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Lui & Lei

Passeggiata in riva al lago


di Membro VIP di Annunci69.it adamoedeva2022
19.10.2026    |    310    |    2 9.0
"A un tratto, lei estrasse la bocca dal membro che stava bagnando e lasciò esplodere un grido acuto: «Sì!»..."

Il sole oggi era stato implacabile, ma nel tardo pomeriggio l'aria aveva finalmente iniziato a rinfrescarsi. Decidemmo di concederci una passeggiata in riva al lago, mentre gli ultimi raggi dorati si frangevano sulle increspature delle piccole onde sollevate da una brezza leggera. Nell'aria densa fluttuava l'odore inconfondibile delle zàghere dei limoni che incorniciavano le sponde. All'orizzonte, alcuni ragazzi sfrecciavano leggeri sull'acqua, trainati dai loro kitesurf.
Il ticchettio dei tacchi di Lula scandiva il ritmo sul basolato. Lei procedeva con uno dei suoi amati vestitini corti, leggeri, che a ogni folata di vento si sollevavano appena, lasciando intravedere l'attaccatura della coscia e le forme morbide del suo bel sedere. Io camminavo qualche passo dietro di lei, godendomi in silenzio quel magnifico spettacolo.
Pian piano ci avvicinammo alla zona in cui i giovani kitesurfers riponevano le attrezzature e si riposavano tra un salto e l'altro. Al suono ritmato dei tacchi di Lula, due di loro si voltarono d'istinto, catturati da quelle gambe affusolate che avanzavano sicure nella loro direzione.
Decisi che era il momento di regalare a Lula qualche brivido inaspettato.
Infilai la mano nella tasca della giacca e strinsi il telecomando del sex toy che lei indossava già da prima di uscire. Schiacciai il tasto. Un fremito improvviso le scosse il corpo: Lula si bloccò, appoggiando istintivamente una mano sul basso ventre, chiudendo le ginocchia e inarcando leggermente la testa all'indietro, prima di girarsi a guardarmi con un misto di sorpresa e desiderio. Movimenti impercettibili ma eloquenti, che non sfuggirono agli occhi dei due giovani atleti, coi pettorali lucidi di sudore fuori dalle mute.
Lula, colta da un sussulto di pudore mista a eccitazione, si sedette di scatto su una panchina vicina, continuando a premere la mano contro il ventre per assecondare le vibrazioni che la perdevano. Il gioco durò altri cinque secondi esatti, poi interruppi il contatto. Lula mi guardò con gli occhi socchiusi, implorando quasi in silenzio di far durare ancora quell' emozione; perché a lei, più che il vibratore in sé, piaceva l'idea di esibirsi, di provocare gli uomini, e quei due ragazzi erano diventati improvvisamente il suo bersaglio perfetto.
Io, tuttavia, decisi di cambiare registro. Allungai il passo e mi diressi verso i due giovani. Scambiai con loro poche parole a bassa voce, fuori dalla portata di Lula, che ci osservava da lontano con curiosità, ben consapevole che con me non ci si poteva mai annoiare.
Terminato il breve scambio, lasciai che i ragazzi si allontanassero verso le cabine di legno utilizzate come spogliatoi. Tornai poi da Lula con un'aria rilassata e divertita. Lei mi scrutò, cercando di decifrare cosa avessi potuto dire, ma preferì non fare domande.
La passeggiata riprese. Ci fermammo a prendere un gelato — Lula adorava l'abbinamento nocciola e panna. Il cono cominciò a sciogliersi, e una goccia dolce colò lungo la cialda. Lei sporse la lingua, leccandola con una sensualità così esplicita da risvegliare in me il ricordo vivido di quando faceva lo stesso con il mio corpo. I suoi occhi cercarono i miei, compiaciuti dell'effetto che mi stava facendo.
Proseguimmo lungo il viale, diretti proprio verso la fila di cabine dei kitesurfers. Lula superò la prima, poi la seconda. Quando fummo davanti alla terza, la porta scattò: un braccio muscoloso uscì all'improvviso, afferrandole la mano e trascinandola all'interno. Entrai subito dopo di lei.
Lo spazio era angusto, forse due metri per tre, ma sufficiente per noi e per i due ragazzi, che si erano spogliati completamente. I loro corpi giovani, scolpiti e abbronzati, sembravano usciti da un'opera classica. Lula si voltò a guardarmi un istante, cercando nei miei occhi una conferma che si trasformò subito in una tacita, eccitata approvazione.
Uno dei due le posò le mani sulle spalle e, con un movimento morbido ma deciso, la spinse a inginocchiarsi davanti al suo bacino. L'altro, intanto, afferrò le sottili bretelle del vestitino di Lula, facendole scivolare lentamente lungo le braccia e mettendo a nudo il suo seno dai capezzoli già turgidi.
Io mi ritirai in un angolo, pronto a godermi lo spettacolo.
Con entrambe le mani, Lula prese i due membri, iniziando un'alternanza metodica e sapiente, muovendo le labbra con una maestria che tradiva il chiaro gradimento dei due giovani. I loro corpi si fecero via via più tesi, il respiro pesante.
Senza preavviso ma con estrema delicatezza, uno di loro fece alzare Lula, posizionandola a novanta gradi prima di affondare dentro di lei, accolto da un torrente di umori e da un gemito soffocato. L'altro non perse tempo, riprendendo immediatamente a farsi succhiare il sesso. Ogni volta che il piacere la travolgeva, le gambe di Lula cominciavano a tremare; il suo ansimare si faceva sempre più fitto, trasformandosi in gorgoglii di saliva mentre la bocca era occupata.
Nel mio angolo, sopraffatto da quella vista, tirai fuori il membro ormai dolorante per la tensione e iniziai a masturbarmi furiosamente. I ragazzi pompavano con ritmo regolare, sudati e concentrati sul corpo di Lula. A un tratto, lei estrasse la bocca dal membro che stava bagnando e lasciò esplodere un grido acuto: «Sì!».
In quello stesso istante, il ragazzo alle sue spalle si ritrasse e lasciò andare il suo calore denso lungo la schiena di lei. Io mi feci avanti verso l'altro giovane, spingendo nuovamente Lula in ginocchio: insieme, completammo il nostro rilascio sul suo viso. Lula accolse quel liquido con naturalezza, passandoci sopra la lingua per raccogliere le gocce che colavano sulle labbra.
Si alzò con calma, si pulì il viso con un piccolo asciugamano e si voltò verso di me, abbozzando un sorriso:
«Grazie per la sorpresa», sussurrò.
Un bacio leggero, poi uscimmo dalla cabina mano nella mano, lasciandosi alle spalle il profumo del mare e due ragazzi appagati da quel l'insolito fuori programma.
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