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Lui & Lei

Tienimi presente


di AbbiamoVogliaDi
21.07.2019    |    11.476    |    30 9.3
"Si allargò le chiappe, protese il culo all’indietro e disse a Mario: - Lo voglio, forza rompimi il culo!!! Lo voglio sentire tutto dentro!!! Riempimi!!! Questa volta Mario fu più..."
-Ti dispiace se prima di cena vado a bagnare le piante di Claudia?
- No, affatto, vai pure, io finisco questo lavoro che sto facendo, ti aspetto.

Lisa si vestì in fretta, non stetti molto a badare cosa avesse indossato. La casa di nostra nipote Claudia, non era troppo lontana. Ci eravamo impegnati di prender cura delle sue piante mentre lei tentava di superare il test di ammissione al MIT. Claudia aveva una bella testa oltre che essere molto “monella”. Mi guardai i pantaloni. Non erano macchiati. Qualche volta ricordavo quella cena al mare durante la quale, per “disgrazia”, aveva rovesciato su di me parte delle pietanze ancora eccitata dal pomeriggio passato con sua zia Lisa.

- Amore, vado, faccio presto!!!
- Se dovessi trovare qualcosa di interessante, tienimi presente!!!

Ogni volta che usciva le dicevo “tienimi presente”. L’espressione proveniva da Ricomincio da Tre, un vecchio film di Troisi. Avevamo fantasticato varie volte sul quel “tienimi presente”.

Guardai l’orologio, si era fatto tardi e di Lisa ancora nessuna traccia. Che fine aveva fatto? Mi alzai, presi il cellulare per chiamarla. Non feci in tempo. Pochi istanti prima di selezionare il suo numero dalla rubrica vidi apparire una sua chiamata.

- Amore, stavo in pensiero, che fine hai fatto?
- Mi sono messa a chiacchierare con la vicina di Claudia, sai quella carina, il tempo è passato senza che me ne accorgessi.
- Strano!!! Ci hai anche provato?
- Beh a dire il vero ci ho pensato, forse ci starebbe anche, poi ho desistito. E’ arrivata sua sorella. Si è rotta la magia appena è apparsa ai nostri occhi.
- Adesso però ho un problema… ho forato.
- Cazzo!!! Dove sei???
- Mi sono fermata nello slargo che c’è di fronte alla vecchia fornace, se fosse stato più tardi il luogo poteva anche essere interessante e ti avrei “tenuto presente”, ma, a quest’ora qui, c’è il deserto dei tartari, non passa nessuno e non c’è anima viva.
- Cazzo, proprio oggi che sono a piedi, quel coglione del meccanico ci mette sempre troppo tempo per fare il tagliando. Ti raggiungo in bici, ci metterò una decina di minuti. Intanto possiamo rimanere al telefono.
- … humm… a dire il vero ho poca carica.
- usa il power bank che ti ho comprato
- l’ho lasciato sulla consolle a casa
- uffff.. mai una volta che tu decida di portarlo con te!!! Vabbè dai, chiudiamo prima che ti si scarichi del tutto. Faccio presto.

Quell’imprevisto mi aveva messo di cattivo umore, il fatto che Lisa andasse in giro con il cellulare scarico mi indisponeva terribilmente. Scesi in garage. Presi la bici ed iniziai a pedalare. Decisi di passare per la campagna, attraverso il bosco, avrei fatto prima. La bicicletta ha sempre avuto un potere distensivo su di me. Così dopo poche pedalate riacquistai il sorriso. Pensavo a Lisa che rimorchiava la vicina di Claudia.

Vidi Lisa in lontananza. Era scesa dalla macchina per fumare. Aveva qualcosa in mano. Non so dire cosa. Ad un tratto la vidi piegarsi come per cercare qualcosa sotto la macchina. Non era più facile spostare la macchina per recuperare quello che le era caduto piuttosto che star li appecorata a tentar di raggiungere non so bene cosa??? La mia domanda ebbe subito una risposta. Mai sottovalutare l’esibizionismo (troiaggine?) di una donna come Lisa. Le si erano avvicinati due ragazzi. Chissà da dove erano sbucati. Non vedevo altre macchine in giro. Lisa accortasi della loro presenza diresse lo sguardo verso uno di loro. Ero troppo distante per udire quello che si stavano dicendo. Si inginocchiarono entrambi a guardare sotto la macchina.

