Lui & Lei
Sottomessa?
CavaliereSKT
22.04.2026 |
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"Il suo liquido bianco scese tra le mie cosce e la mia resa era coscientemente avvenuta..."
Non mi piace essere sottomessa, non voglio ricevere ordini da uomini che io accuratamente scelgo. Eppure quel giorno, in quella stanza in cui mi ritrovai con lui, qualcosa di diverso successe.Lui. Esteticamente non era il mio tipo per così dire, non l’avrei notato per strada, al bar, in palestra. Lui invece aveva notato me e io scelsi di incontrarlo perché il mio intuito mi sussurrò: vai!
C’era qualcosa che m’inquietava ma allo stesso tempo mi attraeva. Qualcosa di perverso e diverso. Qualcosa che avrei voluto afferrare ma bruciava. Scelsi di bruciarmi alla fine, di gustare una sana follia, di iniettarmi una permanente droga. La sua mente possedeva la mia.
Entrai nel bagno a spogliarmi e rimasi solamente con le mutandine. Mi piace che mi vengano sfilate ma prima le sue dita dovevano entrare lì dentro e bagnarsi, decise nello scoprire il mio desiderio. E così accadde.
Vedendomi mi venne incontro e lo attirai a me.
Non ci fu tempo per un bacio. La mia mano prese la sua e la mise dentro conducendola a più riprese, profondamente e fortemente.
Stavo godendo di piacere e di potere.
Mi staccai e sprofondai nel letto. Aspettavo quel momento e lui fece esattamente ciò che mi eccitava: mi strappò letteralmente le mutandine.
Ero nuda ora.
Non più predatrice ma preda.
Mi allargò le gambe e ciò che sentii poi era solo la sua lingua che si muoveva tra le piccole e le grandi labbra. Mi stava risucchiando. Il mio corpo lo stava assecondando, il mio bacino si muoveva al ritmo della sua voglia di me. E lo esortai a chiamarmi per ciò che in quell’istante mi sentivo di essere: una troia. Una troia che fa esattamente quello che vuole il suo uomo.
Il mio gemito era lento come l’estasi che stavo provando.
Aveva vinto e voleva continuare a infrangere le mie regole. Mi fece una proposta. Indossare il suo cappotto e uscire fuori per arrivare alla sua macchina e ritornare. Conoscendomi anche da poco tempo non aveva dubbi che avrei detto no. Sì lo avrei detto ma lui aveva stravolto le mie certezze. La sua viziosità, la sua immoralità mi aveva pervaso e feci esattamente ciò che voleva. Scesi velocemente perché desideravo che lui mi penetrasse ancora e ancora. Non importava come.
Mi stava aspettando e sorrideva. Si stava toccando il membro, eretto e prepotente. Mi misi di spalle alla parete della porta e aprii il cappotto. Ci fissammo. Chi era la preda e chi il predatore? Volevamo la stessa cosa, la bramosia annullò i nostri ipotetici ruoli. Venne verso di me, mi leccò sul collo e io avvolsi una gamba sulle sue natiche. Mi prese così selvaggiamente, avvinghiati e sospesi eravamo io e lui. Il suo liquido bianco scese tra le mie cosce e la mia resa era coscientemente avvenuta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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