Prime Esperienze
Sogno di una notte di mezza estate
Luvirie900
05.04.2026 |
1.367 |
11
"Juan si cambiò d'abito, si armò di nuovo di questo sorriso compiacente, indossò una nuova maschera pronta a scrutarmi con occhi diversi e contai..."
La pietra rinascimentale mi rinfrescò per qualche istante la pelle, ma appena ci inerpicammo lungo le scale leggermente ripide, la stessa pietra si trasformò in spugna, rilasciando l'umidità della caligola estiva di cui era intrisa la città murata.Salimmo il primo piano e cercai di ricomporre la mia razionalità, salimmo il secondo e nella luce fioca, i gradini ricoperti della tappezzeria rosso porpora, divennero l'ultimo baluardo tra la mia insicurezza e la mia curiosità.
Varcammo la porta, finalmente l'aria era meno rarefatta e Juan mi accolse con un sorriso gentile e sornione, di chi percepisce l'empasse del momento, ma anche di chi sa tessere una sottile tela di seta, pronta ad inebriare i sensi.
Rimasta nuda, con le sole mutandine di pizzo addosso, venni trasportata come una vela che viene spinta da un flebile scirocco, fino ad impigliarsi tra le corde che pendevano dalle travi.
Le mie orecchie cercarono di ancorarsi alla musica di sottofondo, i miei occhi scrutarono il cielo notturno incorniciato dalle grandi finestre del sottotetto, per scacciare dalla mia mente ciò che da lì a pochi istanti sarebbe accaduto.
Mi eccita ripercorre quei momenti, ancora così vividi, nonostante sia trascorso molto tempo, ma non posso dimenticare quella lieve, lenta e lunga scossa che si prova poco prima del desiderio di lasciarsi andare.
Juan sapeva di dovermi esplorare, prima di usare la bussola sulla mia mappa e in quegli istanti di voluta vulnerabilità, ci mise poco e farmi sul sussultare repentinamente.
Appena il mio respiro si fece più confuso, capì perfettamente che sarei stata il suo pupo siciliano, la sua marionetta da condurre nel suo personale spettacolo di oscenità erotiche.
Non mi abbandonai subito al suo comando, avevo la necessità di alternare il piacere alla conoscenza, anche se il mio intuito già mi stava guidando tra le sue mani sapienti e consapevoli di cio' che stava accadendo in me e tra le mie cosce.
Il tempo sembrava sospeso quella notte, tra di noi, i nostri interruttori si accendevano, spegnevano, l'energia cambiava d'intensità e Juan era determinato di inseguire la mia luce...e la mia luce brillò, appena mi mise la benda sugli occhi, potevo solo appigliarmi all'unico vero senso che non ci distingue degli animali, l'odore.
Il mio organo vomero nasale aveva già deciso, oltre ogni ragionevole dubbio, di abbandonarsi a Juan e tutto il mio corpo lo seguì, come un corteo, a fiumi di fluidi composti da molecole inarrestabili, pronte a schizzare e schiantarsi sul pavimento.
Da lì in poi non fui più in grado di capire cosa distinguesse lussuria e perversione, assediata dal piacere più atavico, fui vinta da Juan, asfissiata dal suo essere carnale, avvolgente, quasi rassicurante.
Fu così, che nel cuore della notte, per la prima volta scoprii il suo profilo, quello di un uomo amante dell'amore per le donne, camaleontico, capace di spogliare menti ad accarezzare confini.
Steso e vezzato dalle mie mani e dalla mia bocca, scorsi le profondità nere dei suoi occhi chiusi, il naso elegante da cui poco prima uscivano sospiri e respiri, la bocca socchiusa portatrice di parole che mi penetravano anche solo sussurrate.
Così mi addormentai, chiedendomi se il piacere donatomi da Juan fosse giusto, meritato, visto la mia sfrontatezza dei giorni precedenti, ma scopriì ben presto le risposte alle mie domande, appena il tempo del sorgere del sole.
Juan si cambiò d'abito, si armò di nuovo di questo sorriso compiacente, indossò una nuova maschera pronta a scrutarmi con occhi diversi e contai...
Io e Juan ci salutammo in un' afosa mattina di luglio, qualche ora dopo l'alba, quando ancora tutto deve prendere la rincorsa per iniziare.
L'ultima immagine che ho, dopo che scese dall'auto per salutarmi, è quella della mia gonna alzata, nel bel mezzo di un parcheggio deserto ed il suo sguardo che penetrava di nuovo nelle mie viscere e nella mia pelle solcata...
...ma questa è un'altra storia...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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