Prime Esperienze
la prima volta con una coppia
86enzo
15.12.2025 |
3.263 |
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"Lei si muoveva con naturalezza, il corpo che seguiva il mio, cercando e trovando ogni volta una reazione..."
Mi scrisse lei su a69, pochi messaggi ma ben precisi. Due giorni dopo l'incontro con lei e suo marito guardone.Erano le 15 di un caldo pomeriggio....zona di Catania.
La stanza era immersa in una penombra morbida, interrotta solo da una lampada laterale che disegnava contorni caldi sui corpi. Appena entrai, sentii subito che l’equilibrio tra noi tre era già deciso. Lui si sistemò a distanza, senza togliersi la giacca, come se volesse restare spettatore fin dall’inizio. Lei invece mi venne incontro, lenta, sicura, con quello sguardo che non chiedeva permesso.
Il primo contatto fu studiato, quasi cerimoniale. Le sue dita scorrevano sul mio petto con calma, come se stesse prendendo le misure, mentre il suo corpo si avvicinava sempre di più. Sentivo il suo respiro cambiare, farsi più profondo, e allo stesso tempo avvertivo lo sguardo di lui che non si staccava da noi. Quella doppia presenza — il suo corpo contro il mio e gli occhi di un altro uomo addosso — rendeva tutto più intenso.
Lei mi guidò verso il centro della stanza. Ogni gesto era deciso, consapevole. Non c’era timidezza, solo desiderio. Le sue mani sapevano dove fermarsi, dove indugiare, e ogni volta che lo facevano sentivo una risposta immediata, fisica. Ogni tanto lei alzava lo sguardo verso il marito, come a mostrargli quello che stava costruendo, e lui restava immobile, lo sguardo scuro, attento a ogni dettaglio.
Il tempo sembrava dilatarsi. I movimenti diventavano più lenti, più profondi, e il silenzio era rotto solo dai respiri e da qualche gemito trattenuto. Lei si muoveva con naturalezza, il corpo che seguiva il mio, cercando e trovando ogni volta una reazione. Io ero completamente preso da lei, ma la consapevolezza di essere osservato aggiungeva una tensione continua, quasi elettrica.
Lui cambiò posizione, avvicinandosi appena, senza toccarci. La sua presenza era ora più vicina, più concreta. Lei lo sentì, e il suo corpo reagì subito: i movimenti si fecero più decisi, il respiro più irregolare. Era come se il suo piacere fosse amplificato dal fatto di essere vista, condivisa, offerta allo sguardo di chi la conosceva meglio di chiunque altro.
Ci furono momenti in cui tutto rallentava, come se volessimo trattenere quella sensazione il più a lungo possibile. Altri in cui il ritmo aumentava, guidato solo dal desiderio e dall’istinto. Io ero al centro di quella dinamica, coinvolto ma mai fuori controllo, consapevole di far parte di un gioco di fiducia e complicità.
Quando l’intensità raggiunse il suo apice, lei rimase vicina, il corpo ancora teso, il respiro caldo sulla mia pelle. Lui si avvicinò definitivamente, posando una mano su di lei, senza interrompere nulla, come a suggellare ciò che avevamo condiviso. Era un gesto semplice, ma carico di significato.
Restammo così a lungo, senza fretta, lasciando che le sensazioni si depositassero. In quel silenzio finale c’era una soddisfazione profonda, fatta non solo di piacere, ma di aver vissuto qualcosa di intensamente erotico, costruito sullo sguardo, sull’abbandono e su una fiducia rara. Un ricordo destinato a tornare vivo, ogni volta che il desiderio avesse cercato una forma più audace.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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