Prime Esperienze
Ancora? Pt 6
coppiaetrusca
04.05.2026 |
1.060 |
5
"Ti rispetto troppo per tenerti come seconda scelta e so che non accetteresti mai di condividermi con una donna per cui provo qualcosa di più profondo che il sesso..."
⸻—Tesoro, a me non hai mai ingoiato! Sei davvero una zoccola— dissi, mentre sentivo la rabbia superare l’eccitazione.
Non riuscivo a capacitarmi. Ogni volta che le proponevo qualcosa che andasse oltre la solita scopata mi guardava quasi schifata… e poi per un altro si era completamente regalata, provando cose che a me negava.
—Sei un’ipocrita. Con me è sempre tutto un no… devo quasi insistere anche solo per farti mettere un vestitino più scollato… e poi scopro che a lui hai succhiato il cazzo insieme a un’altra troia come te? Vaffanculo—
Mi alzai dal letto e andai in bagno. Il silenzio era rotto solo dalla brace della sigaretta che si consumava a ogni tiro. Stavo sudando freddo, con quell’immagine fissa nella testa che mi dilaniava lentamente. Rimasi davanti al lavandino con la testa bassa, finché non la sentii avvicinarsi da dietro.
—Tesoro… sei tu che hai insistito a voler sapere tutto— mi disse, baciandomi il collo.
Era ancora eccitata. Si sentiva nel modo in cui respirava, nel modo in cui mi toccava, e questo mi fece perdere ancora di più il controllo.
—Non credevo ti fossi spinta a tanto… non è da te—
—Lo so, tesoro. Ma se devo dirti che mi sono pentita… no. Non potrei mai ammetterlo. Erano cose che volevo provare. Ti dispiace così tanto?—
Mentre parlava iniziò a mordermi il collo, poi all’improvviso infilò un dito in culo. Mi irrigidii, ma il mio corpo reagì subito.
—So che ti piace… voi uomini non lo ammettete, ma lo adorate come noi—
—Un’altra cosa che facevi col tuo amante dal cazzo di cavallo? A quel porco piaceva farsi mettere il dito in culo oltre alla lingua?—
—Oh sì… mentre glielo succhiavo me lo chiedeva sempre… e io adoravo farlo—
—Puttana—
La rabbia stava cambiando forma, diventando qualcosa di più sporco, più profondo. Vederla così, sentirla parlare in quel modo, mi stava trascinando dentro qualcosa da cui non volevo uscire.
—Solo io mi devo far fare il culo? Adesso è il momento che impari anche te quanto è bello—
Continuò a muovere il dito, osservando ogni mia reazione allo specchio.
Basta! Mi girai, la presi con decisione e la riportai in camera.
—Vuoi che lecco il buco del culo anche a te? Così magari ti senti meno geloso?— disse ridacchiando.
Non me lo feci ripetere. Allargai le gambe e accolsi quella lingua. Era calda, lenta, precisa. Sentivo ogni movimento, entrava e usciva, scivolava sullo scroto e tornava su, costruendo un ritmo che mi faceva perdere completamente il controllo. Lei lo sapeva e continuava senza fermarsi.
—Sborro, puttanaaaa—
Urlai mentre lei lo prendeva in bocca senza esitare. Rimase lì, aspettando, fino all’ultima goccia, poi si staccò lentamente, mi guardò negli occhi e ingoiò tutto con calma, senza distogliere lo sguardo.
—Sei contento adesso, maiale? Ti senti meno inferiore a quel cazzo di cavallo che mi scopava?—
Nel suo tono c’era qualcosa di strano, quasi una sfida. Io la guardai e dissi solo:
—Sei solo una puttana—
Andò in bagno senza rispondere. Rimasi lì, immobile, troppo orgoglioso per seguirla, troppo confuso per capire cosa stesse succedendo davvero. Alla fine mi addormentai.
La mattina dopo non era nel letto. La trovai sul balcone che fumava. Quando mi sentì si girò e mi sorrise, come se nulla fosse successo.
—Ciao amore… che facciamo di bello oggi?—
La guardai incredulo. Possibile che avesse già messo tutto da parte? La baciai, la strinsi.
—Vuoi sapere come è andata a finire?—
—Neanche per tutto l’oro del mondo me la perderei—
Ormai dovevamo arrivare in fondo.
Passeggiavamo in spiaggia, circondati da corpi esposti, sguardi, provocazioni. La osservavo.
—Io avrei sempre voluto che ti vestissi così—
—Non è da me… mi sentirei a disagio—
—Certo… però nuda a succhiare il cazzo insieme a un’altra troia sì—
Mi aspettavo una reazione, invece mi guardò con calma.
—Almeno così è più piacevole—
Quel sorriso mi fece capire che qualcosa era cambiato davvero.
Tornati in camera ci sdraiammo nudi. Il sudore che le imperlava i capezzoli mi distraeva, mentre lei riprese a raccontare.
—Il giorno dopo mi scrisse subito. Non ero convinta, ma sapevo già che davanti a quel cazzo non avrei resistito. Ero innamorata… ma l’idea di essere condivisa, anche solo in foto, mi faceva impazzire—
Mi raccontò di quando lui le disse di aver mandato le foto al suo amico. Me le descrisse: lui davanti al pc, lei legata al letto, piena di sborra.
—Secondo te ce la fai a prendercelo in bocca insieme? Il mio è il suo?—
—Non mi interessa. Il mio uomo sei tu. Mi stai chiedendo troppo, non voglio—
Lui rimase in silenzio, capì e non insistette.
Passarono giorni, poi mi richiamò. Dovevamo parlare, disse. Mi venne a prendere e ci accomodammo in un tavolino di un bar, lontani da orecchie indiscrete.
—Sapevi che non eri l’unica. Non te l’ho mai nascosto… d’altronde tu sei fidanzata e non ti ho mai chiesto nulla. Ho rivisto quella donna del privé e abbiamo capito che proviamo qualcosa l’una per l’altro. Ti rispetto troppo per tenerti come seconda scelta e so che non accetteresti mai di condividermi con una donna per cui provo qualcosa di più profondo che il sesso. Forse è meglio che la finiamo lì…—
Quelle parole mi segnarono più di tutto.
Lo salutai con dignità, ma dentro ero distrutta. Non accettai neanche un passaggio per tornare a casa, chiamai un taxi. Lasciata… di nuovo e sempre per il medesimo motivo. Per lui non ero mai “abbastanza”…
Rimasi in silenzio, poi dissi:
—Non c’è due senza tre. Praticamente mollata due volte dallo stesso uomo con la stessa scusa— dissi con aria trionfante. Ero quasi contento. Lei, che aveva dato tutta sé stessa, concessa oltre i suoi limiti di pudore e di dignità, rimasta “fregata”. Per cosa poi? Solo perché aveva una cazzo fuori misura? Ben gli stava!
Lei accennò un sorriso, ma vidi qualcosa nei suoi occhi.
—Ci pensi ancora?— chiesi quasi pentito dal mio essermi sentito compiaciuto da come l’aveva trattata.
—A volte… ma non come immagini tu. Ero davvero innamorata—
Sorrisi.
—Aveva un cazzo da cavallo… chi non si sarebbe innamorata?—
Scoppiammo a ridere e la tensione si sciolse.
La baciai, iniziai a toccarla e quando la sentii pronta la girai, montandola a pecora. Mentre la scopavo, però, un pensiero mi attraversò la testa, insistente.
Forse, in quel momento, non ero davvero da solo con lei.
E forse era proprio quello a farmi godere così tanto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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