Ero quasi arrivato. La scena mi incuriosiva, tutto sommato mi generava anche una sorta di eccitazione. Lisa si divertiva spesso nel provocare i maschi che le capitavano a tiro. Ero alle loro spalle, mi nascosi dietro una cabina elettrica dismessa per osservare l’evolversi della situazione. Da li riuscivo a sentire anche le loro voci. Il tipo inginocchiato le si era avvicinato di molto, probabilmente stava verificando la sua “disponibilità”. La mia zoccola sembrava gradire quel contatto apparentemente casuale quando inarcò la schiena come per voler evidenziare la forma del suo culo tondo all’altro che era rimasto in piedi. Non ho mai avuto aspirazioni da cuck, la parola mi da anche fastidio, però quella situazione mi eccitava terribilmente. Sentii il mio cazzo premere contro i pantaloni. Non resistetti alla tentazione di tirarmelo fuori. Iniziai a toccarmi. Il tipo inginocchiato aveva preso a palpeggiare i bellissimi seni di Lisa. Stava giocando con i suoi capezzoli da sopra la camicetta. Lisa si era messa una gonnellina molto corta (abbigliamento ideale per bagnare le piante!!!) che lasciava intravedere buona parte delle sue cosce e non solo quelle. Il ragazzo rimasto in piedi le alzò la gonna, a quel punto non mi sorprese affatto scoprire che fosse uscita senza mutandine, e le infilò le dita nella fica.

- Mario.. accidenti.. questa zoccola è tutta bagnata. Sta grondando di voglia.
- Aldo.. non possiamo deludere le sue aspettative!!!

Mario si tirò su, mentre Aldo continuava a far entrare ed uscire le sue dita dalla fica di Lisa. Da come muoveva la mano presumo che Aldo le avesse anche messo il pollice nel culo. Benchè non lo potessi vedere immaginavo il volto felice di Lisa. Mario si tirò fuori il cazzo. Prese Lisa per i capelli e le disse con tono imperativo:

- Troia, succhiami bene il cazzo!!

Dire succhiami il cazzo a Lisa era come invitarla a nozze. Conoscevo benissimo la sua passione per i pompini. Vedevo il cazzo di Mario entrare completamente nella sua bocca. Provavo una fortissima emozione era come se Lisa fosse inginocchiata davanti a me per succhiarmi il cazzo. Mario dopo averle appoggiato le mani ai lati del volto iniziò a muoversi scopandole la bocca senza pietà, senza un domani. Lisa si staccò dal cazzo di Mario, si voltò verso Aldo, gli aprì la cerniera e con un po’ di difficoltà, dovuta all’erezione, gli tirò fuori il cazzo e se lo prese in bocca. Si alternava su entrambi. Mario, mentre si infilava una mano in tasca per tirar fuori dei preservativi, le disse:

- Sei nata per far pompini, ma tu, cara mia, hai bisogno di ben altro!!!
Lisa glieli tolse di mano prima che facesse in tempo ad aprili. Li aprì uno per volta li appoggiò lentamente sui loro cazzi e li srotolò sino al pube di ognuno. Il gesto della “vestizione” contribuì ad aumentare l’eccitazione dei ragazzi, lo fece da perfetta troia quale era.

- Accidenti, sei stata ben addestrata!!!

Esclamò Aldo. Il fatto che avessero dei preservativi mi fece pensare che fossero degli abituè del luogo. Era un incontro combinato???

Mario aprì lo sportello della macchina, disse ad Aldo di sdraiarsi sul sedile posteriore, prese Lisa per i capelli e la costrinse ad ingoiare il cazzo Aldo che puntava il tetto dell’auto. Le alzò la gonna e con un colpo molto forte le entrò dentro. Sentii la mia troia urlare. Mario le muoveva la testa a suo piacimento.

- Devi succhiare bene!! ! Tutto in gola, forza!!! Leccagli le palle mentre ti scopo!!!

