tradimenti
Tirocinio a Malta – Parte 2
MaltaBull
23.10.2025 |
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"Nel frattempo, lui si avvicinò, ero eccitatissimo per la situazione e Giada alzandosi di scatto si avvicinò al cazzo del proprietario e chinandosi a 90 gradi lo prese in bocca in sol colpo, ..."
Come promesso, qui trovate la seconda parte del mio racconto, una situazione veramente accaduta ma con nomi di fantasia.Il giorno dopo l’incontro, Giada e Francesco, su mia richiesta ricevettero una telefonata dal proprietario dell’appartamento.
Un anziano maltese, tarchiato e panzone, dal carattere deciso ma abbastanza disponibile.
La sua voce però sembrava più agitata del solito.
Devo premettere che il proprietario dell’appartamento è una mia vecchia conoscenza.
Spesso mando da lui coppie di amici per affittare l’appartamento per le vacanze ed è capitato qualche volta che, su sua richiesta e la complicità di qualche coppia, abbia fatto da guardone.
"Buongiorno ragazzi, dobbiamo parlare dell’affitto, il Dottore mi ha riferito che c’è stato un problema con la durata del contratto." - esordì il proprietario.
Giada, ancora preoccupata per la situazione, cercò di spiegare che c’era stato un semplice errore nella comunicazione delle date da parte del suo fidanzato.
Tuttavia, il proprietario sembrava fraintendere le loro parole, convinto che i ragazzi volessero lasciare l’appartamento prima del previsto.
"Ma come, volete già andar via? Ho già detto a mio nipote che l’appartamento sarebbe stato libero il mese prossimo!" - esclamò un po’ contrariato.
Francesco, preso alla sprovvista, cercò di chiarire avvicinando la bocca alla cornetta del telefono:
"No! Mi sono spiegato male, noi vorremmo restare ancora un mese, se possibile perché crediamo ci sia stato solo un malinteso nell'email."
Il proprietario però era convinto che i ragazzi stessero cercando di ottenere uno sconto sull’affitto per via del disguido.
Così, con fare bonario, propose:
"Va bene ragazzi facciamo così. Questa sera sarò da voi e vediamo come accordarci per allungare l’affitto per un altro mese, ma ho bisogno che sia presente anche il Dottore per evitare ulteriori malintesi. Che ne dite?"
Giada e Francesco si consultarono tra di loro e sollevati dal malinteso accettarono volentieri e diedero appuntamento al proprietario per le 19.00.
Immediatamente, dopo aver agganciato la telefonata, Giada mi chiamò riferendomi l’accaduto e supplicandomi di essere presente all’incontro per convincere il proprietario ad affittare l’appartamento per un altro mese.
La rassicurai dicendo: “Certo che si Giada non ti preoccupare. Sarò da voi alle 18.30 così prima che viene il proprietario ci accordiamo sul da farsi”.
Alle 18.30, sono da loro bussando il citofono e mi viene ad aprire Francesco che si presentò molto remissivo e con la testa abbassata e senza guardami negli occhi mi salutò.
“Buonasera dottore! Giada è di là in cucina.”
“Bene devo parlarci così se fate i bravi, forse riusciamo a convincere il proprietario a concedervi un altro mese di affitto.”
Entrai in cucina e Giada era seduta vicino al tavolo. Faceva molto caldo ed indossava un leggera maglietta bianca che faceva intravedere i suoi turgidi capezzoli ed una minigonna di cotone blu.
Era ancora più sensuale dopo quello che era accaduto il giorno prima e sapere del loro segreto rendeva quell’incontro ancora più eccitante.
Ormai si giocava a carte scoperte, ma con una parvenza di serietà e l’aria nella stanza era molto frizzante e carica di aspettative, sia per l’incontro con il proprietario e sia per la complicità che si era creata.
“Salve Dottore, come sta?”
mi chiese Giada,
“Spero che ieri sia rimasto soddisfatto e che oggi si senta più a suo agio.”
