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3 Giorni : giorno 2 Roberto


di francys53
04.11.2022    |    316    |    0 9.0
"Insomma la serata scorreva liscia e piacevole, eravamo seduti ad un tavolo d'angolo dove, per la mia insicurezza di essere vista e giudicata, avevo scelto di dare le spalle alla sala, e così,..."
mi piace scrivere racconti nelle quali il sesso e la carica erotica rappresentino una parte importante della storia, ma non la sola, cercando anche di raccontare ciò che mi piace del mio essere femmina: vestirsi, truccarsi, uscire in pubblico, forse fare più la civetta che la troia, evidenziando le mie più intime sensazioni personali nello svolgersi di avvenimenti nei quali fantasia e realtà si mescolano nella giusta misura. Oggi, a distanza di molto tempo, vi propongo il 2° giorno diviso in 2 parti per la quantità di avvenimenti ed emozioni accadute. La speranza che anche questo secondo giorno piaccia alla redazione e che possa venir pubblicato per il piacere di tutti quelli che hanno apprezzato il primo.

.......... svegliarsi con la piacevole sensazione del filo del perizoma che solletica la mia fica anale ed accorgersi di avere ancora le mie unghie rosse mi ha resa felice e di buon umore.
Il ricordo del bel pomeriggio trascorso con Roberto e la speranza di ricevere una sua telefonata hanno fatto passare in secondo piano il pensiero che ieri sera avevo tanta voglia di cazzo e, pur avendo passato la serata sul nostro sito, nessuno dei miei last minute o dei miei contatti si era mostrato realmente disponibile, solo oscenità inutili, volgarità gratuite e situazioni improponibili. Come spesso mi è capitato, il tutto finisce con tanta immaginazione, uso smodato di dildo e con una gran sega.

Appena alzata il primo dubbio: andare a fare colazione in abiti normali o unisex con parrucca ed occhiali? con un pò di ansia e preoccupazione optai per la seconda ipotesi. Jeans strettissimi, maglietta, infradito, parrucca ed occhiali e sono pronta per la colazione nella sala comune. Era tardi e nonostante ci fosse poca gente ero molto imbarazzata, ma la giovane cameriera che mi portava il cappuccino, guardandomi ed intuendo il mio disagio, mi rivolse un cenno ed un sorriso di incoraggiamento. Tranquillizzata e contenta feci un ottima colazione !

Come avevo già deciso in tarda mattinata sarei andata al centro commerciale per un giro di negozi e fermarmi per pranzo. Ormai ero esperta: trucco leggero, abbigliamento unisex, tacchi bassi, parrucca ed occhiali ed ero pronta per uscire.

Ho girato molto e sono anche entrata in vari negozi ma, pur vedendo tante cose carine, non ho mai trovato il coraggio di prendere un capo ed andare nei camerini a provarlo. Così dopo pranzo sono andata ad un grande mercatino che ben conoscevo con la speranza di trovare a buon prezzo capi d'abbigliamento e scarpe.
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Diversamente da come avevo fatto tante volte in abiti da uomo, questa volta giravo tra le bancarelle dell'usato toccando, valutando e scegliendo tra tante gonne, camicette, pailettes ed intimo con la soddisfazione di una bambina nel negozio di giocattoli. Quella mattina feci molti acquisti: fra tutti una splendida guaina contenitiva nera a corsetto con bordi in pizzo e reggicalze ed un'intrigante completino intimo leopardato orlato di pizzo nero oltre a qualche gonna e camicetta.

La mia passione sono i banchi delle scarpe, usate o nuove di stock, poter scegliere e rigirarsi tra le mani scarpe e sandali con tacchi vertiginosi senza l'assillo della commessa, mi procura sempre grandi emozioni ma generalmente i modelli sono dozzinali e si trovano solo misure piccole e non adatte ai nostri piedini. Quel banco non faceva eccezioni, ma a dire il vero aveva anche una grandissima varietà di tacchi.

