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Desideri segreti - I tre specchi


di desireux
21.01.2021    |    7.374    |    21 9.3
"Era uno spettacolo vederla in tutta la sua nudità, con gli specchi che la riflettevano in tutto il camerino, sembrava che ci fossero tante donne, tutte nude ad aspettare che qualcuno le..."
Quando sì dice destino, a volte non puoi fare altro che crederci.
Era una giornata piovosa, una di quelle che ti giri intorno e non hai alternative che ti possano fare cambiare umore. Sally era appena rientrata e non mi sembrava molto contenta, forse il lavoro, forse la pioggia o forse aveva una giornata di quelle che non sai nemmeno il motivo, ma ti varrivano addosso come un uragano. Non mi disse nemmeno ciao, andò in camera da letto e si sdraiò, senza nemmeno togliersi il cappotto.
Rimasi a guardarla per qualche secondo, pensando che la sua bellezza se la stava portando via una giornata piovosa e deprimente.
Vederla così mi dava ancora più tristezza.
Ad un tratto mi si accende la lampadina, il colpo di genio.
Cosa può rendere una donna felice?
Cosa può cambiare questa monotona giornata, e farla diventare una giornata felice?
Per una donna come Sally, solo una proposta poteva liberarla dalla tristezza che la stava praticamente violentando. Sapevo cosa potevamo e dovevamo fare, come potevamo svoltare quella giornata.
Proponi ad una Donna uno shopping e la rendi una donna felice. Così accadde.
Nemmeno il tempo di fare la proposta, che il sorriso si impossessò di quel meraviglioso volto, i suoi occhi cominciarono a brillare, avevo pronunciato la parola magica: shopping.

"Ne ho proprio bisogno", mi rispose, alzandosi di colpo dal letto. Dove andiamo? Decido io!" e cominciò a spogliarsi.

Mi diede l'impressione come se non aspettasse altro. Come se il suo malumore dipendesse dalla mancanza di shopping.
Neanche il tempo di stare a pensare perché avesse avuto quella reazione, che già era nuda. Completamente nuda, a decidere come vestirsi, a decidere cosa mettersi addosso.

Ad un tratto rivolse lo sguardo vero di me, e disse:
"Che ne dici se facciamo uno shopping trasgressivo?"

A quella proposta capì che sarebbe stata una serata particolare, una di quelle sere che, esci di casa con l'uccello duro, una serata che con una donna come Sally l'eccitazione non avrà limiti.
Lo shopping trasgressivo, era un gioco che non facevamo da tempo, consisteva, andare per negozi indossando solo il miglior completo intimo, (quello che solo a guardare Sally che lo indossava mi faceva venire) coperta solo dal suo cappotto preferito, bianco, lungo, e sotto...
Sotto, quella sera decise di farmi impazzire, e insieme a me tutti quelli che avrebbero avuto il piacere di ammirarla.
Il gioco consisteva a far intravedere, o a qualche fortunato vedere, tutto quel ben di dio, che Sally nascondeva sotto il cappotto.
E quella sera era veramente inresistibile.
Reggicalze e calze coordinate, bianche, ricamate, con un disegno che si avvolgeva intorno alle gambe, slanciate da un tacco a spillo rosso fuoco... E nient'altro.
Senza slip. Senza reggiseno. Indossò il cappotto, mise gli occhiali da segretaria porno, mi guardo e disse:

"Sono pronta usciamo?"

Io avrei preferito sbatterla a pecora, riempirla col mio cazzo duro, che già sfondava i pantaloni, ma quando si promette ad una donna di uscire a fare shopping, non puoi tirarti indietro.
Sally, sapeva quali erano i miei pensieri.
Sapeva che il mio cazzo si era sfrenato, sapeva che solo la sua bocca poteva calmarlo.
Mi tocco il cazzo duro, poi apri il cappotto, si toccó la fica bagnata, e facendomi leccare le dita mi disse:

"Adesso dobbiamo andare, ma stasera ti farò godere come non mai. Mi sento così troia che non immagini nemmeno. Divertiamoci!"

