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3 giorni: 2° giorno Roberto 2
06.11.2022 |
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""Tutto lo voglio tutto" continuavo a ripetergli mentre godevo e spingevo le mie chiappe in fuori, sempre di più verso di lui per farmi penetrare sempre più profondamente..."
Consiglio di leggere i precedenti
........................ dopo qualche ora passata insieme, mentre cerco di sostenere il suo sguardo, mi sembra di capire che Roberto è un uomo semplice che non ha nel corpo la sua arma migliore ma, più che con la fisicità, ti trasmette il suo desiderio con la testa e lentamente e dolcemente ti fa capire dove vuole andare e cosa vuole da te così quando lo capisci ti rendi conto che è esattamente ciò che desideravi anche tu.
A quel punto sei sua, docile e remissiva, non ci puoi fare più nulla, la tua razionalità è finita, ti lasci coinvolgere ed abbassi le difese.
Come ho già scritto non amo spogliarmi; secondo me, una matura morbida trav ottiene il massimo da lingerie, scarpe ed abiti che fasciano, stringono, nascondono ed eccitano, ma lui voleva altro ed abilmente mi fece girare, baciandomi lentamente e profondamente sul collo e, mentre mi carezzava fianchi, culo e cosce, riuscì senza che quasi me ne accorgessi, a slacciarmi la gonna che scivolò a terra, poi si dedicò ai bottoni della camicetta e di nuovo stranamente non mi opposi.
Obbediente sollevai, lentamente una alla volta, le mie decolltes lasciando la gonna a terra. In silenzio restavo lì ferma, immobile, con tacchi, autoreggenti, perizoma, corpetto e reggiseno ..... mentre lui sempre guardandomi con un leggero sorriso, arretrò di un passo sedendosi sul letto dove si tolse camicia e pantaloni, poi mi tese la mano ........... la presi e con calma mi tirò a se abbracciandomi le cosce mentre rimanevo in piedi di fronte a lui.
Chinando la testa presi a baciarlo sui capelli e ad infilargli la lingua nell'orecchio mentre con le mani gli carezzavo le spalle facendogli sentire le unghie rosse sulla pelle.
Roberto nel frattempo sfilandomi il perizoma fece scendere una mano lungo la gamba sino al piede per giocare con il cinturino delle decoltès mentre l'altra si insinuava con delicatezza nel solco del culo sino ad arrivare alla mia rosellina.
Improvvisamente, con un movimento rapido, chinò la testa verso le mie cosce e sentii la sua bocca e la lingua serpeggiare, baciare, leccare e mordicchiare la balza delle autoreggenti ed il gancetto del reggicalze fino a risalire lungo la coscia scoperta sino alla piega dell'inguine per farmi una serie di succhiotti nella morbida pelle depilata, pur senza mai sfiorare il mio cazzo ormai in piena erezione non più trattenuto dal minuscolo perizoma .
Le carezze, i baci ed i succhiotti si prolungarono per qualche minuto mentre l'eccitazione ed il desiderio crescevano in ondate successive così forti che il corpo e le gambe di Francesca cominciarono ad essere interessate da un leggero tremore quando la sua voce calma e determinata mi arrivò da lontano: "vieni sdraiati sul letto, voglio scoparti, voglio farti sentire il mio cazzo in corpo, so che dopo questa esperienza non potremo più fare a meno l'uno dell'altra".
Ripresi coscienza e cominciai a baciarlo ed a leccarlo passando a lungo la lingua sul petto e sul torace mordicchiando leggermente i capezzoli scendendo sempre più giù verso l'inguine e le cosce, saltando l'uccello per farmi desiderare ancora un pò, però glielo presi tra le mani iniziando un lento movimento di su e giù.
Il giorno prima in macchina con i pantaloni l'avevo giudicato così così ma sul letto in piena erezione era un signor cazzo non lungo ma largo e con una cappella più grossa del tronco che desideravo moltissimo ingoiare e prendere in culo.
Gli allargo le cosce e mi inginocchio davanti al suo cazzo, lo stringo tra le mani e comincio a leccare il glande con movimenti circolari, non era un azione profonda, prendevo in bocca solo la cappella e, mentre era ancora quasi fuori dalle mie labbra accarezzavo con la lingua la fessura fin quando non riuscendo più a trattenermi lo ingoio solo un poco di più con un movimento lento ma continuo ....... poi un lento su e giù risucchiando contemporaneamente.
