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Scambio di Coppia

Convocazione


di HermannMorr
10.02.2019    |    7.980    |    5 5.8
"Si era alzato presto come al solito e faceva la solita colazione prima di andare al lavoro in una giornata qualunque, quando la moglie si affacciò dall'altra..."
Mario Rossi era un italiano medio.
Aveva un normale lavoro d'ufficio, un appartamento medio, una moglie mediamente carina, due bambini con cui aveva pagato il suo debito alla nazione.
Si era alzato presto come al solito e faceva la solita colazione prima di andare al lavoro in una giornata qualunque, quando la moglie si affacciò dall'altra stanza.

" Carooo, ha telefonato il capo. Sei convocato dai bresciani. Finisci pure la colazione che ti preparo io la valigia ! "

Era questa l'unica variabile della sua vita tranquilla: ogni tanto, tipo una volta al mese, la Malaguti Fonderie di Brescia, importante cliente, chiedeva al capo che gli si mandasse il Dott. Rossi per una importante riunione, con alloggio a loro carico.
Il capo era felice di pagare trasferta e straordinari al Rossi, che il contratto Malaguti era da soldi veri, così questo come ogni volta salutò la famiglia, promise di essere indietro per la sera seguente, e infilò l'autostrada per Brescia.

Arrivato sul posto poco prima di mezzogiorno, fermò davanti al cancello di un condominio elegante con parcheggio privato. Aprì quel cancello col telecomando di cui era dotato, parcheggiò, fece uno squillo al numero del cliente, e salì con l'ascensore all'ottavo piano di quel palazzo, che non aveva nulla da spartire con gli uffici delle fonderie Malaguti.

Suonò a un appartamento, gli aprì come sempre una signora dai capelli grigi, non troppo lunghi, alta, coperta da una vestaglia trasparente.
Lui senza cerimonie le mise la lingua in bocca, lei si abbarbicò e con passi studiati lo trascinò dentro. Chiuse la porta, le lingue continuavano a ravanarsi, lui la spinse sul sofà mettendo le mani sotto la veste.
Erminia Malaguti, padrona e tiranna dell'omonima ditta, e amante di Mario.
Andava avanti da molto la cosa e nessuno sospettava, da esperti di gestione avevano previsto tutto, lui non avrebbe mai rischiato la famiglia per sollevare uno scandalo, lei non era più dell'età per rimanere in cinta e pretendere di sostituirsi alla moglie, nessun intoppo.

La vita era stata generosa con l'Erminia, non solo per il patrimonio, ma anche per la pelle che rimaneva liscia, tanto che non si sarebbe potuto indovinarla cinquantenne se non fosse stato per i capelli che non tingeva. Anche le poppe rimanevano toniche, appuntite, ma guardavano da parti opposte. Questo particolare dei seni divergenti, assieme al pelo brizzolato del pube, per qualche ragione mandava Mario fuori di testa e lo spingeva a prestazioni superiori alla media.

Nei loro incontri a volte scopavano a oltranza senza cognizione del tempo, ma altre volte erano rimasti soltanto a parlare dei loro interessi comuni, e altre ancora si visitava un certo locale per scambisti in provincia. Il guaio è che non si può sempre essere in accordo, e quella volta Mario si sentiva particolarmente ispirato, avrebbe voluto rimanere solo con lei tutto il tempo, mentre l'Erminia voleva visitare il posto degli scambisti, lo aveva convocato specificamente per farle da cavaliere e autista.
Così lo tenne a bada tutto il giorno, pranzarono nella saletta riservata di un bel ristorante, anche dopo pranzo rimasero li a lungo a esaminare le pratiche del lavoro.
Intanto sotto il tavolo lei gli posava un piede nudo sul pacco e se lo faceva massaggiare.
Poi film di Bergman a casa e coccole, però niente mani tra le gambe.
Infine, quando era arrivata l'ora e si trovavano per strada, Mario non era dell'umore migliore e guidava in silenzio, ma tanto parlava lei per tutti e due.

Il locale era un rustico di mattoni bianchi, ristrutturato, abbastanza ampio da permettersi un giro di alcove private attorno al salone comune.
Si entrava solo in coppia e ogni coppia riceveva la chiave di una alcova, i tavoli nel salone erano bianchi, tondi, e ognuno aveva due divanetti. Un solo cameriere prendeva le ordinazioni con molta discrezione, chill-out a volume molto basso.

Fecero una rapida perlustrazione prima di sedersi e ordinare, serata morta, poca gente, Mario ne fu contento e mise il braccio attorno al collo dell'amante per poterle pizzicare un capezzolo sotto l'abito da sera. Forse dopotutto avrebbe avuto l'intimità che desiderava.

