Prime Esperienze
A colloquio con il professore
23.07.2024 |
797 |
5
"Si guardi il video che le ho inviato, se ci tiene alla sua reputazione mi attendo ottimi voti per Giulio sino alla maturità… se fossi in Lei starei più attento quando incontra una troia..."
- Giulio che hai?- Ciao Anna, ho un problema con la scuola, il professore di fisica ce l'ha con me. Vuole vedere mia madre. Era già successo ad inizio anno, sono andato bene per un po', ora ho riniziato a prendere brutti voti, adesso mamma mi uccide.
Lo guardai. Giulio era un adolescente, sempre sorridente ed allegro, ogni volta che lo incontravo nell'ascensore si metteva a fissare i miei seni. La cosa mi divertiva. Lui e la sua famiglia si erano trasferiti nel mio palazzo da circa un anno. Giulio frequenta lo stesso liceo che avevo frequentato io molti anni prima. Ricordo con angoscia quei compiti di fisica ed miei pessimi voti. Lo guardai impietosita e gli dissi:
- Ti capisco, ho avuto gli stessi problemi. Sarà folle, ti aiuto io!
- Se hai avuto i miei stessi problemi come puoi aiutarmi?
- Vengo io a parlare con il tuo professore. Gli dirò che sono tua zia, che i tuoi sono fuori per lavoro e che stai a casa mia per un po' di tempo.
- Se ci scoprono?
- Non ti preoccupare lascia fare a me. Tu prendi un appuntamento con il professore per un colloquio. Fammi sapere.
Vidi Giulio sollevato dopo la mia proposta. Gli stavo risolvendo un problema. Quando si è giovani non si ha mai la forza di affrontare la realtà.
Dopo alcuni giorni Giulio mi fece sapere che il professore gli aveva mandato un whatsapp con il giorno e l'orario del ricevimento. Nel giorno stabilito, da brava "zia" mi preparai, un filo leggero di trucco, un vestito un po' scollato, non troppo lungo.
Suonammo al portone della scuola. L'edificio non era cambiato, le stesse vetrate all'ingresso, lo stesso ambiente di allora. Stavo tornando indietro di decenni: nel parchetto dietro a quell'edificio avevo fatto il mio primo pompino, mi ero toccata varie volte pensando a quel gran figo del professore di italiano che me la leccava. Ci aprì una signora piccolina con l'aria furbetta, avrà avuto una quarantina d'anni.
- Abbiamo un appuntamento con il professor Grassi
- Si sono stata avvisata, il professore è nel laboratorio di fisica, vi sta aspettando. Io però devo chiudere alle 18, vi prego di non far tardi… Mi chiedo perché, alle volte, il professore decida di ricevere a quest'ora piuttosto che negli orari "normali" come fanno tutti gli altri!
La bidella ci accompagnò al laboratorio di fisica. La porta era socchiusa.
- Professore c'è Giulio Mansani
- Ah, bene, grazie Paola, li faccia entrare
Appena entrati percepii un'espressione di interrogativo stupore nel volto del professore.
- Salve, sono la zia di Giulio, mia sorella è all'estero per lavoro, Giulio sta con me per un po'. Mi voleva parlare?
- Si… Non vi assomigliate molto per essere sorelle
Replicò il professore.
- Siamo sorelle di madre, la madre di Giulio è figlia del primo marito, io del secondo
- Si accomodi
Il professore ci fece sedere. Lui rimase in piedi. Aveva i lineamenti aggraziati, era anche carino. Passeggiando, il professore iniziò a lamentarsi sullo scarso rendimento scolastico di Giulio. Mentre camminava avanti ed indietro non staccava gli occhi dalle mie tette e dalle mie cosce. Mi ero seduta con le gambe accavallate dopo aver tirato un po' su la gonna. Quando, finalmente, ebbe concluso la sua lezione di retorica chiesi:
- Professore, quindi, oltre all'impegno di Giulio, assolutamente necessario, cosa mi suggerisce di fare?
