Il primo posto
Viola_bytes
-la prima è che solo tu e soltanto puoi determinare la portata del tuo destino;
-la seconda è che gli uomini sono esseri semplici, mononeurali, complessi sotto la superficie, ma anche incredibilmente insicuri dietro la facciata;
-chi domina non necessariamente brandisce uno scettro per imporre le regole;
-alla fine una donna può essere qualsiasi cosa dinnanzi agli occhi di un uomo: santa, suora, pura, innocente, maliziosa, peccatrice, tentatrice o radice di ogni male conosciuto nei piaceri terreni.
Dopo approfondite analisi sul campo, Viola decise che gli uomini per lei potevano diventare un piacevole passatempo, sicché molti di quelli che le scrivevano non avevano minimamente idea della mente diabolica che c’era dietro uno schermo.
Lei continuava imperterrita a cancellare i messaggi che riceveva quotidianamente, chiedendosi se avesse esplicitato in maniera chiara nella sua biografia in piattaforma la sua poca necessità di un altro uomo da accudire, o se ci fosse stato un abbandono scolastico generalizzato in alcune tipologie di uomini.
A volte, però si sa, le intenzioni cambiano e in momenti di solitudine la voglia di scoprire qualcosa di nuovo si insinuava nel suo animo, accompagnata da un sentimento di sfiducia e la propensione a rimanere insoddisfatta da chi si palesava di fronte.
Dopo anni, una strana coincidenza del destino le mise a disposizione una settimana unicamente per lei, nessun impegno, nessuna scadenza…. Solo se stessa e i suoi molteplici pensieri.
Decise di cercarsi finalmente un uomo, qualcuno per cui mettersi in gioco, qualcuno per cui fare l’amore era un atto totalizzante e non una mera ginnastica consumata in uno squallido motel di provincia.
I primi messaggi rasentavano l’orrido dell’umanità, non tanto per la grammatica, ma per mancanza di personalità dietro chi scriveva.
Era difficile per una come lei trovare il suo tipo, immaginiamo se il rapporto era 1:100, come cercare un ago in un pagliaio, senza nemmeno la certezza di poterlo trovare, oppure doversi accontentare per trovarlo.
Finché nei messaggi non scorse le parole di Fabio, 53 anni, un boomer giovanile dall’aria furba.
La cosa che la colpì non fu tanto quello che aveva scritto, ma il suo essere diretto… e la sua foto con degli occhiali improponibili.
Vedere quella foto la fece ridere di gusto e contrattaccare senza alcuna esitazione, gli lascio il suo canale di comunicazione preferito e seguirono alcune conversazioni interessanti.
Fabio sembrava un uomo simpatico, certamente non un maniaco, ma un uomo che dopo molteplici vicissitudini della vita sapeva come rassicurare una donna come lei, diffidente per natura e soprattutto con le antenne sempre accese.
Lui le chiese di venire a casa sua, lei rimandó il suo invito diverse volte fino a quando si decise ad incontrarlo.
L’incertezza fa parte del suo animo, solitamente chi non demorde fa quasi sempre breccia nelle attenzioni di Viola, ma in questo caso la pazienza dimostrata da quest’uomo palesava un universo molto interessante.
Si dice che se una donna sceglie la biancheria è perché la decisione di portare a letto sia partita interamente da lei, nel suo caso oltre che scegliere la biancheria: un reggiseno in pizzo cipria e le mutandine del medesimo colore, scelse anche la gonna nera lunga con uno spacco laterale, una canottiera champagne, un trucco fine ed elegante e i suoi bellissimi sandali gioiello Laura Biagiotti, dal taglio artigianale caprese.
Non era solita truccarsi molto, per lei contava la crema corpo da usare, il profumo, la morbidezza della pelle, il disciplinare le sopracciglia ad ali di gabbiano, donare intensità al suo sguardo con un mascara giusto ed enfatizzare le labbra morbide con un balm trasparente.
Le cose semplici conquistano sempre, oltretutto era già complicata di suo con la sua aria impettita da suora.
Prese la sua macchina e lo raggiunse a casa, anche se aveva dato un orario ben preciso la sua ansia la fece arrivare un 10 minuti per studiare la zona.
E poi arrivó Fabio, la salutó cordialmente e le chiese di salire facendole strada nel suo appartamento.
Le chiese se desiderava un bicchiere d’acqua, e con una punta di paura le chiese se avesse problemi con gli animali, visto che la sua casa era interamente sotto assedio di un delizioso cane e un gatto elegante.
Viola sorrise. consapevole che l’imbarazzo albergava ambo le parti, ma sinceramente stupita di quella carineria.
Parlarono molto, Fabio era particolarmente gentile, dolce, dedito all’ascolto, furbo il tanto che piace ad una donna, empatico. Ma aveva una luce diversa.
Viola se ne accorse mentre le parlava della sua vita, delle sue vicissitudini sulla piattaforma, dei momenti di grande soddisfazione e soprattutto dal modo in cui l’aveva fatta a suo agio con naturalezza.
Nulla di costruito, ma tutto spontaneo e tremendamente semplice.
L’uomo della porta accanto, il vicino che non ti immagini, la persona comune che ha un suo perché…. E che perché.
Viola manteneva il contegno solito, ma gli occhi la tradivano, comunicavano altro, e mano a mano che le parole di Fabio tessevano la sua storia, sentiva in cuor suo che si poteva fidare e lasciarsi andare, un sentimento antico che conosceva bene.
Fu Fabio a baciarla per primo, il suo bacio fu casto e puro, ma le intenzioni di Viola si palesarono in fretta… le donne come lei sono decise ma soprattutto ineluttabili verso ciò che desiderano.
I vestiti vennero meticolosamente levati, gli occhi di entrambi rimasero in connessione per tutto il tempo e solo in quell’istante il resto del mondo non esisteva più, le preoccupazioni, le ansie, le paure… tutto divenne semplice.
Desiderarsi, volersi, toccarsi, baciarsi… lo sfregare dei corpi l’uno contro l’altro, le lingue che si intrecciavano, i sorrisi, le risate, le scuse e il piacere.
Entrambi misero l’altro al primo posto, il tuo piacere prima del mio, il desiderio di far sentire meglio l’altro prima di se stessi…. e Viola e Fabio capirono che avevano trovato finalmente ciò che contava davvero: la resa incondizionata di chi non ha paura di farsi amare per ciò che è.
Dopo aver fatto l’amore, la voce di Fabio riecheggio nella stanza:
-sarebbe bellissimo se tu dormissi qui…
Viola si rannicchiò su un lato sorridendo e lo bació guardandolo negli occhi sapendo di aver trovato il suo posto.
Il destino aveva messo a disposizione di Viola una settimana tutta per sé, quello che il destino non le aveva preventivato era che avrebbe incontrato un uomo che l’avrebbe messa al primo posto, e per una volta anche lei avrebbe fatto lo stesso…
L’indomani:
Lei: “E se ti dicessi che ho già voglia di rivederti come la prenderesti?”
Lui: “E se ti dicessi che ho voglia di rivederti oggi, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e tutti gli altri giorni della settimana”.
Entrambi sorrisero, dall’altro lato degli schermi per un attimo non si sentirono soli con il peso delle loro vite.
Forse certi incontri sono scritti nel destino, ma sappiate che sanno di carezze nell’animo, di volontà completa di abbandonarsi all’altro, senza paura e sana incoscienza.
Perché in fondo la vita sa di questo, altrimenti perché non viverla appieno per qualcuno che ti mette al primo posto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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