“Certo che s씓come potrei non esserlo? Siete proprio una bella giovane coppia di porcellini e penso che in questi prossimi due mesi ci divertiremo.”
“Due mesi?” – Rispose Francesco – “Ma allora ha già avuto dal proprietario l’ok per prolungare l’affitto?”
“Diciamo che sarà possibile ad una condizione.” Risposi con determinazione.
“Quale?” chiese Giada.
“Se seguirete alla lettera le mie direttive sono sicuro che il proprietario vi concederà due mesi di affitto. Quando si è giovani ed aperti come voi una soluzione si trova sempre. Avrei in mente qualcosa. Una proposta che potrebbe accontentare tutti. Sta a voi decidere."
Che ero un porco lo sapevo già ed è proprio questa mia caratteristica che fa la differenza nel guidare le coppie giovani ad esplorare questo fantastico mondo.
Fu allora che mi avvicinai a Giada ed esposi la mia proposta.
“Vedi Giada, il proprietario ha una certa età ed è vedovo da tempo, non ha molte occasioni di vedere delle belle ragazze come te. Così, se sei d’accordo facciamo in modo che il proprietario si goda un altro spettacolo, come quello che abbiamo organizzato ieri e sono sicuro che alla fine, sarà d’accordo a lasciarvi l’appartamento per due mesi.”
Giada guardò subito Francesco negli occhi, il quale dopo un paio di secondi annui con il capo.
“Bene Dottore si può fare” – rispose Giada – “come dobbiamo organizzarci?”
Ovviamente io avevo già parlato con il proprietario di questa possibilità e mi ero già accordato sul come predisporre la serata.
D’altronde avevamo in altre occasioni, organizzato uno spettacolo simile.
Con alcune coppie di amici che per risparmiare sull’affitto estivo, erano state ben propense a farsi guardare mentre scopavano, nulla di più.
Il proprietario si segava godendo come un porco e noi ci divertivamo mettendo al centro la lei di coppia.
Ma qui la situazione era differente.
Una coppia giovane, bella e con lui passivo e remissivo e lei vera padrona di lui.
Avremmo sicuramente trascorso una serata diversa.
Dovete sapere che l’appartamento, dopo aver varcato la porta di ingresso, presentava un piccolo corridoio ad L quindi, era agevole per il porco del proprietario nascondersi.
Fu così che dissi a Giada di lasciare la porta di ingresso socchiusa affinché il proprietario potesse entrare indisturbato alle 19.00 e godersi lo spettacolo.
“Tu invece sarai sotto al tavolo” – dissi a Francesco – “e non uscirai fino a quando non lo decideremo noi.”
Ormai mi ero palesato come il loro Caronte e questa situazione mi eccitava da morire.
Era tutto pronto ed alle 19.00 in punto Giada andò ad aprire la porta, lasciandola socchiusa.
Subito dopo si venne a sedere vicino al tavolo mentre io ero già seduto.
Il tavolo era tondo ed aveva una copertura di stoffa a fiori che scendeva lungo i fianchi.
Francesco si era già posizionato sotto il tavolo e su ordine di Giada si era denudato completamente.
Fu così che inizio il nostro gioco.
Mentre io Giada facevamo finta di chiacchierare, ci rendiamo conto che il proprietario è arrivato e come se nulla fosse continuiamo la nostra discussione.
Gli sguardi erano di fuoco e la libidine era alle stelle.
Quella troietta se ne accorse subito.
Si alzò sculettando come una donna che sapeva il fatto suo ed andò a prendere un po' d’acqua dal frigo e tornando al suo posto me ne diede un bicchiere.
“Dai Francesco” – disse Giada con voce determinata - “il Dottore ha bisogno di rilassarsi. Fai ciò che sei bravo a fare. Forza frocetto che il Dottore ha caldo.”.
Fu così che mi sentii le mani di Francesco armeggiare sulla mia patta dei pantaloni che considerata l’erezione e l’eccitamento, non riusciva ad aprirsi.
