incesto
Curiosa famiglia 3 - Zia
24.04.2026 |
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"Ci mettiamo a missionario e riprendo a scoparla super eccitato alla visione di quelle tette che si muovono e a quel viso rosso dalla fatica, gli stringo il seno e la scopo ancora e ancora, mi dice..."
Cari lettori, questo è il terzo capitolo quindi vi consiglio di andare a leggere i precedenti per conoscere la mia famiglia e situazioni che si sono create per poi proseguire con la lettura.Sono Nicolas, 19 anni, figlio unico e vivo nel centro Italia con una bellissima famiglia unita. Vi avevo lasciati in sospeso che stavo per uscire a fare un giro con mia zia, dopo il pranzo in famiglia e l’esperienza con mia cugina.
Si erano fatte le 16:00 e come anticipato nel capitolo precedente usciamo di casa io e mia zia super felice che mi prende sottobraccio. Erano passate le ore più cocenti del giorno, ma comunque faceva molto caldo e non c’era neanche una nuvola in cielo. Io ero uscito di casa con una maglietta estiva e pantaloncini di jeans corti, inoltre vi ricordo che ero senza mutande dato che le avevo imbrattate poco prima e me le ero tolte. Mia zia aveva indosso una camicia bianca di seta abbastanza sbottonata che faceva risaltare bene lo spacco di quelle mozzarelle e a volte anche intravedere l’orlo del reggiseno, per finire indossava degli shorts in jeans abbastanza corti che contenevano giusto quel suo bel culone da vacca. Scendiamo sotto casa ed entriamo in macchina, non mancano le mie solite occhiate nascoste sul suo corpo bello scoperto e carnoso. Dopo che siamo partiti a finestrini aperti e musica a tutto volume ci interroghiamo sul da farsi con questa bella giornata, nel mentre lei decide di passare al distributore di sigarette, che coincidenza vuole era accanto ad un distributore di preservativi e lubrificanti. Fermandosi davanti a questi lei scherzosamente mi dice: “Spero di non sbagliarmi con il distributore, non saprei che farci con quella roba li poi”. Io ero un po' imbarazzato, ma decido di stare al gioco, faccio un sorriso compiaciuto e cerco di guardarmi in torno mentre raccoglie le sigarette, fallendo miseramente perché il mio andò comunque su quelle belle cosce che si piegavano tirando tutti gli shorts.
Rientrata in macchina mi chiede cosa mi piacerebbe fare, allora gli rispondo che per negozi non mi andava e che mi sarebbe piaciuto andare a fare una passeggiata tra la natura nelle campagne del paese, lei risponde scherzando: "mi vuoi far dimagrire pensi che sono grassa?" e io sempre rosso in viso "no stai benissimo così anzi, è che voglio aria pulita e si sta bene".
Arrivati sul posto parcheggiamo, scendiamo dalla macchina e mi dice: "dai prendi lo zaino che sta nel baule così portiamo dell'acqua e un asciugamano", io gli rispondo: "ah proprio io, mi vuoi far faticare eh" e lei controbatte: "dai che sei ben allenato vedo e sei giovane con tutte le energie suppongo, aiuta la tua povera zietta". Pronti per partire per questa camminata ci addentriamo nella campagna e iniziamo a parlare del più e del meno finendo a parlare delle vacanze.
Parlando, gli spiego che ho passato delle belle vacanze, che d'altronde a questa età sono le migliori e che mi ero molto divertito, il tutto non riuscendo a trattenere qualche sorriso imbarazzato e sguardi che facevano capire a che tipo di divertimento facevo riferimento. Mia zia d’altro canto mi racconta che alla sua età non ha tre mesi di vacanza come me e che con quel poco di ferie che ha avuto non si è rilassata abbastanza, inoltre non si è sentita libera dato che comunque ha famiglia e casa da guardare, infine mi rivela che non si è “divertita” sicuramente quanto me alludendo al fatto che il marito, ossia mio zio, non la soddisfacesse affatto.
