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Lui & Lei

Sara (...notte prima dell'esame)


di WarmEmbrace
26.06.2025    |    171    |    0 6.0
"Infine esco dal suo sesso fradicio e rientro in quel culetto spettacolare che tante volte avrei voluto voltarmi a fissare nei corridoi dell’università ma che non ho mai potuto farlo..."
“… ora raccontateci un po’ di voi. Come vi siete conosciuti?”

Finalmente la fatidica domanda che aspettavamo da tutta la sera e che tutti si fanno quando vedono un giovane professore universitario come me uscire con una giovanissima e bellissima studentessa di medicina come Sara. La differenza di età colpisce sempre tutti e la domanda incuriosisce sempre i molti. Sorrido, la guardo e diamo sempre la stessa romantica versione dell’amore fatto di timidi sguardi tra la prima fila e la cattedra nelle aule di facoltà e poi esploso in una grande passione alla fine della prima sessione di esami… Nulla di falso, assolutamente, ma le cose sono andate un po’ diversamente e questa mi sembra l’occasione giusta per raccontare i fatti nella loro originale bellezza…

Due anni prima

Anche quella sera avevo fatto tardi in università.
Il giorno dopo ci sarebbe stata la sessione di esami di Anatomia, il primo vero grande scoglio per molti studenti di Medicina, e io dovevo preparare ancora tutto affinché i novelli aspiranti medici del futuro potessero capire se la loro strada era continuare con gli studi o fermarsi e cercare altro.
Quella mattina ero arrivato in ritardo in Università e avevo dovuto parcheggiare molto lontano perché non c’erano più posti liberi accanto al palazzo principale.
Quando finalmente sono arrivato alla macchina nel parcheggio, tempo di cercare e prendere le chiavi, sento una voce chiamarmi…
“Professore?”
Una voce femminile, dolce, giovane, sicuramente quella di una studentessa.
“Mi dica…” rispondo io senza neppure girarmi.
“Mi scusi se la disturbo ma sono in ansia per l’esame di domani…” mi dice lasciando volutamente la frase in sospeso.
Allora mi giro e la vedo… Sara, studentessa modello del primo anno, curiosa ed attenta, sempre presente in aula nelle prime file e … pericolosamente bella!
Purtroppo per la mia capacità cognitiva era vestita come sua abitudine… leggings attillati, una maglietta che sembrava esserle stata dipinta sul corpo e un giubbottino corto pesante allacciato fino al collo.
Impossibile non rimanere completamente rapiti da quelle gambe e da quel sedere perfetto, tondo, sodo, su cui chiunque avrebbe voluto posare le labbra e affondare i denti…
“Ca##o sono un prof… non posso fare questi pensieri” penso… ma senza troppa convinzione
“Non deve preoccuparsi signorina, se ha studiato vedrà che non ci saranno problemi”, rispondo accennando un sorriso con la classica risposta di rito, distaccata e fredda.
“Ha ragione prof… ma… è proprio questo il problema… purtroppo in questi mesi non sono riuscita a studiare come avrei dovuto. Lei lo sa che sono sempre in aula, chiedo sempre approfondimenti, prendo un sacco di appunti… ma questi mesi sono stati mesi difficili e ora… ho paura per domani”
“Mi spiace per qualsiasi cosa le sia successo ma solo lo studio è la base per la buona riuscita dell’esame… se non ha studiato dubito che lo passerà”
“Il fatto è che…” mi incalza senza lasciarmi neppure un secondo per riflettere “…io vivo qui a Torino da sola e mi devo pagare tutte le spese… Ha idea di quanto sia costosa la vita in una città come questa per una ragazza sola? Così 3 mesi fa incominciato con un piccolo passatempo con cui pagarmi gli studi e la vita di tutti i giorni. Però mi occupa un sacco di tempo libero e non sono riuscita a fare tutto… tipo studiare per l’esame”
Ora l’unica cosa intelligente da fare sarebbe stata semplicemente salutarla, augurale buona fortuna per il giorno dopo e andarmene ma ca##o… era troppo bella, con quegli occhioni enormi che mi fissavano, e io ci sono cascato in pieno.
“Mi dica signorina, di cosa sta parlando”
“Beh… insomma… ho aperto un canale in un social per gioco, per vedere se davvero fruttava qualche soldino come dicevano tutti, e… wow… diciamo che non diventerò milionaria ma sicuramente aiuta, e parecchio. Ho incominciato a caricare qualche video mio e a vendere dei miei oggetti personali... insomma, non voglio giustificarmi, ma ho dovuto aprire una piccola attività in poco tempo e lo studio è andato a farsi un po’ benedire…” mi dice con una piccola risata.
“Capisco” rispondo maledendomi di quell’erezione che mi stava crescendo nei pantaloni
“Prof… io questo esame non posso fallirlo, ne va del mio futuro” mi dice facendo qualche passo verso di me
“Capisco” rispondo ormai in balia del mio flusso neurale completamente localizzato nel mio secondo “cervello”, ormai quasi completamente duro costretto nei miei pantaloni.
“Vede… per esempio, per fare questo video di 3 minuti ci ho messo più di un’ora”
E così dicendo mi ha avvicinato al viso il suo cellulare dove parte il video di una splendida ragazza ripresa di spalle, seduta su un dildo dal colore sgargiante, che si muove su e giù cercando di prenderlo in tutta la sua lunghezza… un video semplicemente magnifico.
Quel culo che si muove ipnotico, quella pelle morbida e perfetta, il suo ansimare così ritmico… io ormai ero completamente partito verso un altro mondo.