Giada, accortasi del problema disse:
“Come al solito sei un imbranato. Ora ci penso io.” .
e poggiando le sue mani sulla mia cerniera con una mano esperta, fece uscire fuori il mio cazzo che svettava davanti alla faccia di Francesco.
Giada con una mano manteneva il mio cazzo bello dritto e con l’altra guidava il suo fidanzato verso l’asta fino a quando non lo costrinse ad ingoiare tutto.
Era fantastico, come la sera prima, vedere come quei due ragazzi erano un'unica persona.
Lei Giada che dava il ritmo e lui Francesco che si sottometteva alle sue voglie.
Fu così che dopo qualche minuto sentimmo mugolare ed ansimare il proprietario che nel frattempo, mentre si godeva lo spettacolo, si stava masturbando come un porco.
Come già detto il proprietario non era alto, era tarchiato, con un po' di panza e senza capelli.
Era con i pantaloni abbassati che si tirava una sega ed il suo cazzo non era lungo ma corto e largo.
Preso dalla foga, mentre Francesco continuava succhiarmi il cazzo e le palle, lo chiamai.
“Dai vieni anche tu, siamo tra persone serie. Questi ragazzi sono dei veri porcellini. Vieni a goderti lo spettacolo più da vicino.”.
Nel frattempo, lui si avvicinò, ero eccitatissimo per la situazione e Giada alzandosi di scatto si avvicinò al cazzo del proprietario e chinandosi a 90 gradi lo prese in bocca in sol colpo, iniziando a succhiarlo e leccarlo per tutta la sua lunghezza.
Che dire la scena era pazzesca.
Giada che faceva un pompino al proprietario di casa e che mostrava a me la sua figa a 90 gradi ed il fidanzato che mi spompinava con gusto come un troietta.
Fu così che mi alzai anche io e mi posizionai dietro di lei, scostai la mutandina che portava e con un colpo secco le sfondai la figa.
Eravamo all’in piedi, Giada a 90 gradi con il cazzo del proprietario in bocca ed io che la stantuffavo da dietro, dando il ritmo di quella scopata.
Nel frattempo, Francesco era uscito da sotto il tavolo e si era posizionato in ginocchio vicino alle gambe di Giada, quasi a venerare quella troia che si faceva scopare da due adulti e che godeva come una baldracca.
Il pompino e la scopata durarono abbastanza e quel porco del proprietario inizia a grugnire ed respirare con affanno, fino a scaricare una abbondantissima quantità di sperma che riempii la bocca di Giada.
Lei, subito fece cenno a Francesco di avvicinarsi e con un bacio gli passò in bocca tutto lo sperma ordinandogli di non ingoiare subito.
Gli disse di far cadere lo sperma sui suoi piedi e poi gli ordinò di leccare tutto e finalmente di ingoiare quella crema fino all’ultima goccia.
Francesco eseguì l’ordine mentre io continuavo a stantuffarla da dietro.
Leggevo negli occhi di Giada la malizia e il piacere di avere il suo fidanzato ai suoi piedi e di farlo fare tutto quello che vuole.
Non resistetti a quella scena ed iniziai ad aumentare la velocità e la potenza dei colpi, fino all’orgasmo, all’unisono con Giada.
Godemmo insieme come dei maiali.
Fu così che tirai fuori il mio cazzo grondante di sborra e feci un cenno con gli occhi a Giada che ordinò al fidanzato di pulire il mio cazzo, mentre lei inizio a pulire il cazzo del proprietario.
Dopo aver bevuto tutto, dissi al proprietario.
“Allora che ne pensi, questi due ragazzi meritano di restare un altro mese in casa?”.
“Certo che si” – Rispose lui – “L’importante è che siano sempre disponibili e servizievoli.”.
Furono due mesi di fuoco, di quelli che restano nella mente per tutta la vita.
Oggi Giada e Francesco non sono più fidanzati e lei mi continua a seguire sui social network.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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