Continuiamo a camminare per le strade ombreggiate della campagna e rotto il ghiaccio mi chiede se so qualcosa dei ragazzi o di che cosa ha fatto sua figlia durante l’estate, dato che con lei di queste cose non parla mai. Gli dico che so qualcosa però tengo la bocca chiusa, in quanto non so se lei vorrebbe, inoltre non gli potevo sicuramente raccontare che uno di quei ragazzi ero stato proprio io qualche ora precedente. Lei insiste e mi dice che vuole gossip come quando era più giovane e che mi avrebbe giurato di non riferire niente a mia cugina, quindi preso dal suo sguardo e dal momento decido di soddisfare questa sua richiesta raccontandogli a grandi linee che sua figlia in estate aveva avuto a che fare con due ragazzi, di cui con uno si era spinta fino ai preliminari. Lei troppo curiosa continua a farmi domande e chiedermi come vedevo mia cugina, io super imbarazzato con ancora i ricordi dei suoi occhioni e della sua bocca attorno al mio cazzo, gli rispondo che era una brava e bella ragazza, che sapeva cosa faceva ed era più matura rispetto alle ragazze della sua età. Lei rimane molto stupita e passa al contrattacco cambiando bersaglio, ovvero me. Vuole che gli racconto le mie di avventure in quanto più grande di mia cugina e che si aspetta qualcosa di più spinto. Gli racconto che anche io ho avuto un paio di esperienze, che sono andato sempre a fondo e che non mi scorderò mai di quella bellissima ragazza curvy che faceva dei lavori di bocca spettacolari, valorizzando appositamente quell’aspetto fisico simile a mia zia per farla immedesimare ed eccitare. Visibilmente eccitata e accaldata anche dal clima, mi chiede se le ragazze di adesso siano più porche dato che vede come girano le amiche di sua figlia. Iniziavo ad essere eccitato anche io e il mio cazzo si stavo piano piano gonfiando, comunque gli rispondo di sì, ma solo esternamente perché poi in intimità molte si trovano impacciate e devo spingere io a sbloccare certe situazioni, quando invece vorrei un po' più di complicità, essere più rilassato e completamente immerso nel momento. Lei mi risponde con un sorrisetto ammiccante che ci aveva preso che quelle stronze sotto sotto non ci sapevano fare sotto, alludendo al fatto che lei più matura era esperta.
Tra una chiacchera e un'altra ci eravamo allontanati molto dal paese in una zona con poche case, la fatica ed il caldo erano aumentati, allora decido di togliermi la maglietta sfoderando il mio fisico snello e atletico da ventenne, ne approfitto per prendere l’acqua dallo zaino e berla, un po' mi casca anche sul petto e con la coda dell’occhio vedo mia zia con lo sguardo su di me che si toccava il collo per asciugare il sudore, inoltre avevo notato che i capezzoli sì erano induriti tanta era l’eccitazione. Prendendo la palla al balzo mi fa che anche lei sentiva molto caldo con questa passeggiata e si apre qualche bottone della camicia facendo venire fuori sempre di più quelle tette enormi, poi decide di fermarsi a bere per rinfrescarsi. Ci mettiamo sotto l’ombra di un albero, si fa la coda e mi dice che vuole sciacquarsi la faccia, allora si piega un po' in avanti e mi invita a versarle dell’acqua sulle mani, piegandosi mi si para davanti quel bel seno con reggiseno di pizzo penzolarmi davanti e resto assuefatto, lei subito mi riprende divertita e mi dice di stare concentrato per non sprecare l’acqua. Gli verso lentamente l’acqua sulle mani, si lava la faccia nel modo più sensuale che abbia mai visto e inevitabilmente un po' va a finire sul petto e sulla camicia facendo trasparire il tutto, lei non si scompone e con tranquillità butta via l’acqua in eccesso e mi rassicura dicendomi che tanto fa caldo e si asciuga. Io in tutto questo non ero riuscito a mantenere il pisello calmo e continuava a stringermi dentro i pantaloni, lei se ne accorge e fa finta di nulla, ma rincara la dose dato che continuando a camminare decide di levarsi la camicia totalmente restando in reggiseno. Dentro di me ero un toro represso, lei nel mentre si sposta alle mie spalle dato che voleva mettere la camicia dentro lo zaino e mi dice in tono scherzoso: “non ti scandalizzi mica spero, ne avrai viste diverse questa estate dai tuoi racconti”, io gli rispondo: “beh diciamo di sì ma in costume, non così” e lei: "così come scusa ahahah” e io “beh di una donna vera e con gusto nello scegliere l’intimo ahahah”. Lei dandomi uno scappellotto e spostandosi alle mie spalle per mettere la camicia nello zaino, mi rimprovera scherzosamente dicendo che le avevo guardate fin troppo. Mentre ripone la camicia nello zaino, prende di nascosto la borraccia e per gioco me la versa sulla schiena, poi ci passa le mani toccandola sensualmente per asciugarmi. Presa dal momento mi fa i complimenti per la schiena, allora mi giro di fronte a lei per staccarmi da quella situazion e rilancia facendo i complimenti anche per il davanti, allora io imbarazzato ma con l’ego al massimo mi rigiro per continuare la camminata.
