Prime Esperienze
Una troia da educare
15.08.2026 |
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""Sul bordo e non disturbarmi"
Si adagiò in un angolo del letto, composta e silenziosa, lasciando a me tutto lo spazio che avevo chiesto..."
Posso decidere di vedermi con una donna che non sia mia moglie e perfino di dormirci insieme.Ma niente sesso, nemmeno fosse Belen, non fa parte della mia filosofia.
Per me una donna ha un valore che va oltre il desiderio del momento e il suo corpo non è qualcosa da concedere a chiunque.
Eppure, nella vita, capita di oltrepassare i propri limiti.
A me è successo soltanto una volta, per colpa o forse dovrei dire per responsabilità di un'amica di mia moglie.
Era venuta a prendere il sole nel mio giardino mentre mia moglie era fuori per lavoro.
Nulla di strano, una giornata come tante, una persona che conoscevo da tempo e che non avevo mai guardato con intenzioni diverse dall'amicizia.
Dopo circa un'ora, però, decise improvvisamente di togliersi il reggiseno.
Lo scorsi con la coda degli occhi ed ebbi un'insospettata reazione fisica, i miei slip si allungarono incredibilmente di diversi cm.
Lei forse lo notò quando mi alzai per rientrare in casa e togliermi da quel contesto.
Entrai in cucina a bere un caffè, misi lo zucchero, mi voltai e me la trovai davanti a pochi cm con il seno quasi a contatto con i miei pettorali.
Avvertii stupore e imbarazzo, mi sentii improvvisamente piccolo, non ebbi il tempo di porre una domanda che mi sbatté prepotentemente contro il muro, si mise in ginocchio e mi abbassò gli slip.
Rimasi attonito, tentai una reazione d'orgoglio cercando di spostarla con tutta la forza ma non ci riuscii.
Rimasi stupito nello scorgere il mio pistolino al massimo dell'erezione, ma in nemmeno un secondo, lo abboccò completamente e lo fece sparire.
Con un filo di voce cercai di ribellarmi...
"Ehi, cosa sta succedendo?"
"Non riesco a capire, mi puoi spiegare?"
Il suo andirivieni divenne impressionante, le sue labbra gommate percorrevano tutti i cm con disinvoltura disarmante.
Non avrei mai pensato che dietro a tanta dolcezza e sensualità si nascondesse tale crudeltà e cattiveria.
Riprovai a liberarmi senza successo, mi aveva letteralmente bloccato e non potei certo cercare spinta con i piedi al muro, sarebbe rimasta un'impronta molto sospetta.
Cercai alternativa in qualche formula fisica fatta di leve e contrappesi e proprio mentre escogitai un piano, avvertii il mio battito accelerare.
Solo allora, inebriato da forte eccitazione, appoggiai le mani sulla sua testa a trazione.
Un boato incredibile, le esplosi tutto dentro e mi inarcai involontariamente a tal punto da incastrarlo fin oltre il palato tanto da costringerla a ingoiare tutto.
Non si può rimanere totalmente indifferenti davanti a una donna così sensuale e non ultimo, dalle tette enormi che sembrano missili pronti al decollo.
Nonostante tutto, mi sentii sporco e indecente.
Lei si ricompose e con nonchalance si riadagiò sul lettino in giardino.
Passò un mese, approfittai del solito viaggio di lavoro di mia moglie per invitarla fuori a cena.
Accettò con entusiasmo e quando arrivò al ristorante, mi rivolse quel sorriso che ricordavo fin troppo bene.
"Non avrei mai pensato che mi avresti invitata tu"
"Nemmeno io"
Durante la cena parlò del più e del meno, come se tra noi non fosse mai accaduto nulla, io invece avevo preparato ogni parola.
Alla fine pagai il conto e le dissi semplicemente:
"Andiamo"
In albergo entrò nella stanza convinta di conoscere già il finale della serata. Si tolse il cappotto e si voltò verso di me.
Fu allora che la sorpresa comparve sul suo viso...
"Siediti!"
"Come?"
"Ho detto siediti!"
Indicai una sedia, non il letto.
Lei rimase immobile per qualche secondo...
"Mi sembri molto diverso stasera"
"Lo sono"
Mi avvicinai alla porta e appoggiai la chiave sul tavolino.
"Quella volta in casa mia hai deciso tu cosa sarebbe successo. Io non avevo deciso niente"
Il suo sorriso scomparve...
"Stasera le regole le stabilisco io"
Mi guardò senza sapere cosa rispondere.
Le indicai il piccolo tappeto ai piedi della poltrona...
"Lì"
Lei esitò, poi obbedì.
"Da questo momento, se vuoi parlarmi, devi prima dire...Scusi Padrone"
Mi guardò incredula.
"Scusi... Padrone"
"Bene"
Passarono alcuni secondi.
Bussarono alla porta.
"Il servizio in camera"
La guardai.
"Vai tu"
Si alzò, aprì la porta, prese il vassoio e lo portò al tavolino.
"Grazie"
Lei rimase in piedi.
"Torna al tuo posto!"
Obbedì.
La situazione aveva qualcosa di paradossale: la donna che un mese prima aveva avuto il controllo assoluto della situazione adesso aspettava ogni mia indicazione.
Ma non volevo umiliarla.
Volevo che capisse la differenza tra potere e prepotenza.
"Portami il bicchiere!"
Lo fece.
"Ora siediti!"
Obbedì.
Per ore non ci furono più provocazioni né giochi, soltanto silenzio e ordini brevi, ai quali lei rispondeva con quella nuova formula che ormai aveva fatto propria:
"Scusi Padrone"
Verso le tre del mattino la guardai e le dissi...
"Adesso puoi riposare"
Indicai il letto.
Lei esitò, quasi non fosse sicura di aver capito.
"Sul bordo e non disturbarmi"
Si adagiò in un angolo del letto, composta e silenziosa, lasciando a me tutto lo spazio che avevo chiesto.
Mi sedetti accanto a lei e le tesi la mano.
Lei la prese tra le sue con estrema delicatezza.
Per qualche minuto non disse nulla, poi, quasi spontaneamente, portò la mia mano alle labbra in un gesto di rispetto e devozione.
"Ricordatelo bene: se tuo marito non ha saputo insegnarti l'educazione, il rispetto e le regole del comportamento, da questa sera ci penso io"
"Scusi Padrone"
Quella notte non ebbi bisogno di altri ordini.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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