A questo punto non avevo più bisogno di sforzarmi per capire se l'azione gli piaceva, i suoi mugolii erano un segnale sufficiente, spalancai la bocca e me lo ingoiai fin dove potevo ed anche oltre, fino in gola, fino a rendermi conto che la cappella mi stava soffocando ed avvertendo i primi conati, così cominciai a pomparlo facendolo scivolare avanti ed indietro fuori dalla mia bocca........... mi faceva impazzire vedere la cappella che usciva lucida della mia saliva e colorata dal mio rossetto e subito dopo rientrava prepotentemente fino a sbattermi in gola,
Sono andata avanti qualche minuto con grande attenzione a non farlo venire rallentando i movimenti non appena avvertivo sintomi di sborrata finche mi ordinò di girarmi e mettermi in ginocchio.
Eccitata e stordita mi misi nella posizione desiderata, finalmente mi avrebbe dato tutto quello che intimamente desideravo.
Mentre giocava con la lingua e con la mano intorno alla mia figa allungai una mano verso il comodino per prendere i .............. la sua mano bloccò il mio braccio. Sapeva e controllava tutto..... no ti voglio così ..... solo i nostri corpi!
Ancora una volta, con grande semplicità, mi impose la sua volontà su di un argomento per me tabù. Rimasi interdetta ma vista la situazione ed il desiderio non seppi oppormi.
Mi leccò a lungo la rosellina, poi dopo averla abbondantemente bagnata di saliva dall'esterno, mentre continuava a roteare la lingua sentii contemporaneamente l'indice che deflorava ed allargava il mio buchetto. Poi fu tutto un susseguirsi di dita, lingua, indice, medio, 1,2,3 dita insieme, lingua ..... finchè in un'attimo di sospensione ebbi la precisa sensazione che qualcosa stava cambiando e senza poter vedere qualcosa mutò, non più mani e lingua, ora sentivo la sua calda cappella durissima che si stava intrufolando al centro della cavità tra le mie chiappe e capìì in quel momento che il suo cazzo stava cercando la mia figa anale per riempirmela tutta.
C'è un solo vocabolo per definire il momento: sfondata, ebbi modo di pensarlo quando mi penetrò, senza lubrificante, con un solo colpo secco con il suo largo cazzone strappandomi un breve lamento di dolore misto a piacere. Ma poi arrivato in fondo si fermò ed io, sentendomi piena cominciai a rilassarmi assaporando quel momento di tregua mentre il dolore scemava.
Roberto sapeva il fatto suo, mi diede giusto il tempo di riprendermi quando cominciai a sentire il suo bastone duro che saliva e scendeva nei tempi giusti per il mio culo, ormai adattato perfettamente al suo largo uccello, mentre le grandi labbra della mia rosellina sottoposte a quell'alternanza di su e giù si contraevano e si serravano sull'asta, mugulavo ed ansimavo per il piacere che mi stava procurando quel ritmo.
Ogni affondo mi trascinava, come in un vortice, al centro del piacere, libera di godere.. "Tutto lo voglio tutto" continuavo a ripetergli mentre godevo e spingevo le mie chiappe in fuori, sempre di più verso di lui per farmi penetrare sempre più profondamente.
Durò a lungo ma ad un certo punto anche lui cominciò ad ansimare e con voce impastata mi urlò: "Troia ! ti piace prenderlo in culo !! Ti sfondo tutta! Hai una gran figa e d'ora in poi sarai mia" lo sentivo muoversi freneticamente mentre di tanto in tanto schiaffeggiava le mie chiappe aumentando il ritmo.
Avevo il cazzo durissimo se solo me lo fossi sfiorato sarei venuta, ma assolutamente non volevo, desideravo disperatamente che prima o poi lo facesse lui.
Dalla velocità con cui mi stava sbattendo capii che di li a poco sarebbe venuto lo incitavo dicendogli "Ohhhh!!! Sììììì!!!! Sborra tesoro!!!! Vienimi tutto dentro voglio sentire la tua crema calda dentro di me!!! Forte !! Sbattimi più forte amore !!"
Erano quelli gli ultimi colpi del cazzo il quale oramai sbatteva contro le mie chiappe facendomi sentire le sue palle schiaffeggiare le mie chiappe e poi ...... finalmente sentii le sue contrazioni ed il suo seme caldo diffondersi dentro di me riempiendomi tutta ed in quel preciso momento l'aria di quella camera da letto fu squarciata da un duplice grido soffocato proveniente dalle nostre gole spalancate....... Scopata, inculata, martellata, dopo 15 minuti buoni era venuto dentro di me nel preciso istante in cui io sazia ed appagata con il corpo scosso da tremiti di piacere mi abbattevo sul letto priva di forze avendo, insieme al mio uomo, raggiunto l'apice del godimento.