I momenti passano, come i miei sguardi sul suo corpo abbronzato, su quel corpo non perfetto ma troppo invitante, sono felice e anche lei mi dice che è contenta di essere in quel posto con me e che ho avuto una bella idea, ma chiede se ci possiamo fermare a mangiare un po' di frutta e riposarci all’ombra, allora gli dico che poco più avanti sulla collina conoscevo un bel posto all’ombra dove ci potevamo sdraiare. Arriviamo in quella zona sotto due alberi molto appartato con vista sulla valle, tira un venticello fresco e piacevole, allora stendiamo l’asciugamano. Era l’unico che avevamo e ci ritroviamo sdraiati molto vicini, ricordo che lei era solo in reggiseno e shorts ed io ero rimasto solo con i pantaloncini senza mutande.
Ci godiamo il momento mangiando dell’uva e lei per gioco mi chiede di lanciargliela per prenderla al volo, gliene lancio diverse e le prende tutte al volo tirando fuori la lingua più di quello che serviva, inoltre muovendosi agitatamente vedo le sue tette sobbalzare ad ogni lancio percependone la morbidezza. In quel momento non so cosa mi è preso ma scherzando gli dico che sembra brava con la bocca, lei compiaciuta e con la bocca piena di uva mi fa cenno di sì, poi quando ha la bocca libera per parlare mi fa che i chicchi li ha presi tutti, ma di solito qualcuno ne manca, sicuramente alludendo a qualche cazzo, il mio.
In quella situazione ero ormai totalmente duro e per provare a calmarlo gli dico che dovevo alzarmi per andare ad urinare, lei in risposta mi dice che non era un problema se la facevo lì davanti che tanto eravamo in natura e non serviva allontanarmi. Da girato verso la valle lo tiro fuori aprendo solo la zip e piscio facendo un bel getto potente, sento i suoi occhi sulla mia schiena e mi riconferma che è un bel vedere, inoltre mi dice che si è accorta che l’ho guardata sempre oggi, che mi aveva fatto effetto e che era normale. Io avevo finito di pisciare ma avevo ancora il cazzo duro e mi ero impietrito guardando l’orizzonte dopo quelle parole, non sapevo cosa dire così ci pensa lei a spezzare quel silenzio accusandomi di aver guardato lei e che ora anche lei voleva guardare me. Mi ordina di girarmi senza muovere le mani, allora mi giro con il cazzo che esce dalla patta dei pantaloni ancora duro come un bastone e mi ritrovo mia zia in reggiseno, ma ora anche senza shorts rimanendo in mutande sempre di pizzo bianco. Sempre più teso, ma consapevole del momento non riesco a non toccarmelo un po', lei mi dice che gli piace quello che vede e mi chiede se a me piace quello che vedo, poi mi ordina di avvicinarmi a lei e di rilassarmi. Mi siedo accanto a lei e mi sbottono i jeans, perché il cazzo stava stretto in quella fessura con la zip, mi calo i pantaloni fino alle ginocchia e il mio amico svetta alto nel cielo mentre lo gestisco con la mia mano. Mia zia sensualmente prende la mano che avevo sul cazzo e me la mette sul suo seno dentro al reggiseno, sento bene la consistenza di quel morbido seno, che non riesco a contenere in una mano per quanto grande e con il palmo della mano sento anche il capezzolo ormai duro. Lei nel mentre si gode la visione della mia mano sulla sua tetta e con la sua mano mi stringe il cazzo gemendo sentendolo duro e dritto tra le mani. Me lo inizia a segare con le palle mosce dal caldo che fanno su e giù, neanche una parola solo noi che ansimiamo e poi si avvicina con il viso al mio iniziando a baciarmi, entra anche con la lingua per un momento di pura passione. Clima con un carico erotico impressionante e mi sussurra: “è da tanto che non vedo un cazzo così vivo” e io rispondo: “io invece mai visto una donna porca come te”, allora mi siedo meglio con la schiena sull’albero e lei si leva completamente il reggiseno sventolando al vento quel magnifico paio di tette, poi si mette davanti a me a quattro zampe continuando a segarmelo. Mi leva totalmente i pantaloni e rimango completamente nudo, allargo ancora le gambe con complicità e lei scende con la testa, con maestria lo prende in bocca e inizia a succhiarlo mentre gli tengo la testa, in tutto questo io ho lo sguardo perso sulla valle e su quel culo incurvato all’insu davanti a me. Sente che sto tremando allora rallenta, ero su di giri e volevo far godere anche lei allora la fermo, la giro al mio posto e la sdraio di schiena, poi