Riprende in mano il cellulare e mi dice “E questo? Solo 2 minuti ma 2 ore di post produzione”
Il video mostrava una ragazza con un rossetto color fuoco mentre si toccava il seno e si torturava forte i capezzoli, prima con le dita e poi con una molletta…
Intanto sentivo il rumore di una zip che si apriva piano piano e quando ha tirato via il cellulare dal mio viso, purtroppo mi sono reso conto che mi ero sbagliato prima … non era vestita come suo solito. La maglietta non c’era e sotto la giacca era completamente nuda.
Con la giacca aperta e quel meraviglioso seno esposto alla mia vista si è avvicinata a me e mi ha sussurrato:
“Mi può dare un aiutino per domani professore? … per favore…” avvicinando le sue labbra la mio orecchio e dicendo quel “per favore” con tutta la malizia di questo mondo.
Sbang… colpo di grazia… il mio cervello ormai era completamente partito, fottuto… “Dipende da quanto ci tiene signorina…”
Allora le metto una mano sulla schiena, entro dall’elastico dei leggings prendendole in mano una natica e stringendola forte la trascino verso di me. La bacio con foga, le mordo le labbra, la sua lingua saetta furi dalla sua bocca e incomincia a duellare con la mia.
Sara sa perfettamente quello che vuole e ora lo so anche io… Lei vuole l’esame, io farla mia… un equo compromesso.
Smetto di baciarla e, tenendole le mani sui fianchi, giro fino ad arrivare dietro di lei. Le stringo i seni a piene mani mentre con i denti saggio la resistenza del suo collo ai morsi. Poi, con una mano sul collo la piego contro la macchina.
Le abbasso i leggings fino alle caviglie facendogli togliere da una gamba e mi beo della forma sublime di quel fondoschiena tanto desiderato. Lo lecco, lo bacio… lo mordo, ca##o se lo mordo… le esce un urletto di dolore ma se vuole passare l’esame deve sopportare ancora un po'.
Si sente che si era preparata per l’incontro, sa di buono, profumata. Le mordicchio le labbra con le mie, entro con la lingua nel buchetto, poi mi attacco al clitoride e succhio con tutta la mia forza.
Lei è col seno nudo conto la carrozzeria della mia macchina, i leggings abbassati attorcigliati su una caviglia… è uno spettacolo.
Mi rialzo tenendola ferma con una mano sulla schiena, con l’altra mi apro i pantaloni e tiro fuori il mio sesso che è così duro da sembrare marmo. Sono troppo eccitato. non voglio essere dolce, voglio solo scoparla, godermi quel giovane corpo disposto a tutto pur di avere una possibilità nel futuro della medicina.
“Sicura?” Le chiedo in un ultimo atto di semi-lucidità…
“Mai stata così sicura… sono sua prof” mi risponde e allora sorrido perché erano esattamente le parole che volevo sentirmi dire.
Così entro dentro di lei. La scopo con forza e un ritmo lento. Mi godo tutte le sensazioni che i miei sensi mi stanno trasmettendo. Voglio sentire ogni centimetro della sua pelle, ogni suo movimento, ogni suo sospiro. Poi ripenso a tutte quelle battute goliardiche degli studenti sulla perfezione del suo fondoschiena e mi bagno un dito con della saliva ed entro nel duo culetto. Ha un sussulto ma non dice nulla. Non capisco se era pronta anche a quello o anche lei è in preda a provare un piacere che non si aspettava.
Intanto rallento il ritmo e le allargo piano piano il buchetto col dito, prima uno e poi due. Infine esco dal suo sesso fradicio e rientro in quel culetto spettacolare che tante volte avrei voluto voltarmi a fissare nei corridoi dell’università ma che non ho mai potuto farlo.
Stringe i denti, non parliamo, ma una volta che è entrata la punta è tutto più facile. La scopo così, lentamente, nel suo culetto non smettendo di guardarla e non credendo ancora che una creatura così sublime quella sera era solo per me.
Sara geme, ansima, con una mano si tocca il sesso fino a che io non vengo e lei non esplode in un orgasmo che la fa tremare tutta…
Mi accascio su di lei, distrutto, e le do un bacio sulla nuca.
Mi rialzo dopo qualche secondo e la vedo girarsi e andare verso il fondo del parcheggio.
Si accascia a terra dove fa uscire il mio seme da dentro di lei e intanto le esce un piccolo getto di urina…
L’orgasmo di prima l’ha scombussolata completamente.
Allora mi avvicino, affascinato da quella scena e, mentre la guardo finire quello che aveva iniziato, le metto in bocca il mio sesso ancora umido del nostro piacere.
Sara mi guarda, apre la bocca e lo accoglie… e lo accoglie divinamente.
Ci ricomponiamo.
Tiro fuori dalla mia 24ore le domande con le risposte all’esame… se le è meritate.
“Ecco qui… domani per te l’esame sarà una passeggiata e mi raccomando … voglio l’accesso premium al tuo canale”
Ci guardammo e scoppiammo a ridere entrambi.
“Non solo quello prof… non solo quello”
E se ne va…

Il giorno dopo, l’esame è un successo e la sessione orale della settimana successiva è ancora meglio… la ragazza o era un genio o in una sola settimana aveva studiato davvero parecchio per ricordarsi tutto.
Firmatole il libretto se ne va dall’aula guardandomi negli occhi e sorridendomi.
La ritrovo fuori che mi guarda e mi dice “Cosa fa stasera prof?”
“In realtà volevo staccarmi un po’ dai social e godermi un po’ di vita reale” le rispondo sorridendole “se le va può accompagnarmi a bere una birra…”
“Stasera devo girare un video… ma domani sono libera” mi risponde maliziosa…
Ed è così che tutto è iniziato.
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