L’Oréal ingaggia una Sexystar di OnlyFans per la sua nuova campagna
news 13.08.2025
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Il colosso L’Oréal finisce al centro di una bufera mediatica dopo che il suo marchio di make-up Urban Decay ha scelto come nuova ambasciatrice Ari Kytsya, popolare creatrice di contenuti su OnlyFans, dove si definisce “mattress actress” e pubblica materiale esplicitamente per adulti.
La decisione, annunciata lo scorso 9 agosto, è stata accompagnata da una campagna pubblicitaria dal titolo provocatorio “UD likes it raw”, con immagini volutamente pixelate e riferimenti sessuali espliciti. Il messaggio? “Trucco senza censure… sul palco, davanti alla camera e sì, anche sul materasso”.
Chi è Ari Kytsya
Ucraina di origine, Kytsya è diventata negli ultimi anni un volto noto del mondo dell’intrattenimento per adulti. Parallelamente, ha costruito una solida presenza social: 4,6 milioni di follower su Instagram e milioni di visualizzazioni su TikTok grazie a tutorial di trucco, video lifestyle e contenuti ironici.
Il mix di sensualità, estetica curata e linguaggio diretto ha convinto Urban Decay a puntare su di lei per promuovere la sua linea di cosmetici “senza filtri”.

La polemica
L’iniziativa ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, L’Oréal difende la scelta parlando di un’operazione all’insegna della trasparenza e dell’autenticità, in linea con la filosofia del brand.
Dall’altro, organizzazioni come la Fawcett Society (associazione britannica per i diritti delle donne) hanno espresso forte preoccupazione: “Il rischio è normalizzare l’industria pornografica agli occhi dei più giovani”, sottolinea il CEO Jemima Olchawski.
Un ulteriore elemento di controversia riguarda la stessa “Value Charter” di L’Oréal, che vieterebbe collaborazioni con chi diffonde materiale pornografico, considerandolo incompatibile con i valori di “rispetto, tolleranza e inclusione”. La campagna Urban Decay sembra porsi in rotta di collisione con questa policy interna.
La difesa di L'Oreal
L’azienda ha invece deciso di continuare a difendere la propria scelta: "Ari porta “autenticità” e un “dialogo trasparente” sulla sua vita, comprese le gioie, le sfide e i rischi dell’industria per adulti." Urban Decay insiste che la sua strategia include talenti dalla creatività variegata, e che Ari rappresenterebbe una voce vera e sincera.
L’impatto sui social
Dal lancio, i video e le immagini con Kytsya hanno superato 18 milioni di visualizzazioni su TikTok, alimentando un dibattito acceso. Per i sostenitori, la campagna rompe un tabù e dà spazio a una bellezza libera, anche nelle sue sfumature più erotiche. Per i detrattori, invece, è un’operazione di marketing spregiudicata che rischia di mescolare mondi incompatibili: cosmetici destinati anche a un pubblico di adolescenti e contenuti per adulti.
Che piaccia o no, questa mossa segna un punto di svolta: il confine tra industria beauty e mondo dell’intrattenimento erotico si fa sempre più sottile. In un’epoca in cui le influencer non sono più “acqua e sapone” ma personaggi complessi e polarizzanti, le aziende devono decidere se abbracciare la provocazione o rifugiarsi in un’immagine rassicurante.
Urban Decay ha scelto la prima strada.
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