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Prime Esperienze

La Villa (pt.1)


di bathos78
23.08.2026    |    113    |    0 8.0
"La Villa è una casa enorme, anni'80 davanti a un'area industriale con vecchi capannoni..."
Secondo giorno di ferie, primo pomeriggio, caldo, finito da poco un pasto frugale, non ho appetito oggi.
Ho la netta percezione di andare verso una situazione di cui potrei pentirmi, ma non riesco a fare a meno di voler provare.
I patti sono chiari, a un certo punto non si torna più indietro.

14.30, suona il citofono, puntualissima.
Apro la porta e S.H. è lì. Non scherzava, il solito sguardo tra sfida e scandalo.
Mi chiede solo "sei pronto?" e di salire un attimo per andare in bagno a fare pipì.
Ha un vestito leggerissimo marrone aderente alle sue forme indecenti e - si vede bene - niente sotto.
Come da regolamento.
La seguo sulle scale che portano di sopra, poi fa tutto con la porta aperta perché vuole che veda mentre tiene su il vestito, mi guarda beffarda.
Alla fine dice: "ora puliscimi".
E poi siamo in macchina, neanche un caffè, in viaggio per la Villa.
Guido io, lei a fianco.
Non serve il navigatore, lei sa già la strada.
Il posto è in un'area industriale nella bassa, verso Vicenza, un paio d'ore e siamo giù.
L'appuntamento è per le 17.00: i ritardi sono puniti.
Noi saremo tra i nuovi, quindi avremo maggiore attenzione.
Alla Villa si entra dopo una selezione e per conoscenza di qualcuno che già frequenta gli incontri.
Ovviamente l'invito lo ha ottenuto S.H.
Ho dovuto farmi una visita per certificare che non ho malattie, devo portare l'originale, alla faccia della privacy.
Non verranno usate protezioni.
In genere i partecipanti vengono scelti in modo che fuori non si conoscano, questo da quando, anni fa, si trovarono madre e figlia allo stesso incontro.
Dovettero stare alle regole e fecero quanto richiesto, l'una davanti all'altra.
Gli incontri non vengono fatti con cadenza regolare, possono capitarne 2 in un mese e poi stare fermi per 3; ogni volta c'è un tema diverso e occorre seguire quello che è deciso.
Per evitare sorprese, abbiamo scelto un incontro con poche regole, ma non è detto che non ci siano delle variazioni, a seconda dei capricci della Signora.
La Signora è la padrona della villa e dirige i giochi.
E' ricca, molto, e ha il potere di condizionare la tua vita anche fuori, se vuole.
Noi siamo pesci piccoli, difficilmente si interesserà a noi, ma è meglio non fare scherzi.
Chiaramente con tutta questa tensione, mi riesce difficile essere rilassato.
Durante il viaggio guardo S.H. e provo a immaginare come sarà tra un po' nel pieno dell'azione e con chi.
E questo mi fa salire ansia ed eccitazione.
C'è un po' di traffico, sembra ci sia un incidente e noi perdiamo tempo sulla tabella di marcia: è l'unico momento in cui sento S.H. innervosirsi.
Cerchiamo una strada alternativa, nelle campagne, col rischio di perderci. Supero vari limiti di velocità, non è da me, ma è molto meglio una multa di un ritardo.
Infine arriviamo, con 5 minuti di anticipo.
S.H. mi dice di accostare in una piazzola, si slaccia la cintura.
"Dietro quella siepe c'è la Villa, se non te la senti, decidi ora che non possono ancora vederci".
Dicendo così però si avvicina e mi lecca il collo, sfiorandomi delicatamente con una mano la patta, procurandomi una scarica di adrenalina fortissima.
Chiaro che non mi posso tirare indietro.
"Va bene, vai".
La Villa è una casa enorme, anni'80 davanti a un'area industriale con vecchi capannoni. Forse era la casa di qualche imprenditore del nordest che lavora e pretende.
Davanti, un parcheggio enorme, quasi da ipermercato.
Ci sono già varie macchine parcheggiate, alcune piuttosto costose. C'è anche un pickup militare.
Scendiamo.
Mi cambio la maglietta con una camicia di lino.
Arriviamo al cancello che ha un sistema di riconoscimento esagerato con 3 telecamere.
S.H. suona; "Si" dice una voce al di là del citofono.
"Una per tutti, tutte per uno", diciamo, è la parola d'ordine che indica anche come sarà il gioco.
"Va bene, entrate, siete quasi in ritardo", dice sempre la voce; alle sue spalle sento dei gemiti, il gioco deve essere già iniziato.
Il cancello si apre e noi percorriamo un vialetto di 10 metri, fino a una scalinata con una porta blindata.
Nel parcheggio intanto arriva un'altra macchina e ne scende una coppia giovane e trafelata, lei rotondetta: loro sì sono in ritardo, di ben 2 minuti.
Chissà quale sarà la loro punizione.
Saliamo le scale senza aspettarli e la porta blindata si apre, senza nessuno dietro.
Dentro penombra e un odore forte, una specie di incenso.

Poi la porta si chiude con un tonfo alle nostre spalle.
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