tradimenti
Bella di..............................ma in particolare
09.01.2023 |
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"“Bene, di là c’è il bagno con asciugamani e sapone liquido; dovrai darti una sciacquatina, lei ti attenderà sul letto e, in bagno, trovi la cassettina, sai già che attende il tuo..."
Premetto che questa è un'esperienza ( ma lascio a voi la palla) ………… in passato, di cui la mia famiglia è perfettamente all'oscuro. Ho voluto provare per curiosità, ma poi, è sfociata in un notevole piacere personale.Si era a cavallo degli atti ottanta/novanta , in un periodo di particolare rivolgimento della vita socioculturale della nostra Italia e tutto questo era maggiormente evidente nella mia città.
Si tendeva a far poca vita sociale; il trovarsi da sola rendeva penose le serate ed il trascorrere il tempo in casa diventava pesante oltreché monotono.
Ero già abbastanza libertina, grazie al fatto che mio marito, lavorando prevalentemente all'estero, mi lasciava tempo per le mie divagazioni ed i figli, ormai adolescenti, volevano, anzi pretendevano, libertà, autosufficienza, ecc., perciò io, chiusa in casa, ci stavo proprio stretta.
Sì, capitava di poter uscire con delle amiche, di andare a ballare, ma mi mancava la fiamma della passione, del sesso.
All'epoca, le edicole ridondavano di riviste piccanti, che esortavano allo scambio di coppia, ad incontri con singoli, con particolare riferimento allo scandalo emerso dei Marchesi Casati, che di quella pratica se ne facevano portabandiera.
Inutile dire che, per una donna, presentarsi per acquistare quelle pubblicazioni, era impensabile, a meno di non apparire una di facili costumi. Peccato...........
Esisteva, però, anche un sistema chiamato "casella vocale". Alcune organizzazioni gestivano queste caselle, affittandole con canone mensile, dove, attraverso un codice, chiamavi, lasciavi un messaggio e tu, a tuo piacere, sentivi e risentivi, vagliando o cancellando ciò che non interessava.
Quindi mettevi annuncio sul "business", nella sezione incontri, e non ti restava che attendere. Va da sé che i primi messaggi giunti si palesavano stupidi, ironici e, addirittura, stolti, ma poi cominciarono a fioccare proposte di incontri.
A chi lasciava un recapito telefonico, veniva da me contattato da una delle tante cabine pubbliche a gettoni, presenti sul territorio.
Mi informavo su cosa gli piacesse fare e, soprattutto, se avesse disponibilità ad ospitare, ma una frase era ricorrente: "Il tuo regalino a quanto ammonta?"
Alla mia risposta che lo facevo per puro e solo piacere, subito desideravano passare all’incontro.
Incontri, per vero, sempre appaganti, piacevoli, in cui la mia femminilità veniva esaltata ed il mio sesso ne era appagato; per lo più incontri pomeridiani, poiché la maggior parte di essi erano sposati e, quindi, vi era assoluto riserbo da ambo le parti.
Quel gioco andò avanti per un paio di mesi, poi, un giorno, nella casella vocale, trovai questo messaggio:
“Buon giorno, sono Katy, avrei piacere di parlare con lei, di persona, riguardo alla sua casella vocale. Mi chiami o lasci un messaggio qui, al bip.”
Non avendo nulla da fare in quel periodo, risposi al messaggio, informando che il giorno dopo, verso le 15:00, sarei stata da lei, dove si fittava la casella vocale.
Con un po’ di timore ed affanno, alle 15:00, son li davanti la sede dell'organizzazione. Busso al citofono, che conosco ormai bene, il portone si apre e salgo.. Appena dentro, la tipa che gestisce il sistema è seduta, con accanto la tastiera del pc ed una bella signora, che subito si presente per Giulia.
"Bene" parte la Katy, senza star li a cincischiare. Presa alla sprovvista, dice: "Siamo adulte e vaccinate. Sappiamo bene che questo sistema è stato creato per procurare incontri tra gente che ama il sesso libero e senza complicazioni. Giulia, la signora qui presente, è come te; ama andare con uomini diversi o ripetere gli incontri, se tutti consenzienti; lei sarebbe, cioè, scusa, tu saresti d’accordo?"
