tradimenti
Mai sazi
EliaMelissa
27.01.2026 |
219 |
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"Donna di presenza, non appariscente, capelli lunghi, lisci e castani, corpo longilineo, una quasi terza di seno ad occhio..."
Ho avuto settimane impegnative per motivi di lavoro. Non nego di esser stata totalmente sopraffatta, tanto da trascurare Elia. Ovviamente lui non mi ha fatto pesare nulla. Ma era giusto da brava compagna farsi perdonare.
Così un giorno decisi di prendermi qualche ora di permesso per me stessa. Come si suol dire... Per darmi una sistemata dalla testa ai piedi ed acquistare qualcosa per l'occasione.
Feci tutte le mie cose, per poi andare in due negozi. Comprai un vestito rosso in seta scollato al seno e con delle sottilissime bretelle incrociate sulla schiena scoperta. Lungo fin sopra al ginocchio. Non c'era bisogno necessariamente di intimo, solo calze/autoreggenti al max e tacco 12.
Ma volevo proprio sentirmi la sua troia. Esser travolta dalla sua eccitazione.
Così in altro noto negozio di intimo acquistai due capi intimi, uno molto minimal e l'altro in pizzo.
Ero contenta dei miei acquisti. Ma molto più della mia voglia che cresceva sempre più. Avevo voglia di lui, di esser fottuta con veemenza, godere ripetutamente.
Mi avviai verso casa...
Ovviamente il rientro non era previsto così in anticipo. Ma Elia non vi era.
Avevo tempo e modo di prendermi cura di me e prepararmi.
Elia, nel frattempo, era ad aiutare mio padre in piccoli lavoretti che aveva accumulato e rimandato.
Feci una doccia calda. Ero già eccitata.
Mi preparai indossando quel vestito, il completino che lasciava poco all'immaginazione, calze retinate e tacchi. I miei capelli ricci sciolti e trucco.
Lo avrei atteso a casa... Ma mio padre mi chiamò nel frattempo per dirmi che stava uscendo con la mamma per qualche ora, andando a trovare amici per poi fare la spesa. Ma Elia era rimasto lì a terminare alcune cose, con calma.
A quel punto, terminata la chiamata, mi son detta che forse era il caso fargli una sorpresa. Non siamo più ragazzini, seppur non ci fossero i miei, avremmo avuto tempo e modo di star soli.
Finì di preparami, qualche goccia di profumo ed uscii. Per arrivare lì scarsi 20/25 min ci volevano.
Arrivai. L'auto di Elia c'era, ma non lo vedevo.
Entrai lateralmente a casa dei miei, pensai che forse era dentro o in garage.
Iniziai a gironzolare.
Ma non c'era. Non lo chiamai né a voce né a telefono, volevo che fosse una totale sorpresa.
In realtà la sorpresa che stava per palesarsi davanti ai miei occhi... Beh me la fece lui!
Andai in giardino e neanche lì c'era.
Guardai casualmente il cancelletto, solitamente chiuso e nascosto da una pianta d'estate, che dà sull'altra proprietà confinante. Accanto ai miei abita una coppia sposata con due figli grandi. Coppia di 50/55 anni. Sempre educati.
Vidi aperto il cancello ed entrai. Bella casa ed ampio giardino come quello dei miei.
Girai intorno alla casa, fino a sentire rumori strani.
Vidi una casetta in legno, in un angolo del giardino. Mi avvicinai sempre più, sentendo godere presumibilmente la vicina.
La casetta aveva due finestre laterali alla porta principale.
Mi avvicinai senza farmi notare troppo.
C'era lei quasi nuda su un tavolo di legno e... Ed Elia tra le sue gambe, a petto nudo, che leccava la sua figa.
Ero a bocca aperta, un mix di sbalordimento ed eccitazione che cresceva.
Lei godeva tirando a sé la testa di Elia.
Donna di presenza, non appariscente, capelli lunghi, lisci e castani, corpo longilineo, una quasi terza di seno ad occhio.
Elia si stacca da lei, le dice di spogliarsi tutta.
Si inginocchia a lei dicendo di pisciare nella sua bocca. Lei resta a bocca aperta.
Lui la guarda dicendo che è un ordine. Lei esegue.
Le direziona la figa e piscia nella bocca di Elia, mentre la guarda.
Ingoia e lei resta a guardarlo. Non credo che l'avesse fatto prima.
Nel frattempo mi sposto per osservarli meglio.
La figa di lei è pelosa. Lui si avvicina, dopo aver bevuto, gliela lecca e lei impazzisce.
La signora, il cui nome è inventato, Lavinia gode. Guarda Elia ed esordisce:"Avevo capito che fossi porco, ma non a tal punto". Elia la guarda sorridendo. Si alza e la prende per i capelli, la fa posizionare a 90, appoggiata con le mani ai lati del tavolo, e la sculaccia a mano aperta.
Lavinia urla dicendo ad Elia di far piano.
Elia sogghigna e continua finché il suo culo non è rosso e segnato.
Lo osservo bene, è carico di piacere.
Si ferma. Cerco di non sporgermi troppo e farmi notare, ma sono eccitata.
Elia sale sul tavolo, prende la testa di Lavinia e gli sbatte il cazzo il faccia.
È duro. La guarda ed esclama:"Troia ci vorrebbe uno specchio per farti notare che faccia hai!".
Lei ride e lui, spostando il cazzo, le sputa in faccia, poi in bocca prima di infilare la cappella.
Continua [...]
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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