- Guardi… Credo che Giulio abbia bisogno di ripetizioni. Se ci scambiamo i numeri di telefono, io potrei contattare un mio collega decisamente abile e disponibile, anzi, ci potremmo andare a parlare io e lei assieme, poi, successivamente, se tutto andrà bene, potremmo presentare a Giulio la soluzione più adatta a lui.
Ebbi la netta sensazione che il professore fosse molto più interessato a me piuttosto che al profitto di Giulio. Era abbastanza strano incontrare il suo collega senza che Giulio fosse presente. Con buona probabilità, lui ed il suo collega erano due sfigati che, stanchi di seghe su yuporn ed attratti dalle tante sirene presenti nei siti di incontri, si erano messi in testa di esercitare il loro potere sulle madri dei loro studenti. Il loro nick? "TeachersBull". Mentre ci scambiavamo i numeri di telefono pensai:
- Vuoi scoparmi con il tuo collega? Vuoi giocare? Ebbene giochiamo!
Cambiai posizione sulla sedia, allargai un poco le gambe. Aveva, ora, una espressione perversa. Mi parve di vedere una sorta di erezione sotto la cerniera dei suoi pantaloni. Decisi di provocarlo ancor di più, feci scivolare in basso una coppa del mio reggiseno ed esclamai:
- Professore, io non ho studiato, che voto darebbe alle rotondità dei miei seni?
e sollevandomi la gonna
- Ed a questa?
Me ne stavo lì con un capezzolo all'aria con le gambe aperte e con la fica quasi completamente scoperta. Ero divertita. Il professore strabuzzò gli occhi, stava sudando, aveva cambiato atteggiamento.
- Si avvicini
Gli aprii la cerniera, estrassi, con un po' di fatica, a causa dell'erezione, il suo cazzo, me lo appoggiai sulle labbra. Roteavo la lingua sul glande, volevo che vedesse bene. Era come se stessi girando un film porno con lui che si stava godendo il momento di siffrediana, vana, gloria. Mi infilai il suo cazzo in gola varie volte, accompagnava con le mani i movimenti della mia testa, lo sentivo mugolare, quando ebbi la sensazione che stesse per venire mi bloccai. Giulio ci stava guardando, incredulo. Aveva in mano il suo cazzo, si stava facendo una sega.
- Ora in ginocchio, leccami la fica
Ordinai. Il poveretto eseguì senza fiatare. Quello che era nato come una provocazione mi stava eccitando, sentivo la fica colarmi. Mordeva le mie labbra, stringeva il mio clitoride, aveva perso tutta l'arroganza, era un bambino che stava leccando il gelato che probabilmente gli era stato negato troppe volte. Riuscì anche a farmi venire. Rimase lì, in ginocchio ad osservarmi, egoisticamente fiero del lavoro che aveva fatto. Aveva la faccia tutta bagnata. Quando mi ripresi gli dissi:
- Sai anche scopare oltre che conoscere i fenomeni di autoinduzione?
Non rispose, non capiva più nulla era in balia degli eventi. Mi alzai, aprii la borsetta, estrassi un preservativo. Con gesti lenti glielo infilai sul cazzo durissimo. Gli accarezzavo le palle, gonfie e tese, mentre lo vestivo. Si stava beando della gratificazione che trasmettevo al suo ego di maschio, dominante, dal suo punto di vista. Volevo eccitarlo sino al parossismo. Mi piegai su un banco e mi alzai la gonna. Sentii la forza delle sue mani che aprivano le mie natiche. Strofinò il cazzo sulla mia figa senza mettermelo dentro, poi, lo appoggiò sul mio buchino e prese ad incularmi. Il suo cazzo scivolò dentro di me senza fatica.
- Devi fare più lentamente, voglio gustare ogni centimetro del tuo meraviglioso cazzo.
