tradimenti
Moglie fedifraga? 2a parte
19.06.2026 |
1.110 |
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"E' servito a far sì che Stefano mi fottesse ancora più forte, mentre i seni venivano sballottati in base alle spinte che ricevevo..."
Eccomi ancora qui: sono Daniela la moglie protagonista della prima parte. Ieri, come avevo precisato nel precedente racconto, è stato ospite a casa nostra, Stefano, il porco che mi sta traviando. Però, posso assicurare, che non v'è niente di più bello; abbiamo scopato per una notte intera ed egli non si è sottratto ad esplorare quanti buchi avessi: bocca, figa, culo, sì, perché soprattutto lì si è divertito particolarmente, per cui ha insistito a lungo a penetrarmelo. Vorrei esortare le signore che mi leggeranno, di non sottrarsi a certe godurie; non a caso la natura ci ha create così, vogliose, calde, desiderose di cazzo. Per qual motivo negarsi certe esperienze, soprattutto quando non si arreca danno a nessuno, quando nessuno ha motivo di dolersene, come potrebbe il mio stesso marito, che era lì a gustarsi lo spettacolo. Inoltre Stefano è celibe, perché sufficientemente porco da dedicarsi ad insidiare le mogli degli altri; insomma bisogna davvero provare la trasgressione condivisa con il compagno, per capire cosa ci si perde a non volerla abbracciare. Come dicevo, in pieno accordo con mio marito e, stante un certo calo del desiderio dovuto alla routine, ci siamo iscritti su questa piattaforma, per guardarci intorno e cercare di creare qualcosa di nuovo che potesse metter del pepe nel nostro rapporto, ormai ridotto al lumicino.
Mio marito si è detto felice di questa soluzione, se non altro, almeno, per curiosità, ecco anche il perché del nick adottato. Naturalmente abbiamo vagliato ogni conseguenza, ivi compresa l'eventualità di mettergli qualche "cornino", al che lui ha aderito con estrema eccitazione, che mi ha fatto intravedere la possibilità di aver imboccato il percorso giusto. Nel racconto precedente, ho narrato della mia prima trasgressione, anche se, prima di lanciarmi nella fossa dei leoni, sono stata assillata da tanti dubbi, come correttamente fa intendere il titolo di questo scritto. Ovvio, quindi, che, rifacendomi a quanto già detto, sto qui a decantare la bontà di scelte come queste.
Avevamo conosciuto Stefano ad un matrimonio ed egli è stato il mio mentore: ha saputo corteggiarmi con maestria, ha saputo far emergere la libidine che albergava in me e, confortata dai consigli di mio marito, ho ceduto. Basta leggere la prima parte della storia, per capire quanto ne sia stata presa, quanto mi sia piaciuto e quanto desideravo che tutto si ripetesse, onde proseguire nel percorso della trasgressione.
Come dicevo, al momento è lui il mio mentore, ma, di sicuro, non lo sarà per sempre, perché il bello di tutto questo sta nel fatto di rinnovare di continuo i soggetti con cui ci si intrattiene, proprio per evitare di cadere nella stessa condizione del rapporto coniugale: calo del desiderio ed una noia mortale.
Come dicevo, ieri sera, Stefano è stato nostro ospite a cena. In tutta sincerità non vedevo l'ora che dessimo fuoco alle polveri. Devo aggiungere che, avendo lui tanto osannato il mio fondo schiena, sia a telefono che chattando, pur facendo finta di non dar importanza all'argomento, mi ero preparata pulendomi il retto con un paio di perette.
Appena entrato dalla porta, mi ha scrutato con tutta la cupidigia possibile, mi ha dato un bacio sulle labbra, lodando la mia sensuale femminilità. Per l'occasione, avevo indossato un abitino di crespo nero, piuttosto scollato e della lunghezza appena alle ginocchia.
Come recitava il titolo di un noto film del passato "sotto il vestito niente": infatti le mie mammelle erano libere, senza reggiseno e costituivano qualcosa di veramente osceno, vederle ondeggiare nell'incedere, senza contare che erano davvero evidenti i miei capezzoli, duri come chiodi; inoltre avevo culo e figa liberi da mutandine, slip o perizomi; insomma ero a disposizione di chi ne volesse saggiare l'uno con una palpata e l'altra titillandola.
