Lui & Lei
Un risvolto inaspettato
erotismoepassione
24.05.2025 |
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"Continuano quella danza erotica a lungo, sempre nella stessa posizione che entrambi non vogliamo abbandonare..."
Incontrai Electra al matrimonio di mia cugina. Avevo fondato la mia società da un anno, e necessitavo di una receptionist che si occupasse delle incombenze dell’ufficio, oltre naturalmente alle attività di segreteria, mia cugina conoscendomi professionalmente e sapendo della mia necessità mi mise allo stesso tavolo con Electra in modo che ci conoscessimo e che mi facessi una idea sulla persona.Electra, 25 enne, fresca di laurea magistrale era alla ricerca del primo impiego e avendo saputo da mia cugina della mia necessità, sperava di ottenere un primo colloquio.
Al nostro tavolo sedevano, Electra ed il suo ragazzo, coetaneo ed amico del marito di mia cugina, un’altra cugina con il suo compagno, nostro cugino Pippo, più una coppia di amici degli sposi.
Il suo ragazzo 30 enne, era un ex compagno di scuola del marito di mia cugina, con il quale aveva intrattenuto rapporti e di tanto in tanto uscivano tutti e quattro assieme. Mia cugina aveva quindi avuto l’opportunità di conoscere bene Electra al punto di ritenerla una ottima candidata per la mia attività.
Elettra era ed è tuttora una bella ragazza, longilinea, alta sul metro e settanta, seni piccoli ed un bel sedere a mandolino e soprattutto con un sorriso che ti disarma e ti scalda il cuore anche quando fuori piove e fa freddo. Era vestita molto sobria durante la cerimonia, pantaloni blu scarpe con tacco non troppo pronunciato in tinta, giacca blu con inserti bianchi ed una camicetta bianca che le dava un aspetto più maturo dei suoi 25 anni, ed in effetti discutendo amabilmente durante il pranzo pensai a lei come una persona più matura della sua età e con le idee ben chiare, inoltre mi convinsi che fosse molto più matura del suo ragazzo.
A fine cerimonia ci scambiammo i numeri di telefono e la invitai per il giorno successivo ad un colloquio di lavoro formale.
Il lunedì si presentò puntuale all’appuntamento vestita sempre formale, col suo sorriso e col suo entusiasmo. Appurai che conosceva alla perfezione quattro lingue e che ne parlava in totale sei, la sua laurea non era proprio in linea con l’attività della mia società, ma avevo già una equipe tecnica e quindi mi serviva più una figura di coordinamento e di relazioni, sia interne che esterne e quindi la assunsi. Era al settimo cielo e me lo manifestò chiaramente, dicendomi che si sarebbe fatta in quattro per soddisfare le esigenze lavorative.
Trascorsero i primi sei mesi dove diede prova di una ottima intelligenza, capacità di apprendimento e di gestione, diventando in breve anche la coordinatrice delle mie attività. La società all’epoca constava di nove dipendenti, tra tecnici e program manager, più Electra ed il sottoscritto.
Io mi occupavo soprattutto di acquisire nuovi ordini, quindi ero spesso in viaggio e lei era un supporto importante, tant’è che fosse anche l’unica persona a conoscenza della mia vita al di fuori dell’ambito lavorativo. All’epoca vivevo in un loft ultra moderno e lei era l’unica che aveva le chiavi e le password per accedervi, gestiva la signora che mi teneva in ordine l’abitazione e si occupava di gestire anche le incombenze extra lavorative; aveva avuto modo di conoscere alcune delle ragazze che frequentavo, che magari per qualche ragione aveva incontrato nel mio studio di progettazione o per altre occasioni. Electra gestiva tutto con efficienza e semplicità e come detto era un valido supporto.
Le ragazze o donne che frequentavo erano generalmente molto attraenti, vestivano in maniera molto provocante ed erano molto disponibili e lei comprendeva immediatamente quelle che rientravano nel mio target. Un giorno una di queste mi venne a trovare in ufficio verso la fine della giornata ed essendo ancora impegnato in una riunione la fece accomodare nel mio ufficio. La ragazza in questione, mentre aspettava il mio arrivo, si mise al telefono ignorando che avessi lasciata aperta una comunicazione su Teams, un programma di video chiamate, dove anche Electra era collegata; la “furbetta”, che pensando di non essere sentita si stava mettendo d’accordo con un suo complice per spillarmi dei soldi. Il piano era semplice ma sarebbe stato efficace per loro se Electra non avesse registrato la conversazione e mi avesse avvisato prontamente. L’idea sarebbe stata quella di venire a casa mia per una cena a due il sabato successivo e poi accusarmi di averla molestata. Electra non appena terminai la riunione mi avvisò prontamente suggerendomi di mettere delle telecamere a circuito chiuso in casa per registrare ogni attività e quindi tutelarmi, cosa che feci prontamente e che mi salvò.
