La moglie dell'amico 1
L'amicizia era estesa anche alle nostre fidanzate e in seguito mogli. Leonardo il primo a sposarsi con Vera. Lei una donna alta circa un metro e sessantacinque, capelli biondi, seno una terza abbondante, occhi chiari, sempre allegra e dalla battuta pronta, una sola cosa mi sorprendeva il suo modo diretto e forse troppo, di dire le cose, senza peli sulla lingua. Leonardo il primo di noi a sposarsi aveva una bella casa, grande e con tutti i comfort, spesso ci invitava a cene con le ns fidanzate oppure soli a noi amici maschi a vedere le partite del campionato. Avevo notato un cambiamento nei loro rapporti, lui seppur colto, con un buon lavoro, certe volte era molto scortese con Vera, non dico quando vedeva le partite, un burbero, autoritario, per me cafone nei confronti della moglie, un altra persona molto diverso dal fidanzatino innamorato che conoscevo. Detto questo passano circa due anni dal loro matrimonio e come al solito tutta la comitiva si organizzava per le solite uscite, pieno inverno decidiamo per un week end in montagna a Roccaraso, si parte con tutte le attrezzature per lo sci, durante il week end, tra stupende sciate e buon cibo in hotel ci divertiamo tantissimo, noto solo Leonardo e Vera che quando non sono in compagnia hanno un atteggiamento diverso lui non parlava sembrava dare ordini e lei che acconsentiva. Il Sabato sera un poco allegri per il buon vino bevuto, ci salutiamo con i soliti bacetti casti per andare ognuno nelle stanze, io in compagnia della mia fidanzata, saluto Vera dandole un bacio sulla guancia destra e l'altro a sinistra nel fare il cambio guancia involontariamente le sfioro le labbra anzi mi fermo e bacio l'angolo della sua bocca. Buona notte e si va a dormire. Il giorno dopo dopo l'ennesima sciata e pranzo abbondante si lascia la montagna e ritorniamo a casa.
Devo dire che io sono un libero professionista, dopo la laurea e un lavoro di stage presso una multinazionale, da poco avevo sfidato la sorte mettendomi in proprio ed avviando un piccolo ufficio. Passano due giorni dal rientro dalla montagna e mi arriva una telefonata da un numero che non conosco, rispondo e dall'altra parte Vera, le dico che sono felice di sentirla e chiedo il motivo della telefonata, mi risponde che si è fatta dare il numero con la scusa di un parere legale da un altro amico nostro e che da due giorni mi doveva chiedere una cosa ma non voleva parlare al telefono se avessi avuto un pochino di tempo per lei mi avrebbe chiesto da vicino. Le dico che per lei ci sono sempre, indico l'indirizzo del mio ufficio e le chiedo quando vederci, lei mi dice se possibile una mezzora il tempo di arrivare da te. Ok le dico chiudo e incomincio a pensare e ripensare a cosa sia successo per questa inattesa telefonata, il primo pensiero che fosse successo qualcosa tra i coniugi, poi penso ad altre mille cose intanto aspetto. Passata circa una mezzora sento il campanello suonare, mi avvio ed apro.
Sull'uscio vedo Vera non mi sembrava lei, quasi tremante, senza voce, intimorita.
Vera - ti disturbo
Io -no entra cosa è successo, vieni accomodati, vuoi un poco di acqua, un caffè, apro la porta e la guido verso le sedie della mia scrivania.
Vera . no non voglio il caffè se gentilmente mi dai un poco di acqua che ho la gola secca.
Io - prendo una bottiglietta di acqua dal frigorifero un bicchiere e mi siedo sulla sedia accanto a lei non dietro la scrivania.
Vera - incomincia a bere un poco e poi senza guardarmi, mi dice, sono venuta poichè da due giorni non faccio altro che pensare e dovevo chiedertelo da vicina.
Io - dimmi
Vera - Sabato quando ci siamo salutati tu mi hai baciato sulle labbra, vorrei sapere perchè, la cosa mi ha lasciato con dubbi e pensieri e non trovo una risposta, mi rispondi con sincerità.