La prima coppia che arrivò a proporsi era troppo giovane, carini, ma poca esperienza, nervosi, non se ne fece nulla.

E l'Erminia cominciava a dare segni di noia e Mario si vedeva già a letto con lei. Forse avrebbero dormito subito, avevano tutta la mattina dopo per recuperare.

Ma allora arrivarono loro.

Lui: manzo romagnolo che probabilmente dieci anni prima faceva il bagnino, capelli ricci neri, camicia rosa, occhi fissati in quelli dell'Erminia dal primo istante.
E lei con nonchalance spostò la mano che l'amante gli teneva sulla poppa.

La moglie di lui: capelli come il marito, ma li finivano le somiglianze.
Era sulla trentina, piccola, magrolina, olivastra, naso aquilino, occhi vivi.
Occhi scintillanti di vita, doveva essere simpatica, ma al Rossi in quel momento non gli andava di socializzare.

Anzi il Rossi tenne il broncio per tutto il tempo, mentre le cose andavano per il loro verso e alla fine la sua resistenza passiva si dimostrò inutile.
Il manzo e l'amante presero una delle chiavi e si alzarono per andare a conoscersi meglio, come si dice.
Solo allora lui aprì bocca per rivolgere una parola al tipo.

" Una sola raccomandazione: fagli male. A lei piace. "

L'Erminia rise come se fosse stata una battuta molto spiritosa e si avviò all'alcova con manzo a seguito.
Lui rimase solo col suo bicchiere di Campari, e la moglie del manzo andò a sedergli vicino. Anche senza toccarla si sentiva la leggerezza del suo corpo.

" Geloso ? "

" No. Siamo venuti qui tante volte.. E' solo stasera che mi ha preso male. Mi spiace. "

Quella intanto si stava accendendo una paglia.

" Io sono gelosa molto invece. Vivo con l'incubo di non vederlo tornare da quelle stanze, un giorno. "

“ Però sei qui “

“ Vero, ogni volta lo seguo ugualmente. Perché non so dire no, e perché l’incubo mi tiene sveglia. Altrimenti la nostra vita sarebbe addormentata, e quello mi fa ancora più paura. “

“ And all the white horses have gone ahead… “

“ Cosa ? “

“ Niente, scusa. Bè, io invece.. “

“ Buonasera. Vi da fastidio se ci sediamo ? “

L’ultima voce veniva da fuori. Presi di sorpresa da quella invasione del loro spazio si avvicinarono istintivamente, toccandosi con le spalle, per fronteggiare i nuovi arrivati.
Si trattava di una casalinga di Voghera proprio da manuale, con uno che poteva solo aver sposato una casalinga di Voghera. Nulla di strano, anzi i frequentatori medi per quel genere di posti, anche se di solito pasturano in fasce di prezzo più basse. Li avevano scambiati per una coppia, giustamente visto che erano sullo stesso divanetto, regolare, e infatti Mario e la moglie del manzo non protestarono, anzi con una tacita complicità presero a fingere di essere veramente quel che sembravano.
Con la stessa intesa silenziosa dirottarono subito la conversazione verso argomenti provocanti, inventando storie dal nulla, millantando le esperienze più incredibili e facendo sforzi per non scoppiare a ridere davanti alle facce serie e sempre più accaldate dei vogheresi, che si bevevano tutto.

Alla fine la situazione era diventata ingestibile, con quelli che sembravano sul punto di levarsi i vestiti davanti a tutti e loro due che dovevano fingere di strozzarsi col Campari per nascondere le risate. Fu Mario ad avere la trovata per venirne fuori.

“ Ecco però che noi non facciamo mai cose al primo incontro. Sapete, noi ci troviamo quasi ogni sera e ci conosciamo con gli altri abituali, è come un circolo, ci vuole del tempo per entrarci. Però voi tornate ancora, che la prossima volta vi daremo più consigli.
E però adesso noi si deve andare scusate. “

Detto questo lui e la moglie del manzo scapparono velocissimi nell’alcova loro assegnata, per poter finalmente ridere senza offendere quegli altri.


Quando due si chiudono in un privè, fosse anche solo per nascondersi dopo uno scherzo, si sa cosa succede poi. Quando si ride ci si guarda in viso, ci si sostiene, ci vuol niente perché le labbra si tocchino.