Non sapevo cosa mi aspettava.
Non sapevo cosa sarebbe successo.
Non immaginavo che quel giorno sarebbe rimasto nei miei pensieri per sempre.
Quello che sembrava un giorno monotono, stava per diventare il giorno più lussurioso, più erotico della mia vita e del mio rapporto con Sally.
Fortunatamente la pioggia si era fermata e questo rendeva più semplice il gioco.
Partimmo per un noto centro commerciale della provincia di Napoli, a circa un ora da casa nostra.
Mi aspettava la più eccitante esperienza sessuale, la nostra prima esperienza del genere.
Durante il viaggio giocammo a toccarci a strusciarci con le mani. Sally fece tutto il viaggio con il cappotto aperto, ed io per non essere da meno, viaggiai con il cazzo fuori dai pantaloni. Ogni tanto Sally si abbassava e cominciava a succhiarlo, e quando lo succhiava non voleva essere toccata, sentivo la sua bocca intorno alla cappella che si stringeva, sembrava un'altra donna. Sentivo dalla sua bocca quanto era vero ciò che mi aveva detto poco prima, che si sentiva più troia che mai, effettivamente dal pompino che mi stava dando ricevevo la conferma di tutto.
Arrivati al centro commerciale parcheggiai la macchina in un posto un po' più appartato, sperando che terminasse quel pompino facendomi esplodere di piacere, desideravo di fare esplodere il mio cazzo in quella bocca da troia. Speravo di venire, arrivare al culmine di quell'opera d'arte che Sally aveva plasmato con la bocca intorno al mi cazzo.

"Fammi venire!" Le chiesi.
"Io sono venuta!" Mi rispose.

Penetrandosi con la mano e raccogliendo il nettare dalla fica, mi fece assaggiare il sapore del suo piacere. Le leccai la mano come se non avessi mai provato prima quel sapore, quell'odore di fessa, rimase nei miei respiri, lo sperma rimase nel mio cazzo.
Sally si sistemó per scendere dalla macchina, fece prima lei a scendere, che io a riprendermi a sistemarmi.
Mi lascio, in macchina e si avviò presso l'ingresso principale, io rimasi a fissarla per un istante e pensai:

"Che donna che ho sposato!"

Mentre il suo corpo nudo sotto quel cappotto bianco si avviava senza di me, per farsi desiderare ancora di più.
Scesi dall'autoe rimasi qualche metro dietro di lei, anche all'interno del centro. Sentivo i commenti di alcuni ragazzi fermi vicino un bar

"Hai visto la signora col cappotto bianco?"
Chiedeva uno di loro.
Mentre un altro replicava:
"Quanto e bona, sarà una escort."

Gli occhi di tutti la spogliavano, mentre lei indifferente camminava per raggiungere il bar, avrei voluto leggere i pensieri di tutti, mentre la guardavano, quei pensieri mi eccitavano. Mi piaceva sapere, se e come la volessero chiavare, perché gli occhi con cui la guardavano tutti, facevano trapelare i loro desideri di sesso, i loro desideri di chiavarsi quella donna col cappotto bianco, che, muoveva il culo mentre camminava. Quanti avrebbero voluto penetrare quel culo, quanti l'avrebbero voluta possedere,
ma Sally è una donna che conduce il gioco, nel sesso vuole comandare e mai si sarebbe fatta possedere, questo faceva parte del suo gioco.
Il gioco lo dirigeva lei, attirando gli occhi eccitati di tutto il centro commerciale.

"Max, prendiamo un caffè a questo bar, poi andiamo in un negozio di scarpe che sta proprio qui vicino."

"Ti stanno guardando tutti." Le risposi.

"Si ho visto. Tu, non mi guardi?"

Poi avvicinandosi mi chiese:
"È ancora duro? Vogliamo scopare su questo sgabello o vuoi che mi metto a pecora, appoggiata al bancone?"