Assaporavo ogni attimo di quella situazione tanto bizzarra. Diressi, per caso, lo sguardo verso la porta del laboratorio, la bidella ci stava guardando, era pietrificata: la scena non aveva eccitato solamente Giulio, si stava toccando anche lei. Chissà da quanto tempo stava lì a guardare? La guardai fissa negli occhi come a dirle vieni dentro. Entrò senza parlare, senza distogliere lo sguardo dalle espressioni di piacere che presumo le venissero trasmesse dal mio volto. Si mise di fianco a Giulio, gli prese il cazzo il mano e disse:
- Ora continuo io
Ero quasi ipnotizzata dai movimenti della sua mano, si fermava sempre al momento opportuno per non fa esplodere Giulio. Avvicinò, poi, il cazzo di Giulio al mio viso. Sentii i getti caldi di quell'adolescente ricoprirmi la faccia e contemporaneamente i grugniti del professore. Era venuto anche lui. La lingua di Paola raccolse dalle mie guance, dalla mia fronte, dal mio collo tutta la sborra che colava copiosa. Mentre lo stava facendo mi sussurrò: domani sono sola qui a scuola, vorrei che tu venissi al mio ricevimento. Mi baciò.
Ci ricomponemmo in silenzio. Mentre stavamo uscendo il professore esclamò:
- Sei più troia di tua sorella, che ad un certo momento è sparita! Lei il culo non se lo faceva fare!
- E' questione genetica
Risposi con un sorriso.
In un attimo, come succede spesso, quelle parole cambiarono volto ad ogni cosa. Tutto si trasformò in una cosa spiacevole, odiosa.
Salimmo in macchina. Giulio era come in trance.
- Giulio come ti senti?
- Anna non ti so rispondere, bene e male assieme: mi sono fatto milioni di seghe nell'immaginare una scena come quella che ho vissuto oggi, mi sono, per così dire, sverginato, dovrei essere contento. Dall'altra parte ho scoperto che mia madre scopa con il professore, quello stronzo, ecco perché pur continuando a non capire nulla di fisica ho iniziato a prendere dei bei voti, questo mi sconvolge.
- Vedi Giulio, oggi sei entrato, violentemente, nel mondo degli adulti. E' un mondo dove non si fanno sconti. E' un universo popolato anche da maschi repressi: lupi con le pecore e pecore con i lupi. Non esisteva alcun motivo al mondo di dire: "Sei più troia di tua sorella". E' un idiota. Non esistono donne troie, esistono donne appassionate che decidono di farsi dare della troia, di fare le troie perché le eccita. Nessuno al mondo, non autorizzato, si deve permettere di trattarle da troie. Ricorda quello che ti sto dicendo. Tu non lo fare mai, cerca di rispettare te stesso e gli altri: alle volte quella che può sembrare una preda potrebbe trasformarsi in un predatore.
Giulio rimase in silenzio, perplesso, a riflettere su quello che avevo detto. Comprendevo benissimo il suo stato d'animo. Ero stata una sciocca, l'avevo trascinato in una situazione più grande di lui. Non si è mai abbastanza saggi.
Accostai la macchina al lato della strada, presi ad armeggiare con il mio cellulare. Porsi il mio cellulare aperto su wathsapp a Giulio.
- Leggi quello che gli ho scritto: "Professore, se non sbaglio, esiste un principio della fisica che recita: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, giusto?. Si guardi il video che le ho inviato, se ci tiene alla sua reputazione mi attendo ottimi voti per Giulio sino alla maturità… se fossi in Lei starei più attento quando incontra una troia."
Giulio non credeva ai suoi occhi
- Ma hai registrato tutto? Come hai fatto?
- Ho comprato da poco una favolosa microcamera, l'avevo con me, mai avrei pensato di usarla, quando mi ha proposto di incontrarlo da sola con il suo collega ho pensato di accenderla. Se non avesse distrutto l'immagine di tua madre non l'avrei mai inviato. Ha avuto ciò che meritava!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per A colloquio con il professore:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
