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Contro l'Aids, sosteniamo la prevenzione


salute 01.12.2025 86   |   Canali: aids hiv prevenzione salute malattia giornate internazionali

Contro l'Aids, sosteniamo la prevenzione

L’AIDS è una malattia che continua a rappresentare una sfida globale: nel 2024, circa 39 milioni di persone nel mondo risultavano positive all’HIV, il virus che, se non trattato, può evolvere nella sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Nella Giornata mondiale dell'AIDS (World AIDS Day), che si celebra ogni anno il 1° dicembre, tiriamo le somme su quanto è stato fatto e su ciò che ancora resta da fare.

Nonostante sia possibile prevenire facilmente il contagio da HIV, ogni anno vengono diagnosticati più di 2 milioni di nuovi casi nel mondo.

Noi di Annunci69.it abbiamo parlato spesso di AIDS e HIV, ma nel nostro mondo — dove il piacere e la libertà si vivono con consapevolezza — è fondamentale ricordare che questa infezione è ancora molto diffusa. E che la prevenzione resta la forma di protezione più potente che abbiamo.

Numeri, prevenzione e consapevolezza

Secondo i dati UNAIDS, Nel 2024 il 78% degli adulti e il 55% dei bambini con HIV ha avuto accesso alla terapia antiretrovirale (ART), una combinazione di farmaci capace di inibire il virus, impedire la sua moltiplicazione nell'organismo e ridurre il rischio di trasmissione, sia tra partner sessuali, sia da madre a bambino durante la gravidanza, il parto e l'allattamento (nel 2024 l’84% delle donne in gravidanza HIV+ ha ricevuto profilassi/terapia).

In Italia, si stima che circa 140 mila persone vivano oggi con l’HIV, pari a una prevalenza di circa 0,2% della popolazione. Nonostante l’Italia non sia tra i Paesi dell’Europa occidentale con i tassi più alti, l’attenzione resta alta: nel 2023 sono state registrate 2.349 nuove diagnosi di HIV e 532 nuovi casi di AIDS.
Negli ultimi anni, anche i decessi legati all’AIDS sono diminuiti: 449 nel 2021 e 528 nel 2022, secondo i dati del sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità. Numeri che raccontano una realtà più controllata, ma ancora lontana dall’essere risolta.

A livello globale, i progressi sono evidenti. Dal 2010, le nuove infezioni da HIV si sono ridotte di circa il 40% – da oltre 2,2 milioni a circa 1,3 milioni nel 2024 – mentre i decessi correlati all’HIV sono calati di oltre la metà, scendendo a circa 630 mila nello stesso anno.
Risultati che riflettono i progressi nella prevenzione e nelle terapie, ma anche l’importanza di mantenere viva l’informazione e l’accesso ai test, perché la lotta all’HIV si vince soprattutto con la consapevolezza.

L’AIDS è una sindrome dovuta al danno immunitario causato dall’infezione da HIV.

Esiste grande confusione sull'AIDS e sui modi in cui è possibile prevenirne la trasmissione; ecco perché vi proponiamo questa breve guida sull'AIDS, in modo tale da chiarire dubbi frequenti ed imparare a distinguere i rischi senza cedere a paure infondate.

Dal sito della Lila ecco un veloce decalogo su come affrontare questa malattia.

Come si trasmette il virus Hiv

Il virus Hiv si può trasmettere solo e soltanto attraverso i seguenti liquidi biologici:

  • sangue
  • sperma e secrezioni vaginali
  • latte materno

L’infezione si verifica quando uno di questi liquidi, appartenente ad una persona sieropositiva, entra in circolazione nel sangue della persona ricevente attraverso ferite o lesioni anche non visibili delle mucose. Quindi il virus Hiv si può trasmettere:

  • con l’ingresso di sangue nell’organismo
  • attraverso rapporti sessuali non protetti dal preservativo
  • dalla madre al bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento.

Trasmissione sessuale & Safer Sex

La trasmissione sessuale è la modalità d’infezione più diffusa e riguarda circa l’80% delle nuove diagnosi. Inoltre, studi recenti, mostrano che circa l’83 % delle nuove diagnosi di HIV tra donne nel 2022 è attribuibile a rapporti eterosessuali.

Comportamenti a rischio:

  • I rapporti sessuali penetrativi vaginali e anali
  • I rapporti oro-genitali sono a rischio solo per la persona che con la bocca stimola i genitali del partner, mentre chi riceve la stimolazione non si espone ad alcun rischio.

Le regole del Safer Sex (Sesso più Sicuro):

  • Nei rapporti sessuali penetrativi utilizza sempre il preservativo
  • Nel praticare la fellatio (stimolazione orale del pene) usa il preservativo o evita di ricevere sperma in bocca
  • Nel praticare il cunnilingus (stimolazione orale dei genitali femminili) evita il contatto con il sangue mestruale.
L’Hiv non si trasmette scambiandosi baci e carezze e nemmeno attraverso la masturbazione reciproca.


Altre vie di trasmissione

Trasmissione ematica
Lo scambio di siringhe può trasmettere il virus Hiv: utilizza siringhe sterili o monouso per iniettarti qualsiasi sostanza.
Le trasfusioni di sangue infetto possono trasmettere l’ Hiv: in Italia dal 1988 il sangue destinato a trasfusioni viene sottoposto a screening per il virus Hiv.

Trasmissione verticale
La madre può trasmettere il virus Hiv al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento. La possibilità che una madre sieropositiva trasmetta l’Hiv al proprio figlio si riduce drasticamente (<1%) seguendo idonea terapia durante la gravidanza, partorendo con parto cesareo ed evitando l’allattamento al seno.

L’Hiv NON si trasmette nei contatti quotidiani
L’Hiv non si trasmette mangiando dallo stesso piatto o utilizzando il bagno in comune, né scambiandosi baci e abbracci. Nessun familiare di una persona sieropositiva è stato mai infettato.

Il test per l’Hiv

L’unico modo per diagnosticare o escludere l’infezione da Hiv è quello di effettuare un test specifico.

Puoi effettuare il test per l'Hiv in forma gratuita presso le Unità Operative Aids delle Asl e presso Centri e Reparti di Malattie Infettive oppure acquistando un test fai da te. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura: generalmente non è richiesta l'impegnativa del medico di base e basta presentarsi direttamente sul posto. In alcune strutture è necessario invece prenotarsi.
Il test comunemente utilizzato è il “test ELISA”, che ricerca nel sangue la presenza degli anticorpi anti-Hiv che si sviluppano solo se la persona ha contratto il virus. Il risultato del test è positivo se si rilevano gli anticorpi (sieropositività all’Hiv) e negativo se non ve ne è traccia (sieronegatività all’Hiv).

Recentemente è arrivato in Italia anche il test per l'HIV fai da te.

È importante sapere che il periodo che l’organismo impiega a sviluppare gli anticorpi (Periodo Finestra) può variare da qualche settimana fino a 3 mesi dopo che si è venuti in contatto col virus. In questo periodo una persona potrebbe risultare negativa al test, ma aver contratto il virus e trasmetterlo ad altri. L’esito del test si considera definitivo se sono trascorsi 3 mesi dall’ultimo comportamento a rischio.
Ci sono inoltre i test “combinati”, che rilevano, oltre agli anticorpi anti-Hiv, la proteina del virus p24. Sono meno diffusi e forniscono una risposta attendibile già a 4/6 settimane dal comportamento a rischio. Chiedi informazioni al laboratorio in cui decidi di sottoporti al test.

Per ulteriori informazioni e per sostenere la lotta contro l'Aids, in Italia puoi contattare la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, ovvero la LILA.


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