Così vista la bontà della merce continuavo ad aprire scatole e frugare tra cumuli di scarpe ma non mi riusciva di trovare un solo paio con misura superiore al 40. Ero li con un bel paio di sandali in mano n° 39, impossibili per me, quando qualcuno mi chiese se poteva aiutarmi.

Alzo gli occhi e mi trovo di fronte un giovane uomo di età indefinibile di carnagione ambrata, fisico magro ed asciutto di altezza medio bassa, con un viso dai lineamenti morbidi contornato ed interamente avvolto da un turbante di ricci corvini. Inutile dirlo occhi nerissimi ed un sorriso coinvolgente, insomma bellissimo, un perfetto mix di fotografie di moda e popolazioni esotiche.

"No grazie stavo solo dando un'occhiata, avete dei bei modelli ma purtroppo numeri troppo piccoli "
" E' vero, ma sono quelli che si vendono di più ed allora li mettiamo tutti sul banco, lei di che misura ha bisogno ?"

Parlava in perfetto italiano nella forma ma con una leggerissima pronuncia ed voce un pò cantilenante, sicuramente non era italiano ma da sempre in Italia.
Ero agitata e meravigliata dalla mia faccia di culo: non riuscivo a credere che Francesca stava parlando con un bellissimo ragazzo di colore che le stava domandando che numero di scarpe da donna portava e lei , con tutta tranquillità, rispondeva " 41 o 42 dipende da come calzano!!!!!"
"Veramente ne ho molte ma non le espongo, seleziono personalmente nei grandi magazzini di stock quelle che mi piacciono di più e le metto da parte per le clienti particolari come te"

Aveva perfettamente capito il mio essere ed era passato direttamente al tu, ma nel pronunciare queste parole mi rivolse un sorriso radioso e complice che andava ben aldilà dell'interesse commerciale aggiungendo " le tengo nel furgone se vuoi puoi vederle ed anche provarle con un pò di privacy"

Sicuramente una situazione studiata e già usata in precedenza, ma cosa avevo da perdere? il ragazzo era carino e gentile, mi trovavo in un mercato pieno di gente, il furgone era parcheggiato li accanto, le scarpe una grande passione : accettai e lo seguii.

" E' un pò buio qui dentro ma ti lascio lo sportello mezzo aperto, le scarpe che cerchi sono in quella zona a destra puoi aprire con calma le scatole e provarle ma ti prego rimettele nelle scatole, non c'è fretta torno tra 10 minuti."

Una meraviglia, marche prestigiose, modelli sexi e tacchi altissimi, molti 41 ma anche 42. Altro che 10 minuti ci sarei rimasta tutto il pomeriggio!!!! Quando il ragazzo tornò avevo ancora da aprire molte scatole e provato alcuni modelli che mi piacevano molto ma ero molto indecisa.

"Capisco che ci vuole più tempo, succede anche a me quando le scelgo e le provo ........" le provi..???? " non potei trattenermi dal domandare con una faccia stupita!!
"Si mi piace moltissimo e non solo le scarpe anche intimo, gonne, paillettes, tutto insomma, ma soprattutto mi piacciono le ragazze come te e desidererei tanto avere qualche amica per parlare di vestiti, trucchi e ...... - abbassando gli occhi con un filo di voce - ......ragazzi "

Lo guardavo sempre più stupita ma poi osservandolo meglio mi resi conto di quanto il suo viso potesse risultare androgino e femminile con quella bocca dalle labbra pronunciate e carnose, il naso un pò a patata, le ciglia foltissime che mettevano in risalto gli occhi dalla forma caucasica leggermente allungata, la vita stretta ed un bel culetto sodo, insomma una fantastica frocetta in pectore.
Ed io che mi ero quasi illusa che il fascinoso arabo cercasse un'avventura trasgressiva con una trav nel furgone ......... ... cercava una sorellina come amica!

Mentre mi faceva questa confessione ed io continuavo a guardarlo con un misto di stupore e solidarietà dalla borsa risuonò il trillo del wattsapp. Lasciai le decolletes rosse spuntate tacco 12 che avevo in mano, cercai affannosamente il cell. nella borsa e finalmente quando lo ebbi in mano apparve il nome di Roberto.
Insomma non la faccio tanto lunga il wattsapp diceva "con qualche difficoltà mi sono liberato, dove ti passo a prendere stasera alle 19".

