tradimenti
La prima volta
28.01.2026 |
5.882 |
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""Sei un cuckold naturale, " commenta Diego, e io annuisco: "Lo è, vero? Ora dimmi grazie, Marco..."
Immagina Marco e la sua moglie Sandy – io, naturalmente – una coppia che ha sempre chiacchierato di spingere i limiti in camera da letto, ma che non ha mai agito prima. Marco ha un cazzo decente ma niente di speciale, e io sono stanca di accontentarmi. Quella sera, mentre siamo sdraiati a letto, con le sue mani che mi accarezzano timidamente la coscia, decido che è il momento. "Marco, lo facciamo davvero stasera," gli dico con la mia voce ferma e seducente, guardandolo dritto negli occhi per vedere la sua reazione. "Voglio trovare un altro uomo, qui e ora, per scoparmi come tu non puoi. Ma tu devi essere d'accordo, complice in tutto questo – mi aiuterai a sceglierlo, a prepararmi, e a guardare ogni secondo."Marco esita, il suo viso che arrossisce, ma il suo cazzo si gonfia nei pantaloni all'idea, tradendolo. "Io... io ci sto, Sandy," risponde con voce tremante, la sua mano che stringe il lenzuolo come per ancorarsi. "Se è quello che vuoi, farò tutto." Le sue parole mi eccitano ancora di più – è come se mi stesse consegnando le chiavi del suo destino. "Bravissimo, amore," rispondo con un sorriso malizioso, già sentendo la mia figa bagnarsi. "Aiutami a trovarlo."
Prendo il telefono e uso un'app per incontri, con Marco che mi guarda da sopra la spalla, il suo respiro accelerato mentre scorriamo i profili. "Che ne dici di questo? Diego, muscoloso e con un cazzo che sembra promettente," gli dico, mostrandogli la foto. Marco annuisce, la sua voce che esce a fatica: "Sì, Sandy, sembra... sembra perfetto per te." Mando un messaggio: "Vieni da noi ora, vogliamo qualcosa di nuovo e selvaggio." Diego accetta subito, e mezz'ora dopo è alla nostra porta, un tipo imponente che non abbiamo mai visto prima, con un ghigno malizioso e un'aura da vero stallone.
Lo invito dentro, e Marco è lì, nervoso e tremante, ma fa un passo avanti per stringergli la mano, come un complice riluttante. "Benvenuto, Diego," dice Marco, la sua voce che trema leggermente. "Sandy ha detto che sei qui per... per unirti a noi." Diego ride, guardandomi con fame. "Oh, sì, non vedo l'ora," risponde lui, i suoi occhi che scendono sul mio corpo. "Spogliati per me, Diego," gli ordino subito, per rendere tutto più intenso fin dall'inizio. "E tu, Marco, aiutami a spogliarmi – fai la tua parte."
Marco obbedisce, le sue mani tremanti che mi slacciano la camicetta, rivelando le mie tette sode che rimbalzano liberi. "Così, amore? Ti piace?" chiede lui, la sua voce piena di un misto di eccitazione e paura. "Sì, proprio così," rispondo, mentre Diego si toglie la maglietta, mostrando il suo petto scolpito e quel cazzo enorme e spesso che pende pesante, già mezzo duro. "Guarda com'è fatto un vero uomo, Marco," aggiungo, e lui mormora: "Cazzo, è... è grosso, Sandy. Non come il mio."
Io mi tolgo il resto dei vestiti con l'aiuto di Marco, che mi abbassa le mutandine, esponendo la mia figa rasata che luccica di desiderio. "Non toccarti, non ancora," gli dico, ma aggiungo: "Però dimmi cosa pensi – sii complice, raccontami quanto lo vuoi per me." Marco deglutisce, il suo cazzo che preme contro i jeans: "Lo voglio, Sandy. Voglio vederti con lui." Diego mi attira a sé, le sue mani ruvide che mi stringono le tette per la prima volta, pizzicandomi i capezzoli fino a farmi gemere. "Mmm, queste tette sono fantastiche," dice lui, e io rispondo: "Dimmelo, Diego, e tu, Marco, ripeti dopo di me."
Mi spinge sul divano, spalancandomi le gambe, e affonda la sua asta dentro di me con una spinta profonda, stirandomi come Marco non ha mai fatto. "Oh, cazzo, sì, Diego, sei così profondo," grido, mentre lui inizia a pomparmi. "Come ti senti, Marco? Dimmi che sei felice di questo," lo stuzzico, e lui risponde dal suo posto sulla sedia: "Io... io sono felice, Sandy. Scopala forte, Diego – falle vedere cosa le manca." Le sue parole mi eccitano di più, rendendolo partecipe della sua stessa umiliazione.
Il suono bagnato della mia figa che viene penetrata riempie la stanza, e Diego grugnisce: "La tua moglie è strettissima, Marco – non so come facevi a bastarle." Io rido, gemendo tra le spinte: "Non bastava, Diego. Ora mostrami tutto." Marco geme piano, le sue mani strette a pugno: "Falla venire, Diego, la prego." Il ritmo selvaggio di Diego mi porta al limite, e io vengo duro, il mio corpo che si contrae intorno al suo cazzo. "Sì, cazzo, sto venendo!" grido, e Marco aggiunge: "Oh, Dio, Sandy, è... è incredibile."
Per umiliarlo di più, ordino: "Tiratelo fuori, Diego, e spruzzami sulle tette – e tu, Marco, vieni qui e guarda da vicino." Diego obbedisce, coprendomi di sborra calda e appiccicosa con un gemito. "Ecco, prendilo tutto," dice lui, e io guardo Marco: "Ora, puliscimi, amore – leccalo come un bravo cuckold." Marco esita, ma si inginocchia, leccando obbediente: "S... sì, Sandy, lo sto facendo," mormora, assaggiando la sborra salata di un estraneo mentre Diego ride. "Sei un cuckold naturale," commenta Diego, e io annuisco: "Lo è, vero? Ora dimmi grazie, Marco."
Da quella notte, Marco è diventato il mio cuckold fedele, sempre pronto a essere complice nelle mie avventure, guardandomi o pulendo dopo, mentre io esploro tutti i piaceri con nuovi uomini
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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