La voce del barista che ci servi il caffè, interruppe quel momento di eccitazione che stava diventando leggermente imbarazzante, bevemmo il caffè molto lentamente, io guardavo Sallyve Sally guardava il barista, appoggiando le labbra sulla tazzina, il ragazzo fu preso da un imbarazzo visto la mia presenza, ma sicuramente eccitato guardando le labbra di mia moglie che si appoggiavano alla tazza come ad una cappella gonfia, come gonfia era la mia cappella guardando quella situazione.
Pagammo il caffè e proseguimmo verso il negozio indicato da Sally, pochi metri e ci trovammo davanti a questa grande vetrina. Il locale all'interno era piccolo, ben arredato e molto caldo, con sorpresa Sally scopri che oltre a scarpe bellissime, vendeva anche qualche capo di abbigliamento.
Ad accoglierci due commessi, di bella presenza, un uomo e una donna, lui moro, occhi neri, alto e fisico curato, molto elegante nei modi, lei magra, capelli corti, accento romano e un culetto che sembrava scolpito.

"Buonasera, posso aiutarvi?"
Subito si propose il ragazzo, mentre la ragazza si impegno a sistemare alcuni capi sugli scaffali.

"Si. Gli risposi. Mia moglie vorrebbe provare le scarpe viola che stanno in vetrina."

Dopo aver chiesto il numero si avviò verso lo scaffale e prese le scarpe. Tacco alto a spillo e punta stretta, una bella scarpa.
"Complimenti per la scelta signora."

Nel frattempo altri clienti entrarono nel negozio impegnando l'altra commessa.

"Prego signora (rivolgendosi a Sally) si accomodi qui e provi le scarpe"

Sally si sedette sulla poltrona e subito il commesso si chinò per sfilargli la scarpa.

"Signora, vedo che per le scarpe ha proprio dei gusti speciali."

Poi presa la scarpa dallo scatole e si avvicinò al piede di Sally per infilarla,
io guardavo Sally e cominciai ad immaginare, come una donna che si sentiva troia come non mai, avrebbe reagito a tanta gentilezza.
Sally mi guardò per un istante, mi sorrise, e guardando il commesso, che era chinato di fronte a lei, scopri leggermente le gambe, e facendogli intravedere le fica nuda gli chiese:
"Come ti chiami?"

Alzando gli occhi verso mia moglie con una voce bassa rispose:
"Giorgio, mi chiamo Giorgio."

"Io sono Sally e mio marito e Max, piacere."

Giorgio non sapeva se guardare lei, me o le coscie aperte con la fica a centro, quella fica che tutto il centro commerciale avrebbe voluto vedere. Quella fica che Giorgio si trovava davanti, prediletto da Sally in quella serata erotica, a sua insaputa e anche mia.
Ma tutto era cosi eccitante, cosi tremendamente arrapante, tutto faceva parte del gioco che Sally aveva iniziato, e che solo lei poteva poteva portare a termine.
Un gioco che lei conduceva e noi dovevamo essere solo partecipanti. Era il suo gioco e noi eravamo i suoi giocattoli.

"Max, che ne pensi? Ti piacciono?"

E si chinò in avanti verso Giorgio sistemandosi le scarpe, cosi facendo diede a Giorgio anche la visione delle tette.

"Belle! Le risposi.
"Sono proprio fatte per te."

Allora, si alzò in piedi e cominciò a camminare per il negozio, senza sistemarsi la scollatura del cappotto, praticamente coi seni in bella mostra, il cappotto copriva solo i capezzoli.
Quando arrivò vicino ad un vestito, anch'esso viola, uguale alle scarpe, lo stesso colore, identico.

"Voglio provare anche questo!"
"Che ne dici, ti piace?" Mi chiese, rivolgendo lo sguardo verso Giorgio.

"Certo amore, provalo."

Il commesso dispiciuto rispose:
"È l'unico rimasto, potrebbe non essere la sua taglia."

Sapevo che non voleva comprare il vestito, ma lo richiedeva il gioco. Voleva solo provarlo per entrare in camerino, poi mi avrebbe chiamato per farsi consigliare, e li avremo cominciato a scopare, perché, era cosi che facevamo, lei si spogliava e poi entravo io, e giu con un mega pompino.
In qualche negozio con i camerini piu appartati abbiamo anche scopato. Ci piaceva, ci eccitava da morire, era il nostro gioco preferito. Scopare davanti allo specchio, chiusi in un camerino, pochi secondi forse un minuto, poi uscire e ricominciare da capo in un altro negozio.
Senza mai comprare niente.

