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Come proteggere (davvero) i tuoi figli su Internet


tecnologie 03.12.2025 5   |   Canali: tecnologia sicurezza

Come proteggere (davvero) i tuoi figli su Internet

Negli ultimi mesi si parla molto di Age Verification, soprattutto dopo il 12 novembre, quando – su indicazione dell’AGCOM e in applicazione del Decreto Caivano – è diventato obbligatorio verificare l’età degli utenti che accedono ai siti per adulti.

Una rivoluzione?
Un baluardo a difesa dell’innocenza dei minori?
Una misura che cambierà davvero le cose?

Beh… dipende se si guarda o meno oltre la prima pagina del motore di ricerca.
Perché se da un lato l’intenzione è nobile, dall’altro non possiamo ignorare un dettaglio enorme: la misura riguarda pochissimi siti, un piccolo elenco di alcune piattaforme note.
Nel frattempo, la seconda, terza, e successive pagine di Google rimangono stracolme di siti e portali perfettamente accessibili, su cui un minore può approdare in dieci secondi netti.

È curioso, poi, come la normativa concentri tutta l’attenzione sul bloccare l’accesso ai contenuti per adulti, quando il web è pieno di contenuti non adatti ai minori di ogni tipo: violenza, linguaggio tossico, gioco d’azzardo, modelli pericolosi, community disturbanti, challenge rischiose, dark web in formato light, e così via.
Proteggere un minore non significa chiudergli la porta di un singolo corridoio, mentre tutti gli altri rimangono spalancati.

E qui entra in gioco una verità semplice e gigantesca come un elefante rosa nel salotto, ma evidentemente molto meno “glamour” di un decreto nuovo fiammante:

La sicurezza dei minori online non si ottiene bloccando 48 siti, ma configurando correttamente i dispositivi che usano ogni giorno.

Noi di Annunci69.it non ci tiriamo indietro quando si parla di responsabilità digitale, perchè si possono davvero proteggere i minori dai contenuti non adatti, usando gli strumenti nativi già presenti su iPhone, Android e computer.
Niente app strane, niente abbonamenti, niente soluzioni magiche.
Solo ciò che ogni genitore ha già a portata di mano — e che, usato correttamente, protegge i minori dalla quasi totalità dei contenuti inappropriati, non solo dalla categoria scelta dal trend del momento.

Ecco quindi cosa funziona davvero.

1. Proteggere i minori che utilizzano un iPhone

Gli iPhone offrono uno dei sistemi di protezione più completi e intuitivi in assoluto, grazie a due funzioni principali: In Famiglia e Tempo di utilizzo.

La prima permette ai genitori di gestire tutto da remoto — perfetto quando anche il minore utilizza un dispositivo Apple — mentre la seconda raccoglie tutti i controlli relativi a contenuti, app, navigazione e limiti di utilizzo in un’unica sezione molto chiara.

Una volta aggiunto l’account del minore tramite In Famiglia (Impostazioni > [il tuo nome] > In Famiglia), tutto si gestisce dall’iPhone del genitore. Tempo di utilizzo (Impostazioni → Tempo di Utilizzo) consente di limitare le app installabili, bloccare acquisti non autorizzati e impostare limiti d’età per film, musica, serie TV e applicazioni. È anche possibile disattivare singole funzioni del telefono, come Safari, la fotocamera, Siri o AirDrop, riducendo al minimo i rischi di utilizzi impropri.

Uno degli aspetti più importanti riguarda la sicurezza online: Apple include un filtro web (Tempo di utilizzo > Contenuti e privacy > Restrizioni contenuti), che blocca automaticamente la maggior parte dei siti per adulti, con la possibilità di personalizzare sia la lista dei siti permessi che quelli da escludere. Non è infallibile, ma è uno dei sistemi più efficaci disponibili nativamente su un dispositivo mobile.

Accanto a questo, Apple ha introdotto una funzione avanzata, importantissima ma spesso ignorata, chiamata Sicurezza delle comunicazioni (Impostazioni > Tempo di utilizzo
Tocca Sicurezza delle comunicazioni), che riconosce e sfoca automaticamente foto o video contenenti nudità, avvisando il minore e offrendo materiale educativo prima che possa visualizzarle o inviarle. È una misura particolarmente utile, perché agisce direttamente sulle immagini scambiate tramite messaggi, aggiungendo un ulteriore livello di protezione reale.

E se solo il minore ha un iPhone?
In questo caso non si può usare “In Famiglia”, ma tutte le protezioni possono comunque essere impostate direttamente sul dispositivo del minore, scegliendo un codice di Tempo di utilizzo che conosce soltanto l’adulto. Questo impedisce al minore di modificare le impostazioni o disattivare i filtri. Se il ragazzo utilizza anche un Mac, le stesse restrizioni possono essere applicate anche lì tramite “Tempo di utilizzo”, creando un ambiente controllato su tutti i suoi dispositivi Apple.

