tradimenti
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distintoxlei
28.06.2019 |
8.570 |
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"Stava li in ginocchio dentro l’armadio, in silenzio, nudo, con la gabbietta chiusa da un lucchetto sui genitali..."
Ero a caccia di un paio di fanali da montare sull’auto di un cliente quando mi imbatto in un annuncio che desta la mia attenzione. Scrivendo al venditore, dopo i dovuti convenevoli e trattative sul prezzo dell’articolo, la mia attenzione si spostò sulla foto profilo di whatsapp. Rappresentava una bellissima donna, sui 45, mora e provocante.Preso dalla curiosità mi sbilanciai domandando se fosse lei la venditrice o comunque la persona con cui stavo parlando, ma subito le mie fantasie vennero smorzate dalla risposta fredda del marito di lei, con cui stavo scrivendo. Subito mi scusai per l’indelicata domanda, ma venni ulteriormente spiazzato dalla sua domanda: “Ti piace?” Ancora non realizzando bene, mi lasciai andare ad un commento spassionato:” SI, e’ proprio bella!”
La conversazione si concluse con i soliti saluti ed un commento: “Interessante...” che mi avrebbe fatto pensare nei giorni seguenti.
Passo’ qualche giorno e ci risentimmo per accordarci sul ritiro dell’oggetto della vendita. Vestito da lavoro, salii in macchina e mi avviai. Circa 45 minuti di strada mi separavano dal posto da raggiungere e in quei minuti ripensavo ai messaggi scambiati che mi incuriosivano e mi facevano volare con la fantasia. Meglio tornare con i piedi per terra pensai, prima di fare figuracce.
Arrivai sul posto, la casa del venditore, una villetta a schiera ben curata con un piccolo giardino che conduceva alla porta di ingresso. Continuavo a sentire una strana emozione addosso di cui non mi spiegavo il motivo, dopotutto stavo solo per comprare dei fanali da un uomo... ma forse in cuor mio speravo di poter almeno vedere quella donna che mi aveva fatto fantasticare.
Suonai il campanello e l’emozione mi tirò uno schiaffo in faccia: aprì la porta lei.
Sentii il cuore che batteva sempre più forte e i pantaloni che senza motivo cominciavano a gonfiarsi. Mascherando per quanto possibile la situazione presi coraggio e mi feci avanti mentre esaminavo attentamente la signora. Era bellissima, tutta preparata come se stesse per uscire, tanto che pensai di essere in ritardo e di aver causato dei fastidi.
Entrai in casa, ci salutiamo con cordialità mentre con gli occhi mi guardavo attorno aspettandomi di trovare il marito.
“Mio marito non c’e’, mi ha lasciato precise istruzioni” disse lei quasi leggendomi nella mente.
Ennesimo schiaffo emozionale, fantasia totalmente fuori controllo, imbarazzo crescente.
“Accomodati” continuo’ lei.
Non me lo feci ripetere due volte, naturalmente mantenendo l’educazione necessaria quando si e’ ospiti in casa d’altri.
Continuai a guardarmi intorno cercando i fanali che dovevo portarmi via, e mi accorsi che lei nel frattempo era andata in cucina. Sentii il tappo di una bottiglia di vino aprirsi, il versare in due bicchieri, e le scarpe col tacco che ripartivano nella mia direzione.
Mi ricomposi un momento e feci un bel respiro.
Arrivo’ bellissima, con questo vestitino chiaro a fiori che con la luce del giorno che entrava dalle finestre sembrava quasi trasparente in controluce, lasciando la forma del suo corpo ben visibile.
Si chino’ per appoggiare i due bicchieri facendo in modo di non lasciare i suoi seni alla mia immaginazione e facendomi capire che non portava il reggiseno.
Si sedette accanto a me, più vicino di quello che una persona ad un normale colloquio farebbe, quasi le nostre gambe si toccavano.
Comincio’ a parlare chiedendomi se avevo fatto buon viaggio, la mia eta’ ed altro su di me mentre mi guardava come a voler dire “Spogliami”.
Sorseggiavo il vino convincendomi che di sicuro era tutto un mio film mentale, quando sentii un tocco sulla gamba e mi accorsi che stava strusciando la sua caviglia sulla mia facendo dondolare la scarpa col tacco con la punta del piede.
Totalmente eccitato ed ormai fuori controllo non potei fare a meno di appoggiare una mano sulla sua gamba. Continuava a guardarmi fisso mordendosi le labbra togliendo spazio ad ogni dubbio su quello che avrebbe voluto succedesse di li a breve.
Cominciai a muovere la mano sulla sua gamba infilando le dita sotto al vestitino che non opponeva resistenza, andando sempre più su, fino ad arrivare al fianco e fu a quel punto che capii che non indossava nemmeno le mutandine. Quasi contemporaneamente si accorse che avevo capito, e con la stessa soddisfazione di un giocatore che sfodera un poker di assi, spalanco’ le gambe esibendo la sua fica carnosa e già umida.
Senza pensarci due volte scesi dal divano e inginocchiandomi davanti a quel palese invito cominciai a leccarla con tutta la passione e la voglia che avevo in corpo. Sentivo il suo umido piacere bagnarmi tutta la faccia, e più gemeva, più continuavo, alternando il movimento della lingua a quello delle dita che la esploravano.