"Prima vorrei capirci qualcosa - le rispondo - e se il cercare compagnia con la casella vocale è illegale, ok, smetto. Non mi sembra di aver commesso nulla di male anzi…."
"Tutt’altro - interviene Katy - anzi la cosa è buona e giusta… Ma senti la Giulia".
Parte lei: “ Ho una casa in cui ricevo i compagni che mi scrivono sulla casella, ma non riesco più a starci dietro, per il notevole numero di richieste. Che ne diresti di unirci? Verresti da me quando puoi, ovviamente. E, quando gli amici arrivano, a turno giochiamo o, meglio, scopiamo con essi o, se a te va bene, quando vieni io li contatto, li invito e tu te li fai".
Basita le osservo, senza proferir parola. Passano dei secondi, Katy, seduta nella sua avvolgente poltrona, mi fissa, poi spara:
“Senti, parliamoci chiaro. Vengono, scopano o altro, deciderete voi. Lasciano il regalino, poi se ne vanno. Scusa, son due mesi che salti da una casa all’altra, a volte non concludi perché non possono ospitare; Giulia ne ha una da offrirti, detratte le spese, il resto è vostro. Io e Giulia abbiamo già accordi in tal senso, ora sta solo a te, sai come funziona“.
"Signora - le faccio - mi lasci pensare; sino a domani?"
"Ok, ma, qui si è parlato e da qui non deve uscir nulla, ci siamo capite?"
Concordo, lei mi lascia il suo numero di telefono privato. Saluto ed esco. Quasi corro verso la macchina, con il timore di esser seguita, di aver peccato di ingenuità, arrivo all'auto, ma non salgo subito, giro intorno all’isolato ed entro in un bar. Ordino un caffè doppio e mi siedo al tavolino sul dehor. Osservo il traffico, quasi a cercare un qualcosa che potessi non aver notato prima.
Bevo il caffè, rimugino un po’, poi mi alzo decisa, chiedo un gettone, compongo il numero datomi un quarto d’ora prima e alla voce di Katy:
“Pronto, dimmi" quasi mi vedesse attraverso i fili.
“Ok, ci sto, da quando?”
“Va bene, anche da domani, se ti va, mattina o pomeriggio, in casella ti lascio l'indirizzo dove andare, il resto lo definisci con Giulia, senza esagerare. Ciao, ci risentiremo”.
Chiudo frastornata. Praticamente mi hanno proposto di far la puttana in casa: mi sovviene il ricordo del film, visto tempo fa, "Bella di giorno", che mi aveva favorevolmente impressionato, con la pur bella Catherine Deneuve, munita di classe ed eleganza, ma certamente meno procace di me.
Chissà che fine farò, ma, intanto, la mia fica, sotto, era umida, lo stomaco presentava un groppo quasi di piacere, mi maledico per aver accettato, vado in bagno: mi debbo assolutamente toccare. Entrata sbarro la porta. Con le mani, scorro tra gonna e mutande, arrivo alla fica, è più che umida, tocco il clitoride, pochi colpi, esplodo con uno schizzo violento, rannicchiandomi contro la porta, sussulto e mi mordo un labbro per non urlare. Spingo giù la mano e trovo la caverna, ora stretta, vi infilo un dito dentro e parto col secondo violento spasmo di goduria, che serve a placarmi; lentamente mi rialzo, mi ricompongo, mi lavo la faccia ed esco. Saluto, salgo in auto e via, in attesa del giorno successivo.
Ore 10:00, sono sul posto indicato. M presento in pantaloni, giacca e scarpe da ginnastica, ma con uno zaino in spalla, dentro ho riposta la tenuta da "puttana": mini nera, calze autoreggenti fumé, scarpe di vernice nere con tacco 8, camicia bianca, niente intimo.
Giulia mi riprende: non va bene senza intimo sotto; sennò il cliente non sbava. Ubbidisco e indosso uno slip viola, che avevo portato "ad abundantiam".