Oramai la fiducia in Electra era al massimo e quindi, in concomitanza con ulteriori progetti di importanti dimensioni decisi di ingrandirci e lei divenne il mio braccio destro. Assunsi un’altra receptionist alle sue dipendenze e lei mi affiancò per gestire i progetti più importanti, con grande successo. Col tempo notai in Electra un cambiamento rispetto al suo iniziale modo di vestire, aveva iniziato ad osare un po’ di più, niente di volgare, ma il suo nuovo abbigliamento e il truccarsi un po’ di più mettevano in risalto la sua persona, tant’è che non ero il solo ad averlo notato, ed alcuni clienti che incontravamo assieme, me lo fecero presente.
Uno su tutti fu il Cav. Ghisanti, cliente molto importante, che mi fece percepire qualche cosa in più. Fu proprio lui che alla fine di un progetto molto importante, che avevamo brillantemente sviluppato, per una delle sue azienda, organizzo’ un party di inaugurazione a cui fui invitato e mi consentì di estendere l’invito ad Electra, che era stata molto preziosa per la gestione di questo progetto. Quando glielo proposi lei ne fu subito entusiasta, il party si sarebbe tenuto a Milano, in uno dei migliori alberghi del capoluogo meneghino, un venerdì sera verso la fine di maggio, le proposi di partire nel pomeriggio del venerdì designato e di prendere due camere nello stesso hotel, così saremmo potuti partire casual e poi prepararci per la serata, inoltre avremmo potuto trascorrere la notte senza rischiare di dover viaggiare stanchi e magari un po’ alticci dopo aver bevuto qualche bicchiere in più. Electra accettò con piacere anche perché sarebbe stata sola quel weekend in quanto il ragazzo sarebbe stato a Roma per una competizione sportiva.
Arriviamo quindi al giorno fatidico, stacchiamo entrambi dall’ufficio nel primo pomeriggio ed alle 17 passo a prenderla a casa, dove lei si presenta con jeans, scarpe basse, pullover e trench, con una borsa contenente un cambio ed il necessario per la notte più il vestito per la serata nel suo apposito porta abito.
Anche io ero abbastanza casual con al seguito borsa e smoking nel suo porta abito, il party sarebbe stato molto elegante e noi non volevamo essere da meno, inoltre il cav. Ghisanti era un cliente molto importante ed alla serata sarebbero stati presenti anche altri imprenditori.
Ci salutiamo con piacere nel vederci con un bacio casto sulla guancia, Electra ha come sempre un bellissimo sorriso ed è eccitata dall’evento, ci avviamo quindi alla volta di Milano ed alle 17,00 siamo in albergo, dove facciamo il check in. Ci consegnano le chiavi di una suite con salotto in comune e due camere con bagno, omaggio del cav. Ghisanti, come tiene a specificare l’addetto al front desk. Electra ed io ci guardiamo e sorridiamo per la piacevole sorpresa e ci avviamo nella suite, dove poco dopo ci raggiunge l’addetto ai bagagli per consegnarci il nostro guardaroba. La stanza principale è un enorme salone con divani al centro ed ai lati, un tavolo basso con sopra un cesto di frutta fresca e ed una bottiglia di champagne dentro un cestello. Di fronte alla porta di ingresso delle vetrate che si affacciano su un terrazzo da dove si può ammirare il parco di fronte e la piazza, mentre ai due lati due porte che conducono alle stanze; dopo aver ammirato il salone lascio ad Electra la scelta della camera e lei prende possesso in quella di destra lasciando a me quella di sinistra.
Con gli occhi sprizzanti di gioia Electra mi dice “e’ favoloso chissà come sarà il party, grazie per avermi invitata” ed io di rimando “sei stata una partner preziosa nessuni più di te potrebbe essere qui con me” ed alle mie parole si avvicina e mi abbraccia facendo aderire tutto il suo corpo contro il mio.
Ci stacchiamo guardandoci negli occhi entrambi con un sorriso e decidiamo di ritirarci nelle rispettive aree della suite per prepararci.
Alle 20,15 io sono pronto, seduto comodamente sul divano col mio smoking in attesa di Electra, da lì a poco il party inizierà, ed eccola uscire dalla stanza lasciandomi senza parole…..