Rimase dentro di me fino a che il suo uccello perse turgidità e da solo scivolò fuori, mi baciò sulle spalle e con un gemito di soddisfazione misto a stanchezza rotolò di lato sdraiandosi accanto a me con gli occhi chiusi
. Ruotai e sollevai la testa per baciarlo e carezzarlo quando lo sguardo mi cadde sullo specchio della parete di fronte al letto.
Credo che quello che vidi abbia rappresentato la delusione maggiore di una splendida serata; sino a quel momento ero assolutamente convinta di essere un'avvenente matura signora che si godeva una scappatella con il suo amante ma, improvvisamente e con grande tristezza, mi accorsi di non essere null'altro che una trav matura (per non dire altro) con la parrucca fuori posto, il trucco sfatto ed il rossetto sbavato intorno alla bocca.
In un attimo ero in piedi diretta verso il bagno dove, sola e nascosta ad occhi altrui, con la sicurezza conferitami dai miei trucchi ritrovai me stessa e con calma ed in pochi minuti con salviette struccanti, qualche colpo di spazzola, un piumino di magica cipria, blush, mascara e rossetto ripresi un aspetto soddisfacente, poi anche una rinfrescata al culo dolorante e gocciolante di sperma con della crema lenitiva interna.
Mi tornò anche il buon umore pensando che forse quella sosta aveva restituito le forze al mio uomo ed avrei potuto ricominciare a godermi quel bel cazzone.
Uscii dal bagno contenta e sorridente e vidi il mio uomo riverso sul letto a pancia sotto con il viso rivolto verso di me che mi sorrideva e, come se mi aspettasse, allungò un braccio facendomi cenno di raggiungerlo.
Mi inginocchiai sul letto e presi ad accarezzargli e baciargli la schiena poi mi venne l'idea di fargli dei massaggi rilassanti e così mi misi a cavallo sul suo sedere e con le mani presi a massaggiarlo.
Sono abbastanza brava e conosco un pò di tecnica, cominciai dal collo e poi sulle scapole e le vertebre con movimenti forti ed insistiti. Lentamente scendevo e dopo qualche minuto arrivai al sedere.
Da parte sua segnali di godimento e di rilassamento così continuai, cominciando ad alternare massaggi, carezze e poi parole dolci, baci e lingua.
Prima sulla schiena, poi sempre più giù sulle chiappe sode fino ad osare di più verso l'attaccatura della fessura.
Aspettavo e temevo le sue reazioni perchè generalmente gli uomini non gradiscono di essere baciati e palpeggiati sul lato B, soprattutto da parte di noi trav, ma secondo me solo perchè hanno molta paura di scoprire il lato oscuro della forza.
Tramutai i baci in morsetti e leccate sul culo sempre più vicino alla sua rosellina, gliela strofinavo con la lingua lungo tutta la fessura. Lui non protestava. Piano piano infilai la lingua verso il suo buchino vergine. La passavo sulle labbra esterne del suo ano provando ad umettarle leggermente affinché si schiudessero. E dopo un lungo lavoro, senza usare le mani, cominciarono a cedere leggermente accogliendo la punta della lingua che ora si infilava sempre più all'interno. Con sempre maggior convinzione la mia lingua esplorava ciò che piano piano si stava schiudendo.
Ero molto eccitata ......... ti prego non mi cacciare fammi capire che ti piace. Come se mi avesse sentito, allargò ancor di più le gambe e cominciai ad avvertire l'umido delle sue voglie tra le labbra. Approfittai del momento ed allargai le chiappe con le mani poi sputai nel pertugio ed iniziai a far scorrere la lingua per tutta la sua lunghezza nel culo.
Ora la mia lingua entrava e usciva comodamente dallo sfintere, penetrandolo ritmicamente. Poi osai un dito, alternando lingua ed indice avanti e indietro. Mi sembrava che gli piacesse molto, mugulava, allargava le gambe ed alzava il culo per consentirmi di penetrarlo il più possibile.
Per quanto mi riguardava ero in estasi. L'audacia di leccare e violare con un dito il culo del mio uomo mi faceva salire il sangue in testa e mi eccitava sempre di più. Il mio uccello ormai era di marmo, stava esplodendo ed era proprio lì, pronto, in posizione .......
Poi, quasi temesse che lo penetrassi, all'improvviso si mosse, strinse e ritirò indietro le gambe, girandosi mi afferrò le braccia e strattonandomi violentemente e mi gettò supina sul letto.