Ridevano ancora mentre lottavano con i vestiti, seduti sul letto Mario poteva tenerla comodamente tra le gambe aperte. Era minimo quindici anni più giovane dell’Erminia, ma aveva già le tette cadenti, non smagliate però, era bello sballonzolarle mentre le baciava il collo, e intanto lei gli infilava il preservativo.
La moglie del manzo capiva lo stato d’animo di Mario e non pretese lunghi preliminari, fu lei stessa a stendersi, sempre tenendolo per il manico, a tirarlo a se e a puntarselo da sola all’entrata della sua caverna. Lui a quel punto entrò con un colpo solo, senza riguardo e senza incontrare una resistenza, si buttò ancora su quelle poppe mobili con le mani e il viso.

Lei non chiudeva gli occhi.

Anche in quel momento intimo lo fissava senza alcuna vergogna e lui naufragò in quello sguardo, sgroppava come una cavalla per incontrare le spinte, ma non vacillava la loro connessione. Sul petto, appena sotto il collo, si allargava quell’alone che annuncia la vittoria, e lui baciava quella pelle arrossata, ma solo per un attimo, non poteva più fare a meno di guardarla negli occhi.
E nemmeno poteva fare a meno di pensare, il Rossi, di averlo fatto cornuto il manzo romagnolo, perché aveva toccato con la sua moglie qualcosa più profondo di quanto quello potesse avere con l’Erminia, o forse anche con la moglie stessa.
E chissà, forse quel legame profondo sarebbe continuato anche dopo. Si sarebbero cercati ? Avrebbero sentito il vuoto nelle loro esistenze ? Avrebbero abbandonato tutto, baracca e burattini, per scappare a Forte dei Marmi e aprire una lavanderia sotto falso nome ?

“ Ci si diverte qua, eh ? “

Presi di sorpresa si bloccarono nel mezzo dell'atto come belle statuine.
La voce dell'amante, già, i coniugi avevano diritto a una copia della chiave, c'era anche il manzo, rivestito, ma visibilmente sfatto, che si stravaccò su una poltroncina di fianco al letto e rimase a guardare beato la moglie con un tondello tra le gambe.
L'Erminia possessivamente cinse il petto di Mario con la destra, gli fece sentire le unghie sul capezzolo come lui aveva fatto prima, con la sinistra sul sedere lo spinse di nuovo dentro alla figa dell'altra.
Mario sentiva la stoffa del vestito sulla schiena e quelle forme e quel calore che avrebbe riconosciuto anche al buio.

" Perchè ti sei fermato ? Continua.. "

Sempre tenendolo per il petto lo muoveva dentro e fuori, gli spingeva il sedere col bacino, era lei adesso a decidere la forza e la velocità della chiavata.

Se un qualunque estraneo avesse potuto entrare nel privè, a vederlo preso così tra due donne lo avrebbe giudicato un uomo fortunato, sicuramente felice.
Anche lui si sentì tale nei primi momenti.
Si accorse però che le due donne avevano smesso di considerarlo, erano coinvolte in quel nuovo gioco, non si toccavano tra loro neppure di striscio, eppure facevano l’amore attraverso di lui, degradato a strap-on vivente. Fosse stato un pupazzo non sarebbe cambiato nulla per loro.
E gli venne su un magone anche peggio di prima.
Per essersi fatto quelle fantasie, che ora si infrangevano contro la realtà.
Per essersi creduto meglio del manzo romagnolo, quando ora era lui a trovarsi cornificato, e lo reggeva molto meno.
Aveva voglia di fermarsi e buttare all’aria il tavolo di gioco.

Ma sarebbe servito solo a rendere visibili tutte quelle cose, che almeno per il momento rimanevano nascoste dentro di lui. Nella memoria come marchio a fuoco, ma doveva rovinare agli altri una serata in cui era entrato di sua volontà, come fosse colpa loro se lui si era fatto dei viaggi nella sua testa ?
Alla fine dei conti non voleva nemmeno deludere l’Erminia, per quanto in quel momento si sentisse ignorato.

Così, nonostante tutto, strinse i denti e fece il suo dovere fino in fondo.
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Votazione dei Lettori: 5.8
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Commenti per Convocazione:


Afas, singoli Campania
Manzo non manzo il Mario va a Berlin
1 mese fa
 L'Autore
HermannMorr, singoli Emilia Romagna
Più che altro se ne stava andando a Belìn proprio, il Mario.
1 mese fa
singolosana, singoli Campania
Stupendo
1 mese fa
 L'Autore
HermannMorr, singoli Emilia Romagna
Grazie. Faccio il possibile.
1 mese fa
Lupocacciatore, singoli Lombardia
Bello...e reale,paure e sentimenti...
2 settimane fa


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