Lui & Lei
La doppia vita di Giulia
PensieroStupendo80
19.07.2026 |
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Giulia sorrise, un brivido di eccitazione pura che le attraversava il corpo nonostante tutto..."
Giulia si infilò i jeans e la maglietta di Marco, annusandola un’ultima volta prima di uscire dal suo appartamento. Erano quasi le undici del mattino. Il telefono vibrava da mezz’ora nella borsa: messaggi di suo marito, sempre più preoccupati.“Amore, tutto bene? Sei tornata tardi ieri…”
Lei rispose con un semplice “Sto arrivando”, poi spense la notifica. Marco, ancora nudo sul letto, la guardava con quel sorriso mezzo possessivo, mezzo preoccupato.
«Sicura di voler andare?» le chiese, tirandola per un polso per l’ennesima volta.
Giulia si chinò a baciarlo, un bacio profondo, quasi disperato. «Devo. Se sparisco del tutto capirà qualcosa. Ma stasera… voglio vederti di nuovo.»
«Ti aspetto. E non ti azzardare a farti toccare da lui.» Lei rise piano contro la sua bocca. «Geloso?». «Da impazzire.»
Quando Giulia aprì la porta di casa, l’odore familiare di caffè e detersivo la colpì come uno schiaffo. Luca, suo marito, era in cucina con la cravatta già annodata, pronto per il lavoro. Appena la vide, le andò incontro e la abbracciò. «Finalmente. Ero preoccupato. Dove sei stata fino a quest’ora?»
Giulia si lasciò stringere, il corpo ancora indolenzito dalla notte e dalla mattina con Marco. Sentiva ancora il suo sperma tra le cosce, un ricordo caldo e proibito.
«Da una collega. Abbiamo bevuto troppo e ho dormito da lei,» mentì con voce tranquilla, staccandosi dall’abbraccio prima che lui potesse sentire l’odore diverso sulla sua pelle. Luca la osservò un secondo di troppo. «Sei strana. Sembri… non so, luminosa.»
Giulia sorrise, forzato. «Sarà la mancanza di sonno. Fammi una doccia veloce e ti preparo qualcosa.»
Si chiuse in bagno e aprì l’acqua calda. Mentre si spogliava vide i segni: succhiotti leggeri sul collo, impronte di dita sui fianchi, il culo ancora arrossato dalle sculacciate di Marco. Si toccò tra le gambe e rabbrividì. Era ancora sensibile, gonfia, bagnata al solo ricordo delle spinte profonde di lui.
Sotto la doccia si lavò con cura, ma non riuscì a cancellare la sensazione. Mentre si insaponava il seno, le dita scivolarono più giù, sfiorando il clitoride. Chiuse gli occhi e rivide Marco che la prendeva da dietro, la mano nei capelli, il suono secco delle sue sculacciate.
Un gemito basso le sfuggì. Si morse il labbro.
«Giulia? Tutto ok?» Luca bussò alla porta.
«S-sì, arrivo!»
Uscì dalla doccia con la pelle arrossata, si mise un vestito leggero e tornò in cucina. Luca stava bevendo il caffè, ma la guardava in modo diverso. Più attento. Più… famelico.
«Sei bellissima stamattina,» mormorò, avvicinandosi da dietro e posandole le mani sui fianchi. La attirò contro di sé. Giulia sentì il suo cazzo già mezzo duro premere contro il suo sedere.
«Luca… devi andare al lavoro,» provò a dire.
«Posso arrivare tardi.» Le baciò il collo, esattamente dove Marco aveva lasciato un segno leggero. «Mi sei mancata stanotte.»
Giulia chiuse gli occhi. Il corpo reagì per abitudine: si inarcò leggermente contro di lui. Ma dentro di lei c’era solo Marco. Il suo sapore, la sua voce rauca che le ordinava di venire, il modo in cui l’aveva riempita fino in fondo.
Luca le alzò il vestito, le mani che risalivano sulle cosce. Quando le infilò due dita dentro, la trovò bagnata.
«Cazzo, sei già fradicia,» ringhiò soddisfatto, pensando fosse per lui.
Giulia non rispose. Si lasciò piegare sul tavolo della cucina. Sentì la zip di lui, poi il cazzo del marito che la penetrava con una spinta. Non era male. Luca era bravo, gentile, ma… diverso. Meno rude. Meno profondo. Meno tutto.
Mentre lui la scopava da dietro con ritmo crescente, Giulia strinse gli occhi e immaginò Marco. Immaginò la sua mano che le tirava i capelli, le sue parole sporche, il modo in cui le aveva leccato anche il culo solo poche ore prima.
Venne in silenzio, mordendosi il braccio, pensando a Marco che la riempiva di nuovo.
Luca la seguì poco dopo, gemendo il suo nome e venendo dentro di lei.
Rimasero così qualche secondo, ansimanti. Poi lui la baciò sulla nuca.
«Ti amo» disse. Giulia deglutì. «Anch’io»
Ma mentre Luca si sistemava i pantaloni e usciva di casa con un sorriso appagato, lei rimase al tavolo, il vestito ancora alzato sui fianchi, lo sperma del marito che le colava lungo la coscia mescolato a quello di Marco di poche ore prima. Prese il telefono e scrisse a Marco.
“Sono a casa. Mi ha appena scopata sul tavolo della cucina. Ma pensavo solo a te. Voglio vederti stasera. Ho bisogno di sentirti davvero.”La risposta arrivò dopo pochi secondi.
“Brava. Tienimi dentro fino a stasera. E non lavarti. Voglio sentirlo quando ti riprendo.”
Giulia sorrise, un brivido di eccitazione pura che le attraversava il corpo nonostante tutto. La doppia vita era appena iniziata. E lei non aveva nessuna intenzione di fermarsi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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