Mario la stava scopando come si monta una cagna in calore, alternava colpi più forti a movimenti lenti, non si può affatto dire che la sbattesse a “coniglietto” come purtroppo fanno in troppi. Sentivo Lisa godere come un pazza. Mario dopo averle infilato due dita nel culo le disse:

- Ti piace il cazzo vero??? Sei proprio una gran puttana, senti che bel culo morbido che hai… adesso…

Lisa non rispose.

- Non ho sentito!!! .. Ti piace il cazzo, troia???

Mentre lo diceva aumentava la violenza dei colpi.

- Si mi piace, mi piace da morire!!!
- Adesso alzati.

Lisa si alzò, aveva il volto sconvolto. Credo che quello fosse solo l’inizio. Aldo scese dalla macchina. Mario, dopo aver chiuso lo sportello, la appoggiò sulla macchina. Le sue tette premevano sul finestrino, le sue braccia erano distese sul tetto. Si inginocchiò, le tolse la gonna, le apri le chiappe e prese a leccarle il culo.

- Adesso ti rompo il culo , vacca. Questa è la posizione ideale per inculare una troia come te, voglio sentire le tue chiappe strette mentre ti entro dentro.

Si bagnò il cazzo con la saliva e senza troppa grazia o attenzione glielo infilò dentro. Lisa si mise ad urlare forte.

- Cazzo, cazzo, cazzo… mi fa male.. mi fa male… mi fa male… toglilo, toglilo… toglilo

Mario sfilò il suo cazzo dal culo di Lisa. Le lascò il tempo di riprendersi. Fu proprio in quel momento che Lisa si accorse della mia presenza, ci guardammo negli occhi, era quasi ipnotizzata nell’osservare i gesti della mia mano mentre mi stavo facendo una delle più belle seghe della mia vita. Vi fu una trasmissione di incommensurabile energia in quegli sguardi. Feci una smorfia come a dire:

- wowwwwwww

Quelle occhiate oltre che a rafforzare la sua troiaggine contribuirono a fugare le poche remore che le erano rimaste nel farsi aprire bene il culo. Si allargò le chiappe, protese il culo all’indietro e disse a Mario:

- Lo voglio, forza rompimi il culo!!! Lo voglio sentire tutto dentro!!! Riempimi!!!

Questa volta Mario fu più delicato, le grida di dolore di Lisa della volta precedente si trasformarono immediatamente in gemiti di piacere. Era la prima volta che la vedevo prendere nel culo un cazzo che non fosse il mio. Si era sempre rifiutata di farsi inculare da qualunque altro uomo. Ora se lo stava gustando. Era successo tutto per caso (per caso?). Con buona probabilità la certezza che io fossi lì a guardarla l’aveva resa ancora più troia. Conosco benissimo i movimenti delle sue mani quando si stringono forte dal piacere. Graffiava il tetto della macchina, tentava di aggrapparlo come se fosse un lenzuolo.
Sentii Mario respirare forte. Si fermò, dopo un po’, ancora ansimante, sfilò il suo cazzo oramai non più durissimo. Si sfilò il preservativo e ne rovesciò il contenuto sul culo di Lisa. Prese a massaggiarla con il suo sperma.

- Abbiate un attimo di pazienza, lasciatemi riprendere.

disse Lisa, quasi senza voce. Era sconvolta, esausta, mi erano familiari le sue espressioni dopo i fortissimi orgasmi anali che aveva. Aldo esclamò:

- ora tocca a me… ne hai ancora bisogno, lo so, ad una come te il cazzo non basta mai!!!

Decisi allora di avvicinarmi, avevo il cazzo duro fuori da pantaloni.

- Ciao, posso partecipare?
- Certo!! Un altro cazzo non potrà che far bene a questa troia!!! Succhia da Dio. Adesso ti facciamo vedere.

Aldo, ordinò a Lisa di mettersi in ginocchio e di mostrarmi quanto fosse brava nel leccare il cazzo. La costrinse (?) a prendermi il cazzo in bocca. Lisa alzò lo sguardo verso di me mentre mi avvolgeva il cazzo con la sua morbida bocca. La sua lingua si muoveva così come la conoscevo.

- Ora che hai fatto vedere la tua zoccolaggine anche a questo nuovo amico, alzati.

