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Il Segreto della Bassa


di Max_3024
09.07.2026    |    842    |    1 9.0
"Subito dopo il suo culmine, la spinta finale mi porta a rilasciare tutto il mio vigore dentro di lei con un fiotto caldo e profondo..."
L’estate nella bassa pianura lombarda non è solo una stagione; è una cappa pesante, un respiro caldo che sale dall'asfalto e dai campi di granturco, incollandoti i vestiti addosso fin dalle prime ore del mattino. Nel silenzio immobile di un pomeriggio di luglio, con le persiane accostate per sbarrare il passo al sole accecante, il tempo sembra fermarsi. Le strade del paese sono completamente deserte, immerse nella controra; dentro la casa, la penombra crea un'atmosfera sospesa, quasi irreale, dove ogni piccolo rumore si amplifica.
I nostri sguardi hanno cominciato a cambiare quasi due anni fa, durante i lunghi mesi invernali, quando la nebbia avvolgeva le strade e rendeva tutto indistinto. Mio fratello – suo marito – aveva appena ottenuto un nuovo incarico dirigenziale: una girandola di trasferte tra la Germania e l'Asia, un’ascesa professionale che lo assorbiva completamente. Per lui, il successo era diventato l’unica metrica del valore personale; per Elena, mia cognata, era l'inizio di un isolamento soffocante. Essendo molto più giovane di mia moglie e di me, si era ritrovata in questo paesino senza grandi radici, trascurata da un consorte distratto dalle sue ambizioni. Da semplici visite di cortesia per farle compagnia era nata un'intesa sotterranea, un filo teso diventato col tempo una necessità assoluta.
Elena siede sul divano, cercando un po' di sollievo dalla morsa dell'afa. La sua figura morbida e generosa si intona perfettamente a quella staticità estiva. Indossa un abito leggero che non riesce a nascondere le forme giunoniche e il seno prosperoso, segnato da un respiro profondo e irregolare che tradisce un'attesa palpabile. C'è nei suoi occhi una determinazione accesa, una voglia limpida di sentirsi desiderata e viva. La solitudine ha accumulato in lei una sete di contatto che ora cerca una valvola di sfogo.
Quando mi avvicino, le parole superflue svaniscono, lasciando spazio esclusivamente al linguaggio della carne. Non servono dialoghi: la complicità di questi nostri incontri saltuari si è consolidata nel tempo. Sento il calore che emana dalla sua pelle tesa e morbida, rigata da un velo lucido di sudore che brilla nella semioscurità. L'umidità della mia pelle si fonde istantaneamente con la sua, eliminando ogni barriera e rendendo ogni attrito fluido, caldo e inevitabile. La sua fisicità prorompente, accentuata dalla curva generosa del petto che si schiaccia contro di me, trasmette una carica magnetica che azzera qualsiasi esitazione. Le alzo il leggero abito e sento che è senza mutandine; la sua vulva naturale e rigogliosa...già bagnata dalla voglia.
Al mio tocco, al contatto con le mie dita chiude gli occhi abbandonandosi al piacere.
L'intensità cresce a ogni movimento. Elena si abbandona completamente all'istinto, mossa da una vogliosità accumulata in mesi di isolamento. Ogni gesto diventa una richiesta muta e determinata di possesso. Quando si volta dandomi le terga desiderosa di me, assecondando il desiderio di un contatto ancora più profondo e viscerale, la sua schiena si inarca e le forme si offrono senza riserve, accogliendo ogni spinta con un’intesa cieca e perfetta. Il calore della stanza sembra concentrarsi interamente nei punti di contatto.
Il ritmo si faceva profondo e serrato, guidato da un'urgenza reciproca che cerca il culmine. La pelle contro pelle, scivolosa e unita dal sudore, amplifica ogni minima sensazione. Elena stringe i pugni contro le lenzuola mentre il suo corpo si irrigidisce all'improvviso, attraversato dalle onde intense del suo orgasmo infinito. Il suo sussulto e il calore profondo che mi avvolge azzerano ogni mia capacità di controllo; bastano pochi istanti ancora e la spinta finale mi porta a liberare tutto me stesso dentro di lei, in un culmine caldo e condiviso che ci lascia svuotati di ogni energia.
Nella penombra immobile, il ritmo intenso dell'unione lascia spazio a un momento di quiete sospesa, ma il desiderio non si spegne del tutto. Dopo esserci sciolti da quell'abbraccio profondo, l'intimità cambia forma, assecondando la complicità che ci unisce. Elena si muove con lentezza sul letto, ancora gocciolando di me, guidata da un istinto attento e focalizzato. Senza bisogno di parole, si china su di me, mentre i suoi capelli scuri sfiorano la mia pelle ancora calda. Il contatto delle sue labbra e della sua bocca sul mio pene introduce una sensazione del tutto nuova, un sesso orale prolungato e sicuro, con la lingua e le labbra ripulisce ogni singola goccia rimasta, che trasforma la fine dell'atto precedente in un nuovo rituale di abbandono.
Sotto la spinta di quel calore avvolgente e sapiente, sento il mio corpo reagire quasi subito: quel contatto intimo e profondo mi fa ritrovare dopo poco un nuovo e inaspettato vigore, ridando forza alla carne che sembrava esausta. Elena si solleva un istante e, vedendo questa mia immediata e vigorosa risposta con un'erezione inaspettata i suoi occhi si accendono di una luce ancora più audace. Mossa da un'improvvisa ondata di audacia e desiderio totale, si posiziona in modo da offrirsi completamente, palesando la chiara volontà di spegnere quel fuoco dentro di lei attraverso un rapporto anale, profondo.
La penetrazione iniziale, stretta e profonda nonostante la saliva per facilitare il possesso, strappa dalle sue labbra un sospiro acuto, un lamento soffocato che si trasforma rapidamente in una serie di gemiti caldi, ritmici e ininterrotti. Ogni spinta, oggi affondo accelera il battito e rompe il silenzio della stanza. Elena inarca la schiena, stringendo le dita contro i cuscini, mentre il piacere per quella sottomissione totale e viscerale cresce a ogni movimento. La frizione serrata e la tensione dei nostri corpi bagnati aumentano l'eccitazione fino a un punto di non ritorno. Sotto l'impulso di un ritmo febbrile, il corpo di Elena inizia a vibrare in preda a spasmi involontari; i suoi gemiti si fanno più acuti e spezzati mentre viene, travolta da un orgasmo anale immenso che la stringe attorno a me con forza primordiale.
Sentirla godere in quel modo, ricevere le contrazioni muscolari del suo piacere estremo mentre si abbandona completamente, spezza ogni mio freno residuo. Subito dopo il suo culmine, la spinta finale mi porta a rilasciare tutto il mio vigore dentro di lei con un fiotto caldo e profondo. Elena accoglie quell'onda dentro di sé sussultando, vibrando ancora per i residui del proprio piacere e godendo come non mai nel percepire la mia totale liberazione dentro il suo corpo, sigillando l'unione in una morsa umida e caldissima.
Quando il sole comincia a scendere, colorando le fessure delle persiane di un arancione caldo e obliquo, il ritmo dei nostri respiri finalmente rallenta. Restiamo sdraiati vicini, i corpi ancora caldi, mentre l'aria della stanza comincia impercettibilmente a rinfrescarsi. Sappiamo entrambi che questo momento è una parentesi, un frammento di tempo rubato che dovremo proteggere con assoluta discrezione fino al prossimo appuntamento segreto.
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