Fu un attimo e mi trovai la sua lingua serpeggiante in bocca nel bacio violento del dominatore che vuole ristabilire l'ordine naturale tra l'uomo e la sua donna. Lo abbracciai e, riprendendo il mio ruolo, risposi al suo bacio mentre con una mano cominciai a segarlo e con un movimento lento delle gambe aperte gli facevo sentire la setosità delle mie autoreggenti sul suo corpo.
Il suo uccello, dopo i giochi precedenti, non era più moscio da tempo ma quei giochi lo avevano reso di nuovo completamente marmoreo, si mise in ginocchio e le sue mani impugnarono le mie caviglie ed alzando le mie gambe cominciò a baciarmi e leccarmi sulle cosce risalendo verso le decolletes dove indugiò a lungo leccando piede, scarpa e cinturino.
Le sue mani lentamente ma con decisione cominciarono a divaricare le mie gambe e cominciò a strusciarmi il cazzo sul culo provando ad infilarsi nella fessura fino all'ano, cercando con movimenti del bacino il momento ed il luogo per penetrarmi.
Il sentirmi accarezzata dal membro in erezione nelle mie parti più intime mi eccitava sempre di più nell'attesa del colpo finale. Continuò così per un poco ma l'operazione senza l'aiuto delle mani non era semplice così, condiscendente ai suoi voleri, lo presi per mano e lo condussi all'ingresso.
Anche questa volta il colpo fu brutale strappandomi un gridolino ma grazie al lubrificante avvertii meno dolore, tramutato in immediato piacere nel sentirlo dentro di me. Una volta dentro completamente, come la volta precedente si ferma, ma io questa volta non voglio aspettare e spingo il culo verso di lui, voglio che mi monti, adesso, con forza ed allora lui con decisione affondò, fermandosi quel tanto che bastava per ripetere l’operazione più volte: dentro fuori…. dentro fuori… dentro fuori, senza tregua.
Roberto mi stava dando piacere alternando spinte deboli a forti da farmi perdere ogni ritegno, supplicandolo di farmelo sentire sino in fondo. A quelle mie suppliche aumentò il ritmo fino a sentire le palle sbattere contro il mio culo strappandomi mugolii ed ansiti di piacere. Sentivo la sua cappella che pulsava mentre avanzava ed indietreggiava, un tormento di emozioni ed un piacere fisico allo stesso tempo.
La stimolazione mi dava piacere e per quel trattamento colavo… colavo… colavo…, credo che il lenzuolo sotto si fosse bagnato totalmente dei miei umori, poi ho sentito la sua mano lasciare la mia caviglia e scendere lungo la gamba sino ad arrivare ad accarezzare il mio cazzo duro e desideroso di sborrare.
Bastarono poche carezze ed esplose con schizzi violenti bagnandomi il corpetto ed il petto sino al mio viso mentre Roberto veniva contemporaneamente riversando un caldo fiume nel mio culo ed esausto si lasciava cadere su di me....... avvolsi il suo corpo tra le gambe mentre appagata e docile, piena di gratitudine, sentivo i suoi occhi su di me. Mi guardava ed io, vogliosa di approvazioni e complimenti, rispondendo al suo sguardo cercavo di fargli capire quanto avessi goduto con il suo cazzo nel culo.
I suoi ansiti furono la migliore risposta poi la sua lingua cercò e ripulì le goccie del mio sperma sul corsetto, sul collo e sul viso per un bacio lungo e voluttuoso che lentamente mi portò in un altro mondo.............
"Devo andare" la frase è quasi sempre la stessa dopo il sesso, ma questa volta ho avvertito realmente una nota di rimpianto e quasi di sofferenza, forse desiderava veramente rimanere nel mio letto continuando ad accarezzarmi e baciarmi mentre, di schiena, ero tutta raccolta contro di lui nella posizione del cucchiaio.
Si alzò, raccolse i vestiti, e mentre si dirigeva verso il bagno si voltò dicendomi con la sicurezza di chi non cerca conferma "il caso ci ha fatto incontrare ma da oggi sei la mia donna"
Chiuse la porta senza attendere la mia risposta e sentii solo lo scrosciare dell'acqua.
Mi alzai, indossai la giacca del pigiama e mi diedi una sistemata alla bella e meglio.
Quando uscì dal bagno gli domandai con tono tra l'irritato e l'ironico "che vuol dire che sono la tua donna ......?" e lui con semplicità "che a letto è stato fantastico sia per te che per me, che ho sempre sognato una donna particolare come te, con la mia famiglia ci saranno dei problemi ma con il tempo li risolverò" si avvicinò dandomi un bacio leggero sulle labbra ed aprendo la porta si congedò con queste parole " e ricordati che sono geloso......."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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