Lisa obbediva, senza dir nulla, era persa in quella situazione, eccitata, come se stesse vivendo in un mondo non terreno. Senza che nessuno glielo ordinasse, poggiò di nuovo i suoi seni sul finestrino della macchina e pose ancora le sue braccia sul tetto. Era un invito. Un solo cazzo nel culo non le era bastato.
Per fortuna che non voleva prenderlo da altri!!!

Mi avvicinai a Lisa, le aprii le chiappe, provai un brivido fortissimo nel vedere le tracce di sperma di Mario. Il brivido si protrasse quando osservai il cazzo di Aldo entrarle tutto dentro. Stavo lì a far inculare mia moglie, a tenerle le chiappe aperte ed a comportarmi come un qualsiasi guardone che tenta di rimediare la sua dose di fica!!! Esclamai:

- Dai inculala bene, mi sembra che le piaccia!

Appena udite queste parole Lisa si mise a tremare forte di piacere. Le avevano fatto effetto. Abbassò una mano e mi strinse forte il cazzo. Tentava di farmi una sega mentre si faceva rompere il culo dal quel cazzo durissimo. Aldo mi disse:

- Vedi è brava anche a far seghe!!! Dopo, quando finiremo di aprirti per bene, a casa, dovrai raccontare tutto, nei minimi dettagli, a tuo marito. Gli dovrai spiegare come ti sei fatta sbattere e di quanto sei vacca. Ci chiami al cellulare, vogliamo sentire il tuo racconto. Hai capito puttana? Hai capito???

Lisa tra una gemito e l’altro disse di aver capito.

- Ti prego basta, non ce la faccio più in questa posizione, rischio di cadere a terra.
- Dai che ti piace farti aprire!!!
- No ti prego basta non ce la faccio.

Aldo l’ascoltò. La posizione non era proprio comodissima per nessuno dei due. Lisa si girò e si appoggiò di schiena sul lato della macchina. Aveva una espressione distesa, soddisfatta, luminosa, serena. Non saprei dire quante volte era venuta.

- Ragazzi a voi non dispiace se appena si riprende me la scopo anche io vero?
- No tranquillo, è insaziabile, lo hai visto. Guardale le cosce, sono tutte bagnate e non per causa nostra.

Mi rispose Mario. Aldo le mise una mano tra le gambe e poi le infilò le dita in bocca.

- Pulisci bene vacca, voglio che tu senta quanto sei zoccola.

Lisa prese a leccare quelle dita come se fossero un altro cazzo. Se le infilava in bocca e le faceva uscire, vedevamo la sua lingua che giocava con i polpastrelli. Chiesi:

- Avete un preservativo anche per me?
- No li abbiamo finiti!!

Osservai una espressione di delusione sulla faccia li Lisa.

- Senza preservativo non lo faccio!!! Ti dovrai accontentare di altro!!!

rispose Lisa mentre mi faceva una sega.

- Va bene. Allora vieni con me!!!

La presi per mano, raggiungemmo la parte anteriore della macchina e le feci appoggiare la pancia sul cofano. Era un spettacolo vederla piegata con il culo all’aria e con la fica ancora grondante dall’eccitazione. Prendemmo tutti quanti i nostri cazzi in mano. I ragazzi capirono al volo, senza bisogno di dir nulla quale fosse la mia idea. Le nostre mani si muovevano veloci, il suo culo meritava di essere schizzato a dovere. La sentii venire ancora quando i fiotti del nostro sperma la raggiunsero.
Eravamo tutti esausti. Ci sedemmo in silenzio per terra. Immaginavo che la mente di ognuno di noi vagasse in non so quale luogo.

Prima di andarsene Mario estrasse dal portafoglio un biglietto da vista. Lo dette a Lisa e le disse:

- Adesso torni a casa e mi telefoni mentre racconti tutto a tuo marito.
- Per mio marito sarà come averla vissuta, a colori, in prima persona. Ti assicuro!!!

Rimanemmo io e Lisa. Mi alzai, feci un giro intorno alla macchina, non c’era nessuna ruota forata. Estrassi dalla tasca le mutandine di Lisa, gliele passai in mezzo alle gambe, gliele feci annusare e le dissi:

- Amore mio, queste le avevi “dimenticate” a casa!!!
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