parto leccandogli il collo e scendo verso i capezzoli, gli tengo una tetta con due mani e lubrifico bene il capezzolo. Inizia ad ansimare e mi tocca i capelli, allora mi stacco e la limono ancora aprendogli le gambe con le braccia. Gli vieto di toccarsi e scendo con la faccia sulla pancia con dei umidi baci, poi sul pube, passo nell’interno coscia leccandola e arrivo finalmente al frutto proibito. La guardo dal basso ed è super accaldata, sposto la mutandina ormai fradicia e gli metto due dita in quella morbida figa tutta sorprendentemente depilata, poi preso dal fuoco gliele strappo e inizio a leccargliela dentro, fuori e sul clitoride, il tutto mentre mi spinge la testa senza accorgersene per quanto è eccitata. Mi fermo un attimo per prendere fiato, prendo la borraccia e un po’ me la verso sul corpo rovente poi ne bevo un po', lei presa dal momento mi porta a sé e vuole che gliela sputi in bocca, allora gli prendo la faccia con la bocca aperta tra le mani e riverso il tutto dentro di lei. Non ce la faccio più allora gli chiedo se lo vuole dentro già che ci siamo, non risponde neanche e apre ancora di più le gambe, mi prende il cazzo con una mano e lo piazza davanti al buco della vagina, ci baciamo e gli chiedo: "entro?” e lei con le mani che mi stringono sulla schiena risponde: "vai entra tutto dentro”. La penetro dolcemente dato che sento un po' di resistenza, lei geme e dice che si sente riempire completamente, dice che vuole essere scopata ancora e ancora ululando.
La continuo a trapanare super lubrificati ed essendo in campagna si libera totalmente con orgasmi mai sentiti, era un continuo di forti e acuti urli a tempo di penetrazione: "quanto mi fai stare bene” e poi: "vaffanculo quel cornuto di mio marito, quanto cazzo scopi bene” e poi ancora: "non vedevo l’ora di farmi scopare da un ragazzino con un bel fisico come il tuo”. Gli dico che sto per venire allora rallentiamo, mi confessa che a pecorina gode come non mai e quindi non me lo faccio ripetere due volte, la giro a quattro zampe, inarca la schiena e allarga quelle natiche piene dandomi visione di quella fragolona tutta bagnata. Schiaffeggio quel culo abbronzato chiedendo: "vuoi che ti impalo brutta troia?”, poi mi tuffo con la faccia e inizio a leccarla, lei grida: “impalami ti prego con quel bel cazzo dritto”, allora mi alzo in piedi e prendo fiato, glielo piazzo sul buco ma non entro subito voglio che lo desidera. Riesco a farmi desiderare e lei indemoniata mi prende il cazzo can la mano e dice: "dammelo ti prego dammelo” e in quel momento tenendogli il braccio bloccato la penetro di botto, continuo a scoparla mentre orgasma e si tocca il clitoride. Mentre poi la cavalco dolcemente, mi appoggio su di lei e gli stringo le tette che penzolano, il ritmo cala perché con il caldo e tutto quel movimento siamo esausti, allora gli dico che sto per venire, lei mi dice lo stesso e che vuole guardarmi mentre vengo. Ci mettiamo a missionario e riprendo a scoparla super eccitato alla visione di quelle tette che si muovono e a quel viso rosso dalla fatica, gli stringo il seno e la scopo ancora e ancora, mi dice che vuole essere riempita tanto prende la pillola, allora alzo il ritmo fino a che finalmente sborro copiosamente dentro di lei e sento anche lei venire e inondarmi di un caldo liquido.
Sfiniti ci accasciamo uno affianco all'altro sudati, affannati e sporchi di liquidi, mi confessa di non aver mai goduto così tanto e in un posto del genere, io gli rispondo che anche per me era lo stesso e che era da quando erano arrivati a pranzo che ero arrapato, ma non pensavo mai di esaudire uno dei miei sogni, lei risponde che è contenta di aver esaudito uno dei miei sogni e che era stata stupida a non pensare sessualmente a me così prima, ringraziandomi di averla resa libera per un giorno. Riprese le forze ci ripuliamo e rivestiamo, dato che era molto che ci eravamo allontanati da casa e non avevamo risposto a nessun messaggio o chiamata. Rifacciamo la strada del ritorno super rilassati e liberi come due ragazzini spensierati parlando del più e del meno, senza sfociare nel volgare, ma consapevoli che da quel momento il nostro rapporto zia-nipote sarebbe cambiato in meglio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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