-"Prego signora, si accomodi nel camerino, mi segua."

Seguimmo Giorgio nel camerino che era posto quasi nel retrobottega, dietro uno scaffale. Un camerino con specchi sulle tre pareti, abastanza grande da farci stare due persone comodamente.
Giorgio appese l'abito e si allontanò
"Se avete bisogno sono di la"

-"Che bello, quanti specchi."
Si meravigliò Sally, togliendosi il cappotto e rimanendo nuda, con calze e regicalze e le scarpe viola, poi si appoggio con la schiena allo specchio centrale mettendosi di fronte a me.

"Che dici ti piace?"

E cominciò a toccarsi.
Comincio a scoparsi da sola con le mani.
"Vieni, adesso devi chiavarmi. Volevi venire in macchina? Non è meglio qui?"

Feci un passo avanti per entrare, chiusi la tenda e tirai fuori il cazzo duro e bagnato. Sally nemmeno il tempo di valutare la situazione già lo stava succhiando. In ginocchio con i tre specchi che riflettevano l'immagine della migliore nellarte del pompino, più succhiava e più sentivo crescere il cazzo nella sua bocca.
La sua lingua esplorava le palle, poi saliva lungo il cazzo e arrivata alla cappella lo faceva affonfare in bocca fino alla gola e poi di nuovo giù.

"Voglio scoparti girati!" Le dissi.

"No voglio succhiarlo. Anzi voglio essere scopata, ma da Giorgio." Mi rispose.

Avevamo sempre fantasticato un incontro con un altro uomo.
Era stato sempre molto eccitante, godevamo solo a pensare una situazione a tre, ma era sempre stata una fantasia.
Solo una fantasia, voleva essere anche in quella occasione?

"lo vuoi il cazzo di Giorgio?"
Rifeci la domanda.

"Vuoi farti scopare mentre me lo succhi?

Ma lei con un tono alterato, smettendo di colpo a farmi il pompino.
"Tu chiamalo e stai zitto, so io cosa fare! Vuoi che esco io a chiamarlo?
Così nuda? Forza chiamalo, esci e chiamalo!"

Tirai su il pantalone, uscì dal camerino e chiamai Giorgio.
Non pensavo di trovarmi in una tale situazione. Non sapevo neanche cosa dire al ragazzo. Non capivo neanche se poteva essere piacevole, eccitante.

"Dica, di cosa ha bisogno?"

"Mmmh mia moglie..."

Dal camerino: "Giorgio vorrei chiederti una cosa...vieni."

Sally mi aveva tolto dall'imbarazzo di chiedere a Giorgio di entrare nel camerino.
Quando aprì la tenda il commesso si trovò quel pezzo di fica davanti, nuda, prorompente.
Era uno spettacolo vederla in tutta la sua nudità, con gli specchi che la riflettevano in tutto il camerino, sembrava che ci fossero tante donne, tutte nude ad aspettare che qualcuno le soddisfacesse in tutti i desideri.
Giorgio rimase fermo per qualche istante, poi con un timido sguardo cercò il mio consenso a fare un passo avanti, nel mentre Sally con un dito che le sfiorava le labbra assunse una aria da ragazzina ingenua, timida, e con quell'atteggiamento si avvicinò al ragazzo, nemmeno il tempo che lui potesse pensare di parlare, con l'altra mano gli strinse il cazzo che già spingeva nei pantaloni.

"Hei Giorgio, ma... è duro. Sembra bello e anche grande."