All'arrivo di Stefano, ci siamo provocati molto mentre cenavamo e tutto avveniva sotto lo sguardo divertito di mio marito; Stefano mi infilava le mani in mezzo alle cosce ed io ho rischiato, diverse volte, di avere un orgasmo, lì seduta a tavola.
Stringevo le cosce e lui me le allargava. Poi ci siamo spostati in salotto e, sul divano, abbiamo limonato un po'; Stefano aveva preso posto sul divano ed io mi ci son seduta accanto; mio marito si era seduto su una sedia di fronte a noi.
Ad un certo punto, non ce l'ho fatta più e l'ho assalito, sovrapponendogli una gamba sulle sue ed artigliandogli la bocca in un bacio passionale, al che lui ha iniziato a palparmi le tette, scoprendole, carezzandole e stringendole tra le mani.
Mi ha preso un capezzolo in bocca e, a quel punto, non ci ho visto più, a maggior ragione perché sentivo il suo cazzo duro come il marmo, arrivando anche a tirarglielo fuori dai pantaloni e succhiarlo un po'. Poi non mi son trattenuta più; l'ho invitato a spostarci in camera: "Andiamo di là e scopami alla grande: fammi godere"!
Mi son alzata e l'ho condotto in camera da letto, preventivamente preparata con candele profumate e luci soffuse. Rapidamente siamo stati nudi, avendo lasciato gli indumenti in giro sul pavimento di casa, quasi potesse scapparci dalle mani il momento fatidico.
Immediatamente ho preso a succhiargli il cazzo, della lunghezza di oltre una ventina di cm. ma, soprattutto, grosso e molto duro; sulla cappella era presente un po' di precum, che ho provveduto a raccogliere con la lingua: mi ha scopato la bocca per circa una ventina di minuti, badando bene a non provocarmi conati di vomito.
Dopo di che, mi ha fatto sdraiare ed ha preso a leccarmi tutta, senza lasciare un solo lembo di pelle non percorso dalle sua lingua. Ero in estasi, perché il tutto avveniva sotto gli occhi languidi di mio marito, che si smanettava molto lentamente. Forse, anche per questo motivo, ho deciso di interpretare il ruolo della troia senza ritegno. Dopo gli appassionati baci, tra tette e bocca, gli ho spinto la testa fra le mie cosce, facendomi leccare la figa, quasi non ci fosse un domani. Quelle manovre mi hanno portato a desiderare di averlo nel ventre, così ho chiesto a Stefano: "Scopami... e fallo come sai fare tu, con tutta l'energia possibile."
Mi stava scopando nella posizione del missionario e lo sentivo spingere forte; che era porco, lo sapevo già, ma stavolta ha mostrato di esserlo ancor di più: si è messo i miei piedi sul petto ed ha approfittato per leccarli, dito per dito.
Che goduria, amici miei: non avevo mai provato niente di simile.
Dopo quella prima sessione di sesso sfrenato, ha voluto cambiare posizione: mi ha fatto mettere a pecorina ed ha proseguito a chiavarmi da dietro. Aveva davanti agli occhi tutto il mio prominente fondoschiena e questo deve averlo eccitato non poco, perché, dopo avermi riempito la figa di sperma, si è chinato tra le mie chiappe ed ha preso a leccarmi lo sfintere, tentando di infilare nel buchetto la punta della sua lingua.
Erano più che palesi le sue intenzioni, ma io ero in piena estasi e non ho protestato per niente su ciò che mostrava di voler fare. Stefano ha continuato a chiavarmi la figa da dietro, con maggior veemenza e rapidità. Sembrava un forsennato che volesse squarciarmela ed io, da insensata, lo esortavo a farlo ancora più forte. Ero fuori di me e davo tutta me stessa in quella copula, che aveva ben poco dell'umano, quanto piuttosto del selvaggio, del bestiale. In una nuova posizione, Stefano si è fatto cavalcare da me e continuava a stringermi le mammelle, mentre cavalcavo sul suo cazzo come una amazzone indemoniata. D'un tratto ho raggiunto l'orgasmo, il mio corpo ha vibrato ed ho smesso di muovermi; Stefano mi ha abbracciato e baciato, mentre venivo. Ero venuta, ma lui ancora no: ora era il suo turno di farlo. Mi ha fatto sdraiare e si è posizionato tra le mie cosce; mi ha di nuovo penetrato la vagina, spingendo forte ed io non smettevo di urlare, esortandolo a venirmi dentro: "Sì, sì, dai sì".