“Ora tocca a me” disse, mi spostò dal mio banchetto e mi fece cenno di alzarmi. Cominciò a slacciarmi i pantaloni, famelica, non fece a tempo ad abbassarmi gli slip che tutta la mia eccitazione fece saltare fuori come una molla il mio cazzo duro come un sasso che lei afferrò direttamente con la bocca spalancata. Si mosse sapientemente avanti e indietro con la testa mentre la tenevo per i capelli assecondo il movimento con le mani… sentivo la lingua che percorreva tutta la lunghezza e massaggiava la punta, fino a che si staccò, prese un respiro, se lo riprese in bocca e cominciò a scendere, scese fino a toccare con le labbra il mio basso ventre mentre sentivo superare la sua gola con la punta. Ce lo aveva tutto dentro, nemmeno un millimetro era rimasto fuori dalla sua bocca.
Dopo avermi fatto apprezzare la profondità della sua gola, lo fece uscire lentamente tornando indietro con la testa e regalandomi un filo di saliva che collegava la mia cappella alle sue labbra ancora aperte.
Dopo essersi alzata impugnò il mio cazzo come fosse un manico e tirandomi leggermente mi invitò a seguirla nella camera da letto matrimoniale.
Vedendo il letto mi tornò in mente che era sposata, e che il marito avrebbe potuto tornare da un momento all’altro, ma in tutta quell’eccitazione era passato tutto in secondo piano.
Finii di spogliarmi, lei fece lo stesso e una volta nuda si avvicina all’armadio. Tenendosi alle maniglie delle due ante si chinò mostrandomi da un’angolazione diversa la sua fica fradicia e un bellissimo culetto.
Praticamente saltando il letto mi lanciai di in nuovo con la faccia in mezzo alle sue natiche sode infilando la lingua alternativamente nei due orifizi. Mentre assaporavo tutta la sua femminilità, aprì l’armadio dove era appoggiata, rivelando l’ultima cosa che mi sarei aspettato di vedere: il marito.
Stava li in ginocchio dentro l’armadio, in silenzio, nudo, con la gabbietta chiusa da un lucchetto sui genitali.
Ebbi un attimo di esitazione in cui il cervello riprese a funzionare e che mi consentì di capire subito la situazione.
Un’altra ondata di nuova eccitazione mi pervase, che mi diede ancora più foga nell’affondare la lingua dentro di lei mentre guardava suo marito con superiorità.
La tirai e la feci sedere sopra di me, puntò i piedi sulle mie cosce, e posizionandomi il cazzo, si fece penetrare in modo da mostrare al marito tutti i particolari. Era bellissimo, stavo possedendo la sua donna davanti a lui, era una sensazione strana ma che mi dava una soddisfazione che non avevo mai provato.
Cambiammo varie posizioni, apprezzavo ogni centimetro e aroma del suo corpo mentre raccoglievo l’invidia del cornuto che ci guardava impotente.
Ad un tratto si avvicinò al marito e gli sussurrò: “adesso guarda bene come mi faccio inculare”. Lui fece come un gemito.
Lei si inginocchiò davanti al letto e si sdraio di pancia sullo stesso mentre con le mani si allargava le natiche, offrendo al consorte lo spettacolo. Mi posizionai dietro di lei e puntando un piede sul letto presi la mira per far cadere uno sputo per lubrificare. Vidi la mia saliva che scivolava all’interno di quel buchetto appena dilatato immaginando che razza di sensazioni stava provando quell’uomo dentro all’armadio.
Posizionai la mia punta turgida e cominciai a spingere, guardando il mio cazzo che scivolava scomparendo dentro al suo culo. Lei ansimava sempre più forte aggrappandosi e mordendo le lenzuola, mentre mi muovevo a mia volta con sempre più foga. Non ce la facevo più, stavo per esplodere, e lei avendolo intuito aveva un piano ben preciso per far finire lo spettacolo.
Ci staccammo, lei si inginocchio davanti a me in modo che il marito non potesse perdersi un solo attimo della scena.
Con le mani completò quello che stava facendo il suo culo, facendomi esplodere con uno dei fiotti di sperma più abbondanti mai fatti, che finì completamente nella sua bocca spalancata.
Mi pulì con la lingua la cappella per non perdersene neanche una goccia, chiuse la bocca e si alzò… non mi ero ancora ripreso dall’orgasmo appena provato, ma non avevo ancora visto tutto: si avvicinò al marito e lo fece uscire dall’armadio sempre in ginocchio, gli tirò leggermente indietro la testa in modo che guardasse in alto, si posizionò sopra di lui e lentamente gli colò sulla faccia tutto quello che aveva raccolto da me.
“Hai visto come si fa cornuto?” ghignò lei.
Lui restò lì immobile.
Io e lei tornammo in salotto abbandonando la vittima del nostro spettacolo alla sua condizione, chiacchierammo cordialmente per un altro po’ e quando fu il momento di andare mi salutò e mi disse: “Mi sa che oggi i fanali te li dimentichi, torna la settimana prossima, magari li trovi!”
Ancora non sono riuscito a portarli a casa..
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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