senza fermarsi…e come ansimava.
Federico non godeva così da anni, alla sua ex fidanzata non piaceva fare i pompini, a mala pena piaceva fare sesso.
Marco lo prendeva tutto in bocca, era bello duro e gli sembrava più grosso dell’ultima volta che glielo aveva leccato, con la mano gli faceva un massaggio che partiva dalle palle, fino a quel bel culo sodo.
Ma Federico non resistette oltre, ansimando sempre più tolse il cazzo dalla bocca e iniziò a segarselo in faccia a Marco che gli dava dei colpi di lingua sulla cappella.
«Sto venendo.» disse gemendo forte Federico e iniziò a schizzare getti caldi in faccia a Marco mentre lo guardava fisso negli occhi, Federico non distolse mai lo sguardo da Marco.
Marco però non voleva lasciarlo andare, continuava a tenere in mano in pisello di Federico che era ancora mezzo duro e se lo metteva in faccia, dando piccole leccate all’asta e alle palle.
Un rumore tra i cespugli li fece saltare comicamente sul posto, aspettarono qualche secondo e sentirono dei passi.
Svelti uscirono dall’acqua e andarono nello spogliatoio, Marco stava guardando dallo spiraglio della porta mentre Federico era dietro di lui che appoggiava il cazzo ancora mezzo duro sul culo di Marco.
«Questo lo avrai la prossima volta.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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