E' servito a far sì che Stefano mi fottesse ancora più forte, mentre i seni venivano sballottati in base alle spinte che ricevevo. Alla fine è venuto e mi ha scaricato in vagina tutto il suo sperma: *meraviglioso*. Avevamo l'affanno, respiravamo pesantemente; l'intera copula era durata circa un'ora e sembravamo alquanto soddisfatti entrambi.
Ho notato che anche mio marito non ha resistito allo spettacolo e si è masturbato come un pivello, sborrando per terra.
Ci siamo rilassati per un po', scambiandoci coccole e baci, baci e coccole, poi... Stefano è tornato rigido e mi ha voluto chiavare ancora. Mi ha fatto sistemare a pecorina, con il culo per aria ed ha affermato: "Dai, Daniela, fai la brava: voglio mettertelo nel culo"! Lì per lì, ho espresso una blanda protesta, dicendo: "No, dai, nel culo no; però, se proprio ci tieni... proviamoci: tieni presente che sei troppo grosso", mi son resa conto che quel mio modo di blandirlo non era per niente un rifiuto, ma lo facevo per non apparire troppo sfacciata.
"Non temere! Se lo facciamo con delicatezza, dovrebbe funzionare. Sarebbe stato meglio se avessi provveduto a pulire il retto; comunque, qualora dovessi avvertir dolore, me lo dirai ed io mi fermerò".
Per tutta risposta, gli ho messo il culo in faccia. Stefano ha lubrificato abbondantemente con la saliva il mio buchetto, non senza infilarvi un dito dentro, poco dopo divenuti due, riscontrando che andavo rilassandomi: infatti quelle sue dita scorrevano dentro/fuori senza problemi.
"Ecco, questa è una sensazione diversa, non come nella figa. Oohh, è bello! Devo riconoscere che è molto eccitante !" Nel contempo ha portato una mano sulla vagina ed ha preso a titillarmi il clitoride.
"Mamma mia, che bello!"
Quando son venuta, il mio corpo ha vibrato come le corde di un violino, ha tremato scosso da brividi irrefrenabili e, proprio in quel momento, ho sentito Stefano dire:
"Ecco, Daniela, hai l'intero mio cazzo nel culo e presto te lo riempirò di sborra".
Come si dice: la voglia vien mangiando? Ebbene, una volta provato quelle sensazioni, sia io che lui non abbiamo voluto smettere più. Mi son sentita aprire, dilatare, quasi squartare, ma mi piaceva molto; soprattutto mi sentivo molto troia a dargli il culo a quel modo, sotto gli occhi esterrefatti di mio marito. Devo dire che, come donna/moglie, con Stefano sono tranquilla al 100%, ma con altri sarà lo stesso? Vedremo. Stefano mi ha davvero aperta, sia davanti che dietro, perché stare a letto con lui, significa non fermarsi mai: è sempre a cazzo duro, mi martella figa e culo per tutto il tempo che siamo insieme.
Quella volta, a casa mia, Stefano andò via alle prime luci dell'alba; mi trovavo in un letto sfatto e bagnato dalle tante battaglie sostenute nella notte; al ritorno di mio marito, che lo aveva accompagnato alla porta, mi feci trovare a cosce aperte ed i buchi che colavano entrambi sperma del mio amante.
Ivano mi vide e si congratulò con me: "Accidenti non volevi più smetterla di farti chiavare?" "Sì, amor mio e, vorrei che non fosse ancora finita. Ora però vieni fra le mie cosce e leccamela; dimostrami che mi ami al punto da non farti ribrezzo per come e quanto mi son fatta chiavare da un altro. Mi raccomando: questo sarà il tuo compito per lenire il bruciore della faticata, ma anche per farti capire quanto è felice tua moglie per quello che le permetti". Mi leccò per un po', ma poi volle scoparmi a sua volta, aggiungendo, dopo circa tre/quattro minuti, la sua sborra nella mia figa gà farcita da Stefano.
Son certa che è questa la trasgressione che eravamo curiosi di conoscere e sicuramente l'abbiamo trovata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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