A quel punto nonostante la situazione fosse intrigante avevo solo voglia di andarmene, così dissi che avevo un'urgenza e che dovevo scappare ma, mentre cercavo di scendere dal furgone lui mi mise in mano un biglietto da visita - Khalid scarpe ed accessori per donne - dicendomi con voce accorata " domani ho il giorno libero..... ti prego se puoi telefonami che ci vediamo per parlare di noi"
Mentre scendevo risposi qualcosa come "forse.... non so...... ho degli impegni...ciao"

Sino ad ora non ho mai fatto presente nel raccontare che il segreto pensiero di tutta la giornata era stato quello, pur non sperandoci molto, di ricevere un segnale da parte di Roberto.
L'incontro e le ore passate con lui mi avevano lasciato emozionata e turbata. Nelle avventure frettolose al car sex o in qualche motel, l'ansia, l'eccitazione e la frenesia sessuale erano le dominanti, al contrario, il pomeriggio trascorso insieme aveva generato emozioni diverse, di calma e serenità con la vaga speranza dell'inizio di un rapporto tra 2 persone che oltre al sesso provano a cercare qualcosa in comune.

Salita in macchina e recuperato un pò di controllo guardo l'ora: oddio erano le 16 ed avrei avuto bisogno di più tempo per tornare in hotel e prepararmi adeguatamente: un rapido messaggio di risposta per far capire che non avevo passato la giornata ad aspettare il suo messaggio "sono impegnata al lavoro sino alle18 passa alle 19,30 al motel B....... quando arrivi chiamami, spero di essere pronta" . ................

Mentre guido mille dubbi mi assalgono, vuole uscire con me in pubblico? andare a mangiare una pizza? o solo portarmi in un parcheggio abbandonato per scoparmi tornando rapidamente a casa per cena? mi vuole vestita da zoccola o minimals come mi ha conosciuto ieri o che altro ? Invio un rapido wattsapp " dove andiamo, come mi devo vestire, pantaloni o abbigliamento e trucco da signora " Rapida e senza esitazione la risposta "ho prenotato un ristorante sulla costa, gonna e tacchi" per la prima volta nella vita di Francesca un uomo la cerca per portarla a cena fuori e non solo per scoparla..............

Rientrata in motel comincio a provare freneticamente tutto ciò che avevo comperato e le cose che mi ero portata per la scelta di cosa indossare per uscire con Roberto.

Il corpetto è fantastico perchè stringe molto e rende il mio profilo, tendenzialmente morbido, molto più femminile, perizoma e reggiseno leopardato, poi autoreggenti 15 den color carne velatissime. Conclude l’abbigliamento una camicetta in elastil leopardata che evidenzia il seno, e una gonna non cortissima, appena sopra il ginocchio, nera con inserti in pelle, elastica e molto attillata, cintura alta di vernice con fibbia dorata. Vestita così inizialmente non riesco a muovermi con naturalezza, ma con il passare dei minuti mi abituo alle nuove sensazioni e la voglia di piacere al mio uomo prevale su tutto. La scelta delle scarpe: sandali altissimi o qualcosa di più comodo ?
Dovendo uscire in pubblico con un uomo e non sapendo cosa mi sarei dovuta aspettare, ne dove saremmo andati cerco di non mostrarmi troppo appariscente e scelgo la normalità e la comodità di un paio di decoltè di vernice nera con un tacco circa 10 cm abbastanza largo con cinturino dorato incrociato sulla caviglia.

Deciso l'abbigliamento viene la parte più difficile: il trucco!
Mi sistemo sulla poltroncina davanti allo specchio iniziando con il magico fondo della Kryolean che spiana ed attenua rughe e alone della barba rendendo il viso più morbido e meno segnato, cipria chiara per omogeneizzare il tutto ed eliminare l'effetto lucido, poi mi concentro sugli occhi, ombretto grigio azzurro per le palpebre, a seguire applico un filo piuttosto marcato di eyliner e per finire ciglia finte, non è facile ottenere omogeneità di tratti, colore e sfumature tra gli occhi, provo, strucco e riprovo, termino sfumando il colore sulle palpebre; il tempo passa veloce ma alla fine il risultato è buono.