Giulia mi impartisce la lezione del come e cosa fare. Intanto che attendiamo, mentre mi espone una sequela di cose, driin il campanello. Lei risponde:
"Sì, ok, 1° piano , senza far rumore, troverà la porta aperta (mi avverte che c’è una parola d'ordine che devono pronunciare, così da aver certezza che son passati dalla Katy ed è lei che li ha mandati). Io mi siedo nel salottino, lei va alla porta, lo accoglie, gli fa lasciare la giacca ed il resto su di un tavolino d’angolo.
Poi lo introduce nel salottino, dove mi presenta:
“Questa è la mia amica Lina, sposata ma con marito che non sa nulla; è qua per farti divertire come desideri“
Lui mi guarda con occhi famelici, che mi stanno già denudando, senza volerlo si tocca la patta, segno che gli son gradita, allargo un po' le gambe, lui annuisce.
“Bene, di là c’è il bagno con asciugamani e sapone liquido; dovrai darti una sciacquatina, lei ti attenderà sul letto e, in bagno, trovi la cassettina, sai già che attende il tuo regalino per l'organizzazione”.
Mentre lo accompagna in bagno, mi indica la camera da letto. Stesa sul letto, ti spoglierai solo quando chiuderà la porta; mi raccomando gioco di mano e poco di bocca. Poi lascia a lui dove vorrà prenderti, lui sa già che, tornando in bagno, deve lasciare qualcosa.
Il mio primo cliente. Arriva, mi guarda e chiude la porta. Mi osserva; io mi contorco per togliere la camicia, lui mi aiuta, mi lecca la schiena; al che mi stendo e offrendo la gamba sinistra, coperta dalla calza.
“Toglila e baciami lì” gli ordino con tono imperativo. Lui con occhi lucidi, ipnotizzato, ubbidisce, sfiorando con le labbra il collo del piede, scendendo sempre più verso le dita.
“Lecca, lecca sotto” lentamente lecca, mentre mi guarda allupato, gli porgo la destra “ora questa... sai è gelosa, vuole lo stesso trattamento, sei capace? Su, dai..” senza omettere passaggi, esegue perfettamente, poi smette e mi guarda, un cagnolino, pronto ad ubbidire.
“Ora vieni, metti la testa sotto la gonna ed annusa, senti il profumo di donna, di femmina, come mai hai sentito (ormai son partita di testa e visto che mi ubbidisce...) lui si inginocchia a terra e scorrendo con le mani sulle gambe (che brividi che sento!) arriva alla gonna e fa per sollevarla.
“ Ti ho detto: la testa sotto la gonna, devi prima annusare sulle mutandine, dai". Infila la testa fra le gambe e si immerge sotto la gonna.
“Bene, annusa, fammi sentire il naso lì, in mezzo, aspira bene il profumo di fica, quella che ti farà godere, tra un po'”.
Ubbidiente passa il naso sullo spacco della fica, che, già umida, gli lascerà un ricordo viscoso; lo lascio penare un po’, sinché lo richiamo all’ordine:
“La gonna, sfilamela con calma, accarezzami delicatamente, mentre mi sfili gli slip". Con vera maestria, quasi lo facesse tutti i giorni, mi sfila le mutandine.
“Non toccarti, mi raccomando. Ora puoi leccare, spalancala per bene e lecca, fammi vedere come leccano i cagnolini". Mi scoscio più che posso.
Lui, con le dita, mi allarga bene e lappa il clitoride, come un cane lecca l’osso. Confesso che mi sta facendo godere realmente e se ne accorge, perché sento che risucchia il liquido che mi cola; con le mani gli prendo la testa e la blocco affinché mi lecchi il clitoride per bene, poi:
Ora leccami l’interno della fica, che sta colando“. Vi provvede come un assatanato; mi ficca la lingua dentro e la lappa sinché la sento asciutta, al che lo stacco, altrimenti godo e perdo tutto il lavoro fatto.