Ha i capelli mossi raccolti all’insù in una semplice ma bella pettinatura, che le incornicia il viso e le lascia scoperto il collo, indossa un vestito da sera semplice e sexy, tenuto su da due fini spalline, con un décolleté che si apre sino al centro dei seni dove e’ posizionato il pendente di una collana fine ed elegante. La schiena è completamente nuda sino all’attaccatura dei glutei, completa il tutto sandali aperti e molto sexy e una pochette da sera. È un po’ più truccata del solito, sempre però in maniera elegante con le unghie di mani e piedi smaltate di un nero lucido, che la rende, se possibile ancora più sexy. Sono incantato e lei se ne accorge e con suo sorriso impresso nel suo volto mi chiede se va tutto bene. Mi alzo riprendendomi e le dico “sei meravigliosa”, lei arrossendo leggermente mi risponde “anche tu sei molto elegante nel tuo smoking” e mi aggiusta il cravattino.
Ci guardiamo entrambi rapiti e sorridenti e decidiamo che è ora di scendere.
Arriviamo nel salone principale ed incontriamo il cav. Ghisanti e consorte che ricevono gli ospiti, ci accolgono con un largo sorriso e presentandoci alla moglie dice “questa persona è l’artefice dell’ottimo risultato ottenuto nel nostro stabilimento pilota a cui seguiranno progressivamente tutti gli altri e questa splendida fanciulla è la sua preziosa collaboratrice” e la moglie di rimando “che splendida coppia, pensavo foste partner nella vita e non semplicemente colleghi”, ed a questa affermazione ringraziando per le belle parole, ci congediamo permettendo agli altri invitati di salutare i padroni di “casa” e poi non visti ci siamo guardati sorridendo entrambi per quanto ci avevano detto e nella mia mente sulla questione della coppia. In effetti formavamo una bella visione d’insieme, Electra 27 anni (erano già trascorsi due anni dal momento dell’assunzione) più matura della sua giovane età anche se questo non inficiava con la sua spensieratezza, io dieci anni più grande, ancora con lo stesso il entusiasmo e voglia di vivere di quando ero ancora studente universitario ed immaginavo il mio futuro, quella sera poi eravamo quasi irradiati da una luce particolare e questo si notava.
La serata trascorse piacevolmente, ed il nostro anfitrione elogiandoci ci presentava a varie persone che sarebbero potute essere utili per intavolare future relazioni lavorative; sul termine della serata il cav. Ghisanti mi prese da parte, nel mentre Electra era intenta ad intrattenersi con la moglie ed altre signore, ringraziandomi ancora per il lavoro svolto e informandomi che prevedeva a breve di estendere il progetto svolto dal nostro studio nelle sedi di Parigi e di Ankara in Turchia, detto ciò mi dice “hai una ottima partner in ufficio e dovresti coinvolgerla di più nei nuovi progetti, inoltre da come ti guarda, per quanto ne possa capire di donne, lei e’ molto presa da te…”
Queste parole, unitamente ai cambiamenti che avevo percepito nell’ultimo anno in Electra, le parole della moglie del cav. Ghisanti, gli sguardi e gli atteggiamenti nei mie confronti che aveva verso di me mi crearono un profondo turbamento ed eccitazione. Electra non era sicuramente il genere di donna con cui avevo fugaci relazioni, che potevano andare da una unica uscita ad un paio di mesi massimo, ma era anche vero che eccitava la mia mente e questa sera non solo, preso quindi dai miei pensieri mi sposto nel giardino interno, dove la sala del party affacciava, per fumarmi un sigaro, e dopo poco sopraggiunge Electra dicendomi “il party è stato molto bello e le persone piacevoli, volevo però stare un po’ sola con te. Non ti ho ancora ringraziata a dovere per tutto ciò che hai fatto per me, per la tua stima, fiducia e le opportunità che mi hai dato”. “Non hai bisogno di ringraziarmi hai saputo guadagnare la mia fiducia perché sei intelligente e lo hai dimostrato in molte occasioni”, nel contempo mi tolgo la giacca e la posò sulle sue spalle nude avendo notato brividi sulla sua pelle. Ci guardiamo per un attimo che sembra eterno e poi le dico “hai ragione prendiamoci un po’ di tempo per noi, che ne dici di tornare in suite ed aprire quella bottiglia gustandocela in santa pace? Tanto più che il nostro cav. Ghisanti non se ne avrà a male”, lei mi prende per mano e rientriamo nel salone dove si è svolto il party e da lì agli ascensori che ci avrebbero condotto al piano. Mentre camminavamo Electra mi prende sottobraccio ed appoggia la testa sulla mia spalla, senza proferire parola sino all’ingresso della suite.