Sussurrò al suo orecchio con voce bassa, con gli occhi rivolti a me , che ero immobile, alle spalle di Giorgio. Immobile, eccitato, forse anche un po' preoccupato da ciò che sembrava stesse per accadere.
Nemmeno il tempo di fare un cenno con gli occhi per consentire il prosieguo del gioco, che Sally, già era in ginocchio. In ginocchio a succhiare quel grosso cazzo, grosso davvero. Era così grosso è perfetto, che sembrava uno dei Toys della nostra collezione.
Non avevo mai visto la mia donna succhiare un altro cazzo, così impegnata a gustarsi un altro uomo.
La cosa mi eccitava, e mi eccitava ancora di più il suo sguardo, i suoi occhi rivolti a me mentre faceva scivolare su e giù nella bocca quel ben di dio.
La sua lingua sembrava un serpente che si attorcigliava intorno alla sua preda per renderla immobile. Effetivamente, Giorgio non era più capace di muoversi e tanto meno di parlare. Altrettanto io, che davanti a ciò, sentivo che il pantalone si bagnava sempre più.
Volevo venire, volevo riempirla del mio sperma, venire anche sul coso di Giorgio mentre entrava e usciva dalla bocca di mia moglie.
Ma la troia non aveva ancora completato il suo gioco, non era ancora arrivato al termine, aveva ancora tanto da mostrare, da dare ai miei occhi, da prendere da quel ragazzo inconsapevole come me, fin dove Sally voleva e sarebbe potuta arrivare.
Si alzò, spostò legermente il ragazzo, e mi sparò la sua lingua in bocca. La sua bocca sapeva di cazzo, la sua lingua condivideva con la mia tutto il sapore intenso di quel pompino ad un sconosciuto.

"Voglio condividere questo bel cazzo con te amore."

Lasciata la mia bocca si appoggiò ad uno specchio, schiacciando le tette sul vetro, assumendo una leggere posizione a pecora.
Il culo leggermente spostato dallo specchio e rivolto verso di noi.
Poi guardandoci dallo specchio, senza mai muoversi dalla posizione assunta, disse:

"Max, voglio solo Giorgio dietro di me. Tu guarda se arriva qualcuno e non distratti."

Giorgio le infilo subito quel grosso membro nella fica, la prese da dietro tenendola per i fianchi.
Quel cazzo enorme entro nella pancia di Sally senza trovare ostacoli. Scivolo dentro di botto, liberamente, tanto era bagnata la sciuscia.
Cominciò ad entrare e ad uscire, modificando il ritmo della penetrazione, più spingeva il cazzo dentro, più schiacciava Sally sullo specchio.
Il calore dei corpi cominciò ad appanare lo specchio, le mani di mia moglie sul vetro lasciavano impronte di piacere, il godimento era generale, unico, più Giorgio spingeva Sally contro lo specchio penetrandola fino all'ultimo centimetro di cazzo, più Sally faceva opposizione a quella spinta facendosi arrivare il cazzo fino alla gola. Era un opposizione di forze, una ricerca spasmodica di piacere, per godere l'uno dell'altra, per avere più di quanto e possibile e per dare più di quanto era fisicamente fattibile. Scopavamo come non ci fosse un domani, come se fosse l'ultima scopata della vita.
Non resistevo a quello spettacolo, ma, il mio compito era controllare, il mio compito era guardare.
In quel momento ero un cockloud, ma senza il diritto di farsi una sega. Non potevo entrare nel camerino, non potevo scopare insieme a mia moglie, mentre si faceva fottere dal commesso, non potevo farmi una sega. Non dovevo venire.
Gli ultimi due colpi di Giorgio furono così intensi che l'orgasmo di entrambi si diffuse in tutto il negozio.
Non si sentirono le voci, come in un normale amplesso, ma la passione. La passione, i profumi, i vapori, tutto sembrò riempire il camerino e fuoriuscire fino ad invadere il negozio. Avevano finito di scopare, avevano finito sul serio.
Era durato tutto pochi minuti, ma erano sembrati infiniti. In quei pochi minuti mi ero eccitato come mai prima, mi era piaciuto, vedere mia moglie scopare in quel modo aveva provocato in me un godimento nuovo, inspiegabile, appagante.
Ci ricomponemmo, e senza comprare nulla ci avviammo verso l'uscita del negozio, poi verso l'uscita del centro, fino alla macchina. Tutto il tragitto senza parlare, senza commentare, senza fiatare. Ci guardavano in silenzio, e in silenzio ci avviammo verso casa. Consapevoli di aver goduto entrambi, consapevoli che avevamo iniziato un gioco che sarebbe durato tanto, tanto fino a quanto Sally non avrebbe deciso di terminarlo...spero il più tardi possibile.
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