"ORA SPOGLIATI - gli ordino - voglio vederti col cazzo duro"
Pochi secondi ed è nudo con il cazzo svettante dal piacere che gli ho fatto assaggiare
“Vieni qua, sentiamo se sa di buono". Glielo prendo in mano e lo scappello delicatamente, soffiando sull’uretra. Gli stringo le palle con medio, anulare e mignolo, mentre con l’indice solletico il suo buco del culo. Trema tutto, ma non dice nulla; è teso nello sforzo di evitare di sborrarmi in bocca. Lo gratifico con una lenta entrata del cazzo in bocca, sinché riesco a prenderlo, poi mi ritraggo pian piano, muovendo la lingua e giocando con palle e buco del culo. Ripeto l’operazione ancor più piano, mentre sento le chiappe irrigidirsi, arrivo quasi alla radice, sosto un po', sentendolo in gola, poi, quanto più lentamente possibile, ritorno indietro. Arrivo sulla punta e, con la lingua, entro nell’uretra. Due gocce di umori, cominciano ad uscire e saggiamente, guardandolo negli occhi, me le faccio cadere sulla lingua e, con voluttà, le inglobo in bocca e, esasperando il gesto, le inghiotto.
Smetto perché rischio che il lavoro che devo ancora fare, non sarà completato. Mi alzo e gli chiedo: “Mi vuoi ora?” Fa un cenno di conferma con la testa.
Dove vuoi prendermi?“
Ti voglio davanti, nella figa e, se me lo permetti, vorrei venirti dentro, visto che a casa non posso farlo. Ti prego salimi sopra“.
“Lo immaginavo che potesse piacerti esser cavalcato. Chiudi le gambe, tesoro, ecco cosi…….. mmmm se sei generoso salto su senza gommino….( con occhi languidi accenna di si con la testa)“. Gli salgo a cavalcioni, e gli strofino la fica sul cazzo, ormai di granito. Poi lo prendo in mano e salendovi sopra, lo appoggio al buco.
“ Senti come sto colando, è per te che colo. Mi stai facendo godere, porcello. Senti la fica quanto è umida e lubrificata?"
Ora mi ci metto sopra, me lo appoggio al buco e, con un colpo deciso, mi impalo su di lui, strabuzzando gli occhi per il piacere della penetrazione dura, rapida e violenta. Lui mi prende per i fianchi e mi tira forte, per cercar di entrare il più possibile. Io mi alzo e sferro in giù, un altro colpo violento. Lui geme, mi prende i seni in mano, mi strizza forte i capezzoli, mugolo forte, mi fa male, ma lo lascio fare. Mi piace. Lì sotto lo sto inondando di umori e sorpreso perché può girarmi i capezzoli sapendo che soffro, eppure non gli dico nulla, spinge forte, toccandomi il fondo dell’utero. Botte su botte, sinché si alza e poggia la faccia tra i seni e rantola forte; sta godendo il porco.
“Hai goduto porco? Ora ti finisco bene, visto che è la prima volta che mi vedi”.
Mi tolgo dal cazzo ed arretro, mi accuccio sul cazzo e con la bocca glielo ingollo tutto e succhio avidamente, voglio pulirlo tutto, per bene, deve tornare, devo dominarlo ancora, lo succhio talmente forte che tenta di bloccarmi, piangendo che non ce la fa più.
"Basta non ce la faccio più".
Soddisfatta della pulizia, smetto.
“Tutto bene tesoro?“
“Magnificamente! Giulia aveva ragione, non sei una professionista, ami troppo e veramente il sesso. Tornerò e vorrei averti tutta”.
E' stata la prima di una lunga collaborazione con Giulia e Katy, fatta di pomeriggi, mattinate su appuntamento. Poche serate riservate a clientela particolare, piccole orgette… ovviamente sempre in concomitanza con le trasferte del mio lui. Non fui mai sfacciata, come si potrebbe pensare, ma son sempre stata libera di scegliere come fare e cosa, e soprattutto di scegliere, e non esser scelta, ma, in confidenza, ho sempre permesso di esser scelta, proprio perché quella condizione mi faceva entrare nel vivo di farmi sentire "puttana" ed esser usata per un piacere personale del cliente….. viste le molte richieste..
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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