Una volta dentro restituendomi la giacca mi dice “mentre tu apri lo champagne vado a darmi una rinfrescata” e la vedo allontanarsi dalla mia vista soffermandomi sulla sua schiena nuda e sull’ancheggiare dei suoi movimenti che la rendono oltremodo sensuale.
Quando torna una decina di minuti dopo verso lo champagne nelle coppe e ci sediamo sull’immenso divano vicini guardandoci per poter parlare, lei si toglie sensualmente i sandali per adagiare i piedi sul divano, si avvicina slacciandomi il cravattino dello smoking e liberando anche il primo bottone. Fa tutto questo sempre guardandomi negli occhi e con molta sensualità. Non posso resistere oltre e l’attiro a me baciandola ed accarezzando la sua sensuale schiena nuda, lei si lascia completamente andare e mi bacia con una passione che non avevo mai provato. Dopo un tempo indefinito, ci stacchiamo accaldati e guardandoci negli occhi facciamo partire una risata liberatoria, poi le dico “sei sicura di quello che stiamo facendo?”, lei di rimando “non potrei esserlo di più e tu lo sei?” Il mio sorriso esprimeva più di un sì e così facendo si avvicina ed inizia a baciarmi sul collo accarezzandomi il petto sbottonandomi uno ad uno i bottoni della camicia, sino ad infilarmi ma mano dentro per accarezzarmi la pelle. La sua bocca scende lungo il mio collo, bacia il pomo di Adamo e poi sempre più giù sino al torace, dove inizia ad accarezzarmi e leccarmi i capezzoli. Io mi godevo il tutto e le accarezzavo la schiena nuda arrivando sino alla scollatura posteriore che arrivava all’imbocco dei glutei. Sento la sua pelle calda e percorsa dai brividi allo stesso tempo e sporgendomi in avanti inserisco la mano sotto il vestito, accorgendomi che non indossa intimo. Electra nel mentre scende con la bocca sulla mia pancia e con una mano raggiunge i primi bottoni del pantalone che inizia a sbottonare, uno dopo l’altro scivolano fuori dalle loro asole, ed a questo punto si dedica alla cerniera che abbassa. La sua mano si intrufola all’interno iniziando ad accarezzare il mio cazzo oramai duro prima da sopra i boxer e poi direttamente all’interno di essi massaggiando sensualmente. Anche io non mi sono fatto remore e percorrendo il solco dei suoi glutei le lo accarezzato l’ano per poi raggiungere la sua figa vogliosa. L’accarezzo passando il dito tra le sue labbra, strofinando il clitoride lentamente e senza penetrarla e la sento vibrare e sospirare mentre i suoi umori copiosi mi bagnano la mano.
Dopo qualche minuto di quel piacevole supplizio per entrambi, Electra torna con la bocca sulla mia, mi passa la lingua sulle labbra e guardandomi con desiderio mi dice “aspetta” e così facendo porta le mani sulla mia camicia sbottonandola del tutto e sfilandomela, poi si alza e guardandomi fisso negli occhi, con una sensualità innata, si sfila le spalline lasciando cadere a terra il vestito.
Ha un corpo molto bello, pelle chiara, seno piccolo ma ben proporzionato con invitanti capezzoli da succhiare, ventre piatto dove sporge leggermente l’ombelico, gambe lunghe e toniche, dei deliziosi piedi smaltati, come le mani lunghe ed affusolate, e’ completamente depilata, le labbra sembrano quasi ambrate e si intravedono le gocce di rugiada. Rimango incantato, non avevo mai pensato a lei sotto questo aspetto, nuda davanti a me, lei se ne accorge, mi sorride e si inginocchia. Inizia a slacciarmi e sfilarmi le scarpe, le calze e quindi mi sfila anche i pantaloni, poi sempre guardandomi si avvicina, prende i lembi dei boxer dalla vita e sfila anche quelli.