Insieme, queste funzioni permettono di creare un ecosistema digitale sicuro, controllato e adatto all’età del minore, senza app esterne e con un livello di integrazione e semplicità che pochi altri sistemi offrono.

2. Proteggere i minori che utilizzano uno smartphone Android


A differenza di Apple, il mondo Android è più variegato: ogni produttore ha le sue personalizzazioni, ma per fortuna Google mette a disposizione uno strumento integrato, unico e centrale, per gestire la sicurezza dei minori: Google Family Link.

Family Link permette di creare un account supervisionato per il minore e controllare da remoto tutto ciò che riguarda l’utilizzo del dispositivo.

È lo strumento più completo, perché consente ai genitori di decidere quali app si possono installare, quanto tempo si può usare il telefono ogni giorno, e quali contenuti sono accessibili. Inoltre include funzioni molto utili come il blocco automatico in orari specifici (ad esempio la sera o durante lo studio) e, se desiderato, la visualizzazione della posizione del dispositivo.

Accanto a Family Link, Android offre altri due sistemi nativi che contribuiscono a filtrare i contenuti inappropriati.
Il primo è il Controllo genitori del Google Play Store, che permette di limitare l’accesso ad app, giochi e film in base all’età del minore, impedendo l’installazione di contenuti non adatti o di browser alternativi che potrebbero aggirare i filtri.
Il secondo è SafeSearch, il filtro di Google per la navigazione web: quando attivato, impedisce che nelle ricerche compaiano risultati espliciti o sensibili.

In combinazione, questi strumenti formano un sistema di protezione semplice, gratuito e decisamente efficace:

  • Family Link controlla l’uso generale del dispositivo;
  • il Play Store filtra ciò che può essere scaricato;
  • SafeSearch limita ciò che può essere trovato online.
Tre funzioni integrate, facili da configurare, che coprono praticamente ogni necessità di sicurezza per un minore che utilizza uno smartphone Android,  il tutto senza ricorrere a servizi esterni o app di terze parti.

E se solo il minore ha un telefono Android?
Family Link funziona comunque: il genitore può installare l’app su qualsiasi dispositivo personale, sia Android che iPhone, e da lì gestire tutte le impostazioni del telefono del figlio. In alternativa, se il genitore preferisce non usare l’app, molte impostazioni possono essere configurate direttamente sul dispositivo del minore, semplicemente creando un account supervisionato e proteggendolo con un PIN che solo l’adulto conosce.

In questo modo, anche quando il minore è l’unico a possedere un dispositivo Android, resta possibile controllare ciò che può scaricare, i contenuti accessibili online e il tempo di utilizzo, mantenendo un livello di protezione molto elevato.

3. Proteggere i minori che utilizzano un computer


Quando si parla di computer, la buona notizia è che sia Windows che macOS hanno già integrati ottimi strumenti di parental control, spesso più potenti e completi di quelli presenti sugli smartphone. La cattiva notizia? Molti genitori non li conoscono, e i minori finiscono per usare il computer senza alcuna restrizione.

Su Windows 10 e 11, il sistema si chiama Microsoft Family Safety. Una volta creato un account bambino, i genitori possono controllare praticamente tutto: dal tempo che il minore trascorre al PC, alle app che può installare, fino ai siti web che può visitare. Il filtro contenuti di Microsoft è molto efficace nel bloccare automaticamente i siti per adulti, e permette anche di monitorare l’attività online o approvare l'installazione di programmi. È un sistema completo, gratuito e pensato proprio per i minori che usano il computer per studiare, giocare o navigare.

Sul fronte macOS, la protezione passa attraverso la stessa funzione già vista su iPhone: Tempo di utilizzo. Anche qui è possibile limitare app, contenuti web, social e acquisti, con la comodità di un'interfaccia estremamente intuitiva. Il filtro dei siti per adulti funziona in modo molto simile a quello su iPhone, impedendo l’accesso alla maggior parte dei contenuti inappropriati. È fondamentale anche creare un account separato per il minore, perché usare quello principale significa lasciargli la possibilità di cambiare impostazioni o installare software non adatti.

In entrambi i sistemi, Windows e Mac, i controlli sono già inclusi, non richiedono app esterne e permettono ai genitori di configurare un ambiente digitale più sicuro, bilanciato e adatto all’età.

Bastano pochi minuti per attivarli, e fanno davvero la differenza.

Conclusione: proteggere è responsabilità, non burocrazia

L’Age Verification può essere un tassello, ma non è certo il castello.
Un minore che usa smartphone, tablet, PC e smart TV senza controlli nativi può aggirare qualsiasi blocco (anche quelli governativi) con una velocità che spesso sorprende gli adulti.

La verità è semplice: la protezione reale nasce nelle mani di genitori e tutori.

Noi di Annunci69.it continueremo a fare la nostra parte, perchè in futuro si potranno applicare infiniti paletti e procedure di verifica... ma nessuna sarà mai efficace quanto un adulto consapevole che configura correttamente il dispositivo del proprio ragazzo.


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