Io - Manca poco che non ridessi a quella domanda, ma faccio subito funzionare il cervello, sta tremando, non ha la voce, viene nel mio ufficio da sola, due giorni che ci pensa, vuoi vedere che è piaciuto? La guardo con dolcezza, avvicino le mie mani al suo volto e la faccio girare a guardarmi, dico Vera ma lo sai che sei una bellissima donna, e averti sfiorato le labbra è stato solo la realizzazione di un sogno, sono anni che ti guardo da lontano e sono anni che mi piaci tantissimo, la verità che vorrei darti un vero bacio e sentire il sapore di te sulla mia bocca, mi avvicino e la bacio. Lei asseconda il mio bacio, apre la bocca e mi accoglie subito roteando la sua lingua in modo pazzesco, mi prende la testa e mi soffoca con il suo ardore, lascia la mia bocca e mi lecca il collo, poi ritorna a baciare con più foga, mi mordicchia le labbra, mi succhia la lingua, sono veramente senza parole, sprigiona una passione che non pensavo. Le sue mani senza preavviso vanno alla mia cravatta che strappa via, mi apre la camicia e incomincia a baciarmi sul collo, sul petto, sui seni, mi succhia i capezzoli, sembra impazzita.
Allora prendo io il comando la alzo in piedi, la giro verso la scrivania e incomincio a leccarle il collo, i lobi delle orecchie, mentre le mie mani le aprono la camicetta, sbottono e la tiro via, sono dietro di lei, le prendo i capezzoli e li tiro delicatamente, poi una mano a stuzzicarle il seno e l'altra scende verso la sua gonna, la alzo, trovo le sue mutandine umide, le scosto e incomincio ad accarezzarla la fica, gioco con il suo clitoride e poi infilo due dita direttamente in lei, incomincio a muoverle la sento aperta e allora con forza a chiavarla con le mani, un lago di sborra, bagnatissima ed aperta tutta, la giro verso di me e scendo a succhiarle le tette ed i capezzoli induriti dall'eccitazione, li mangio, li lecco, li succhio, sento lei gemere, riprendo a trapanarla la fica, diventa pazza, un altra persona e chi se lo aspettava, all'improvviso grida e mi dice sto sborrando sei un porco. Un minuto riprende fiato e come la solita Vera molto diretta mi dice, stai fermo ci penso io a te, mi giro e mi appoggio alla scrivania, lei davanti a me incomincia a leccare il collo, i capezzoli, le sue mani mi aprono il pantalone e lo fanno scivolare giù, vanno sul mio cazzo e lo massaggia delicatamente, poi scende mi abbassa il box appare il mio cazzo con una erezione enorme e durissimo, lo tocca, poi lo annusa e poi di colpo tutto in bocca, mentre mi sbocchina le sue mani vanno ad accarezzare le palle, il mio ventre, mi massaggia e succhia, sembra una ventosa, tutto in gola, lo lecca e poi lo ingoia, poi lo toglie e mi dice che vuoi fare mi vuoi venire in bocca, se vuoi e ti fa piacere puoi farlo. La prendo e la alzo dico cara Vera come al solito sei sempre diretta, ma no non voglio venirti in gola per questo ci sarà tempo, adesso vieni girati che ti fotto, voglio sentire la tua fica calda e bollente, voglio sborrarti in fica, voglio giocare con tutto il tuo corpo, tanto siamo solo all'inizio, lei si gira, si poggia sulla scrivania con le sue tette e mi dici allora sei un porco e fottimi a pecora, fammi sentire il tuo cazzo e fami sborrare ancora. Prendo il mio cazzo e lo strofino sulla fica, sento che pulsa, desidera essere scopata, allora ci gioco e non la scopo anzi la picchio sulle grandi labbra e dico, Vera fammi sentire quando lo desideri, dimmi che devo fare e se lo vuoi davvero, lei gira leggermente la testa mi dice, porco adesso mi devi scopare sono due giorni che ti penso e penso al porco che sei, sono due giorni che aspettavo che mi scopassi, e dirò di più ieri mi sono fatto un ditalino con venuta fortissima pensando di venire da te e tu che mi scopavi, dai chiavami. Ho incominciato ad aprirle per bene la fica prima lentamente e poi dando colpi fortissimi, le ho aperto le chiappe ed ho visto un buchino roseo bellissimo, ci ho messo un dito e la scopavo, lei mugolava fortissimo fino a quando non ho sentito un grido più forte e ha goduto per la seconda volta allora ho detto voglio sborrarti nella fica posso e lei si riempila dai fammi sentire la tua sborra calda tanto prendo la pillola. Ho dato colpi fortissimi, le ho detto sei una grande femmina, hai fica bellissima, ti piace il cazzo e lei siii dai sfondami, chiavami, sborrami tutta, con queste parole non ho resistito venendo copiosamente come un porco nella sua fica. La cosa bella che non voluto fazzolettini ha preso la sua casta mutanda e si asciugata la sborra dicendo mi porto a casa il tuo profumo di maschio va bene? La solita Vera diretta e chiara. Ho risposto si va bene anzi quando sarà sera prima di lavarla, vai e annusala pensando al mio cazzo e se vuoi fatti un altro ditalino al pensiero della prossima volta. La storia è vera e continua alla prossima puntata........
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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