Ah che meraviglia la luce, il tempo e la comodità, vuoi mettere con il truccarsi di corsa in macchina al buio! Completo con il blush e con le labbra disegnate di quel rosso rubino morbido e pastoso che ho sempre amato tanto.
Non so voi ma io sono abituata a fissarlo con una leggerissima passata di cipria che, oltre a renderlo mat, uniforma le labbra con il contorno della bocca ampliato dal rossetto. Indosso la mia parrucca castana di mezza lunghezza.

Un pò di bigiotteria di scena: anelli, orecchini e bracciali, un paio di colpi di spazzola e via!
A risultato terminato mi alzo in piedi, mi giro verso lo specchio intero e mi ammiro in una nuova veste, non sono più io, il risultato è decisamente positivo, non esistono parole per descrivere quella che sono diventata, sono molto truccata ma in maniera non troppo aggressiva, non mi riconosco e il risultato è per me nuovo e di gran lunga preferibile ad altre precedenti esperienze in car sex o alle terme.
Il mio viso, pur non essendo molto femminile e non più giovanissimo, ha assunto sembianze più morbide e forse può anche arrivare ad ingannare un osservatore superficiale, comunque l'immagine che mi restituisce lo specchio è quella di un gran bella signora (forse un pò trav...) con cui può essere piacevole ed intrigante uscire insieme.

Mi piace, mi piace molto essere Francesca.

Ho calcolato bene i tempi sono le 19,15. Sono nervosa ed agitata non sapendo a cosa sto andando incontro ma, sperando di concludere qui al motel la serata, cerco di mettere in ordine la stanza invasa da vestiti ed accessori, provati e gettati alla rinfusa ovunque poi preparo, come per tutti gli incontri, profilattici, gel, fazzoletti e dildo riposti discretamente nel cassetto del comodino.

Cinque minuti prima del previsto lo squillo del telefono mi fa sobbalzare, gli dico di attraversare con l'auto il piazzale d'ingresso e di dirigersi in fondo al viale di fronte alla camera n° ..... pregandolo di aspettarmi qualche minuto perchè non sono ancora pronta. Sono stati i 10 min più lunghi della vita di Francesca, moriva dalla voglia di scendere di corsa chiamarlo e dirgli di entrare ma si trattiene ed impiega qualche minuto per controllare il trucco, definire meglio il rossetto ed aggiungere una goccia di profumo che non fa mai male.

Ecco sono pronta, nella borsa c'è tutto, occhiali, chiavi della camera, salviette, rossetto, fard, cellulare e sigarette; apro la porta e sono fuori: vertigini da aria fresca sul viso e sulle gambe inguainate nelle velatissime autoreggenti e poi più in su oltre la balza a ricamo in silicone, sulla pelle nuda sino al ....... .., la sensazione è travolgente, mi fermo un attimo, riprendo il controllo poi, forse un pò barcollante più per l'emozione che per i tacchi, mi avvio verso l'auto.

Gentilmente scende e mi viene incontro, un bacio leggero sulle labbra, saliamo in macchina, molte e piacevoli chiacchere sino al ristorante.

E' bello e piacevole camminare nel parcheggio del ristorante appoggiandomi al braccio di quest'uomo che indossa una giacca blu ed una camicia celeste senza cravatta, ai piedi mocassini in cuoio senza calze (non se ne può più degli uomini con le snaker di gomma in ogni occasione), è un uomo massiccio assolutamente non grasso e forse non bello ma i suoi occhi celesti illuminano tutto il viso, sono magnetici ed esprimono forza e determinazione.

Solo un pò di emozione all'ingresso del ristorante, per fortuna le luci sono soffuse ed i tavoli sono illuminati da candele che consentendo di mimetizzarmi un poco mi tranquillizzano. Veniamo fatti accomodare in una piccola ed accogliente saletta con piacevole scorcio sul mare luccicante e cominciammo a dialogare del più e del meno, io proposi una cena di pesce e Roberto scelse un vino bianco costoso.