Il mio cazzo svetta duro e voglioso, Electra lo accarezza, avvicina la bocca e fa scivolare la cappella al suo interno, mentre con la mano scende ad accarezzarmi le palle, sono estasiato dalla visione e dalle sensazioni che provo. La sua lingua avvolge la cappella e la accarezza sensualmente, mi guarda mentre lo fa godendosi il mio viso estasiato, poi scende più in profondità, sente il mio cazzo contrarsi ed allora cambia, se lo sfila dalla bocca e fa scorrere la lingua lungo l’asta sino alle palle, le imbocca, le lecca, e poi nuovamente su, facendo questo gioco innumerevoli volte, sono al limite e voglio attendere prima di venire, quindi la faccio alzare ed adagiare sul grande divano, la bacio con passione, poi scendo con la lingua sul suo collo, mentre le mani le accarezzano la schiena, raggiungo i suoi seni e sono ora i capezzoli l’oggetto del mio desiderio e della mia lingua, Electra arcua la schiena gemendo ed avvicinandosi al mio corpo come a donarsi ancor di più a me. Lambisco i suoi capezzoli, li mordicchio, li succhio, lei geme, la mia lingua prosegue la sua corsa, gioca con l’ombelico, per poi scendere verso il centro del suo piacere, le mie mani sono sui suoi glutei perfetti ed affondo finalmente la bocca sulla sua figa vogliosa. La lingua saetta sul suo clitoride, sulle labbra, la penetra e poi ancora sul clitoride. Succhio, lecco, affondo nuovamente la lingua dentro di lei, nel mentre le sollevo i glutei, lei geme ed afferra con le mani la mia testa, muove il il bacino su e giù come ad assaporare meglio il piacere. Ho il viso completamente bagnato dai suoi umori, muovo la lingua sul perineo la sento fremere e quindi raggiungo il suo buco del culo, lo lecco, ritorno sul clitoride percorrendo la strada inversa, afferro il clitoride tra le labbra e lo succhio avidamente, lo lecco. Electra ansima e mi implora “ti prego entra dentro di me, non resisto, voglio sentire il tuo cazzo pulsare nella mia figa”. Senza aggiungere altro appoggio la cappella tra le grandi labbra, la faccio scivolare su e giù senza penetrarla, il suo viso rappresenta il piacere che sta provando, lei mi guarda, avvolge le gambe attorno alla mia vita e mi tira a se. Finalmente (per entrambi) i nostri sessi si fondono, la penetro sino in fondo e mi fermo un secondo per gustarmi il piacere, poi inizio un lento su e giù, ogni colpo affondo sempre di più, le mi incita ad aumentare il ritmo ed entrarle più in profondità. Avverto chiaramente che con la cappella le accarezzo l’utero, lei accentua la penetrazione muovendo in bacino verso il mio ogni volta che affondo. L’interno della sua figa e’ caldo ed umido favorendo la penetrazione, ma al tempo stesso le pareti avvolgono il mio cazzo creando una sensazione unica. Ci baciamo in maniera voluttuosa, le nostre lingue danzano vogliose, le sue longilinee gambe saldamente ancorate al mio corpo, le sue mani sulla mia schiena in un abbraccio di desiderio, le mie mani sui suoi glutei che vengono stretti e modellati ad ogni affondo. La sollevo penetrandola, lei sia tiene stretta e raggiungo una delle due camere dal letto adagiandoci nel grande letto king size.
Continuano quella danza erotica a lungo, sempre nella stessa posizione che entrambi non vogliamo abbandonare. La voglia è tanta e l’amplesso si fa sempre più insistente, Electra sente il mio cazzo irrigidirsi, capisce che sono prossimo a godere e quindi mi dice sensuale sussurrandomi all’orecchio “godi dentro di me, libera la mente e concentrati solo sul piacere, godiamo assieme, non ti trattenere oltre, innondami di piacere, non ti preoccupare non sono nel periodo di ovulazione, schizza il tuo desiderio dentro di me”. Sentire la sua voce sensuale dirmi quelle cose mi porta ad arrivare al punto di non ritorno, vendo dentro di lei, con lei “godo Electra”, “godo anche io tesoro, non ti fermare, riempimi del tuo seme”, sono tutto dentro di lei, la cappella sul suo utero, lei sente il mio seme e si lascia andare ad un urlo liberatorio, sento del liquido sul mio pube, non so quanto dura tutto ciò, siamo in un’altra dimensione. Poi, poco a poco i respiri si quietano, ritornano quasi regolari e guardandoci negli occhi ci baciamo in maniera lunga e profonda. Rimango dentro di lei, non ho nessuna intenzione di liberarmi da quel legame e comunque non potrei, lei mi tiene saldo dentro di lei. Siamo madidi di sudore, le gocce che imperlano i nostri corpi e che si fondono tra loro, ci guardiamo profondamente esplorando le nostre anime, il desiderio fisico che si è acquietato ma non quello dell’anima. E’ notte fonda, non so bene quanto tempo sia passato dal nostro ingresso in camera, ma il desiderio è ancora alto, e continuano a baciarci, ad accarezzarci. Poco a poco la tensione si abbassa, la stanchezza della giornata si fa sentire e senza accorgersi ci addormentiamo avvolti in un abbraccio senza fine.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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