Il discorso dapprima si svolse sul lavoro ed io come al solito feci un pò la vaga raccontando che mi occupavo della gestione di una piccola azienda poi, con grande semplicità, per una battuta su di una anziana coppia molto elegante seduta vicino a noi, la conversazione scivolò sul sesso e li, mentre io con il mio mostrarmi trav apertamente in pubblico manifestavo chiaramente il mio essere, lui al contrario cominciò ad essere vago dichiarando il proprio essere etero ma contemporaneamente rivelando un notevole interesse feticistico per tutto ciò che riguardava l'universo femminile e, pur non avendo mai assecondato tale fatto, molta curiosità verso il mondo trav/trans.

Insomma la serata scorreva liscia e piacevole, eravamo seduti ad un tavolo d'angolo dove, per la mia insicurezza di essere vista e giudicata, avevo scelto di dare le spalle alla sala, e così, complici un paio di calici di vino, mi ritrovai la sua gamba a stretto contatto con la mia e poco dopo il suo piede nudo, sfilato abilmente dal mocassino, si muoveva con lento movimento tra le mie cosce carezzando le gambe inguainate nelle calze sino al cinturino delle decolletes generando ondate di emozioni e desiderio in entrambi.

Lui mi guardava fisso negli occhi senza mai abbassare lo sguardo mentre io, sopraffatta da ondate di calore e di eccitazione, cercando di assecondare il suo movimento, avvicinai la mia gamba alla sua lasciando intravedere, tra le pieghe della tovaglia, la mia coscia destra con la balza delle autoreggenti appena scoperta. Con dolcezza mi posò una mano sulla gamba accarezzandomela. La naturalezza del gesto unita al senso di protezione offertami dal mio uomo mi tranquillizzarono e da quel momento iniziai a non preoccuparmi più degli altri avventori lasciando che le cose seguissero il loro corso. Lo lasciavo fare senza opporre alcuna resistenza, anzi lo incoraggiai allargando di più le gambe ed accompagnando la sua mano verso l’interno coscia sino a trovare il gancetto del reggicalze.

La cena fu molto piacevole sia per il cibo che per l'atmosfera maliziosa che si era creata e per le carezze con le mani e con i piedi che ci scambiavamo sotto il tavolo ma, con il passare dei minuti , il desiderio si faceva sempre più forte: avevamo fretta di trovarci soli per conoscerci veramente.

Usciti dal ristorante, tenerezze e qualche bacio. mi chiede se volevo andare in qualche locale a bere qualcosa o se preferivo fare una passeggiata sul lungomare ma Francesca con molta sfrontatezza lo interrompe dicendogli che desiderava solo di essere portata a letto. Si mostrò appena un pò sorpreso ma un leggero sorriso lo illuminò, ci avviammo verso l'auto mano nella mano dove ci concedemmo un lungo bacio e dovetti forzarmi per non stringerlo, morderlo, toccarlo, leccarlo. Mi staccai di scatto dicendogli di mettere in moto e di andare di corsa in albergo.

Durante il viaggio gli concessi solo qualche carezza sul pacco, che sentivo eccitato, e qualche parolina piccante mentre lui mi provocava carezzandomi leggermente le calze ed il mio interno coscia sino al perizoma fin quasi a sfiorarmi l'uccello senza però mai toccarlo.

L'ingresso in camera fu frettoloso e privo di cerimonie ci ritrovammo animalescamente abbracciati in un lunghissimo bacio. Mi baciava le spalle, il collo, mi infilava la lingua nelle orecchie, mentre le sue braccia mi cingevano per la vita scivolando sul culo, ed io felice come una liceale ai primi amori, accarezzavo le sue mani ruotando la testa dal piacere cercando la sua bocca. fino a quando, chiedendomi di fermarmi, mi disse che continuando così non avrebbe resistito a lungo e guardandomi con un lieve sorriso si sciolse dal mio abbraccio e rimase a fissarmi in silenzio................continua
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